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	<title>Commenti a: Amarone della Valpolicella Manara 2006</title>
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	<description>Il Blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: Franco Ziliani</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2010/02/amarone-della-valpolicella-manara-2006.html#comment-19155</link>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 14:45:12 +0000</pubDate>
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		<description>Roby, in quei nomi che lei cita ci sono aziende i cui Amarone della Valpolicella mi piacciono e altre i cui vini fatico a riconoscere come vini di quella zona...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Roby, in quei nomi che lei cita ci sono aziende i cui Amarone della Valpolicella mi piacciono e altre i cui vini fatico a riconoscere come vini di quella zona&#8230;</p>
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		<title>Di: robyceruti</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2010/02/amarone-della-valpolicella-manara-2006.html#comment-19154</link>
		<dc:creator>robyceruti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 14:25:15 +0000</pubDate>
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		<description>Manara è onesto, ma come altre centinaia di produttori di Valpolicella. Ne cito qualcuno che conosco bene: Accordini, Speri, Boscaini, Aldegheri, Le Salette. e tanti altri. I loro Amaroni sono uno diverso dall&#039;altro e qualcuno è proprio come si faceva una volta, senza trucchi olfattivi o barriccamenti, che io definirei &quot;baruccamenti&quot;. Sono d&#039;accordo anch&#039;io che la moda americana per gli &quot;sciroppi per la tosse&quot; ha rovinato la produzione di alcuni esportatori. Altri che vendono già tutta la produzione due anni prima di vendemmiare se ne fregano e continuano a produrre con genuina semplicità, regalando a noi fortunati fruitori di quegli arcani profumi di ciliegie e di frutti di bosco che il nostro Amarone sprigiona senza bisogno di alcun trucco. Infine, il vero Amarone deve essere inizialmente brusco, aggressivo, la morbidità non fa parte della sua dote di partenza. Ve lo dice uno che ha una cantina stregata, che riesce a rendere mosso perfino l&#039;Amarone.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Manara è onesto, ma come altre centinaia di produttori di Valpolicella. Ne cito qualcuno che conosco bene: Accordini, Speri, Boscaini, Aldegheri, Le Salette. e tanti altri. I loro Amaroni sono uno diverso dall&#8217;altro e qualcuno è proprio come si faceva una volta, senza trucchi olfattivi o barriccamenti, che io definirei &#8220;baruccamenti&#8221;. Sono d&#8217;accordo anch&#8217;io che la moda americana per gli &#8220;sciroppi per la tosse&#8221; ha rovinato la produzione di alcuni esportatori. Altri che vendono già tutta la produzione due anni prima di vendemmiare se ne fregano e continuano a produrre con genuina semplicità, regalando a noi fortunati fruitori di quegli arcani profumi di ciliegie e di frutti di bosco che il nostro Amarone sprigiona senza bisogno di alcun trucco. Infine, il vero Amarone deve essere inizialmente brusco, aggressivo, la morbidità non fa parte della sua dote di partenza. Ve lo dice uno che ha una cantina stregata, che riesce a rendere mosso perfino l&#8217;Amarone.</p>
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		<title>Di: marco raimondi</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2010/02/amarone-della-valpolicella-manara-2006.html#comment-19153</link>
		<dc:creator>marco raimondi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 22:16:04 +0000</pubDate>
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		<description>Interessante il commento di Angelo Peretti sul colore vero della Corvina (paragonandola ad un rosso della Borgogna). Pure la struttura di un&#039; buon Amarone mi ricordava (tanti anni fa&#039;) i vini della Borgogna con l&#039;insieme di corpo, nerbo, profumo, una vera sensualita&#039; (ma contenuta), e tannini presenti ma docili. Invecchiando (esp. i vini Bertani) acquistavano un&#039; eleganza ed una complessita&#039; straordinaria, quasi da confondere con un buon&#039; Vosne-Romanee&#039;. 

