G&G: Gattinara e Ghemme, grande degustazione a Stresa

Accidenti quanto m’impegna e quante soddisfazioni mi regala il “mio” amatissimo, inimitabile Nebbiolo!
Sabato mattina mi sarò presumibilmente appena ripreso dalle emozioni che mi avrà regalato la conduzione della Serata Barolo di venerdì’ 26 in quel di Castel d’Ario nel mantovano, che dovrò già volgere la barra per prepararmi ad un’altra avventura nebbiolesca.
Questa volta non saranno di scena i due grandi fratelli del Nebbiolo langhetto, Barbaresco e Barolo, né l’aspirante grande Roero, né tantomeno le piccole enclave nebbiolesche della Valtellina, di Carema o di Donnas, ma i protagonisti saranno i Nebbiolo dell’Alto Piemonte, le due Docg che danno storico lustro ad un’area che solo ultimamente sta ritrovando l’antico blasone, parlo del Gattinara e del Ghemme.
La mia meta sarà difatti una località di grande fascino come Stresa (cui mi legano ricordi legati ad un’altra vita, quando scrivevo non di vino ma di musica classica e a Stresa venivo per seguire i concerti delle Settimane Musicali creatura di quel gentiluomo indimenticabile che è stato l’avvocato Italo Trentinaglia de Daverio), dove la delegazione provinciale dell’Associazione Italiana Sommeliers del VerbanoCusioOssola organizza, in collaborazione con il Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte,  per la giornata del 28 febbraio 2010, G & G, la prima manifestazione a carattere nazionale dedicata alla presentazione e degustazione dei vini delle due DOCG Gattinara e Ghemme, due perle della produzione agricola dell’Alto Piemonte che si affacciano all’area dei laghi Maggiore e Orta sinonimo di un turismo di alta qualità.
Domenica 28 (ma io mi porto avanti arrivando già il 27 per un lavoro di preselezione e scelta dei vini da presentare domenica) dalle 15.00 alle 20.30, presso le sale di quel posto magico che é il Grand Hotel Des Iles Borromeès, un folto gruppo di produttori avrà il piacere di offrire in degustazione ai visitatori una selezione delle due DOCG dell’Alto Piemonte. Come si può leggere sul sito Internet creato per l’occasione, il programma sarà veramente stimolante speciale e prevede l’apertura, dalle 14 alle 15 esclusivamente per la stampa, e poi dalle 15 alle 20.30 per il pubblico, presso l’area espositiva, della degustazione dei vini, con la partecipazione diretta dei produttori, accompagnata a momenti di approfondimento.
Alle 15, con presumibile durata sino alle 16, presso l’area incontri e dibattiti, sala Banchetti, un dibattito sui Nebbioli dell’Alto Piemonte dal titolo “l’Unicità del territorio, l’integrità dei suoi vini, lontani da mode e tendenze: un’occasione persa o un’opportunità? G&G antidoto all’omologazione?”
A confrontare le loro idee Emilio Bellossi, Delegato AIS del VCO, Otello Facchini, Vice Presidente AIS Piemonte, Rossano FerrazzanoFilippo Parmigiani, enologo e produttore, oltre che il sottoscritto. 
Seguirà, dalle 16.30 alle 17,30 una degustazione guidata di Gattinara e Ghemme dell’annata 1999 che chi scrive e altri selezioneranno nella degustazione preliminare di sabato.
Aggiungeteci poi che in uno spazio apposito una delegazione di produttori del VerbanoCusioOssola permetterà ai visitatori di assaggiare una selezione di salumi, formaggi e prodotti tipici di alta qualità, che il costo d’ingresso alla sala assaggi è contenuto in 10 euro per i soci A.I.S. e 12 euro per i non soci, mentre quello per aggiudicarsi uno dei 40 posti disponibili per la degustazione guidata sarà di 35 euro (30 per i soci A.I.S.), che ad ogni parte verrà consegnata all’ingresso la Guida della manifestazione con l’elenco delle aziende e dei vini presenti in esposizione oltre ad una scheda di registrazione che permetterà di eleggere  il vino G&G 2010 (nei giorni successivi alla manifestazione, verrà proclamato il vino G&G 2010 e verrà estratta tra tutti i votanti una scheda di registrazione che si aggiudicherà un doppio magnum del vino vincitore che verrà proclamato lunedì 29 marzo), per capire che, vostri impegni permettendo, si tratta proprio di un appuntamento da non perdere.
Per ogni informazione su G&G contattare:
Emilio 340.7191650,
Paolo 348.3135827, indirizzo e-mail.
Arrivederci dunque nell’incanto di Stresa!

