Elezioni in arrivo e vedi caso il prode Zaia “scopre” l’esistenza del… Rosecco!


E’ chiaro a tutti, comunque la si pensi, che in Italia in clima pre-elettorale può succedere veramente di tutto, che vengano alla ribalta improvvisamente scandali a danno di questa o quella parte politica, che si catturino latitanti introvabili da anni o che i governi varino misure a largo consenso, ma non avrei mai pensato che ad un mese e mezzo dalle prossime elezioni regionali nel vivacissimo e operoso Nord Est sarebbero riusciti a “scoprire” l’esistenza del Rosecco.
Una volta tanto avevo sottovalutato l’attivismo ed i potenti mezzi del “propagandista del Prosecco” (con la P questa volta), il ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia, in piena campagna elettorale per cercare di essere eletto Doge, ma che dico, Governatore, della Regione Veneto, un uomo che se si tratta di rilasciare dichiarazioni e farsi notare – anche con iniziative giudicate da molti assurde – non si tira certo indietro.
Cosa è successo dunque? E’ accaduto che attivissimi funzionari dell’Ispettorato per il controllo della Qualità agroalimentare, sede di Conegliano, (terra natia di Zaia), Ispettorato che, va ricordato, agisce di concerto con il Ministero delle Politiche Agricole, abbiano improvvisamente scoperto che “stavano per essere messe in commercio sul mercato inglese 14.400 bottiglie di Rosecco”, prodotto e imbottigliato da una ditta del trevigiano.
Sequestro che ha subito dato il destro al prode Zaia per rilasciare al sito Internet Agricoltura italiana on line l’ennesima dichiarazione – “La smisurata fantasia degli agropirati stava per colpire uno degli importanti motori dell’industria vinicola della penisola: il Prosecco. Questo è un tentativo maldestro di infangare i nostri marchi all’estero. Infatti le bottiglie erano in partenza per la Gran Bretagna e nell’etichetta era riportato con caratteri molti evidenti il termine “Rosecco”, che richiama in modo palese la denominazione d’origine Prosecco”. Sequestro di cui dà notizia, qui, l’edizione on line della celebre rivista britannica Decanter.
E bravo Zaia, verrebbe quasi la tentazione di dire, seppure a denti stretti, questa volta, se non che…
Ma se non che cosa? Per saperlo e magari ricordare Andreotti quando diceva che “a parlar male degli altri si fa peccato ma spesso si indovina”, lascio la parola, invitandovi a visitare il suo blog, quello del Circolo dei saggi bevitori, all’ottimo Alessandro Carlassare, che in questo post esemplare, che avrei voluto scrivere io e che sono invece lieto di ripubblicare qui, con il permesso dell’autore, ci racconta che trattasi di una “scoperta” che fa molto pensare, anzi di una non “scoperta”, perché dell’esistenza, nemmeno tanto sotterranea, di questo Rosecco, si aveva notizia, e dunque potevano esserne a conoscenza anche il Ministro ed i suoi amici e consiglieri, anche nella Marca Trevigiana, da molto tempo.
Visto che svariate bottiglie di questo furbesco Rosecco, non si sa bene se spacciato per Prosecco o solo furbescamente giocato sull’assonanza con il nome delle celebri bollicine trevisane, erano liberamente in commercio, anche all’estero da tempo.
Possibile che il prode Zaia, il difensore dell’italico agroindustriale prodotto, il paladino dei contadini e dei viticoltori, se ne sia accorto solo ora ad elezioni regionali in arrivo? Lascio ora la parola al saggio bevitore Carlassare, complimentandomi per la sua ricerca.

