Ancora a proposito del Brunello Poggio alle Mura 2005 di Banfi

Ho già espresso, in questo sintetico commento pubblicato al volo sabato pomeriggio al termine della seconda, faticosa, giornata di degustazioni, la mia sorpresa per la più che convincente performance offerta dal Brunello Poggio alle Mura 2005 del Castello Banfi.
La stessa onestà intellettuale che mi portava, nel recente passato a dover esprimere con chiarezza, basandomi unicamente sul riscontro dei miei assaggi e su una certa esperienza maturata in 25 anni, il mio dissenso ed il mio assoluto non gradimento per quel tipo di Brunello, di cui Banfi è stata, insieme a svariate altre aziende, una dei portabandiera, mi porta oggi a riconoscere e dire chiaramente, apertis verbis, che questo vino mi è piaciuto, senza se né ma.
Con questo non voglio dire che sia in assoluto tra i migliori 2005 da me degustati, come dice, apertis verbis, il mio caro amico Roberto Giuliani, in questo commento pubblicato sul sito Internet LaVINIum, perché di 2005 migliori ne ho sicuramente trovati, dai già citati Gianni Brunello e Gorelli Le Potazzine, ai vini di Fonterenza, Costanti, Querce Bettina, Paradiso di Frassina, Pian dell’Orino, che ho avuto modo di degustare in altra sede, presso l’Enoteca Osticcio di Francesca e Tullio Scrivani.
Voglio piuttosto sottolineare, visto che non credo proprio di avere cambiato gusto, dato che i vini che mi piacevano ieri continuano a piacermi e quelli che mi dispiacevano non mi convincono tuttora, la piacevole novità di un vino, prodotto in quantitativi importanti, da un’azienda leader e simbolo, che sceglie con chiarezza di parlare con l’inconfondibile voce di Montalcino. Un vino giocato sulla piacevolezza e sull’equilibrio, non di grandissima sostanza, cosa che manca del resto in tanti, anzi troppi, 2005, la cui presenza sul mercato sono persuaso costituisca una lieta novella per tutto il mondo del vino ilcinese, perché mostra chiaramente come a Montalcino si sia finalmente deciso di tornare a produrre vini che abbiano un chiaro e riconoscibile timbro territoriale.
Vini che puntano a proporre ad un pubblico ampio com’è quello degli acquirenti internazionali dei vini prodotti dall’azienda proprietà dei fratelli Mariani il carattere distintivo, la freschezza, l’eleganza, del Sangiovese che cresce in questo magnifico borgo del vino.
Penso proprio che tutti debbano rallegrarsi per questo segnale importante, forte e chiaro, su cui riflettere, che arriva da Montalcino. E felicitarci che cose stravaganti ed eterogenee non siano venute alla ribalta – e lo venivano, eccome, sino al 2008, quando a Benvenuto Brunello degustavamo l’annata 2003 – nei due giorni della manifestazione ilcinese, e che i colori dei vini siano stati, solo con qualche piccola eccezione (ci sono sempre talebani e irriducibili della concentrazione e della potenza ricercata ad ogni costo) in linea con quello che ci si deve attendere da un vino Sangiovese 100%.
E prendere atto con soddisfazione che Castello Banfi abbia deciso, con una svolta tecnica e strategica, di proporre un vino che può correttamente figurare accanto ad altri più blasonati, accanto a vini che la strada della nitida matrice territoriale l’hanno imboccata da sempre.
Una buona novella. Di quelle che farebbero davvero venire voglia, se la metafora non è troppo ardita, di “uccidere il vitello grasso per festeggiare il ritorno del figliol prodigo” o forse, visto che di Brunello e di Montalcino stiamo parlando, un bel cinghiale, da gustare abbinato a quello che, con poche eccezioni chiantigiane a parte, resta il più grande e nobile Sangiovese del mondo, un grande vino, che merita un presente ed un futuro importante e di riuscire scacciare una volta per sempre le nubi che hanno rischiato di oscurarne l’immagine, la credibilità, il prestigio…

0 pensieri su “Ancora a proposito del Brunello Poggio alle Mura 2005 di Banfi

  1. ma Ziliani, Banfi? Cosa fa, tira anche lei i remi in barca e si mette ad esclamare “Viva Banfi” come fece anni fa un suo noto collega?

