Linea Verde parla di Brunello intervistando Gianfranco Soldera (Case Basse)

Domenica scorsa, 10 gennaio, la popolare trasmissione di Rai Uno Linea Verde ha dedicato un’intera puntata – vedere qui il sommario – alla bellissima Val d’Orcia.
Tra i vari argomenti trattati nel corso del programma condotto da Massimiliano Ossini, anche Montalcino ed il suo Brunello e non, come magari ci si sarebbe aspettati, il vino di casa, l’Orcia Doc.
Questo aspetto a parte, due le cose sorprendenti, che si possono apprezzare, visionando, qui, la registrazione del programma, come ho potuto fare anch’io solo oggi: il fatto che l’interlocutore scelto per parlare di Brunello non sia stata nessuna delle grandi aziende che in passate presenze ilcinesi di Linea Verde erano state interpellate, bensì il personaggio più appartato (e non molto amato…) di Montalcino, ovvero Gianfranco Soldera, produttore di nicchia e di qualità eccelsa con la sua azienda agricola Case Basse.
Di scena, come pure sua moglie, curatrice di uno splendido giardino, verso verso il 35esimo minuto di registrazione.
Il secondo fatto sorprendente é che nel testo di presentazione del programma di domenica scorsa, visibile sul sito Internet della trasmissione, stia testualmente scritto: “Il fiore all’occhiello della produzione di questa zona è il Brunello di Montalcino. Visiteremo una delle aziende più famose e soprattutto virtuose, che ha sempre usato esclusivamente il vitigno sangiovese per produrre il suo Brunello”.
Ma come, se questa azienda ha sempre “usato esclusivamente il vitigno Sangiovese”, ci sono forse state altre aziende che non l’hanno fatto?
E non basta, nel corso della puntata il conduttore rivolgendosi a Soldera, come potete ascoltare nel filmato dice: “il Brunello ultimamente è stato sotto la lente d’ingrandimento perché pochi produttori fortunatamente hanno utilizzato altri uvaggi, perché il disciplinare prevede 100% Sangiovese”, affermazione alla quale Soldera ha risposto affermando che “per fortuna la Guardia di Finanza, la Magistratura, la Repressione frodi hanno fatto un grande lavoro d’indagine e hanno trovato questi problemi grossi, perché sono stati milioni i litri di vino declassati, questo a vantaggio dei consumatori e dei produttori che hanno usato sempre solo Sangiovese come prevede la legge perché è questo che deve essere fatto”.
“Talebani”, nel sostenere queste cose e nel dare voce a quel “provocatore” di Soldera, anche quelli di Rai Uno?

0 pensieri su “Linea Verde parla di Brunello intervistando Gianfranco Soldera (Case Basse)

  1. Mah, onestamente credo che la nota nel testo di presentazione sul sito della trasmissione (“Visiteremo una delle aziende più famose e soprattutto virtuose, che ha sempre usato esclusivamente il vitigno sangiovese per produrre il suo Brunello”)non sia maliziosa, ma piuttosto il frutto della distrazione di un redattore un po’ incompetente e un po’ svogliato.
    Più equilibristica, nel tentativo di alludere da un lato all’esistenza di aziende sotto inchiesta e di sottolineare dall’altro che queste sono “fortunatamente poche”, la domanda a Soldera, il quale ovviamente non poteva rispondere che come ha risposto.
    Anche la scelta di accostare Montalcino alla Valdorcia (geograficamente ineccepibile, enologicamente un po’ meno) mi pare ispirata dal desiderio di equilibrismo: dedicare la trasmissione alla Valdorcia ma far salire l’audience facendoci rientrare dalla finestra Montalcino con il suo appeal sul grande pubblico, scegliendo un produttore celebrato e quindi noto, ma al tempo stesso non allineato (e evitare quindi l’accusa di accondiscendenza agli inquisiti).
    Del resto Linea Verde è una trasmissione popolare…

  2. Pingback: Gianfranco Soldera ha torto | Intravino

  3. Signor Tesi mi permetta ma se per una volta la televisione intervista un produttore vero e non i altri soliti noti, lei dice che il redattore e’ incompetente e svogliato liquidando la trasmissione come popolare. Mah non so il vino italiano dove andra’ a finire con questa categoria di critica. Ne avessimo avuto cento anzi mille di produttori cosi’.

  4. Caro operatore newyorkese (ma un sano nome e un cognome, mai?),
    forse lei ha equivocato.
    Lo svogliato e incompetente era rivolto a colui che ha redatto la nota di presentazione al programma sul sito della trasmissione e non all’intervistatore. Le cui virtù professionali vanno comunque valutate sulla qualità dell’intervista e non dell’intervistato.
    Intervistato che ha la mia massima stima come persona e come produttore.
    Che invece Linea Verde sia una trasmissione popolare (nel senso di rivolta a un pubblico generalista e non tecnico) non lo dico io, ma il palinsesto della Rai e la sua struttura editoriale.
    Detto questo, non capisco che intenda con “questa categoria di critica”, ma mi adeguo.
    Cordialmente,

    Stefano Tesi

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