Eccetto per qualche Masi Mazzano degli anni 70, non mi ricordo percepire ne zuccheri residui, ne profumi/sapori che sapevano troppo di frutta appasita. E sicuramente, non c&#039;era mai quel sapore mentolato, grezzo da stuzzicadente che porta al vino Amarone la barrique.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante il commento di Angelo Peretti sul colore vero della Corvina (paragonandola ad un rosso della Borgogna). Pure la struttura di un&#8217; buon Amarone mi ricordava (tanti anni fa&#8217;) i vini della Borgogna con l&#8217;insieme di corpo, nerbo, profumo, una vera sensualita&#8217; (ma contenuta), e tannini presenti ma docili. Invecchiando (esp. i vini Bertani) acquistavano un&#8217; eleganza ed una complessita&#8217; straordinaria, quasi da confondere con un buon&#8217; Vosne-Romanee&#8217;. </p>
<p>Eccetto per qualche Masi Mazzano degli anni 70, non mi ricordo percepire ne zuccheri residui, ne profumi/sapori che sapevano troppo di frutta appasita. E sicuramente, non c&#8217;era mai quel sapore mentolato, grezzo da stuzzicadente che porta al vino Amarone la barrique.</p>
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		<title>Di: simone e caterina</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2010/02/amarone-della-valpolicella-manara-2006.html#comment-19152</link>
		<dc:creator>simone e caterina</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 04:49:15 +0000</pubDate>
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		<description>i fratelli Manara, che belle persone!!!oltre ai loro vini che compriamo sempre con piacere, ci resta il bel ricordo di una serata passata qui da noi in loro compagnia!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>i fratelli Manara, che belle persone!!!oltre ai loro vini che compriamo sempre con piacere, ci resta il bel ricordo di una serata passata qui da noi in loro compagnia!!!</p>
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		<title>Di: max perbellini</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2010/02/amarone-della-valpolicella-manara-2006.html#comment-19151</link>
		<dc:creator>max perbellini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 18:01:02 +0000</pubDate>
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		<description>l&#039;Amarone dei Manara è da sempre uno dei miei preferiti, e soprattutto gode di uno straordinario rapporto qualità-prezzo: ma ancora più buoni sono i loro Recioti Moronalto e El Rocolo , ed è  inutile negare, che il vero vino da uve appassite della Valpolicela sia il Recioto..........
Max Perbellini</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;Amarone dei Manara è da sempre uno dei miei preferiti, e soprattutto gode di uno straordinario rapporto qualità-prezzo: ma ancora più buoni sono i loro Recioti Moronalto e El Rocolo , ed è  inutile negare, che il vero vino da uve appassite della Valpolicela sia il Recioto&#8230;&#8230;&#8230;.<br />
Max Perbellini</p>
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		<title>Di: Roby</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2010/02/amarone-della-valpolicella-manara-2006.html#comment-19150</link>
		<dc:creator>Roby</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 16:34:43 +0000</pubDate>
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		<description>D&#039;accordo che l&#039;amarone è diventato ormai un vino di difficile beva e accostamento, tuttavia nascendo da uve appassite mi sembra normale che sia soggetto a grande concentrazione, alta gradazione alcolica, e che presenti alla fin fine quel gusto un po&#039; &quot;cotto&quot;, marmellatoso e di frutta sotto spirito...magari sbaglio...ma vorrei lanciare una provocazione : perchè spendere 30/40 euro per un Amarone e poi cercarvi le caratteristiche che dovrebbero essere piuttosto quelle di un bel valpolicella superiore, che tralaltro costa la metà?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo che l&#8217;amarone è diventato ormai un vino di difficile beva e accostamento, tuttavia nascendo da uve appassite mi sembra normale che sia soggetto a grande concentrazione, alta gradazione alcolica, e che presenti alla fin fine quel gusto un po&#8217; &#8220;cotto&#8221;, marmellatoso e di frutta sotto spirito&#8230;magari sbaglio&#8230;ma vorrei lanciare una provocazione : perchè spendere 30/40 euro per un Amarone e poi cercarvi le caratteristiche che dovrebbero essere piuttosto quelle di un bel valpolicella superiore, che tralaltro costa la metà?</p>
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		<title>Di: arnaldo</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2010/02/amarone-della-valpolicella-manara-2006.html#comment-19149</link>
		<dc:creator>arnaldo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 15:44:12 +0000</pubDate>
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		<description>Scusate ma proprio lunedi&#039; sera ho assaggiato la versione 2005 del amarone base di MANARA,quello di cui stiamo parlando. L&#039;ho trovato semplice,per nulla concentrato, su toni di fiori secchi,si percepisce un lieve appassimento, e soprattutto ha una facilita&#039; di beva micidiale.E&#039; talmente fine che pare un ripasso. E soprattutto costa 20 euro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate ma proprio lunedi&#8217; sera ho assaggiato la versione 2005 del amarone base di MANARA,quello di cui stiamo parlando. L&#8217;ho trovato semplice,per nulla concentrato, su toni di fiori secchi,si percepisce un lieve appassimento, e soprattutto ha una facilita&#8217; di beva micidiale.E&#8217; talmente fine che pare un ripasso. E soprattutto costa 20 euro.</p>
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		<title>Di: Angelo Peretti</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2010/02/amarone-della-valpolicella-manara-2006.html#comment-19148</link>
		<dc:creator>Angelo Peretti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:18:00 +0000</pubDate>
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		<description>Vero, Franco, probabilmente la mia visione del bicchiere è stata ispirata più al mezzo pieno (forse meno di mezzo). Ma proprio quanto scrivi dell&#039;Amarone dei Manara mi conferma (addirittura) in questa forse (probabilmente, anzi) eccessivamente ottimistica visione. I Manara fecero un Amarone 2000 che giudico uno dei vini più affascinanti che io abbia mai bevuto in Valpolicella, al pari di un Bertani 1967 che resterà per sempre nella mia memoria di bevitore poco orientato all&#039;Amarone.