    • capisco la sua “superperplessità”, ma prego lei ed eventuali altri sconcertati a farsene una ragione. E’ puramente questione di onestà intellettuale, quella che mi viene riconosciuta anche da persone che non mi vogliono bene e che non mi sono certo amiche. Onestà intellettuale m’impone di prendere atto – e anche con un pizzico di legittima soddisfazione – di questo importante cambiamento e di sottolinearlo con forza come ho fatto e come avrei fatto con i vini di qualsiasi altra azienda. A dire il vero ci sarebbe, c’é, un’azienda, presente a Montalcino e anche in altre zone della Toscana, con la quale la mia onestà intellettuale sarebbe messa a durissima prova nel caso dovessi prendere atto che si é messa fare vini che mi piacciono.
      Ma siccome quei vini continuano a non garbarmi affatto, anche se pure loro cambiati – eccome se sono cambiati, o li hanno fatti cambiare… – rispetto ad alcuni anni fa, questa prova difficile di onestà intellettuale mi é stata fortunatamente risparmiata… 🙂
      Quanto al collega, stia tranquillo, non penso in alcun modo di seguire il suo, inimitabile, esempio…

    • grazie ad Alessio e Paolo e a Silvana, che era presente ad una cena, sabato sera, nel corso della quale abbiamo nuovamente bevuto, non degustato, una bottiglia del vino in oggetto. Certo, di fronte agli altri due Brunello che stavamo bevendo risultata un vino in tono minore, ma il suo equilibrio, la sua piacevolezza, la sua sostanziale riuscita sono apparse chiare a tutti i presenti.
      E poi non é forse una notizia il fatto che Banfi abbia prodotto un vino che piace anche al sottoscritto? Come non darla questa notizia? Il giornalismo, anche quello fatto tramite i blog, vive anche di queste cose…

  2. dopo tanto tempo che non leggevo il suo blog, sono anche io rimasto inizialmente sconcertato. ma poi ho pensato che è proprio il suo senso critico che mi ha sempre fatto apprezzare quello che scrive. Solo gli stupidi non cambiano idea!!!!! grazie ancora Sig. Ziliani

  3. @superperplesso: veramente non mi sembra un ‘inno a Banfi’, mi pare piuttosto una critica ‘costruttiva’, senza pregiudizi. Ero casualmente presente a un assaggio – non ufficiale, ovviamente – del vino in questione, presente Ziliani, e ho constatato che anche altri presenti davano le stesse valutazioni. La prendo come la riprova che FZ non ‘interpreta un personaggio’, ma lavora seriamente, senza opinioni precostituite. Del resto non mi pare la prima volta che il ‘nostro’ parla positivamente di vini prodotti da aziende di grandi dimensioni.

  4. Mi associo anch’io ai complimenti per la tua “onestà intellettuale”, del resto mai messa in discussione da gran parte dei tuoi lettori, Franco…
    Quasi quasi mi verrebbe la curiosità di assaggiarlo, ‘sto Banfi!

  5. ma che du’ palle co’sta “onestà intellettuale” del sor Ziliani! Se improvvisamente scopre Banfi c’avrà le sue buone ragioni per farlo e magari qualche convenienza più o meno confessabile…
    Noi qui a Montalcino si sono sentite alcune notiziole divertenti sui veri motivi dell’avvicinamento dell'”intrepido blogger” alla casa americana…

    • e bravo Giacomino, mi immaginavo che presto o tardi qualche bischero come lei avrebbe parlato di “convenienza” o di motivi “inconfessabili” per quello che ho scritto sul vino di Banfi… Non le risponderò nemmeno, tanto avevo già preso in considerazione che qualche “caso umano” come lei avrebbe cercato di far apparire questa presa di posizione, che é davvero onesta e odora di bucato, e non ha alcun tipo di convenienza, per il frutto di chissà quale accordo con la casa produttrice del Summus e dell’Excelsus…
      E chissà cosa accadrà, cosa s’inventerà qualche emerito cretino a Montalcino e altrove, quando racconterò, nei prossimi giorni, dei colloqui che ho avuto anche con qualche importante esponente dell’azienda dei fratelli Mariani e persino di una visita, seppure veloce, al Castello e alla cantina… Per parlare del futuro di Montalcino e del Brunello, per discutere di cosa si possa fare, tutti, ognuno per la parte che gli compete, a risollevare il grande vino toscano dalla situazione, non felice, in cui si trova….
      Congetturate pure bischeri, le vostre stupide maldicenze non mi sfiorano nemmeno…