0 pensieri su “G&G: Gattinara e Ghemme, grande degustazione a Stresa

  1. Bel pomeriggio in Stresa, occasione unica per assaggiare i vini di tanti produttori delle due DOCG. Ma Lei, dov’era, scusi? Rintanato in una suite?

    • ma che razza di domanda e di commento é? Ero dapprima impegnato nel dibattito su Ghemme e Gattinara, in programma dalle 15.30 e poi dalle 16.30 alle 18 a condurre, insieme a Filippo Parmigiani, una degustazione di 10 tra Ghemme e Gattinara dell’annata 1999. Poi, fino alle 20, sono stato in sala. Ma non credo di dover rispondere ad una domanda posta in maniera tanto poco simpatica…

  2. Il difetto del web è che non si possono inserire toni di voce e sorrisi. E le battute vengono mal interpretate. Ovvio che immagino fosse professionalmente impegnato. Mi sarebbe piaciuto presentarmi personalmente; ma ci sarà altra occasione. Ha intenzione di fare prossimamente un resoconto della giornata? Se così sarà, sarò ben felice di leggere le Sue note.

  3. A proposito della degustazione dei 10 tra Ghemme e Gattinara, mi è giunta voce di qualche mugugno e disappunto, in quanto la scelta delle etichette è stata da molti considerata come rappresentativa di un modo antico e rustico di fare vino nell’Alto Piemonte (modo, a mio modesto avviso, in verità ancora piuttosto diffuso in zona, anche se indubbiamente c’è chi ha fatto passi da gigante). Si dice, poi, che la degustazione sia stata condotta con troppa condiscendenza, soprassedendo su alcune evidenti mancanze nei vini.
    Cosa ci può dire riguardo a tutto ciò, Ziliani, e, soprattutto, quali erano le 10 etichette?
    Saluti.

    M. de Hades

    • nessun “mugugno e disappunto”: c’é stato solo un tale, con manie di protagonismo, presente alle degustazione, che é intervenuto dicendo liberamente la sua e non facendo proprio una bella figura. Quanto ai vini in degustazione, cinque Ghemme e cinque Gattinara 1999, sono stati scelti, dall’enologo Filippo Parmigiani, dal responsabile dell’A.I.S. del Verbano Cusio Ossola, l’eccellente sommelier Emilio Bellossi, e da me, con la partecipazione alla discussione anche del sommelier Paolo Ferraro, in un lotto che comprendeva altri tre Ghemme e tre Gattinara che abbiamo scartato, dopo svariate discussioni, dovendo ridurre il lotto dei vini in degustazione da 16 a 10.
      Circa la “troppa condiscendenza” nella conduzione della degustazione, “soprassedendo su alcuni evidenti mancanze di vini” sono evidentemente annotazioni, larghissimamente minoritarie, di quel tale di cui sopra, che non ha perso occasione per azionare la grancassa e fare ancor più brutta figura di come abbia già fatto nel corso della degustazione. Sulla cui conduzione né Parmigiani né tantomeno io accettiamo lezioni da quella persona.
      P.S. la stragrande maggioranza dei partecipanti alla degustazione ha apprezzato come sia stata condotta e condiviso le nostre osservazioni. Se il tale non é stato invece soddisfatto, beh, ce ne faremo una ragione e dormiremo lo stesso… 🙂

  4. Grazie di aver espresso il suo punto di vista sulla questione.
    Ma quali erano le 10 etichette non ce lo vuol proprio dire, o almeno indicare un link dove trovare l’elenco?
    Purtroppo, nonostante fossi stato invitato alla manifestazione, non ho potuto presenziare causa precedenti impegni familiari…

    • nessun mistero de Hades:
      I Ghemme 1999 erano
      Torraccia del Piantavigna
      Il Rubino
      Mirù Vigna Cavenago
      Ioppa
      Rovellotti
      I Gattinara 1999 erano
      Bianchi
      Franco Patriarca
      Anzivino
      Travaglini (riserva)
      Antoniolo (San Francesco)

      I tre Ghemme scartati erano:
      Cantalupo Collis Breclemae
      Bianchi
      Zanetta Sergio e Valter
      I tre Gattinara scartati erano:
      Nervi Vigneto Molsino
      Petterino Vigneto Permolone
      Cantina Sociale di Gattinara

      il totale dei 16 Ghemme e Gattinara proposti alla nostra pre-selezione fatta sabato sono stati scelti dagli organizzatori della manifestazione
      Visto che lei ha fatto riferimento alle “contestazioni” nei confronti della degustazione dei 1999 di ieri, penso sia cosa buona e giusta riportare quanto ha scritto quel tale, con smanie di protagonismo, sul forum del sito Internet di una casa editrice guidaiola con la quale collabora (o collaborava). Mi auguro che qualcuno dei presenti e degli organizzatori intendano replicare a quanto, farneticando, sostiene: “Degustazione orizzontale con i 5 Ghemme ed i 5 Gattinara del 1999 in chiaroscuro, condizionata dalla selezione delle etichette e da una conseguente conduzione della degustazione sin troppo accondiscendente e buonista, all’insegna di un’idea di vino di qualità rustica e provinciale, esattamente la palude culturale ed enologica da cui l’Alto Piemonte è uscito negli ultimi due lustri con sforzi ammirevoli ed in cui per un paio d’ore è stata reimmersa fino alle ginocchia. Ho manifestato pubblicamente le mie perplessità al riguardo, quando peraltro il pubblico in sala già chiedeva insistentemente spiegazioni per i troppi conti degustativi che non tornavano, e spero se ne faccia preziosa esperienza per le prossime occasioni”.

  5. Solo un ultima domandina, poi, lo prometto, non disturbo più.
    In base a quale criterio sono stati esclusi il Collis Breclemae ed il Vigneto Molsino, che mi pare siano due dei vini (così come le due aziende produttrici) più “importanti” e per certi versi rappresentativi delle rispettive denominazioni?

    • non essendo stata una decisione presa solo da me, ma collegiale, non sono autorizzato a rispondere anche a titolo di Parmigiani e Bellossi. Non ci sono comunque segreti o congiure o chissà che come potrebbe magari affermare chi é in cerca di visibilità e protagonismo. Nel caso di un vino entrambe le bottiglie avevano dei problemi che hanno condizionato la performance del vino, nel caso dell’altro il vino non é stato giudicato a livello degli altri che sono stati invece selezionati. Sono del resto cose che Parmigiani ed io abbiamo detto pubblicamente durante la degustazione. Chi era presente può tranquillamente e pacificamente testimoniarlo.

  6. La ringrazio di nuovo, Ziliani.
    Essendo molto interessato a questa discussione ed a suoi ulteriori e, possibilmente, “civili” sviluppi, mi sono permesso di segnalare questo scambio di battute anche sul “famigerato” forum.
    Saluti.

    M. de Hades

    • De Hades, alle persone civili e corrette rispondo sempre: siccome lei é stato civile e corretto era doveroso risponderle. Quanto al forum, non é “famigerato”, ma perde credibilità quando ospita testimonianze che non rispettano i fatti ma li presentano secondo comodo o secondo le contorsioni mentali di chi ne é autore

  7. Ciao Franco, dopo aver visto le mail non potevo schivare l’assist. Risultato mi sono mio malgardo iscritto al forum del talebano e ho detto quello che pensavo, diffidandolo dl continuare in una polemica da moviola del processo di Biscardi.
    Un grazie ancora per la splendida giornata, nonostante il Paolini della situazione.

  8. Rossano Ferrazzano é dal 2002, almeno, che parla di Nord Piemonte.
    Di Ghemme, Boca, Lessona e Gattinara.
    Ne ha parlato, ne ha scritto, ha organizzato degustazioni e visite, facendo conoscere l’area ed i suoi vini.
    Facendo (anche) vendere tante belle bottigliette.
    Lei, Ziliani?
    C’è qualcosa, in rete o su carta, che attesti la sua esperienza sui vini che vengono da quell’area?
    Complimenti sia a Lei che a Parmigiani per le scelte delle bottiglie(Vigneto Molsino Nervi 99 è una grandissima bottiglia, ne avevate solo una?, l’eleganza e lo stile dei commenti.
    Fare gli ultras da tastiera, alla vostra età, fa un poco ridere.