Quel 2000 dei Manara era snello, elegante, finissimo, eppure anche contemporaneamente davvero complesso, e comunque fresco, bevibilissimo. Un gioiello, di cui credo di avere ancora un paio di bottiglie in cantina, e magari alla prima occasione avremo modo di stapparle insieme. Poi anche loro, i Manara, si sono anche loro un po&#039; persi per strada, cercando quelle concentrazioni modaiole che non si addicono alla loro vigna e al loro modo di fare vino. Ora, proprio con l&#039;annata del 2006, eccoli finalmente tornati a fare il &quot;loro&quot; vino, come ho scritto sul mio InternetGourmet.
Questo e qualche altro ripensamento mi hanno messo di buonumore e magari mi hanno spinto ad essere troppo ottimista, anche se non posso oggettivamente essere ascritto tra i fan dell&#039;Amarone (continuo a ritenere il Recioto il grande - potenzzialmente grande - vino della Valpolicella).
Come ho detto sul mio web magazine, la cartina di tornasole sarà costituita dall&#039;annata 2007, e dunque dall&#039;Anteprima del prossimo anno. Credo che le corvine del 2007 siano state così belle da consentire ai produttori valpolicellesi di fare davvero quel che volevano, e dunque potremo verificare se si siano lasciati prendere la mano dalla potenza muscolosa e parkeriana, oppure se abbiano sruttato quelle uve bellissime per giocare sulla finezza della spezia e del frutto, e magari se abbiano anche finalmente accettato la grande sfida di dare all&#039;Amarone il colore &quot;vero&quot; della corvina, che mai può puntare al nero o al rosso profondo, ma invece orientarsi ad una tonalità più delicata, quasi nebbioleggiante o borgognona, per capirci.
Ancora un anno e sapremo. Intanto, il vino dei Manara sarà in bottiglia, e avremo modo di berlo e valutarlo di nuovo, sperando si tratti davvero d&#039;un segnale di un ritorno il più ampio possibile ai rossi di terroir in Valpolicella.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vero, Franco, probabilmente la mia visione del bicchiere è stata ispirata più al mezzo pieno (forse meno di mezzo). Ma proprio quanto scrivi dell&#8217;Amarone dei Manara mi conferma (addirittura) in questa forse (probabilmente, anzi) eccessivamente ottimistica visione. I Manara fecero un Amarone 2000 che giudico uno dei vini più affascinanti che io abbia mai bevuto in Valpolicella, al pari di un Bertani 1967 che resterà per sempre nella mia memoria di bevitore poco orientato all&#8217;Amarone.<br />
Quel 2000 dei Manara era snello, elegante, finissimo, eppure anche contemporaneamente davvero complesso, e comunque fresco, bevibilissimo. Un gioiello, di cui credo di avere ancora un paio di bottiglie in cantina, e magari alla prima occasione avremo modo di stapparle insieme. Poi anche loro, i Manara, si sono anche loro un po&#8217; persi per strada, cercando quelle concentrazioni modaiole che non si addicono alla loro vigna e al loro modo di fare vino. Ora, proprio con l&#8217;annata del 2006, eccoli finalmente tornati a fare il &#8220;loro&#8221; vino, come ho scritto sul mio InternetGourmet.<br />
Questo e qualche altro ripensamento mi hanno messo di buonumore e magari mi hanno spinto ad essere troppo ottimista, anche se non posso oggettivamente essere ascritto tra i fan dell&#8217;Amarone (continuo a ritenere il Recioto il grande &#8211; potenzzialmente grande &#8211; vino della Valpolicella).<br />
Come ho detto sul mio web magazine, la cartina di tornasole sarà costituita dall&#8217;annata 2007, e dunque dall&#8217;Anteprima del prossimo anno. Credo che le corvine del 2007 siano state così belle da consentire ai produttori valpolicellesi di fare davvero quel che volevano, e dunque potremo verificare se si siano lasciati prendere la mano dalla potenza muscolosa e parkeriana, oppure se abbiano sruttato quelle uve bellissime per giocare sulla finezza della spezia e del frutto, e magari se abbiano anche finalmente accettato la grande sfida di dare all&#8217;Amarone il colore &#8220;vero&#8221; della corvina, che mai può puntare al nero o al rosso profondo, ma invece orientarsi ad una tonalità più delicata, quasi nebbioleggiante o borgognona, per capirci.<br />
Ancora un anno e sapremo. Intanto, il vino dei Manara sarà in bottiglia, e avremo modo di berlo e valutarlo di nuovo, sperando si tratti davvero d&#8217;un segnale di un ritorno il più ampio possibile ai rossi di terroir in Valpolicella.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco Ziliani</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2010/02/amarone-della-valpolicella-manara-2006.html#comment-19147</link>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 13:20:26 +0000</pubDate>