  6. Bah…mi limito, molto sommessamente, a evidenziare quanto riportato da Silvana Biasutti: “ho constatato che anche altri presenti davano le stesse valutazioni”.
    Penso non ci sia da aggiungere altro, a meno che non si voglia e possa dimostrare che tutte quelle persone avevano “qualche convenienza più o meno confessabile”.
    P.S.: Nome e Cognome, no, eh…!!!

  7. Franco ha dato un opinione limpida su un vino che non gli è dispiaciuto, peggio sarebbe stato se l’avesse stroncato perchè prodotto da Banfi, allora davvero la sua credibilità ne avrebbe fallato.
    L’ho assaggiato il vino di Banfi in questione, non sarà un portento, ma di certo è gradevole ed evidenzia un “contrordine compagni”, quindi ben venga un cambio di registro da chi volenti o nolenti per le dimensioni e per i numeri che ha rappresenta un traino per il territorio.
    Certo che se le cose riprendessero il volo, il vino venisse venduto come una volta a razzo e riprendessero certi color melanzana, allora vorrebbe dire che il contesto tutto ha la faccia come il dietro.

    • grazie Andrea per la tua testimonianza ma stai tranquillo, sono persuaso che a Montalcino non torneranno a vecchie “logiche” se così possiamo chiamarle. Non tanto perché il sottoscritto riprenderebbe a sparare a palle incatenate, ma perché sono i consumatori di tutto il mondo ad averne pieni i corbelli di vinoni paradossale e fasulli come alcuni che si producevano a Montalcino sino a qualche anno fa. Un paio d’anni, non un secolo…

  8. solo un folle(furbetto) o un politico, dopo tutto il polverone che ha alzato, potrebbe andare a chiedere soldi(?) a l castello Banfi.
    Se cosi’ fosse non avrei capito niente di Mr Ziliani.

    saluti

    • no, non sarebbe né un folle, né un furbetto, né un politico spregiudicato o chissà che. Solamente un farabutto e io avrò anche tanti difetti, come tutti, ma farabutto e disonesto non sono di certo…
      Ma poi, provate ad immaginare che faccia avrebbero fatto alla Banfi se avessi avuto la faccia di tolla di fare un’offerta indecente del genere… Il minimo che avrebbero potuto fare é farmi sparire in una botte… di Sangiovese! 🙂

    • con Rivella ci siamo amabilmente intrattenuti a parlare sabato mattina: stiamo pensando ad un secondo round. Dopo il dibattito sul Brunello un incontro per discutere su cosa fare per questo grande vino patrimonio di tutti. E magari per renderlo un po’ meno “provinciale” e fondare la sua realtà su basi più solide delle attuali…

  9. Giustamente,

    e sono convinto che sia basilare la spinta pubblicitaria di aziende come Banfi ,a prodotti veri ,fatti con sangiovese

    saluti

  10. Sarà, egregio Ziliani, ma lei non la dice tutta tutta. E’ un pò che la seguo con attenzione, dai tempi del tranello nel brunello. Sarà vero quello che riporta del vino di castello Banfi. Ci credo perché ho scoperto che lei è un maniaco della sua riputazione ma perchè scriverlo e sprecare fiato per un vino appena buono dopo anni di nero nerissimo? sotto ci cova un qualcosina. Saluti.

  11. Buonasera.
    Ma non era l’unico!!! Ce n’è stato anche un altro degli (ormai) ex campioni melanzana che si è (anche eccessivamente) convertito sulla via del sangiovese con risultati che definirei paradossali…

  12. Gent. Mr. Ziliani, il vs. secondo round con Ezio Rivella è una cosa davvero intelligente per il futuro di questo vino che, volenti o nolenti, rappresenta una delle punte del vino italiano.
    Grazie.

