Bocoueil vin de table 2007 Priod: quando il vino “parla” in “patois”..

Meriterebbero ognuno un racconto, anche quando i risultati (ed è successo di rado) non sono stati convincenti, gli ottanta vini circa, tutta farina del sacco dei vignerons aderenti all’assocazione dei Viticulteurs Encaveurs, da me assaggiati nel corso della lunga, faticosa, ma gratificante e mai noiosa degustazione fatta la scorsa settimana su in Vallée d’Aoste, ospite della sorprendente Maison Agricole D & D di Daniela Dellio, posta sulle alture sopra Aosta.
Tante le cose buone, alcune addirittura sorprendenti, trovate sia “en blanc” che “en rouge” tra i vini proposti da questi piccoli vignaioli, molti a part time, ma non certo “vignaioli della domenica”, che costituiscono, con 36 aderenti e circa 100 ettari controllati, una parte importante, qualitativamente qualificatissima della produzione di questa piccola, splendida regione, emblema, con la Valtellina, dell’eroica viticoltura di montagna.
Ci sarà tempo, su questo blog e sulla rivista dell’A.I.S. De Vinis, di raccontare quali cose splendide, per personalità, purezza aromatica, complessità del gusto, mi siano capitate, grazie alla perfetta organizzazione della mia degustazione, assicurata dal presidente dei Viticulteus Encaveurs, il simpatico Vincent Grosjean (a sua volta ottimo produttore), nel bicchiere. Voglio cominciare il resoconto, scusandomi anticipatamente se vi parlerò di un vino virtuale, prodotto solo in 1700 esemplari da un viticultore la cui principale attività è quella di medico chirurgo, e solo in seconda battuta di viticoltore, in Bassa Valle, nella zona di Issogne, sulla destra orografica della Dora Baltea allo sbocco del torrente Boccoueil, quindi area di produzione della Doc Arnad-Montjovet.
E per di più non un vino Doc, bensì un vin de table, la cui annata (2007) non figura sull’etichetta, dall’impostazione, nome dell’azienda in bianco su fascia nera, che ricorda quella di un celebre produttore di Langhe Nebbiolo…  Etichetta bianconera a parte, non c’è nulla che non mi convinca, anzi mi entusiasmi, nel “ruspante”, genuino, schietto Bocoueil di Fabrizio Priod, ottenuto da un mix di uve, Nebbiolo 30% quindi Merlot Barbera Dolcetto Freisa Cornalin, Mayolet e Neyret ottenuti da un vigneto di 3000 metri posto a 350 metri di altezza con esposizione sud est.
Vigneto, inutile dirlo, allevato con la forma della pergola tradizionale, con muretti a pietra, e condotto con metodologia rigorosamente naturale, senza impiego di insetticidi, diserbanti e concimi, usando esclusivamente letamazioni con stallatico maturo e trattamenti anticrittogamici con i metodi della lotta integrata previsti dalla normativa CEE 2078/92.
Un vino commovente e antico, realizzato con vinificazione tradizionale, con diraspatura in tini di legno, lasciando le vinacce a contatto con il mosto per circa due settimane a 27-30 gradi, nessuna chiarifica né filtrazione per evitare depositi in bottiglia, e poi affinato per 18 mesi in serbatoio inox, seguiti da un affinamento in bottiglia di altri dodici.
Un vero vin de terroir e vin de vignoble, che “fotografa” letteralmente ed è fedele alla situazione presente in vigna, dove le diverse varietà di uva coesistono a creare un unicum che non avrebbe alcun senso non rispettare. Non certo un vino “da degustazione”, ma vivaddio!, un vino pensato e vissuto per essere bevuto, gioiosamente, a tutto pasto, abbinandolo alla saporita cucina locale a base di salumi (lardo di Arnad in primis) e formaggi (fontina e tome) oppure carni di maiale, capretto, e fumanti gustose zuppe. Un vino che mi ha dato allegria e piacere e fatto pensare, con i suoi 12 gradi e mezzo, il suo parlare valdotain, o meglio, il classico patois o patoué, che c’è ancora possibilità di salvezza e che la si può trovare lassù nella Vallée, ad una noiosa, grigia e piatta omologazione del gusto, a vini tutti uguali che non esprimono il senso dell’origine e che non accendono emozioni.
Che vino vero, autentico, godibile e ben riuscito, con il suo colore rosso rubino vivo, brillante di grande luminosità, il suo naso molto personale, ciliegioso, con note selvatiche di alloro liquirizia sottobosco e una leggera nota pepata intrigante, con una leggera vena di mandorla, e la bocca dominata da un tannino presente ma non rigido, il suo gusto di bella ampiezza, con una materia prima scalpitante e nervosa, uno spiccato carattere terroso e una calibrata, naturale acidità che spinge, il tutto in una cornice di freschezza, sapidità, naturale energia, con un bel finale lungo, persistente e pieno di sapore!
Un vino che potrete provare a procurarvi contattando Fabrizio Priod a questo indirizzo di posta elettronica o telefonandogli allo 0125 929515, e che una volta stappato non vedrà mai la bottiglia restare malinconicamente semipiena sulla tavola…

7 pensieri su “Bocoueil vin de table 2007 Priod: quando il vino “parla” in “patois”..

    • stonatura? Ma siamo in Vallée d’Aoste ed é normale che il francese venga utilizzato! Non vi stupite per il Blauburgunder ed il Vernatsch sulle etichette dei vini dell’Alto Adige, pardon Sud Tirolo, non stupitevi per questa dicitura in francese!

  1. Mi associo a Franco, forse l’amico Antonio non sa che in Vallée abbiamo il bilinguismo.

    ps Ho appena sentito Fabrizio (Priod) non aveva ancora visto il post, gli ho girato il link..

    • Lucien, mi puoi fare avere via mail l’indirizzo di posta elettronica di Priod? Ne ho uno, ma il messaggio che gli ho mandato é tornato indietro, segno che si tratta di un indirizzo errato…

  2. Potete contattarmi direttamente al cellulare (335 7401970) oppure all’indirizzo di posta elettronica “fabriziopriod@alice.it”.
    Grazie.
    Fabrizio PRIOD

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