    • Signor Dal Ponte, non sono stato io ad imporre il mio nominativo agli organizzatori di G & G come co-conduttore della degustazione dei Ghemme e Gattinara 1999, impedendo al suo campione, che tanto ci teneva ad essere al mio posto, di mostrare, per l’ennesima volta, la sua conoscenza dei Nebbiolo dell’Alto Piemonte. Sono stati loro a chiedere a me di partecipare e sono stati loro a non scegliere il suo eroe. Tragga lei le sue conclusioni.
      Quanto all’essere un “ultras da tastiera”, non so proprio cosa voglia dire e me ne frego altamente. Non devo rendere conto a lei di quello che scrivo e faccio e la mia storia, ed il mio percorso professionale penso costituiscano una garanzia sufficiente di poter parlare e scrivere di vino in ogni contesto.

  9. Mi permetto di segnalare quanto ho scritto io, ma ha pubblicato Franco Ziliani sul Winereport di cui era direttore, sia sul Ghemme che sul Gattinara.

    “Gattinara, se vuoi trasgredire!”
    http://www.winereport.com/winenews/scheda.asp?IDCategoria=11&IDNews=373
    “Ghemme, dall’intenso profumo di brugo”
    http://www.winereport.com/winenews/scheda.asp?IDCategoria=11&IDNews=385

    Sono dunque anni che Franco non nasconde la sua simpatia per queste terre del brugo, come potrete anche dedurre da una lettura dei suoi contributi riportati su http://www.collinenovaresi.it.
    In fondo ai due articoli segnalavo anche degli ottimi produttori. Direi che se ne sono aggiunti altri, ultimamente, tra cui uno almeno che ha dovuto chiudere una sua precedente cantina e fondarne un’altra ma e’ sempre un mito anche nel cognome che porta.
    Sul fatto di escludere delle bottiglie, direi che proporre al pubblico 10 vini da bere (non da sputare) sia piu’ che onesto, ma 16 sarebbero stati davvero troppi, dato il tipo di vino. E quando si devono eliminare delle bottiglie, specie di vini come quelli, fa sempre dispiacere. L’avranno fatto certamente con grande sofferenza e pensando comunque di soddisfare il pubblico, piu’ che i critici del vino.

  10. Intervengo perchè parte in causa in questa strana vicenda che invece che parlare di vino e di splendida organizzazione e coreografia si è trasformata in un tiro al bersaglio da parte di chi, a torto o a ragione, ha colto l’occasione per riversare accuse personale a Franco e quindi indirettamente a me.
    Se esiste qualcuno che può rivendicare qualcosa a proposito del vino è e resta solo il produttore, e la zona lo dimostra, anche i consorzi sono marginali. Tutto il resto è educata o interessata attenzione ad una zona, in certi casi per puro interesse enoico, in altri per interesse commerciale, in casi sempre più frequenti per inventarsi Siae dei produttori.
    Se rivediamo a freddo la progressione delle accuse, si parte dalla conferenza, poco animata ma molto fredda e astiosa, si arriva alla degustazione, travisata e strumentalizzata, si termina nei forum dove si passa alla raffinatezza del tifo da ultrà e agli insulti.
    I produttori hanno bisogno di essere promossi, spronati, aggiornati, a volte criticati, ma non soggiogati.
    La scelta quindi degli organizzatori di attingere per la conduzione al di fuori del territorio è legittimata dal comportamento di chi rivendica troppi diritti inesistenti sul territorio stesso per il solo fatto di poter disporre della gestione di quello strumento di potere che sono le guide. Una moda che si sta autodistruggendo.
    Il vino è sopravvissuto a diverse e ben più gravi sventure!

    • Filippo, come vedi, qui e altrove i veri “ultras della tastiera” hanno mostrato il loro vero volto: fanatico, intollerante, integralista. Si prendono troppo sul serio, dimenticando una cosa importante, che stiamo sempre parlando di vino, non di come salvare il mondo… 🙂
      Se si aggiunge poi che oltre ad essere fanatici sono anche bugiardi, raccontando uno svolgimento della degustazione dei Ghemme e Gattinara 1999 che esiste solo nelle loro menti contorte, allora si arriva al delirio…

