E’ morta Anna Bologna. Ora è con Giacomo nel paradiso dei grandi del vino…

Ben consapevole della loro assoluta inadeguatezza voglio spendere anch’io due parole, anche se con clamoroso ritardo, a commento della tristissima notizia della morte di Anna Bologna (nella foto in compagnia dei figli e di un vecchio amico di famiglia, Gianni Rivera), avvenuta sabato a Rocchetta Tanaro.
Una notizia, che quando mi è stata comunicata dal caro amico Romano Dogliotti, sabato pomeriggio, mentre mi trovavo a Barolo con Jeremy Parzen e sua moglie Tracie, mi ha profondamente addolorato e fatto tornare con la memoria a tanti anni indietro, ai primi passi di questa ormai lunga attività di cronista del vino.
Anna Martinengo Bologna era la moglie di Giacomo Bologna, un nome che non ha bisogno di presentazioni, anche se sono trascorsi già dieci anni dalla sua scomparsa – il tempo, crudele, vola via veloce.., e che rappresenta uno dei personaggi chiave del rinascimento del vino italiano ed una figura chiave nella storia del vino piemontese negli ultimi trent’anni.
Giacomo il grande apostolo della rinascita della Barbera, l’inventore, con vini entrati nella “leggenda” come la Monella ed il Bricco dell’Uccellone, di una nuova fase, direi meglio di una nuova storia dell’apprezzamento di un vino, la Barbera, sinora considerato come un prodotto, popolare, disponibile in abbondanza, senza pretese.
Ricordo come fosse ora il primo incontro con Giacomo e con Anna, era il 1984, quando cominciavo a muovere i primi passi, collaboratore della Gazzetta di Parma, in questo mondo che poi sarebbe diventato un po’ anche il mio.
Un’intervista a Giacomo, una prima visita a casa ed in cantina e subito un’immediata simpatia, una lunga consuetudine interrotta solo dalla prematura scomparsa di Giacomo.
Si dice sempre che accanto ad un grande uomo è sempre presente una grande donna, e al fianco di Giacomo, generoso, debordante, entusiasta, pieno di energie e di umanità spese non solo per i suoi vini e la sua azienda, ma per il vino, Anna è sempre stata l’elemento di equilibrio, il punto di riferimento e di equilibrio, impegnata a sorreggere Giacomo, a bilanciare i suoi slanci, ad aiutarlo in azienda, e a far crescere i figli, Raffaella e Giuseppe, che dopo la morte del padre, e sempre con la presenza al loro fianco della mamma, hanno proseguito il discorso aziendale ed il lavoro, eminentemente sulla Barbera, condotto con istinto quasi visionario e volontà da pioniere, da Giacomo.
Sapere che oggi, dopo una lunga malattia di cui non avevo notizia, mancando da anni da quella cantina di Rocchetta Tanaro alla quale mi legano grati e personali ricordi e la malinconia degli anni passati e del tempo che vola, Anna Bologna se n’è andata, mi riempie di tristezza.
Ma regala, a me che non ho il conforto della fede, un sorriso, illudendomi che abbia lasciato Raffaella e Giuseppe, ormai grandi e genitori a loro volta, per andare a riabbracciare il suo Giacomo nel paradiso dei grandi del vino, delle persone che hanno speso un’intera vita per quel prodotto, il vino, che tante emozioni ci regala.
Pensare nuovamente uniti Anna e Giacomo, come lo sono stati in vita, è un’illusione che mi dà calore e che spero ne dia altrettanto ai loro figli, che devono essere orgogliosi di avere avuto due genitori tanto speciali, il cui ricordo rimarrà sempre scolpito nel cuore di chi abbia avuto la fortuna di conoscerli.
Che la terra ti sia leggera Anna, riposa in pace…

0 pensieri su “E’ morta Anna Bologna. Ora è con Giacomo nel paradiso dei grandi del vino…

  1. in memoriam

    Costruitevi una cantina ampia, spaziosa, ben areata e rallegratela di tante belle bottiglie, queste ritte, quelle coricate, da conservare con occhio amico nelle serate d primavera, estate, autunno e inverno, sogghignando al pensiero di quell’uomo senza canti e senza suoni, senza donne e senza vino, che dovrebbe vivere una decina d’anni più di voi

    G. B.

  2. “…anche se sono trascorsi già dieci anni dalla Sua scomparsa…”
    In realtà, sono quasi venti…
    Mi associo nel ricordo della Signora Anna

  3. sono stata amica d’infanzia di ANNA abbiamo passato la nostra giovinezza a belveglio; io abitavo già torino ma tutte le estati, finita la scuola ero li a Belveglio, ricordo con affetto anna quando aspettava Raffaella, era rimasta a letto per 5 o 6 mesi, rischiava l’aborto, poi la notizia è nata Raffaella, ho conosciusto quel simpatico di Giacomo, era veramente uno spasso. Poi ci siamo persi di vista, lei aveva perso il marito, e pochi anni dopo io avevo perso il mio, nata il 1 maggio Anna, il 18 maggio 1947 io, entrambe vedove, io da 1994 lei dal 1990. Ciao Anna, abbraccia per noi i nostri cari. Adriana Palumbo di Torino

  4. Un ricordo splendido ed indelebile: quando, bimbetto, andavo con i miei genitori in quel ristorantino sulla piazza di Rocchetta, dove si mangiava divinamente bene, e dove d’estate si stava nella grande terrazza. Lì trovavi Giacomo, simpaticissimo ed esuberante, e Carlo, più riservato, la loro mamma, sempre ai fornelli; con noi spesso c’era “Pinen” Saracco, mediatore di vini e grande clarinettista sui balli a palchetto. Quando mi sono diplomato al Pellati di Nizza, nel 1972, ho organizzato la cena di tutta la classe in quel ristorantino allora già conosciutissimo, e Giacomo e Carlo ci hanno fatto il grande regalo di servirci personalmente, non lo dimenticherò mai.
    Ricordo una sera dell’Epifania, nevicava abbondantemente, arrivati al ristorante lo abbiamo trovato strapieno, allora Giacomo ci ha sistemati in una stanzetta attrezzata in pochi minuti per non lasciarci a bocca asciutta (altri tempi).
    Ho avuto la fortuna di conoscere la Signora Anna, che soltanto in seguito ho scoperto essere sorella del mio amico Secondo Martinengo, ed in seguito Raffaella e Giuseppe, anche se per loro sono sicuro di essere uno sconosciuto.
    Per me è un grande onore avere condiviso un pezzetto del mio cammino con persone tanto speciali.
    Ogni volta che passo da Rocchetta mi fermo dove c’era il Ristorante Braida per un caffè e poi vado in quel minuscolo cimitero in fondo al paese per salutare Giacomo, ed ora, purtroppo, anche Anna: ahimè, questa è la vita.
    massimo
    Castelnuovo Belbo, 30 agosto 2010

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