“Ieri, nel tardo pomeriggio, vengo informato da un caro amico del sequestro avvenuto in provincia di Treviso di 14.400 bottiglie di vino, destinato al mercato Britannico, ed etichettato con il nome Rosecco. Accedo subito alla rete e trovo un articolo nel sito di Oggi Treviso, dove viene riportato che le 14.400 bottiglie di “Rosecco – vino spumante Brut – Rosé, stavano per essere messe in commercio nel mercato inglese, e che forse (tanto forse nda) i produttori speravano di piazzarle giocando sull’assonanza dei nomi e sui colori delle etichette (?) per trarre in inganno i consumatori. La frode è stata smascherata dai funzionari dell’Ispettorato per il controllo della Qualità agroalimentare con sede a Conegliano”. Immediate, e sinceramente un po’ roboanti, le dichiarazioni del ministro Zaia:  “La smisurata fantasia degli agropirati stava per colpire uno degli importanti motori dell’industria vinicola della penisola: il Prosecco. Questo è un tentativo maldestro di infangare i nostri marchi all’estero. Infatti le bottiglie erano in partenza per la Gran Bretagna e nell’etichetta era riportato con caratteri molti evidenti il termine “Rosecco”, che richiama in modo palese la denominazione d’origine Prosecco”.
Premesso che se io dovessi ingannare il consumatore finale non produrrei mai un vino Rosè chiamandolo Rosecco, bensì lo farei con un vino Bianco riportante tale nome, mi permetto di notare che l’Ispettorato per il controllo della qualità agroalimentare è arrivato tardi, molto tardi …. (oppure nel giorno perfetto se, maliziosamente, volessimo vedere questo sequestro nell’ottica delle prossime elezioni regionali).
Infatti, Signor Ministro, il “tentativo” è in realtà una truffa bella e  buona che procede da anni: il mercato è invaso di Rosecco, e se ne è accorto persino un signor nessuno come il sottoscritto!
Non ci crede? Guardi un po’ questi siti: innanzitutto la Marks and Spencer (destinataria del vino sequestrato come rivelato dalla rivista Decanter), lo ha in catalogo web da un bel pò, ed anche nel mercato tedesco non perdono tempo: Treis vende il suo Rosecco (articolo 3335) già da un po’, su Yatego troviamo il Rosecco rosè frizzante alla fantastica cifra di euro 3,99 a bottiglia (deprimente la nota descrittiva in cui ci viene chiesto se il Prosecco deve sempre essere bianco… sic!), e sarebbe comico, se non fosse tragico, scoprire che per Gustini (dal 2008!!!!) il Rosecco è lo slang per dire Prosecco in versione rosè…

Persino The News Tribune ci racconta, in vista di San Valentino, che non vi è nulla di più romantico di un calice di vino spumante, tra cui il Trevisiol Rosecco, e ce lo descrive pure: “Trevisiol fa un bel Prosecco regolare, e ne fanno una versione Rosé. Se si lascia cadere la lettera P, si ottiene Rosecco”. (che geni alla Trevisiol!).
Pertanto mi chiedo se “la smisurata fantasia dei pirati agroalimentari stava per colpire” oppure se colpisce da anni (vedi Gustini 2008) e qualcuno se ne è accorto solo oggi….
Onde evitare scoperte dell’ultimo giorno mi permetto di ricordare che il Rosecco viene regolarmente prodotto in Germania (come il Pamersan e tante altre imitazioni) lo vediamo descritto nel sito di Menten che utilizza uve Dornfelder per tale sparkling wine, oppure quello commercializzato da Just Presents e descritto nella pagina web come la versione Hip del Prosecco, e quello di Kutrierer su Snooth negli States (assieme ad altre due dozzine di produttori, basta navigare per trovarne a decine.
Certo, oltre al Ministero ed all’Ispettorato, anche alcuni wineblog o foodblog famosi si sono accorti solo oggi dell’esistenza del Rosecco, ma queste persone non sono stipendiate per controllare, ma fanno tutt’altro!”

0 pensieri su “Elezioni in arrivo e vedi caso il prode Zaia “scopre” l’esistenza del… Rosecco!

