Raspelli definisce “bellezza architettonica” il Boscareto resort di Serralunga”: urge visita dall’oculista!

Urge un nuovo paio d’occhiali, più potenti ed efficienti di quelli con tanto di montatura rossa che porta e ostenta vezzosamente, per l’ex “Savonarola della buona tavola”, al secolo Edoardo Raspelli.
Compiuti (lo scorso giugno) i 60 anni è normale che non ci si veda più tanto bene e che si renda necessario, oltre che un drastico intervento di dimagrimento (magari disinvoltamente trasformato in un “gastro-reality”), anche un passaggio dall’oculista e poi dall’ottico, per evitare di prendere fischi per fiaschi, per vedere bene e riconoscere con sicurezza le cose cui ci si trova davanti.
Credo abbia seri problemi di vista Raspelli, diversamente, in questo articolo pubblicato nei giorni scorsi sulla Stampa (leggibile qui, sul sito Internet del quotidiano torinese) non avrebbe fatto il clamoroso errore di scambiare quello che alcuni sono arrivati a definire un “ecomostro”, quello che vedete in queste fotografie e di cui abbiamo – qui – lungamente discusso, per “un sogno di straordinaria modernissima affascinante bellezza architettonica”, come lo definisce.

Scrivendo difatti del super discusso Boscareto Resort & SPA di Serralunga d’Alba, proprietà della potente famiglia Dogliani, proprietaria, tra l’altro, dell’azienda vinicola Beni di Batasiolo, leggete difatti quale idilliaca e fantasiosa descrizione, vera licenza “d’artista”, della costruzione e del loco ci regala, evidentemente “cecato”, il sempre più rotondo Raspelli: “Salite da Alba di pochi chilometri, inanellate 15 chilometri in altrettanti minuti e sarete in un Nirvana per ogni stagione.
La vecchia grande panoramica cascina ha lasciato il posto, sulla cima del colle, prima di Serralunga d’Alba, lungo la strada che porta a Roddino, a questa grossa costruzione che è un sogno di straordinaria modernissima affascinante bellezza architettonica”-
E ancora: “le dimensioni, non piccole, sono state acquattate nel verde di centinaia di alberi qui trapiantati già avanti con gli anni, a dare fascino e ad attutirne l’impatto. Il Piemonte, la Langa in particolare, ha finalmente una nuova grande struttura, un ambiente ultramoderno, vera e propria cittadella auto-sufficiente ma, contemporaneamente, quante altre mai legate al territorio, a cominciare dai creatori della struttura, la famiglia Dogliani dei Beni di Batasiolo.

Dallo Chardonnay, al Barolo ed ora a questo Boscareto Resort & SPA che allinea: un centro benessere con un’affascinante piscina, un bar dai tavoli ben distanti e dal servizio accattivante e perfetto come in tutti i reparti, una vineria, un albergo da sogno spaziale multicolore di una quarantina tra stanze e suite e un ristorante aperto da pochi mesi ma già importante”.
Nessun accenno al fatto che quella immensa colata di cemento, vetro e ferro, abbia letteralmente “violentato” il sacro paesaggio delle vigne di Nebbiolo da Barolo di Serralunga d’Alba, piuttosto una decisamente fantasiosa descrizione – che conferma che Raspelli non vede decisamente bene – di “centinaia di alberi qui trapiantati già avanti con gli anni”, che a suo dire darebbero “fascino” sino “ad attutire l’impatto” ambientale. Per la serie, quando la fantasia sale al potere…
Che dire dunque a Raspelli se non di correre urgentemente dall’oculista, di farsi un bel nuovo paio di occhiali spessi, di mettersi, se necessario, le lenti a contatto?
Se ascolterà questo consiglio, sono sicuro che una volta trovandosi a passare da Serralunga d’Alba e giungendo di fronte al Boscareto resort, capirà di avere clamorosamente sbagliato, di avere preso fischi per fiaschi, e intellettualmente onesto come dice di essere, e come sicuramente è, proporrà alla Stampa di pubblicare un’errata corrige.
Poche semplici righe, solo per chiedere scusa ai lettori per aver descritto il Boscareto resort – in fondo non ci vedeva bene… – in maniera molto diversa da com’è realmente e da come la vedono tante persone come me…

27 pensieri su “Raspelli definisce “bellezza architettonica” il Boscareto resort di Serralunga”: urge visita dall’oculista!

  1. Anche a me sembra che Raspelli abbia urgentemente bisogno di occhiali. Quando si scrive, come ha fatto lui, “Salite da Alba di pochi chilometri, inanellate 15 chilometri in altrettanti minuti e sarete in un Nirvana per ogni stagione. La vecchia grande panoramica cascina ha lasciato il posto, sulla cima del colle, prima di Serralunga d’Alba, lungo la strada che porta a Roddino”, significa che non ci si vede bene, perché salendo da Alba, come lui dice di aver fatto, prima si incontra il paese di Serralunga e poi si arriva al Boscareto resort.
    Ma sicuramente Raspelli si é distratto e non ha redatto bene i suoi appunti, oppure é arrivato al Resort da Monforte d’Alba: solo in questo caso lo si incontra prima di arrivare in paese…

  2. Io l’ho vista con questi occhi, “di persona personalmente”(come direbbe un personaggio di Camilleri). E’ una struttura di per sè bruttissima, incastrata(è il termine più idoneo che mi viene in mente)in quel contesto poi è come un pugno in un occhio. Non c’è proprio nulla ad attutirne l’impatto, al contrario di quello che sostiene Raspelli, salta subito agli occhi in quanto non ha niente che leghi quella costruzione all’ambiente di Langa nè architettonicamente nè paesaggisticamente parlando, è come se quella costruzione fosse stata concepita per stare in un altro luogo e avesse perso la strada di casa (che non è quella).
    Domanda: ma Raspelli non dovrebbe andare a zonzo per l’Italia a scoprire le chicche culturali ed enogastronomiche di questo nostro bel paese? In questo caso avrebbe fatto meglio a travestirsi da gabibbo come inviato di striscia la notizia per denunciare il deturpamento fatto dal Boscareto resort in quel di Serralunga d’Alba.

  3. Caro Ziliani,
    il buon Raspelli non è l’unico ad aver bisogno di una visita accurata, si veda quest’altra “perla”: “Incastonato come un gioiello nel fantastico contesto della langa, questo Resort 5 stelle Lusso con Ristorante Gourmet La Rei è sicuramente l’attrattiva che mancava nel segmento di offerta top class Internazionale, del territorio”
    fonte http://www.altissimoceto.it/2009/12/18/ristorante-la-rei-del-boscareto-resort-spa-serralunga-dalba-cn-chef-chen-shiqin/

    non discuto il ristorante ma questo affare, oltre che drammaticamente invasivo all’esterno, è anche, e soprattutto, architettonicamente bruttooooooooooooooo!
    Ma, come si vede, trova i suoi estimatori…..
    Francesco

    • si potrebbe pensare ad una convenzione per un trattamento di favore con sconto per una bella visita oculistica per tutti questi estimatori, che hanno seri problemi di vista… Oppure un concetto della bellezza e del rispetto del paesaggio del tutto personale…

    • beh, Raspelli finché ho avuto modo di frequentarlo, era uno che di ristoranti e di cucina se ne intendeva, e se scriveva di un posto ci era sicuramente stato. Cosa che non sempre accade nel mondo degli ispettori delle guide e dei critici gastronomici…

  4. Se ci riesco, la mattina mi piace fare un po’ di jogging. Soprattutto quando sono “fuori sede”: è una maniera per vedere da vicino, all’alba, i posti che poi visiterò nella giornata. Durante una mia corsetta mattutina di qualche mese fa mi sono imbattuto nel resort in questione, ed è stato una specie di pugno nello stomaco. Stavolta proprio non posso concordare con Raspelli, no. A me quel posto proprio non induce pensieri di bellezza.

  5. Buongiorno Sig. Franco, indubbiamente una bella lotta tra Massobrio e Raspelli quanto ad oculatezza e lucidità nel giudicare il Resort!!!
    Giustissimo continuare a stigmatizzare questa porcheria!

    • il nostro punto di vista, completamente diverso dal loro, conferma l’assoluta veridicità del proverbio che recita “non é bello ciò che é bello, ma é bello ciò che piace”… Lecito che loro scrivano bene di questa cosa, altrettanto lecito che noi scriviamo che non siamo d’accordo sui loro giudizi e che restiamo basiti di fronte al loro compiacimento. Certo che riuscire a farsi piacere e trovare bella una cosa come il Boscareto resort é un’impresa non da poco…

  6. Raspelli forse ha bisogno di una visita oculistica, non lo so, ma invece Altissimo Ceto – Claudio Sacco avrà anticipato la sua visita al Boscareto con questa email?
    “…chiaramente nessun costo è previsto da parte del ristoratore per la realizzazione del servizio fotografico, oltre che per la pubblicazione del reportage/recensione sul sito Altissimo Ceto. Ma in considerazione del fatto che la nostra guida online (completamente gratuita) , non genera proventi/ricavi come avviene per le guide cartacee tradizionali, il nostro progetto di guida indipendente si sostiene ANCHE grazie al contributo e supporto dei ristoratori che in ogni caso ci OSPITANO per il pranzo o la cena destinate a produrre il reportage oggetto di pubblicazione.”
    Tratto da una discussione su Dissapore:
    http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/la-liberta-si-paga/

  7. Credo che questo impianto realizzato dalla famiglia Dogliani, sia un’offesa al paesaggio delle Langhe e allo stesso tempo, e un vero e proprio “ecomostro”.
    Mi ricorda quasi di una certa costruzione, demolita qualche anno fa in Costiera Amalfitana (quella fu costruita illegalmente), ma come bruttezza siamo li.

    • invito i lettori di questo blog ad inviare commenti nell’ambito del diritto di critica, senza sconfinare nell’insulto o nella diffamazione. Ho già cestinato un paio di commenti francamente impubblicabili, la cosa mi spiace, ma non posso fare altrimenti. Critiche sì, illazioni o altro non sono disposto a tollerarle e pubblicarle.

  8. @Franco, io faccio l’imprenditore in vari settori e, come ben sai, anche in edilizia. Sta per iniziare un’altra avventura, la costruzione, in mezzo alle mie vigne di una piccola cantina/relais, per la produzione di vini da agricoltura biologica. Bene! senza voler fare il saccentino primo della classe, non avendo potuto mettere le mani su una vera masseria da ristrutturare, per mancanza di strutture disponibili o per l’esorbitanza dei prezzi richiesti, mi sto facendo dissanguare dal mio architetto per costruire qualcosa che abbia le seguenti caratteristiche:
    1-uso esclusivo di conci di tufo evitando al massimo possibile il cemento armato;
    2-massima integrazione con il territorio circostante (cioè nessun cristallo, grattacielo, grotta finta etc etc da pseuto giapponesirenzopianesiblablabla);
    3-autosufficienza energetica da fonti rinnovabili;
    4-riproposizione di quanto i nostri avi 200 anni fa facevano quando costruivano una masseria (grazie a Dio, il medesimo tufo ed il medesimo mazzaro che si usavano allora sono ancora disponibili adesso.
    Non penso di essere un rivoluzionario nè un imbecille.

    • E bravo Beniamino! Sono certo che quando vedrò il risultato finale non avrò la stessa reazione che ho avuto (ma io forse non vedo bene come Raspelli…) di fronte al Boscareto resort…
      @ Famiglia Dogliani: dovreste ringraziarmi per tutta la “pubblicità” che vi sto facendo… 🙂

  9. La costruzione è brutta OK . Ma certamente c’è stata una amministrazione comunale e forse una commissione provinciale o regionale che l’ ha autorizzata ……
    Questo è il problema maggiore
    Raspelli o chi per lui . Beh ! Il lesso si deve portare a casa tutti . In un modo o nell’ altro ….

  10. Caro Ilio, la valorizzazione del territorio deve essere portata avanti prima di tutto dalle comunità locali, il problema maggiore è che in questo caso gli abitanti di Serralunga hanno applaudito allo scempio o comunque poco hanno detto sulla nuova bruttura che è stata costruita.
    saluti
    Edoardo

  11. Non chiamerei in causa le amministrazioni locali che – per quanto riguarda informazione, cultura e buon gusto – fanno acqua un po’ in tutto il paese. E che, tra tutte le consulenze professionali conferite (o elargite) dovrebbero dedicare più attenzione a quelle che possono dare pareri preventivi per evitare svarioni come quello illustrato qui sopra.
    E sottolineo PREVENTIVI, perché anche demolire costa.
    Il cosiddetto resort di cui si parla qui è proprio l’emblema di come – in un paese ancora così bello come il nostro – non vi sia alcuna attenzione per le nuove architetture che dovrebbero protrarne la bellezza nel futuro. Non attenzione da parte della committenza – totalmente ignara di ciò che potrebbe aggiungere valore al proprio patrimonio aziendale – ma nemmeno da parte di architetti e progettisti, incapaci di interpretare modernamente persino realtà che dovrebbero ospitare solo bellezza – anche contemporanea -, per ciò che riguarda coloro che hanno concesso la licenza edilizia vedi sopra. La maggior parte dei progettisti, nell’idea di pararsi le terga, cerca di ‘rifare’ l’antico (o il vecchio). Come se ciò fosse un merito.
    Perché invece non aprire una bella discussione – aperta e franca – su questo problema, che è vastissimo e riguarda il paese tutto?!
    Senza insulti o invettive: non ce n’è bisogno.
    Basta la via telepatica: noi streghe sappiamo come fare

  12. Brava Silvana,e’ un problema di professionalita’ da parte dei tecnici,ti fanno credere che e’ tutto in regola,poi invece ti ritrovi conl’acqua alla gola e qualsiasi modo per salvarsi va bene……..chi ci guadagna? Sempre gli stessi ,quelli che hanno il potere e possono tutto.Alla fine che importa l’impatto ambientale,il committente ormai ha speso parte della sua vita in un progetto che comunque e in qualsiasi modo ha ottenuto.La maggior parte delle volte accade a chi ancora crede nella lealta’ altrui.Non ho la sfera magica ma ho imparato a mie spese

    • diciamo che ho anche una rete di lettori e amici che mi segnalano spesso le cose che penso mi possano interessare…
      E questa dell’ecomostro nei vigneti di Serralunga d’Alba é una cosa che m’interessa moltissimo, tanto che ne parlavo proprio ieri mattina nella redazione di un importante news magazine italiano…

  13. Francamente, Franco, (Raspelli su La Stampa on line) molti mi paiono refusi, o mere disattenzioni. Però hai messo il dito in un’altra piaga: la sciatteria con cui scrivono anche molti giornalisti (e non solo i manager de noatri o i megadirettori di svariate cosiddette testate: mi è ‘entrato’ in un occhio uno ‘schizzofrenico’ di uno di costoro che mi ha lasciata secca!).
    Sembra che il mondo di chi scrive sia privo di dubbi; anziché “sapere di non sapere”, mi pare che non sappia di non sapere. Il che è perdonabilissimo tra giudici, avvocati, architetti (e poi vedi cosa ti vanno a costruire)e – mannaggia – tra i manager; molto meno tra giornalisti, che dovrebbero contribuire a divulgare la nostra – tutt’ora e nonostante questi scempi – bellissima lingua.
    Eppure mai un dubbio: e ormai un po’ è diventato un pò, qual è ha conquistato il diritto a portare l’apostrofo, …per tacere dei congiuntivi, ormai ignorati da gente senza dubbi, per non parlare dei verbi troncati: si va a fà, a mangià, a studià (magari l’ortografia ma che è ‘sta ortoche), per proseguire con qui e qua dove l’accento non andrebbe ma checcefrega io lo metterei pure su ‘sta’; come l’aceto balsamico l’accento va bene su tutto, aggiunge enfasi e dà verve alla frase. Massì lossò che esagerò. Silvanà!

