Con McItaly Zaia non ha inventato niente! L’operazione è normale marketing Mc Donald’s

Ha un bel dire il più “brillantinato” e non il più brillante dei ministri del Governo Berlusconi, parlo di Luca “Prosecco” Zaia, che quella del McItaly, di cui ho già parlato – male – qui, è una pensata che lui, il padano che sta dalla parte degli agricoltori sporcandosi le scarpe di terra, ha voluto fortemente, come un sogno cullato a lungo, perché, dice, “Siamo per la tutela del Made in Italy per la difesa della nostra identità, e proprio per questo non possiamo fermarci alle modalità di distribuzione: dobbiamo guardare alla qualità. McItaly è questa qualità, il primo panino interamente tracciato, non anonimo, attraverso cui oggi globalizziamo l’identità dell’agricoltura italiana”.
Aver dato il “patrocinio gratuito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, “ambasciatore del made in Italy e dei prodotti territoriali”, alla nuova linea McItaly di Mc Donald’s, quella del gusto che parlerebbe, così dicono, italiano, non è stata di certo, come viene proclamato dal Ministero, ad esempio qui, un’originale idea di Zaia.
A dire le cose come stanno, corrisponde, invece, e interpreta appieno la linea commerciale, la politica di marketing della nota multinazionale del fast food, che tende a creare nei Paesi esteri dov’è presente non solo interpretazioni zonali e locali e variazioni sul tema del classico hamburger, ma società e operazioni che spesso non portano nemmeno in evidenza il marchio McDonald’s.

Accade così, come ad esempio si può vedere qui, che ad Hong Kong Mc Donald’s diventi Shogun burger, in Thailandia dia vita al Samurai pork burger , nelle Filippine si presenti come Mc Spaghetti, in Giappone come Ebi Filet-O, e via via con il Mc Turco in Turchia, il Mc Pollo in Cile, il McHuevo in Uruguay, il Greek Mac in Grecia. O ancora il Mc Arabia nei Paesi Arabi. Anche se sono politicamente molto lontano dalle sue posizioni, come non essere d’accordo con l’esponente del PD Ermete Realacci quando a proposito dell’operazione McItaly la definisce, qui, “un’iniziativa che oltre ad apparire di dubbia opportunità fa sorgere anche qualche incertezza sulla veridicità del messaggio. Il Ministro Zaia, insomma, é sicuro che il suo Ministero non stia patrocinando una pubblicità ingannevole?” ?

0 pensieri su “Con McItaly Zaia non ha inventato niente! L’operazione è normale marketing Mc Donald’s

  1. Vorrei prescindere dal fatto che sia stata un’idea di McZaia – tanto ormai abbiamo imparato a conoscerlo -, prescinderei persino dalla denuncia che Ziliani ha portato alla luce (alcuni dei prodotti ‘italiani’ contenuti nel Mc Italy NON sono italiani, quindi USURPANO marchi, denominazioni, LAVORO e fatturati).
    Mi limito a sottolineare un aspetto – a mio modo di vedere, molto grave – di questa operazione.
    C’era una volta la globalizzazione, poi c’era la crisi (c’è tutt’ora, osservano i più): una delle vie d’uscita, un elemento da usare come vantaggio competitivo dell’agricoltura e del manifatturiero – in Italia – è proprio …l’Italia, le nostre tipicità (quelle positive, ovviamente!) i prodotti, i marchi e le denominazioni italiane, i nostri toponimi, la nostra storia che diventa cibo – cibo con connotati esclusivi -.
    E cosa fa un ministro di questo governo – che si suppone abbia contezza del marketing, dato che il premier lo conosce e lo usa! -?
    Il ministro REGALA a una multinazionale (non mi risulta nemmeno che sia una conglomerata) il PRIVILEGIO di diffondere una volta di più il nome ITALIA. Gratis e diminuendo il valore di tutto ciò che è tipicamente italiano, tramite la sua BANALIZZAZIONE!

    • brava Silvana, questa operazione é vergognosa e dimostra quale superficialità e quale livello di impreparazione e di irresponsabilità alberghi in larga parte della classe politica, di “destra” e di “sinistra” di oggi…

  2. @Ziliani: ma i tecnici per fare consulenze e portare l’indispensabile competenza ci sarebbero – ne sono certa -e ho anche visto le foto nauseabonde citate qui sopra da trashfood.com.
    Confesso: mi fanno la stessa impressione che provo quando entro in un autogrill (salvo rarissime eccezioni), spinta dalla fame e dalla necessità di fare una pausa. Guardo e riguardo il banchetto dei mega-panini e sento già in bocca il sapore plasticoso del pane (ma non era un nostro prodotto tipico?), del formaggio (ma non erano nostri prodotti tipici?), la stanchezza dell’insalata (ma l’Italia non era il paese della bella verdura?), la legnosità della cotoletta (di cui usurpano allegramente il nome), e così via…
    Penso al turista che si ferma al grill e – voglioso di esperienze italiane – acquista quella roba.
    C’era bisogno di McDonald’s affinché – non solo in autostrada – si potesse consumare il made in Italy.
    Consumare davvero, alla faccia della tipicità, del buon (?) nome del cibo italiano, e a tutto vantaggio di…?

  3. Purtroppo il contadino singolo non porta voti, anche se lavora bene ed onestamente. L’industria e la logistica sì, questo è uno dei motivi per i quali non troveremo mai un serio sacchetto di farina da polenta sugli scaffali od un panino fatto con pane vero agli autogrill ( e tralascio il caffè che pare colla vinilica…). E questo Zaia lo sa anche troppo bene.

  4. Altra novità: i Cremonini hanno aperto uno stabilimento in Russia, dove si mangia molta carne, in grado di produrre 80.000 hamburger l’ora. Rifornirà i Mc Donald’s russi. Va bene per l’industria italiana, ma vedendo il colore di quella carne di certo non è di bestie nutrite con mais, favino e barbabietole. Il che significa che quando ci sono i grandi numeri per forza la qualità si abbassa, resta da vedere fino a dove…

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