Montalcino, i Colori del Brunello e dei cioccolatini davvero speciali

L’ho gia scritto molte volte, ad esempio qui, e non mi stancherò di ripeterlo che considero Montalcino un posto magico, una terra che offre grandi opportunità a tutte le persone di buona volontà e innamorate di questa terra speciale che le vogliano cogliere.
Opportunità offerte agli “autoctoni”, a coloro che sono nati qui e che talvolta, talmente “assuefatti” alla bellezza di questo posto non si accorgono nemmeno quanto privilegiati siano nel viverci, ma anche e soprattutto a coloro che qui sono arrivati per una scelta di vita provenendo dalle più diverse destinazioni, forti di esperienze e storie e culture le più disparate. Nella stragrande maggioranza queste persone arrivano a Montalcino per trasformarsi in produttori di Brunello, più o meno impegnati a tempo pieno oppure come viticoltori della domenica.
Ci sono tanti modi per reinventarsi un’esistenza come vignaioli a Montalcino, mettere semplicemente i capitali e poi magari lasciare fare tutto, anche un vino standardizzato o senz’anima, dal winemaker, meglio se blasonato e ammanicato con le guide, di turno, oppure scegliere Montalcino come buen retiro dove trascorrere buona parte dell’anno o dove trovare l’atmosfera giusta e la tranquillità per scrivere, oltre a cercare di produrre del buon vino, come nel caso di Ferenc Maté, americano di origine magiara, i cui libri che raccontano il suo arrivo e l’esperienza ilcinese, A Vineyard in Tuscany e The Wisdom of Tuscany sto leggendo con grande interesse, che Montalcino ha scelto per viverci con la famiglia.
E c’è poi il caso di chi, nato magari a Milano, e trapiantato a Montalcino arriva, magari non suscitando l’entusiasmo di molti e facendosi volere “bene” come sa fare solo lui, a produrre, in un posto magico scelto con istinto rabdomantico, a produrre il migliore (va bè, diciamo uno dei due-tre migliori) Brunello di Montalcino. Sto, ovviamente, parlando di Gianfranco Soldera, alias Case Basse.
Nella variopinta ed eterogenea colonia degli ilcinesi per scelta, uno dei casi più interessanti è rappresentato da una signora che Montalcino ha scelto per viverci e per lasciare il suo segno, sino a diventare una “coscienza critica” di questa comunità, dopo esservi approdata dalla lontana Milano dove è stata per tanti anni direttore della comunicazione della casa editrice Mondadori. Integratasi così bene, da rivestire la carica, per due anni, di assessore alla cultura e al turismo della Provincia di Siena, questo senza essere organica al Sistema o legata al Partito senza il quale a Siena e dintorni non si muove ancora foglia che lui non voglia…
Sto parlando, forse qualcuno l’avrà capito, di quel singolare personaggio, ospite fisso come commentatore dei miei post su questo blog, commenti sempre arguti, ricchi di ironia e capaci spesso di cogliere il cuore del problema trattato, che corrisponde al nome di Silvana Biasutti.
Bene, ora non parlerò di lei come della madre delle due gemelle che, autonomamente, e con ottimi risultati, dimostrando di non aver bisogno di “balie”, stanno mandando avanti una piccola azienda agricola, Fonterenza, che il suo spazio nel panorama ilcinese se lo sta decisamente conquistando a colpi di ottimi vini.