    PS-Il paesaggio e la lingua sono uno dei nostri – non pochi, ma regolarmente ignorati – vantaggi competitivi. Teniamoli da conto, perché gli altri ce li invidiano (e prima o poi se ne impossesseranno).

  14. certo che sono refusi e disattenzioni Silvana, perché Raspelli é uno che se scrive di un ristorante é perché l’ha visitato. Su questo non ci piove e non v’é dubbio alcuno. Lui al Boscareto resort c’é stato (e ne ha scritto magari non raccontando bene il percorso fatto da Alba, ma tant’é), ma con quel problema di vista che l’affligge e di cui ho scritto non é riuscito a distinguere bene la situazione, ha visto fronzose coperture di alberi laddove, ahimé, a dominare non é il verde, ma vetro e cemento e acciaio.
    Poi magari a lui il risultato finale, a differenza nostra, piace, non appare stridente con il paesaggio dei vigneti di Serralunga d’Alba circostante…
    Ma cosa dici, invece, se lanciassimo una colletta per pagarli una bella visita da un oculista con i controfiocchi e un bel paio di occhiali nuovi nuovi o di lenti a contatto, o se scrivessimo al direttore della Stampa per manifestare la nostra preoccupazione per la vista dell’ex “Savonarola della buona tavola”, come amava definirsi?

  15. Dico che dovresti aprire – nel tuo blog – una finestra ‘culturale’, senza paludamenti, perché il vino “non è” senza la bellezza (stile, ospitalità, linguaggio, paesaggio). Se non tu chi altro?

  16. salve, sono arrivato per caso a questo blog inseguendo un parere per una bottiglia di chianti classico. Penso che tutti quelli che hanno visto le foto del “resort” (sigh!!) e abbiano letto l’ articolo abbiano pensato la stessa cosa. Io condivido in pieno l’ idem sentire. Ogni commento diventa superfluo. Sono i “nuovi barbari”. Il nostro Bel Paese violentato dalla logica del profitto. Cosa diranno i nostri figli di quello che gli abbiamo lasciato? Approfitto per segnalare anche quello che succede in Maremma, in una terra bellissima dove è atterrata un’ “astronave”: la nuova cantina di Antinori in località Cacciagrande, a Castiglion della Pescaia.

    • Ernesto, direi che é la nuova “morale”, quella del profitto, che induce a fregarsene altamente di considerazioni di carattere estetico, della logica del rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Non sono “nuovi barbari”, sono persone che hanno tutte le carte in regola, tutti i permessi possibili ed immaginabili, e non hanno gusto, come non l’hanno, credo, nemmeno i tecnici ed i consulenti che hanno progettato e realizzato una cosa del genere… Continuiamo a far capire, con questi interventi, che non tutti la pensano come loro e che se pure il ristorante ospitato all’interno del Resort può essere eccellente, come hanno scritto colleghi giornalisti che hanno giudicato “a prescindere” dal contesto, concentrandosi sui piatti e basta, a tanti come noi non interessa assolutamente recarci in un ristorante, seppure ottimo dal punto di vista della cucina, inserito in una simile struttura. Saremo dei romantici, dei Don Chisciotte, dei fessi, delle persone che non sanno “stare al mondo”, ma io sono contento, a 53 anni, di avere ancora di questi idealismi…

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