Vini Naturali a Roma: 30-31 gennaio e 1 febbraio

Se siete degli appassionati dei vini naturali, vini prodotti da uve biologiche o vini biodinamici, aderenti alle varie associazioni tipo Vini Veri, VinNatur, Triple “A”, Renaissance Italia, e vivete a Roma e dintorni, non potete perderci questo appuntamento ospitato presso le sale dell’Hotel Columbus in via della Conciliazione, 33 (posto nel cuore della capitale, a pochi metri dalla Basilica di San Pietro, facilmente raggiungibile con la linea A della metropolitana (fermata Ottaviano- San Pietro) nelle giornate di sabato 30 e domenica 31 gennaio e di lunedì 1 febbraio.
Per l’organizzazione di Tiziana Gallo, storica collaboratrice della rivista Porthos di Sandro Sangiorgi si svolgerà un grande banco d’assaggio con la partecipazione di un ampio numero di vignaioli italiani e stranieri di primario valore, intitolato Vini Naturali.
Obiettivo della manifestazione, aperta al pubblico il 30 e 31 gennaio dalle 13,00 alle 20,30 ed il 1 febbraio dalle 10 alle 14,30, è permettere al consumatore di conoscere e degustare vini prodotti nel rispetto del territorio, della vite e quindi della natura.
Il costo del biglietto per un giorno è di venti euro, 32 euro per l’abbonamento per due giorni.
E’ possibile acquistare in prevendita i biglietti per la manifestazione sia in alcune enoteche di Roma che online via paypal, come indicato, qui, sul sito Internet della manifestazione.
Per informazioni: tel. 338/8549619 – e-mail.
Sul sito Internet, a questo indirizzo, l’elenco completo delle aziende partecipanti. Tra i nomi più noti: Antoniolo, Arpepe, Raymond Boulard, Campi di Fonterenza, Cappellano, Cavallotto, Cascina degli Ulivi, Fattoria San Lorenzo, Pian dell’Orino, Giuseppe Rinaldi, Teobaldo Rivella, La Stoppa, Trinchero, Tenuta di Valgiano, Zidarich, Radikon.

0 pensieri su “Vini Naturali a Roma: 30-31 gennaio e 1 febbraio

  1. Caro Franco, c’è un “naturali” di troppo nella tua introduzione al post, “se siete degli appassionati dei vini naturali”..meglio sarebbe “se siete appassionati di VINO” punto, perchè questo è il vino! Il resto, cioè cio’ che è stato fatto con chimica di sintesi, lieviti selezionati, osmosi inversa, concentratori, mosto rettificato a altre mille diavolerie altro non è che bevanda a base di succo d’uva..

    Comunque la manifestazione è molto interessante (anche per i non Romani..)

    • Lucien, mi sembra esageri un po’ nel suo entusiastico elogio dei produttori presenti a questa manifestazione! Ci sono ottimi produttori che fanno fior di vini seri, rispettosi dell’ambiente e senza ricorsi a diavoleria, anche al di fuori dell’ambiente, molto vivace e stimolante, dei produttori di vini “naturali”…

  2. Un cast da paura … peccato essere a 600 km di distanza… Sperando che gli altri non si offendano mi permetto di segnalare due produttori che ho conosciuto soltanto di recente ma che ho trovato straordinari : Le Coste sul Lago di Gradoli (assaggiate il Carbo’ 2007 per credere) e i siciliani Porta del Vento (“solo” nero d’avola e catarratto .. ma che spettacolo!)

  3. Molto recentemente sono stato esposto al discorso ‘senza zolfo’. Qui dove ‘pratico’ c’e una domanda per questi vini. Ho letto un po in giro e mi pare di capire che 0 zolfo non e’ possibile (la fermentazione genera zolfo).
    Qual’ un livello ragionevole di zolfo? Ma ci sono poi vini senza zolfo aggiunto ‘commerciabili’ e non ossidati?
    Cosa ne pensi/ ne pensate?

    PS ho letto le liste dei produttori aderenti a
    lle associazioni che hai citato. Mi sembra molto marginale rispetto al mondo dei produttori italiani sia grandi che emergenti.
    Renato

  4. Quoto assolutamente con Roby, ho “scoperto” anch’io recentemente queste due aziende e le ho trovate straordinarie.. al punto che considero il “litrozzo” delle Coste il mio vino quotidiano ideale 🙂

  5. per Renato, è vero la solforosa naturale si forma normalmente durante il processo di fermentazione pero’ di solito il livello di so2 naturale è assai piu’ basso di quello consentito dalla legge.. alcuni produttori ritegono, ahimè di aggiungerne fino al limite consentito, da qui le terribili emicranie, ma non solo quelle, del giorno dopo di quando si è bevuto un bicchiere in piu’.
    Io personalmente bevo da circa 5 anni solo questi vini e sinceramente di ossidati ne ho trovati ben pochi..(pero’ sto molto meglio).
    Un mondo marginale? Puo’ essere, è un problema di chi non ha ancora capito da che parte stia la verita’ sul bere bene, sano e naturale ed è una questione non solo etica ma anche salutistica, provare per credere..

  6. @ Renato: attualmente i limiti legali alla presenza di solfiti nei vini sono fissati dalla legislazione nazionale e comunitaria. Per la normativa italiana il limite massimo è di 200 mg/L di anidride solforosa totale per tutti i vini. La normativa europea pone i limiti massimi di 160 mg/L per i rossi e di 210 mg/L per i bianchi, con deroghe che permettono allo Stato membro di elevare il valore massimo di 40 mg/L in annate sfavorevoli. Pertanto, in Italia per i vini rossi occorre osservare il limite europeo (160 mg/L) mentre per i bianchi vale il limite nazionale, più restrittivo (200 mg/L). Valori più elevati si applicano per i vini dolci.
    Si tratta di livelli molto superiori a quelli previsti dai disciplinari italiani sul biologico e anche, ad esempio, dalla Charte Vin Bio francese più permissiva su questo aspetto (100 mg/L per i vini rossi e 120 mg/L per i vini rossi).Per quanto riguarda i vini che bevo io dipende, comunque cerco di bere vini SENZA SOLFOROSA AGGIUNTA.
    Saluti

  7. Gran bella manifestazione, con un afflusso di pubblico oltre le aspettative già dal sabato pomeriggio!
    Peccato per me non aver avuto il tempo, e il coraggio, di assaggiare tutti i vini che avrei voluto. Molti di quelli che ho bevuto sono stati più che soddisfacenti.
    A proposito di solforosa: sembrerebbe che, ultimamente, molte aziende abbiano ridotto le quantità di solforosa aggiunta, molto spesso nei vini bianchi, dove notoriamente è in quantità maggiore, non supera gli 80-90 mg/L. E non stiamo parlando di vini biologici, ma di etichette presenti anche nella GDO. Sono valori comunque ancora abbastanza alti rispetto alla media dei vini biologici.

  8. @ Lucien
    Quando scopro produttori come questi rimango combattuto tra due sentimenti opposti … “divulgare il verbo” o custodire gelosamente il segreto? Questa volta ha prevalso il secondo, ma con questo dubbio che mi rode di continuo, non credo potrei mai fare (ammesso ovviamente di averne le capacità) il lavoro che così bene svolge Ziliani…
    P.S. per “litrozzo” intendi il bianco o il rosso? ho assaggiato solo il bianco e mi è sembrato un po’ troppo ossidato (forse una bottiglia aperta da un po’?)

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