Clamoroso: il vino protagonista di un volume della collana delle “Garzantine”

Non capita spesso che tra i volumi che si occupano di vino e dintorni pubblicati in Italia, inferiori, per numero e qualità rispetto a quelli pubblicati in svariati Paesi esteri, dagli Stati Uniti, sino al Regno Unito e alla Francia, ci si trovi di fronti a risultati pienamente soddisfacenti.
Non solo per colpa degli autori, che generalmente preferiscono operazioni di piccolo cabotaggio che non scontentano nessuno, ma perché troppo spesso un libro sul vino nasce solo dopo accordi di do ut des che rendono il volume più un’operazione pubblicitaria, che un vero sforzo di approfondimento giornalistico.
In questo quadro, quando capita di fronte ad un libro ben fatto, risultato di un lavoro serio di documentazione e di scrittura, c’è davvero da battere le mani e correre metaforicamente ad “uccidere il vitello grasso” per festeggiare.
Standing ovation, orejas y musica dunque per plaudire, anche ora che è trascorso il periodo natalizio, e quando questo volume rappresentava una valida idea per un regalo non banale, per la “Garzantina” vino che una casa editrice importante come la Garzanti ha voluto inserire in questa collana di grande successo.
Una collana
, nata nel lontano 1962, che ospita una serie di enciclopedie tematiche dedicate ad argomenti varianti dall’arte, all’economia, al diritto, alla filosofia, per non parlare di cinema, letteratura, televisione e che per diverse generazioni si è trasformata in un utilissimo, duttile strumento di conoscenza e di divulgazione.
Il fatto stesso che il vino, l’universo mondo dell’enologia, della viticoltura, della produzione vitivinicola italiana e internazionale, sia stato considerato come un tema nobile, degno di figurare accanto a discipline come psicologia, religioni, scienze, antichità classica, per citare solo alcuni altri dei grandi temi inseriti in questa collezione editoriale, costituisce una vera notizia e dimostra quale importanza e dignità culturale abbia ormai assunto il discorso sul vino. Notizia anche che la scelta del curatore per quest’opera di oltre settecento pagine (39,60 euro il prezzo di copertina), che si consulta ovviamente come un’enciclopedia, ma si legge con la piacevolezza di un romanzo, sia caduta non su uno dei soliti tuttologi banalizzatori, che parlano, scrivono e non dicono niente, bensì su un personaggio non mediatico, ma di sostanza.
Parlo di Paolo della Rosa, bocconiano, sommelier di formazione A.I.S., che ha al suo attivo uno stage di degustazione presso la Facoltà di Enologia dell’Università di Bordeaux e svolge attività pubblicistica collaborando a Il Giorno, La Cucina Italiana, Grand Goumet, Il Foglio, ed è più volte stato membro del Grand Jury Européen du Vin e vasta una lunga esperienza di frequentatore di aste internazionali di vini di Christie’s e Sotheby’s.
Come ha trattato l’argomento l’autore? Come ho scritto diffusamente qui, in un’ampia recensione dell’opera pubblicata sul sito Internet dell’A.I.S., in una maniera molto intelligente, non accontentandosi della mera trattazione alfabetica dei lemmi, da Abadia Retuerta (azienda vinicola spagnola nella ragione Castilla y Leon) a Zweigelt (vitigno austriaco), fornendo per ogni voce una trattazione essenziale, ricca di dettagli utili, ben raccontata, fatta da persona che non solo conosce la materia, ma ha anche il dono di saper raccontare.
Della Rosa ha pensato bene, unendo la parte puramente enciclopedica, ovvero tutte le voci sul vino dalla A alla zeta, con lemmi di lunghezza variabile, a seconda dell’importanza della voce, ad oltre cento schede di approfondimento che intendono rispondere a curiosità, consentire di andare più oltre nel discorso, sfatare luoghi comuni (tipo “cambiare tanti vini a tavola fa male?” oppure “bianco col pesce, rosso con la carne”, o ancora “le donne non capiscono niente di vino”), e fornire una serie di informazioni supplementari che non si potevano inserire nella mera voce di un lemma e richiedevano una divagazione, un esame da diversi punti di vista.
Chi acquisterà il libro troverà quindi – e faccio solo alcuni dei tanti esempi possibili – ampi box dedicati al “confronto” tra Barbaresco e Barolo, al tema, sempre attuale “barrique sì o barrique no?”, al vino nella Bibbia, alla giusta scelta del bicchiere per ogni tipo di vino, al “classement 1855”, a “come si legge un’etichetta”. Questo per citare solo qualche esempio.
Un volume di grande utilità, per concludere, corredato da appendici dedicate alla storia del vino, ad una nota bibliografica, e da due indici , dei vini e delle zone vinicole, e arricchito da un ricco e ben scelto apparato iconografico, che credo valga la pena procurarsi e di cui fare tesoro, ora che, come ricorda il curatore nell’introduzione, rispetto a cinquant’anni fa, quando il consumo di vino pro capite era il doppio rispetto all’attuale “ di vino si parla almeno il doppio.

0 pensieri su “Clamoroso: il vino protagonista di un volume della collana delle “Garzantine”

  1. Ciao Paolo! Complimenti vivissimi. Io ho saputo da Laura e Francesco – qualche tempo fa – di questa Garzantina, poi ti rileggo ottimamente recensito da Franco Ziliani e mi sono ‘fatta delle idee’! A presto.
    Silvana B.

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