  13. Franco, accolgo con piacevole sorpresa questa tua opinione, in quanto anche per me Il Poggio alle Mura 2005 è risultato tra i piú interessanti della poco interessante vendemmia 2005. Se non nel mio Top10 sicuramente nel Top20 del millesimo. Vino di buona polpa e soprattutto, come lo hai sottolineato, di impostazione abbastanza classica senza eccessi di legno o di estratto (che hanno invece handicappato il Poggio all’Oro 2004 assaggiato in contemporanea).
    Sono anche sorpreso di leggere i commenti maliziosi di alcuni lettori. Sembra che taluni siano proprio acceccati da posizioni ideologiche e si dimentichino che la verità sta nel bicchiere. Se un vino di Banfi in un assaggio comparativo (praticamente alla semi-cieca) arriva con ottimo votazioni è ovvio che un assaggiatore con un minimo di integrità lo segnali, in diretta proporzione con la temperatura delle sue anteriori critiche dello stesso produttore. Io, che sono nel passato stato duro con Banfi quasi quanto te, lo affermo con grande piacere: il Poggio alle Mura 2005 è davvero un ottimo vino.

  14. Sinceramente anch’io, già con il suo primo post su Benvenuto Brunello, ho avuto qualche dubbio signor Ziliani, e mi sono chiesto… è stato il colosso vinicolo che tutti noi conosciamo ad essere stato miracolato, o l’integerrimo paladino del Brunello di Montalcino fatto con il 100% di Sangiovese è divenuto più malleabile? Ciononostante non mi sono dato neppure una risposta. Ho pensato semplicemente bene, finalmente vedremo tanti Brunello di Montalcino come Dio comanda. Ma leggendo il commento di giacomino, sono adesso curioso di sapere quali storielle circolano a Montalcino sulle ragioni di tale avvicinamento tra il colosso vinicolo, e il paladino. E’ solo una curiosità ci tengo a precisarlo.

    saluti, Fabio Italiano

    • le chiede a me Fabio, quale sarebbero le storielle che circolano? Io non sono al corrente, anche se posso immaginare che qualche “bischero” possa arrivare a pensare che ci sia sotto qualcosa, che io mi sia “venduto” (o “loro” mi abbiano “comprato”). Il “paladino integerrimo del Brunello di Montalcino fatto con il 100% di Sangiovese”, di Montalcino ovviamente, non di altre zone più o meno vicine, é rimasto tale, glielo assicuro. Non sono cambiato io, non sono diventato più malleabile, sono cambiati tanti vini, tra cui quello di Banfi di cui si discute, che in passato diciamo che non mi piacevano proprio per niente.
      Ecco lo spirito provinciale dell’Italietta del vino: se Ziliani che di Banfi non é mai stato, a differenza di altri suoi colleghi, un fan, scrive che Banfi ha fatto un vino che gli piace e che piace a svariate altre persone alle quali in passato i vini di Banfi non piacevano, ecco l’inciucio, l’accordo inconfessabile, o chissà che… E se provassero solo, se ci riescono, determinate persone a ragionare in termini di onestà intellettuale?
      E cosa diranno, adesso, dopo che ho scritto che domenica mattina ho trascorso ben cinque ore (e sono persino andato a pranzo a casa sua: ottimi i pinci!) facendo una lunghissima articolata conversazione, a 360 gradi, con uno dei massimi vertici di Banfi? Scrivano e malignino pure: io ho la coscienza totalmente a posto…

  15. La butto lì: e se questi signori (ehm…), molto semplicemente, acquistassero, stappassero e provassero ad assaggiare ‘sto Poggio alle Mura di Banfi?
    Non è che magari c’è il rischio che più di qualcuno potrebbe …ricredersi, e quindi passare anch’egli dalla parte dei “venduti” o dei “comprati”…?!?

  16. Nell’attività dell’imprenditore esiste un rischio reputazionale. In questo caso non si recupera l’immagine offuscata in un istante grazie ad una bottiglia ben fatta.

  17. La mia non era una critica nei suoi confronti signor Ziliani, ci mancherebbe, ma come ho detto prima sono solo curioso di sentire da tal giacomino le storielle che circolano. Ovviamente se ha il coraggio di raccontarle. Tutto qui, sola e semplice curiosità.

    saluti, Fabio Italiano

  18. Abbiamo organizzato una degustazione alla cieca di 25 brunello 2005 e 25 riserva 2004.Il brunello di Banfi è uscito bene.
    E’ buffo come l’etichetta ci condizioni.
    Grazie Franco per il tuo apprezzamento del nostro brunello 2005.Speriamo di essere all’altezza!

  19. scusate la domanda,forse puerile e forse già ampiamente discussa,e forse anche… inopportuna..,ma potrebbe succedere (assolutamente non in questo caso..ed in tanti altri)che agli assaggi e/o anteprime e/o concorsi vengano destinate piccole partite di vino ..”riuscite migliori per darle a bere a chi ..deve raccontare..?”..So che x l’olio… potrebbe succedere..

  20. @ chiantigiano, naturalmente che succede, e una operazione molto diffusa. Anche quando si mandano i campioni alle varie guide si mandano vini selezionati, addirittura ho sentito che alcuni arrivano ad imbottigliare vini della concorrenza. Non so se quest’ultima cosa sia vera, ma e’ sicuramente verosimile. Business is business. I campioni per la verita’ dovrebbero essere comprati direttamente sul mercato, per evitare questi comportamenti un po’ discutibili.

    saluti, Fabio Italiano.

  21. All’anteprima Chianti Classico di quest’anno avevo appena assaggiato il vino di una anziana e prestigiosa azienda.
    Mi sono spostato per fare un pò di foto nel corridoio dove sono tutte le bottiglie e mi è ripreso voglia di riassaggiare quel vino.
    Il vino sul tavolo, quello che doveva andare ai giornalisti per le degustazioni era completamente diverso da quello al banchino.
    Ma non in meglio, assolutamente mediocre….. ma in questo caso io parlerei di un dispetto, non di una furbata.
    Fatto inquietante se da quelle bottiglie sul tavolo si deve raccontare e dare un parere.

  22. Caro Andrea…quelli sono ..”I MISTERI DELLE ANTEPRIME”(Sarebbe interessante e titolare un post futuro)………

  23. …dimenticavo..grazie Fabio Italiano..,mi confermi ..quello che ,cattivi consiglieri a pagamento,mi avevano sussurrato di fare….

  24. @Chiantigiano, la sua domanda non è puerile. Tuttavia oggi – dopo tutto ciò che è successo, dopo tutto quello che è stato scritto e detto – un comportamento ‘da furbi’ come quello che lei cita, sarebbe smascherato rapidamente dal mercato (che è mobile, osmotico, chiacchierino). Sarebbe insomma un’operazione da fessi. Con le gambe corte.

  25. Gentilissima Silvana,lei crede che tutto sia facile da ”smascherare..?..prendo un vino,oppure un olio e lo presento (nb : spesso lo porta il concorrente ) ad una selezione provinciale,regionale,ad un concorso anche nazionale sponsorizzato anche da enti ”istituzionali”(dopo averlo ”preparato”)e poi ”io vinco,o mi piazzo bene”…tutti ne parlano e io me ne fregio di tanto ambito premio ..poi lo vendo,(anche se ”è un’altro lotto”)e lo piazzo bene perchè ”ha vinto”.., perchè preferito agli altri, perchè…..ecc.. …dove sta il problema (per chi lo fa)?qualcuno esperto se ne può accorgere…ma x molti è …”il premiato”.. è ”il meglio”…(forse anche a questo porta ”il marketing..di casa nostra”?)