  11. A proposito della degustazione, per maggiore chiarezza verso tutti quelli che l’hanno solo sentita raccontare in modo distorto, voglio precisare. Le aziende che hanno risposto alla richiesta di vino del ’99 sono state sedici; la selezione, effettuata rigorosamente alla cieca, da sedici a dieci vini è stata solo per motivi organizzativi, numero di bicchieri sul tavolo e servizio; dei sedici vini uno è stato escluso perchè due bottiglie u due erano “bolse”, un secondo per palese discrepanza di colore, gli altri quattro, sempre alla cieca, per similitudine di prodotto con altri, per cui sono stati esclusi i “doppioni” in modo del tutto casuale.
    Questo solo perchè la degustazione non era concorso e non era premiante, ma solo descrittiva dei caratteri che le tipologie potevano offrire dopo dieci anni di vita, e dimostrare di come in tempi non sospetti (e questo ha dato fastidio) si producessero vini con caratteristiche positive.
    Le aziende escluse sono state avvisate dei tempi e metodi di quanto accaduto, ci siamo scusati per l’esclusione, ma non trattandosi, ripeto, di dare valori e premi siamo stati facilitati nel compito.
    Ho in prima persona, nella premessa alla degustazione descritto a tutti la situazione e lo scopo, invitando i presenti a degustare i prodotti rimasti esclusi direttamente al banco di assaggio.La degustazione era rivolta sia a nasi esperti che a nasi solo curiosi.
    La polemica nasce quindi da una impronta distorta di che pare non sapere che bottiglie di dieci anni possono presentare differenze, come evidenziato in fase di degustazione, e di chi vive alla ricerca non del piacere di assaggiare o scoprire le evoluzioni di un vino ma nel perverso scopo di riscontrare un difetto, e trasformarlo poi in argomento interessato di intervento.
    Ho smesso di partecipare ai concorsi come degustatore perchè mi sentivo in colpa verso il lavoro di chi produce, ho smesso di fare graduatorie perchè ogni vino parla, e deve farlo, di chi lo ha fatto.
    Non smetto, e non saranno certo questi attacchi a farmi cambiar idea, di parlare di vino in termini di piacere, di ricerca, di curiosità, di storia.
    E mi sembra che le centinaia di persone soddisfatte a fronte di una unica articolata e interessata lamentela ci diano ragione

  12. @ Filippo Parmigiani
    “Ho smesso di partecipare ai concorsi come degustatore perchè mi sentivo in colpa verso il lavoro di chi produce, ho smesso di fare graduatorie perchè ogni vino parla, e deve farlo, di chi lo ha fatto”

    Complimenti sinceri, in un mondo che sta perdendo il senso della misura, ce ne vorrebbero un bel po’ di più di persone come lei !

  13. In una pausa della pioggia torno alle mie vigne.
    Mi concedo una considerazione estemporanea: gestire personalmenteuna vigna e una cantina cambia totalmente la prospettiva da cui si vede il mondo del vino, e lo sforzo più grande oggi necessario è quello di ridare dignità e considerazione al produttore, piccolo o grande che sia, che lavora per produrre un vino e non per mantenere una pletora di parassiti.
    Non esiste il vino in assoluto, esistono mode, blasoni, ma su tutto emozioni, passioni, personaggi.
    E Franco questo lo ha capito e applicato molto tempo prima di me

  14. Personalmente apprezzo molto le parole del Sig Parmigiani. Nel mondo del vino ci sono persone che per il ruolo, per un’idea, un’azione, un sostegno dato, si ergono a paladini e protagonisti e pretendono una dimensione che valga maggiormente della fatica e dell’impegno dei vignaioli, qualunque sia il risultato del loro frutto. Se si osservasse di più e si giudicasse meno….

  15. Osservo con tristezza che su un noto forum continua in modo accanito il dibattito riguardo la degustazione svoltasi durante la giornata G & G in Stresa. Osservo toni eccessivi che danno troppa importanza alla suddetta degustazione mettendo in secondo piano l’evento, evento al quale ho partecipa
    to, evento del quale sono rimasto soddisfatto, evento grazie al quale ho parlato e scamabiare opinioni con onesti e seri produttori. Perchè dare così tanta importanza a una degustazione? Forse di vino si parla troppo!

    • ha perfettamente ragione Consumatore si sta esagerando (e anch’io, tirato per i capelli, ho fatto la mia parte) e qualcuno sta sfogando in maniera allucinante le proprie frustrazioni prendendo come bersaglio non solo me, che ho co-condotto la degustazione, ma gli organizzatori e la manifestazione stessa. Allucinante!

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