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		<description>caro Roberto, sono d&#039;accordo con te, ma come sai non mi limito a fare assaggi &quot;in batteria&quot;, ma le vigne le cammino ed i produttori li incontro... Domani e dopodomani due giornate in Langa di quelle che ti farebbero venire l&#039;acquolina...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro Roberto, sono d&#8217;accordo con te, ma come sai non mi limito a fare assaggi &#8220;in batteria&#8221;, ma le vigne le cammino ed i produttori li incontro&#8230; Domani e dopodomani due giornate in Langa di quelle che ti farebbero venire l&#8217;acquolina&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Roberto Giuliani</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2010/02/amarone-della-valpolicella-manara-2006.html#comment-19146</link>
		<dc:creator>Roberto Giuliani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 13:07:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/?p=3115#comment-19146</guid>
		<description>Io non c&#039;ero, purtroppo, ma posso comunque esprimere una mia opinione sulla base dell&#039;esperienza acquisita negli anni. Secondo me è troppo presto per trarre conclusioni, in un senso come nell&#039;altro. Il 2006 è figlio di un periodo ancora economicamente fulgido, dove le uve destinate all&#039;appassimento erano in netta crescita. Se c&#039;è una componente di &quot;sottrazione&quot; è dovuta più a manovre di cantina che ad un effettivo mutamento nel modo di operare in vigna.
C&#039;è poi da dire che, conoscendo la mentalità industriale del Veneto, e la Valpolicella ne è una delle migliori espressioni, se si cambiasse rotta sarebbe non per convincimento profondo ma solo perché non conviene più economicamente investire su certi tipi di vino.
E da questa mentalità non nascono mai vini di territorio, vini &quot;veri&quot;, che raccontano una storia.
Certo non sono tutti così, per fortuna, le aziende di qualità ci sono, alcune delle quali non si presentano neanche a queste kermesse di dubbia riuscita, 65 Amaroni, tanto più in anteprima, non permettono di percepire con chiarezza e senza ambiguità dove c&#039;è la qualità, una storia, una filosofia. 
Il destino di un vino è altro e merita altre attenzioni, di questo siamo responsabili anche noi, che dovremmo cominciare a degustare meno vini &quot;in massa&quot; per poterne comunque parlare, e riprendere invece a camminar per vigne e assaggiare qua e là, senza pretendere di aver capito e conosciuto tutto. Soldati non era un esperto conoscitore di vino, ma il suo contributo è stato importantissimo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non c&#8217;ero, purtroppo, ma posso comunque esprimere una mia opinione sulla base dell&#8217;esperienza acquisita negli anni. Secondo me è troppo presto per trarre conclusioni, in un senso come nell&#8217;altro. Il 2006 è figlio di un periodo ancora economicamente fulgido, dove le uve destinate all&#8217;appassimento erano in netta crescita. Se c&#8217;è una componente di &#8220;sottrazione&#8221; è dovuta più a manovre di cantina che ad un effettivo mutamento nel modo di operare in vigna.<br />
C&#8217;è poi da dire che, conoscendo la mentalità industriale del Veneto, e la Valpolicella ne è una delle migliori espressioni, se si cambiasse rotta sarebbe non per convincimento profondo ma solo perché non conviene più economicamente investire su certi tipi di vino.<br />
E da questa mentalità non nascono mai vini di territorio, vini &#8220;veri&#8221;, che raccontano una storia.<br />
Certo non sono tutti così, per fortuna, le aziende di qualità ci sono, alcune delle quali non si presentano neanche a queste kermesse di dubbia riuscita, 65 Amaroni, tanto più in anteprima, non permettono di percepire con chiarezza e senza ambiguità dove c&#8217;è la qualità, una storia, una filosofia.<br />
Il destino di un vino è altro e merita altre attenzioni, di questo siamo responsabili anche noi, che dovremmo cominciare a degustare meno vini &#8220;in massa&#8221; per poterne comunque parlare, e riprendere invece a camminar per vigne e assaggiare qua e là, senza pretendere di aver capito e conosciuto tutto. Soldati non era un esperto conoscitore di vino, ma il suo contributo è stato importantissimo.</p>
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