  26. Mi fa piacere, ovviamente, questo tuo bel pezzo, Franco, come ha fatto piacere anche a Wojtek, perche’ restituisce a tutti quanti una verita’ indiscutibile e cioe’ che gli uomini, a differenza dei sassi, sanno anche cambiare da soli. Il fatto che finalmente un vino del 2005 che prima non ti era (e non mi era) mai piaciuto riesca perlomeno a farsi anche bere e’ un’ottima notizia per una zona a cui un esempio positivo e significativo del genere mancava da tempo. E’ perfino inutile star qui a sofisticare sulle ragioni, sui retroscena, sui senni di poi o di prima (tanto tra te ed il cav. Rivella riuscirete senz’altro a farne degli ottimi argomenti di discussione nel prossimo “duello”). L’importante e’ cio’ che sta in bottiglia. Il resto conta per quel che puo’ contare, ma finalmente si e’ voltata pagina. Era ora.

  27. Avendo assaggiato il vino in questione durante l’Anteprima, non posso che concordare con il Sig. Ziliani. Piccola delusione, semmai, dal fratello maggiore. P.a.ORO 2004. Non c’è da lamentarsi se le grandi aziende tornano a fare buoni vini, la maggior parte dei mercati valuterà la qualità del Brunello assaggiando le grandi Firme, e se i prodotti sono convincenti ne godranno tutti i produttori di Montalcino.

  28. Chiantigiano qualunque, stai parlando della famigerata “cuvee del giornalista”… Non e’ un caso che c’e’ chi sceglie di procurarsi autonomamente, sugli scaffali della distribuzione, il prodotto cui poi dare il voto. Sono d’accordo con la considerazione di Silvana Biasutti: con le dimensioni che ha il pubblico attuale, e soprattutto con le attuali caratteristiche dello scambio dell’informazione, delle opinioni, delle reazioni (a velocita’ fulminea, con la persistenza del bronzo e con la possibilita’ immediata di recuperarle dal passato), il guadagno che si fa con simili mosse e’ simile a quello del proverbiale Pottino.

  29. @Chantigiano, ti sconsiglio assolutamente di non fare una cosa del genere, non perchè si rischia di essere scoperti, anzi per la verità tanti non vengono neppure scoperti, ma semplicemente perchè disonesto. Invece concentra i tuoi sforzi in vigna e cantina, e fai ricorso a tanto marketing, e vedrai comunque dei buoni risultati.

    saluti, Fabio Italiano

  30. grazie Fabio Italiano…non preoccuparti ”i chiantigiani” ( solo quelli veri e ..quello ”qualunque”..)non fanno certe cose,così come tanti (quasi tutti..o quasi..)altri produttori di tutte le regioni viticole italiane…;sul marketing (quello fasullo ,ma più utilizzato) purtroppo sono scettico…nel senso che ..fino ad ora…”HA GETTATO TANTO FUMO NEGLI OCCHI” ….da ..”deviare la realtà” .per farla breve..

  31. Mi risulta che Banfi le abbia fatto causa. E’ vero? Se così fosse il suo parere positivo potrebbe far parte di un tentativo di recupero nei confronti dell’azienda?

    • le risulta male signor Pauillac. Nessuna causa da parte dell’azienda che lei cita nei miei confronti. Ripeto anche a lei come ad altri che hanno sussurrato e malignato, che siete fuori luogo, e che il mio giudizio positivo, non entusiastico, ma positivo sul Poggio alle Mura 2005 di Banfi é una liberissima, indipendente valutazione e che non rientra proprio, come lei scrive, con suprema disinformazione e con un pizzico di malizia e scorrettezza nei miei riguardi, in un “tentativo di recupero nei confronti dell’azienda”. Il mio incontro di domenica 22 febbraio a Montalcino con uno dei massimi esponenti della Castello Banfi si spiega unicamente con la reciproca volontà di conoscerci, di confrontare le nostre idee sulla situazione attuale del Brunello e sulla prossima scadenza relativa all’elezione del nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio del Brunello di Montalcino.
      E con questo credo di aver chiuso in maniera più che esaustiva il discorso e non intendo più tornarci sopra

  32. @Pauillac! Un’illazione pesantuccia, che naturalmente induce a curiosità varie.

    La prima è: causa, per quale motivo?

    La seconda: ma il suo nome, caro Pauillac, il suo nome qual è; non pensa che sarebbe meglio farlo, affermando che “mi risulta”?

    La terza: come farebbe a “risultarle”?

    Si faccia coraggio.

    • Silvana, non credo che i conigli e gli spargitori di fango, non so se per conto terzi o a titolo personale, conoscano il significato della parola “coraggio”… Si trincerano dietro ad un nickname e via con le illazioni…
      Ad ogni modo informo costoro che sono pronto a tutelare, anche nelle sedi opportune, anche attraverso un’azione legale, la mia credibilità e la mia onestà intellettuale. Continuerò a pubblicare le eventuali uscite di questi provocatori, ma cercherò, attraverso i mezzi consentiti dalle leggi e rivolgendomi alla Polizia Postale, di arrivare a smascherare questi cialtroni. Uomo avvisato mezzo salvato…

  33. però, che disinvoltura sor Ziliani! pauillac le invia un commento, che lei peraltro ha pubblicato, che dice “Mi risulta che Banfi le abbia fatto causa. E’ vero? Se così fosse il suo parere positivo potrebbe far parte di un tentativo di recupero nei confronti dell’azienda?” e lei cosa fa? Non risponde, se non evasivamente, e alla precisa richiesta se il suo più morbido recente atteggiamento nei confronti di Banfi sia dovuto ad una causa della stessa casa nei suoi confronti, annuncia di essere pronto a fare causa verso chi metterebbe in dubbio la sua credibilità…
    Disinvolta niente male come uscita, non trova?

    • no, non ha domandato: ha fatto insinuazioni velenose e ha affermato il falso, trincerandosi conigliescamente dietro ad un nick name. Mi chiedo perché l’abbia fatto, per conto di chi e per quale oscuro motivo…

  34. Ogni giorno che passa capisco ancora di più perché ormai i programmi più seguiti siano il Grande Fratello e tutti quelli dove si accendono polemiche e discussioni, spesso volutamente “costruite”…
    Intanto, il “mi risulta” e il “se così fosse” sono evidentemente uno la smentita dell’altro: o ti risulta, oppure parli al condizionale, no?!?
    E, ripeto anch’io, abbi il coraggio di farci sapere il tuo Nome e Cognome, se vuoi essere un poco più credibile, oltre che onesto e corretto!
    Poi ci sono gli incontentabili: se Ziliani si incazza non va bene, se invece la prende con “disinvoltura” non va bene lo stesso…bah…!

  35. Tengo a precisare, prima ancora che lo faccia Franco Ziliani, che non sono il difensore di nessuno. Franco sa difendersi benissimo da solo.
    A me dà soltanto fastidio, e molto, continuare a leggere provocazioni, insulti o insinuazioni, verso chiunque, da chi non ha il coraggio neanche di mettere il suo nome alla fine. Di blog dove discutere, provocare e insultare, oltre che perdere tempo, ce ne sono a centinaia…
    Come dice il grande Francesco Totti, “ite, ite…” 🙂

  36. Io non ho affermato nulla, ho solo chiesto lumi, ma non li vede i punti interrogativi? Poi perché non dovrei usare un nickname cosa che qui fanno in molti? E’ vietato?

  37. Egregio pauillac@, lei ha affermato addirittura “mi risulta”.
    Le regole del gioco sono che si usa un nickname per i commenti; per le insinuazioni impegnative e per le accuse aperte, invece, ci si impegna personalmente.
    Ma nel frattempo ho capito chi sei. Ora direi che basta così.

  38. Piu’ leggo e piu’ mi ritengo beato fra i miei amici del mondo del vino in Polonia, che non sono mai l’un contro l’altro armati come mi sembrano invece quelli del mio Paese ad ogni occasione. Se fossimo un po’ tutti piu’ rispettosi di cio’ che capita nella realta’ (e che fa la Storia) invece di cio’ che ci frulla per la testa come tanti grilli, non ci sarebbe nessuno spazio per frecciatine, insinuazioni, incavolature. E’ successo semplicemente che un vino del 2005 di Montalcino non ha fatto la stessa fine dei precedenti nei commenti di molti degustatori, infatti non lo dice soltanto Franco. Qualcosa e’ dunque successo, merita un giudizio positivo, finalmente si apre uno spiraglio dopo anni di incubo in cui ogni cortile ha litigato con tutti gli altri e invece rieccoci qui a ravanare col coltellaccio in una ferita che si sta invece rimarginando. A me piace il Barbaresco, poi gli altri nebbioli, lungi dal piacermi allo stesso modo il Brunello di Montalcino che pero’ a molti altri piace e qualcuno di loro lo considera il miglior vino italiano (un’opinione che rispetto, ma mi viene da ridere, e’ piu’ forte di me). Sono contento che dopo una vera burrascosa esperienza questo gran vino (perche’ non e’ il piu’ grande, ma e’ comunque fra i piu’ grandi) possa far parlare positivamente di se’ anche in un caso che precedentemente aveva sollevato obiezioni, anche ma non soltanto da Franco. C’e’ da esserne contenti, credo. Si volta pagina, si vedra’ negli anni prossimi cosa sara’ ulteriormente migliorato sulla strada di questo Sangiovese difficile ma entusiasmante, non vedo perche’ si debba interpretare quest’evidenza come il frutto di qualcos’altro, dei soliti pettegolezzi. Le ciaccole non fanno la Storia. Piuttosto mi sembra molto interessante che si stia preparando un altro “duello”, finalmente svelenito, tra Rivella e Ziliani. Secondo me ne uscira’ qualcosa di meglio che dal primo, si parlera’ di idee chiare (anche contrastanti, ma chiare) per quanto riguarda il modello di vino, i sistemi di coltivazione, la vinificazione, insomma di cio’ che s’intende per futuro. Non si fa un vino per tenerne le cantine, i tabernacoli, le casseforti piene, ma per venderlo e far piacere alla tavola del piu’ gran numero di persone possibile. Cosa che puo’ essere imparata da un buon Gattinara a 7 euro, ma ancora non da tanti, troppi Brunello di Montalcino sempre piu’ irraggiungibili. Spero che questo vino non diventi un vino soltanto per snob. Lo Champagne non ha mai fatto questa brutta fine e ce n’e’ per quasi tutte le tasche. E’ grande, e’ l’ottava meraviglia del mondo, anche per questo.

  39. Signora Blasutti, io ho poi chiesto se era vero, quindi il tutto era in forma dubitativa. Poi non sapevo che lei fosse chiaroveggente. E’ davvero difficile che sappia chi sono, visto che bazzico il mondo del vino non da professionista del settore.

    • si rilegga Pauillac: se scrivere “Mi risulta che Banfi le abbia fatto causa. E’ vero? Se così fosse il suo parere positivo potrebbe far parte di un tentativo di recupero nei confronti dell’azienda?” rappresenti una “forma dubitativa” io sono Pippo Baudo o il mago di Arcella. Lei non ha chiesto, ha insinuato un dubbio e tentato di porre in una luce strana il significato di quanto ho scritto sul Brunello 2005 Poggio alle Mura.

  40. Ma come, io le chiedo un’informazione e lei mi risponde dicendo che insinuo? E poi mi dà del disinformato? Ma si rende conto dell’assurdità della cosa? Guardi che vista da fuori, e da persone serene, questo fa pensare o a un pessimo carattere o ad una paura tremenda. Ma poi, al di là del divertimento che mi dà il vederla così accalorata, a me se Banfi la querela o meno non importa nulla.

  41. Pauillac,
    guardi che l’unica paura tremenda che puo’ avere Franco e’ che la nostra Inter getti al vento un’altra volta uno scudetto, magari grazie anche a qualche rigore in piu’ regalato all’altra squadra di Milano che non mi ricordo mai come si chiama o negato ai loro diretti avversari come sta avvenendo sempre piu’ spesso. Il resto son quisquilie, anche perche’ tutti conoscono benissimo il modo di pensare sia di Rivella che dei Mariani e la cosa che piu’ fa felice me, ma anche un sacco di altra gente, e’ che abbiamo adesso un sangiovese in piu’ da poter bere ed un preannunciato nuovo dibattito aperto sul suo futuro da poter seguire senza piu’ quei veleni che circolavano ultimamente.

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