Con Tracie e Jeremy, novelli sposi, nelle Langhe

Magari mi troverò, come si dice dalle nostre parti, a “reggere il moccolo” ai due freschi sposini (qui ritratti, domenica 6, a Castiglione Falletto e più sotto a Montalcino), ora in viaggio di nozze, anzi honeymoon, in Italia, ma sarà un grande piacere trascorrere una giornata e mezza in compagnia del mio amico e collega wine writer e wine blogger Jeremy Parzen e della sua adorata Tracie (ieri Tracie B. oggi Tracie P.) in quel posto magico, perfetto anche per due novelli sposi, che sono le Langhe.

Tra Barolo, in programma una visita da Beppe “Citrico” Rinaldi, a Neive (come non rendere omaggio all’arte suprema di Bruno Giacosa?), passando per Monchiero (potevo forse non far conoscere ai due wine enthusiast americani l’ultimo dei mohicani, il più tradizionalista dei tradizionalisti del Barolo, Mauro Mascarello?) e tornando a Barbaresco, non per fare visita al re del Langhe Nebbiolo, don’t worry, ma a Teobaldo Rivella e alla cara amica Giovanna Rizzolio di Cascina delle Rose, sarà una giornata e mezza di quelle da ricordare, tra amici, dedicata a quel vitigno e ai quei vini che nel cor ci stan, Barbaresco e Barolo. Come direbbe George Clooney: what else?
Ci risentiamo lunedì!

5 pensieri su “Con Tracie e Jeremy, novelli sposi, nelle Langhe

  1. Erano 25 anni fa’ che pure io e la mia moglie abbiamo trascorso il nostro honeymoon “…in quel posto magico, perfetto anche per due novelli sposi, che sono le Langhe.”

    A quei tempi, la magia si creava visitando Bartolo Mascarello, scambiano due chiacchiere con lui ed un’ stupendo bichiere di Barolo abbinato con delle nocciole, oppure un’ pomeriggio con Elvio “chiamami Elvis” Cogno, che a quei tempi produceva l’eccelso Brunate della casa Marcarini. A Barbaresco, c’era la bella e semplice famiglia Cortese (con il giovanissimo, bravo Pier Carlo che era l’ombra del suo papa, Giuseppe). Le sere le passevamo mangiando e bevendo davanti al caminetto nel salottino del Castello di Verduno, nutriti e coccolati dalle simpatiche Sorelle Burlotto.

    In bocca al lupo ai coniugi Parzen! E grazie, Caro Ziliani, che riesci con questo vostro Blog a tener’ vivo i miei ricordi di questo benedetto angolo, questo piccolo paradiso terrestre: Le Langhe.

    Anduma!

  2. Caro Franco, permettimi di fare gli auguri(anche se in ritardo) agli sposi e di commentare un paio d’ore della mia giornata di sabato scorso 06 febbraio 2010. E’ stata una parentesi davvero emozionante e non posso fare a meno di condividerla con i lettori del blog (almeno gli amanti del genere). Sono stato in quel di Barbaresco, gira e rigira non sono riuscito a trovare la cantina di Serafino Rivella ma ho trovato la “Cascina delle Rose”. Mi sono reso conto che erano circa le 12:00 (esattamente l’ora di pranzo da quelle parti) ed ero indeciso se bussare o meno alla porta della proprietaria, la mia compagna mi ha convinto. Ho suonato il campanello, ero sicuro che mi avrebbero mandato al diavolo, mi ha risposto una voce femminile e alla mia richiesta di poter acquistare un paio di bottiglie di vino mi ha detto di andare avanti. Ci ha accolto una graziosa signora, la titolare Giovanna Rizzolio, che ci ha fatto accomodare e visitare la cantina. In un momento è stato come se conoscessi quella persona da sempre, di una semplicità e allo stesso tempo una grazia fuori dal comune. Il pezzo forte è stata la sala degustazione dove dimorano anche le botti per l’affinamento del vino, in una parete è ricavato un arco in cui sono visibili gli strati di roccia che compongono il terreno (le marne blu, di cui avevo sempre sentito parlare) e su un’altra parete c’è una grande finestra che affaccia su tutte le Langhe e sullo sfondo il Monviso a fare da sentinella (con il paesaggio innevato era una gioia per gli occhi, le Langhe sono belle tutto l’anno). Si è passati quindi all’assaggio dei vini, Barbaresco Rio Sordo 2006 e 2005, Barbera d’Alba Sup. Donna Elena 2006 e Barbera d’Alba Rio Sordo 2006. Per non sbagliare ho preso due bottiglie di ognuno più un Magnum Barbaresco Rio Sordo 2002 e un Magnum Barbera Donna Elena 2006. Non faccio la recensione dei vini perchè non ne sarei capace, so solo che mi sono piaciuti tanto e su questo vorrei un tuo giudizio. In conclusione si erano fatte le 14:00 e la mia compagna iniziava a dare segni di cannibalismo visto che eravamo tutti a digiuno, la gentile signora Giovanna ci ha indicato un ristorante e ha anche avuto la premura di telefonare per avvertire che arrivavamo. Molto simpatico e disponibile anche il marito della signora Rizzolio. Ragazzi se capitate da quelle parti e ancora non conoscete la Cascina delle Rose vi consiglio di farvi tappa al più presto.

    • Agostino, ci siamo mancati per poco, visto che Tracie, Jeremy ed io siamo arrivati da Giovanna e Italo, alla Cascina delle Rose, verso le 18.30. Concordo con te sul valore dei vini e l’ospitalità, e ne scriverò presto

  3. Pingback: (Definitely Not) Any Given Sunday: Our honeymoon visit with Giacosa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *