Meno incidenti se il vino… fosse di moda! Lunari considerazioni di un uomo politico lombardo

Sapete come accade, certi personaggi, che sembrerebbero consegnati all’oblio e di cui nessuno sentirebbe il bisogno di avere nuovamente notizia, a volte ritornano.
E’ questo il caso, ad esempio, di Francesco Fiori. Non conoscete Fiori (qui ritratto nell’unica foto che sono riuscito a recuperare in Rete)? Normale che accada, non preoccupatevi, ma ecco subito esaudita, ammesso ci sia, la vostra curiosità.
Francesco Fiori, nato a Voghera (PV) nel 1953 e giornalista pubblicista, è stato un (non rimpianto) Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia dal 1995 al 1999 e ora è consigliere regionale del Pdl.
Di lui possiamo dire che in oltre che é stato vice Direttore dell’Unione Provinciale Agricoltori di Pavia, direttore della federazione regionale degli Agricoltori della Lombardia (Confagricoltura) e direttore di Confagricoltura di Mantova, qundi parlamentare europeo dal 1999 al 2004, componente Commissione Agricoltura, componente Commissione Industria, responsabile del PPE dei rapporti con il mondo ecclesiale e dei rapporti con i Paesi Mercosur.
Perché torniamo oggi a parlare di Fiori, attuale membro in Regione della Commissione Programmazione e Bilancio e della Commissione Attività Produttive, sottraendolo al suo meritato cono d’ombra?
Semplicemente perché Fiori, sull’annoso e pericoloso tema incidenti stradali e consumo di vino, o meglio rapporto (tutto da dimostrare) tra consumo, anche se moderato e consapevole, di vino come fattore causante di incidenti della strada, ha detto, in maniera assolutamente lunare, la sua.
E come si può leggere, ad esempio in questo articolo pubblicato sul sito Internet Teatro Naturale, ha sentenziato, con lapidaria eloquenza, che “Se il vino fosse più di moda, ci sarebbero meno incidenti stradali”.
Suvvia, non mettetevi a pensare che all’oltrepadano esponente politico facciano difetto lucidità e conseguenza nel suo ragionare per avere ecceduto nella degustazione, fatta come ex assessore regionale all’agricoltura, ovvero da “addetto ai lavori”, della “nuova tendenza” delle bollicine locali, il mitico Cruasé!
Non pensatelo nemmeno lontanamente perché il Fiori, non contento di aver proposto, forse memore del Bonarda style, un wine (preferibilmente lombardo) style, una haute couture o un prêt-àporter enoico, magari con tanto di sfilate di belle modelle con bicchiere d’ordinanza in mano, ha argomentato il proprio pensiero ricordando, statistiche alla mano, che “secondo i dati Istat, per fortuna, solo il 2,09% degli incidenti stradali è frutto di guida in stato di ebbrezza, ma questa è dovuta in stragrande maggioranza ai superalcolici. Non possiamo stupircene, visto che i consumatori di aperitivi, amari e superalcolici risultano in costante aumento nell’ultimo decennio, essendo passati dal 39,5% del 1998 al 42,5% del 2006, con trend tuttora crescente”.
Non conosco la fonte di questi dati, invero non proprio aggiornati, visto che risalgono a tre anni orsono, ma non ho nessuna difficoltà a credere, l’ho più volte scritto, che il consumo, eccessivo, di vino c’entri come i cavoli a merenda come fattore scatenante della tristissima e drammatica serie di incidenti (le cosiddette “stragi del sabato sera”, che si estendono purtroppo anche ad altre serate…), che vedono coinvolti soprattutto giovani.
E che anche se l’etilometro non distingue tra beverozzi vari, superalcolici, drink, magari inframezzati con impasticca menti vari, e vino, è chiaro a tutti che il vino non può essere seriamente posto sul banco degli imputati, come attualmente accade, e che é assurdo che le persone cui viene rilevato al controllo un tasso alcolico di 0,6, magari per avere condotto una degustazione o bevuto due bicchieri di vino mangiando a tavola, vengano di fatto trattate come degli alcolizzati cronici.
Meno lucido e meno informato l’ex assessore Fiori si è invece dimostrato proseguendo nelle proprie dichiarazioni, sostenendo che “il vino ha in media 11-12 gradi, contro la gradazione molto più elevata di bevande e cocktail consumati nei locali” (negli ultimi anni la gradazione media dei vini si è, per vari motivi, decisamente innalzata…) e che “il limite attuale di 0,5 grammi di alcol per litro di sangue corrisponde a due bicchieri di vino inferiore agli 11 gradi, un rosso non strutturato o uno spumante”.
Ricordato che “l’eccezionale pregio e varietà dei vini italiani consente ampia scelta per un’educazione al gusto, e rende possibile una crescita culturale volta a privilegiare la qualità a scapito della quantità”, qual’è dunque la proposta operativa, la “ricetta” di Fiori? Elementare: “I giovani sono più sensibili e ricettivi di quanto si pensi: passare dallo sballo e dall’ubriacatura alla degustazione è possibile, se fa tendenza”.
La strada per la sicurezza delle strade, secondo l’uomo politico lombardo passerebbe, scusatemi la parolaccia, per la “trendizzazione” del vino, ottenuta non si sa come, magari scegliendo come eno testimonial Lapo Elkann, oppure la prezzemolina Belen, Alfonso Signorini o Fabrizio Corona (che in verità come eno-testimonial qualcuno l’ha già scelto…) e con una inversione di “questa tendenza, con una campagna d’informazione volta a promuovere il vino in alternativa ai superalcolici”, che “aumenterebbe la sicurezza sulle strade”.
Ormai lanciato, l’ex assessore giudica superfluo “aggiungere che mentre il vino poggia su secoli di storia e sul lavoro di migliaia di produttori, i superalcolici non appartengono alla nostra tradizione culturale. Un’ottima occasione per coniugare difesa dei prodotti italiani e prevenzione degli incidenti”.
Bene, ammesso e non concesso che questa campagna di “popolarizzazione” del vino nei confronti delle giovani generazioni possa riuscire e che invece dell’Heineken Jammin Festival, o di concerti rock sponsorizzati da noti brand della birra, si possano avere manifestazioni tipo un Barbera jazz festival, una rassegna di musica classica sponsorizzata dal Consorzio Franciacorta o da quello del Brunello, et similia, e che l’immagine del vino presso i giovani possa diventare più popolare o “o di moda”, siamo davvero certi che il problema degli incidenti stradali magicamente risolversi e che le strade diventerebbero ipso facto più sicure?
Non si tratta, invece, di un più generale problema di educazione, di cultura, di responsabilità, che non riguarda il vino piuttosto che la birra o gli alcolici e la loro corretta fruizione ed il loro consumo consapevole e ragionevole, ma investe, in questo nostro mondo sempre più confuso, disordinato, privo di armonia, tutti gli aspetti del vivere civile che è diventato sempre più un sogno e un’aspirazione, quasi un’utopia e non una realtà quotidiana di vita?

0 pensieri su “Meno incidenti se il vino… fosse di moda! Lunari considerazioni di un uomo politico lombardo

  1. secondo me, hai usato anche troppe parole per parlare di tale personaggio. purtroppo le parole di questi soggetti vengono poi amplificate dai media tradizionali, giornali locali, tv private e via così, mentre ancora non ho visto un programma che sia uno dove si parla intelligentemente di vino e di agricoltura in generale.
    ri ricordi la vecchia trasmissione ‘A come Agricoltura’ ?

  2. E’ incredibile che si continui a ripetere da parte di persone che rivestono cariche pubbliche che “secondo i dati Istat, per fortuna, solo il 2,09% degli incidenti stradali è frutto di guida in stato di ebbrezza”. Se si dà un’occhiata anche superficiale alla pubblicazione, che si può trovare sul sito dell’Istituto di Statistica, si capisce subito che il dato non si riferisce alle cause ultime dell’incidente, ma alle sue cause prossime. Nel 93% dei casi, infatti, l’incidente è attribuito a “cause imputabili al comportamento scorretto del conducente” (mancato rispetto delle regole della precedenza, eccesso di velocità ecc.): dietro queste cause è possibile che ci sia un eccesso alcolico, ma questo non viene specificato. Solo quando non è individuabile uno specifico comportamento scorretto, si passa alle “cause imputabili allo stato psico-fisico del conducente” (3%), tra cui prevale la voce “anormale per ebbrezza da alcool” (il famoso 2% circa).
    Poi possiamo essere d’accordo che l’alcol non è né la prima né la sola causa degli incidenti, ma forse solo quella più facilmente misurabile, però evitiamo di dare i numeri!

  3. Io credo che questi signori, che dovrebbero rappresentarci, vivono in una bolla di sapone…
    La gente educata al bere consapevole (che si tratti di vino o distillati o birra ecc) sa quando è il momento di fermarsi. Il problema degli incidenti è causato da chi beve con lo scopo di sballarsi, quindi c’è una forma di dolo(passatemi il termine), ma la causa non sono gli alcolici di per sè quanto la voglia di andare su di giri. S’è visto qualche tempo addietro quando hanno vietato la vendita di alcolici ai minori o dopo una certa ora, la gente si portava il whiskey (e non solo)da casa quando andava in discoteca. Il problema, come dice il buon Zili, sta nell’educazione che manca, e non mi riferisco all’educazione a bere bene ma in generale, all’educazione civica e al rispetto che ormai manca. Una volta queste cose erano demandate in gran parte alla scuola, oggi questo non è più possibile perche gli insegnanti rischiano di prendersi schiaffi dagli alunni grazie a genitori forse un po’ troppo moderni…(ma avete sentito poche sere fa ai notiziari di quei ragazzi che hanno provato a dare fuoco a quel barbone? e il commento di quel signore intervistato che diceva: …si, ma sono sicuro che era per giocare, mica per bruciarlo) ma questo è un altro discorso e non è questa la sede per affrontarlo. In conclusione, direi va combattuta la causa non l’effetto.

  4. Salve, volevo sottolineare il fatto che l’etilometro è uno strumento che cosi come è concepito non dà risultati attendibili ma può dare un indicazione se uno è vicino alla soglia oppure no; sono troppe le varianti da prendere in considerazione, ma se uno si rifiuta di fare l’etilometro diventa per LEGGE (assurdo) un criminale.
    L’unico metodo valido per sapere il tasso alcolico di una persona è l’analisi del sangue(questo ve lo può dire qualsiasi medico o ricercatore). Andate a leggere l’articolo pubblicato su tigullio vini e vi renderete conto che qui ci stanno a pigliare per un popolo di fessi.
    E poi un’ultima considerazione, gli incidenti son provocati per la stragrande maggioranza dall’eccesso di velocità; in Italia il limite massimo è 130km/h a quando UNA LEGGE CHE VIETI DI COSTRUIRE MACCHINE, FURGONI, MOTO, FUORILEGGE, un bel limitatore di velocità e per giovani fino a 21 anni un limitatore di velocità a 90km/h che bella proposta.
    un saluto nicola

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