Parlerò, invece, della pirotecnica inventrice di un qualcosa di originale che va ad arricchire la già ricca proposta di prodotti ilcinesi, composta da vini, olio, miele, norcinerie e pecorini spesso superbi.
Cosa ha tirato fuori dal cappello del mago la buona Silvana? Un’idea apparentemente estrosa, che non c’entrerebbe molto con Montalcino ed il suo vino simbolo, questo se non vi foste avventurati qualche volta a tentare, in tema di mariages cibi-vini spericolati, un po’ border line, l’abbinamento di un bicchiere di un Brunello, di quelli buoni, con un cioccolato fondente. Di quelli altrettanto buoni.
La cosa, strano ma vero, funziona, tanto da tradursi in una vera e propria armonia del gusto, e così Silvana ha pensato bene che questo abbinamento un po’ speciale potesse addirittura diventare il tema conduttore di una vera e propria trovata: dei batons di cioccolata fondente, preparati con cacao di primissima scelta da un maitre chocolatier, ripieni di vino Brunello di Montalcino. Baton prodotti anche con la variante ripieno di grappa di Brunello.
Il risultato, come si può vedere dall’immagine che correda questo post e come si può leggere, sommariamente, sul sito Internet I colori del Brunello che Silvana ha creato (sito dal work in progress immagino…),lo dico dopo ripetuti assaggi e dopo aver fatto assaggiare queste delikatessen anche alla mia famiglia, ottenendo da loro un semaforo verde splendente, é straordinario.
Grazie alla perizia del chocolatier, Mauro Morandin, pescato in Valle d’Aosta, e alla qualità dei vini (e posso assicurare che Silvana per il ripieno sceglie vini e aziende di primario valore, dei veri Brunello) il goloso impenitente che è me si è trovato di fronte ad un esempio di perfetta fusione, di mariage armonico e indovinatissimo, tra chocolat e vino, ad un qualcosa di squisito dove si coglie la bontà del Brunello, esaltata dalla fondente scioglievolezza di un cioccolato di quelli giusti.
Una piccola cosa, un’invenzione che bisognava proprio inventarla per capire quanto fosse piena di senso e gustosa, eppure, ecco il discorso sulle infinite possibilità che Montalcino offre, basta volerlo, basta amare questa terra e volerne portare con onestà il messaggio nel mondo, una modalità inconsueta di parlare del Brunello ed i miracoli del Brunello mostrare anche in un ambito, quello della pasticceria e delle delikatessen cioccolatose, che da Montalcino in teoria poteva sembrare lontanissimo e invece non lo é.
Ma come mettere alla prova la verità di quello che scrivo e gustare anche voi quanto siano buoni, contagiosi come le ciliegie, questa creazione esclusiva targata I colori del Brunello e Silvana Biasutti?
Semplice, recandovi in una di queste pasticcerie indicate in questa pagina presente sul sito Internet, oppure contattando direttamente la creatrice a questo indirizzo di posta elettronica.
Ne sono certo: dopo averli gustati non potrete nemmeno voi, cosa che sta accadendo a molti, visto il successo che questo mariage chocolat-vin sta ottenendo, fare a meno di pensare a Montalcino e al suo Brunello anche con l’immagine di uno speciale cioccolatino…

0 pensieri su “Montalcino, i Colori del Brunello e dei cioccolatini davvero speciali

    • certo che é amore, per Montalcino e per tutte quelle espressioni che consentono a Montalcino di risplendere come un luogo speciale, una terra promessa per donne e uomini di buona volontà… 🙂

  1. Certo che a Montalcino se ne fanno delle belle, ma visto che son riusciti a fare quelle scatolette belline con il chioccolato ora si daran anche un occhiatina a cert’etichettine?

  2. Che l’inventiva e la bravura della Silvana siano visibili a chiunque, è cosa nota,
    la classe di Vita Di Benedetto come grafica e creatrice di etichette,unita all’esser una gran bella donna sono valori lampanti.
    Ag, a che la volevi dare l’occhiatina?

  3. Ma quante saranno queste Sil che compilano il Blog di Ziliani, il diario di un altro, telefonano puntualmente a Prima Pagina, visitano decine di Enoteche e Pasticcerie in tutta Italia, dispensano dolcezze anche nelle parole e idee? Una, solo una, l’amata Silvana che si può anche permettere di scrivere chocolat, troppo bella e brava qual è. Ciao Cla

  4. Se Agrodolce si riferisce che a Montalcino ci sono tante aziende con etichette veramente brutte ha perfettamente ragione! (parola di una che l’etichette le fa da tanti anni)
    ma questi con l’etichette brutte, in genere sono orgoliosissimi di averle, perchè magari l’ha fatta il nipotino o il babbo, o l’hanno ereditata ecc….. Sono clienti difficili e io ad esempio non mi ci confondo!!
    Glielo devono suggerire quelli che gli acquistano il vino di cambiare veste.

  5. L’etichetta (il packaging in generale) è il biglietto da visita di un prodotto: sarebbe opportuno che il prodotto fosse una sorpresa positiva, sempre.

  6. Scusate mi ero decotestualizzato e non vorrei che si potesse fraintedere. Nel caso dei cioccolatini della Silvana il prodotto è anche migliore di quanto il bel packaging prometta.

  7. Mi ero perso questo post. Voglio fare i complimenti alla Sig.ra Silvana per i suoi fantastici gioielli. L’unico problema è che danno dipendenza.

  8. Checcarini! Che carini, tutti e che gentili. Grazie, Grazie, Franco: quale onore essere recensita in cotanto blog. E grazie anche da parte di quell’antico Montalcino, tetragono e disarmante, che porto nel cuore e che fa fatica a farsi amare sinceramente e non solo per interesse. Che se lo ami sembra che tu gli faccia un dispetto.

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