  1. Zorro alias Zaia (o dovrei scrivere il contrario?) sfrutta qualsiasi occasione per mettersi sempre in mostra, ed ora chiaramente con le elezioni alla porta ancora di più. Per quanto riguarda il Rosecco, io non so se si tratta di una vera e propria frode alimentare. Se il problema è solo il nome del vino allora io non parlerei di frode, ma se il problema è il contenuto allora in questo caso sì, se fanno passare per prosecco qualcosa che non lo è. Comunque vi assicuro che all’estero di Prosecco “regolarissimo” di pessima qualità ne arrivano camion pieni.

    saluti, Fabio Italiano

    • perbacco, che efficientismo e che solerzia, soprattutto in questo periodo pre-elettorale! Vi invito a leggere le sanzioni che gli esercizi e le ditte dove i Nas hanno fatto il loro blitz dovranno pagare. Sono cifre ridicole e se le sanzioni sono così modeste temo che non funzioneranno come deterrente per persuadere chi dovrebbe farlo a rispettare le leggi…

  2. A parte il fatto che, secondo me, è una frode. Nel senso che si usa un nome forviante con specifici richiami ad un altro vino che ha delle regole ben precise…(il cliente pensa di comprare prosecco rosè ma compra un vino di fantasia magari prodotto addirittura all’estero come confermate nel post).. In tutti i casi saranno gli enti preposti ad emettere eventuali sanzioni.

    Visto che oggi è tanto di moda io la chiamerei “giustizia ad orologeria”… Così facciamo contento anche il carisssimo Cavalier 😉

  3. Secondo me uno che per massima virtù enoica cita il Prosecchino vuol dire che non si accorgerebbe con immediatezza nemmeno di un Rarolo: un “Barolo” vinificato in bianco… Insomma più che malafede la definirei incompetenza enoica assoluta. Da uno che sponsorizza McDonald’s per aiutare i piccoli produttori/allevatori (Cremonini!) è lecito aspettarsi qualunque cosa…

    • Eccellente l’SMS della Prima di Wine News di oggi che con il titolo di “Agri-poltrone in salsa veneta” dice chiaramente: “Negli ultimi giorni, l’Agricoltura italiana viene trattata come una semplice merce di scambio politica, e non come un settore fondamentale, in termini economici e di immagine: il Ministro Zaia che, al canto di “Prima il Veneto”, si butta nella campagna elettorale per la Regione, tenendo il piedino ancora in un Ministero nazionale che evidentemente gli interessa meno del Veneto; la Lega che dice che darà la poltrona di via XX settembre a Galan (Pdl, governatore del Veneto uscente) solo se Cota vincerà in Piemonte. Come se il destino di chi dirige l’agricoltura italiana ruotasse solo intorno alle poltrone venete. L’idea di sostituire il (quasi) sicuro partente Zaia con uno semplicemente competente, per aiutare le imprese grandi e piccole dell’agricoltura italiana pare così assurda?”.
      Sottoscrivo in toto e condanno con forza la stessa idea, fuorviante e assurda, di trattare l’agricoltura italiana come merce di scambio tra forze politiche che fanno parte di una stessa maggioranza. Al posto di Zaia al Ministero delle Politiche Agricole vada finalmente uno capace, di quali idee politiche poco conta, non un personaggio che deve essere ricompensato, con una carica, per averne persa un’altra!

  4. Forse che l’azienda incriminata sia una di quelle che le hanno fatto sospendere l’invio del Corriere Vinicolo?
    Se tanto mi da tanto….
    Grazie per averci permesso la conoscenza di un nuovo piacevole blog.

    • chi lo sa Stefano? Tanto chi siano i “capataz” dell’Unione Italiana Vini, le potenti Grandi Aziende Italiane del Vino che fanno capo all’Unione, é cosa nota, anche a se cercare notizie su chi siano sul sito Internet dell’U.I.V. ,non si ottiene nessuna risposta. Alla faccia della trasparenza e della comunicazione che predicano…

  5. Segnalo che in Repubblica Ceca presso l’enoteca di un importatore ho trovato una bottiglia di Rosecco, prodotto e imbottigliato in Moravia (Cz). Mi hanno parlato loro di un analogo prodotto prodotto in Austria dal quale i Cechi hanno preso spunto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *