Langhe Nebbiolo 2007 Giuseppe Mascarello

Cari lettori di Vino al Vino, considerando che i tempi sono difficili e che non posso sempre consigliarvi gli amatissimi, ma un po’ costosi, Barbaresco e Barolo, voglio restare nel tema Nebbiolo di Langa, segnalandovi un ottimo Langhe Nebbiolo.
Niente paura, non ho cambiato “sponda” e non sto parlando di quei Langhe Nebbiolo, anche proposti da nomi illlustri e “regali”, dicono, che sfruttano la possibilità consentita da un disciplinare più concessivo di quelli rigidamente monovarietali dei due sommi rossi sopra indicati di utilizzare sino ad un 15 per cento di altre uve a bacca rossa, dalla Barbera ad altre varietà autoctone, ma mi riferisco ad un Langhe Nebbiolo che è Nebbiolo in purezza.
Ottenuto da vigneti da cui si ricavano pregiatissimi Barolo e che il produttore, come altri, propone come soluzione più immediata e fresca, come ideale “introibo” alla grandezza del Nebbiolo.
Espressione di un’annata, il 2007, sicuramente di livello superiore, e ottenuto da vigneti posti sia in Castiglione Falletto sia nella frazione Perno, collina Santo Stefano, di Monforte d’Alba, e pensato come un “piccolo Barolo”, fermentazione tradizionale di 15/20 giorni a cappello emerso e affinamento in botti di media capacità di rovere di Slavonia per circa 14 mesi, il Langhe Nebbiolo del mio caro amico Mauro Mascarello, alias cantina Giuseppe Mascarello di Monchiero, mi ha nuovamente colpito, via via sempre più conquistato dall’elegantissimo, suadente Barolo Villero 2004, dal Barolo Monprivato 2003, 2004, 2005, nonché dalla magnificenza della speciale selezione di Monprivato denominata Cà d’Morissio, di cui ho nuovamente degustato il fiammeggiante 2001 ed un sorprendente caldo, mediterraneo 2003 (posso dirlo? Con il Monprivato “normale” il più grande Barolo 2003 prodotto), per la sua capacità di farsi capire e amare d’emblée, direttamente, senza mediazioni, senza se né ma.
Il colore è quello, estremamente luminoso, di un Nebbiolo abbastanza giovane restato in legno per poco più di un anno, un rubino splendente dai riflessi estremamente luminosi, ma che spettacolo, che grazia, quale fragranza tra il floreale ed il fruttato, tutto giocato sulle note del lampone, della rosa, della pesca bianca, del ribes, con leggeri accenni terrosi e di rosmarino, la componente aromatica, aperta, aerea, estremamente espressiva.
E quale piacevolezza, freschezza, vivacità, con quella bella acidità calibrata, un frutto succoso e croccante, un delicato sostegno tannico, al gusto, con una beva, contagiosa, in grado di mettere a serio rischio l’osservanza del limite dei soli due bicchieri fissato dalla “dittatura dell’etilometro”!
Un vino elegante, immediato, pieno di allegria, perfettamente coerente e ben riuscito, che vi raccomando caldamente, per accompagnarlo anche a piatti più semplici e meno strutturati di quelli che richiede invece un Barolo, e per introdurvi ai sacri misteri di quell’uva suprema che è il Nebbiolo. Fossero tutti così, e non spesso fatti in ben altro modo, i Langhe Nebbiolo!

0 pensieri su “Langhe Nebbiolo 2007 Giuseppe Mascarello

  1. Perchè per presentare un vino così stupendamente fantastico deve per forza metterci dentro la solita e bollita “tiritera” dei langhe nebbiolo “regali”…??? Semplicemente visioni diverse… così sembra sempre che “la lingua batte dove il dente duole”..
    In tono leggero ed ironico, sia ben chiaro, da uno che la segue sempre 😉

    • perché, sino a prova contraria, scrivo quello che voglio (e lei e gli altri lettori sono padroni di leggermi oppure no) e perché volevo ricordare che un conto é un Langhe Nebbiolo in purezza come questo, un conto altri Langhe Nebbiolo che potrebbero anche, in teoria, essere addizionati di un 15% di Cabernet o Merlot. O Barbera, come ama dire Qualcuno…
      Quanto al dente che mi farebbe male, nessun dolore, glielo assicuro… 🙂

  2. era per riderci sopra…!!!!! Suvvia, l’avevo anche specificato!! Non voglio ritornare a vecchie discussioni.. Non volevo dissotterrare l’ascia di guerra che spero sia anche per lei stra-sepolta… Almeno, ci spero!

  3. Nel ruolo di “honeymoon guide”, in quel WE, magari ha anche assaggiato il Nebbiolo di Beppe Rinaldi. Sarei curioso di un confronto, certamente, non in termini di sfida, ma semplicemente per rilevare le differenze, nel bicchiere, degli stili, dei personaggi, del territorio.

    • nessun confronto possibile in questa occasione, perché nelle due ore trascorse da “Citrico” abbiamo soprattutto chiacchierato e poi apprezzato un bicchiere di uno splendido Brunate 1982… Solo un bicchiere, ma grande, ahimé…

  4. Anche se esco un pò fuori tema, visto che si sta parlando dell’amata Langa e di sua maestà il Nebbiolo, volevo sapere cosa ne pensa Franco a proposito della nuova futura DOC Alba, con un uvaggio a prevalenza Barbera e Nebbiolo. Sinceramente un pò mi ha stupito apprendere questa notizia, sono un grande estimatore sia della versatile Barbera, sia del regal Nebbiolo, però mi chiedo quali potenzialità potrà avere questa nuova DOC, in un territorio dove ci sono equilibri consolidati da anni! Spero non sia solo una mossa commerciale, che finisca per mischiarsi senza identità con la DOC Langhe! Si auspica spesso uno “sfoltimento” di tutte quelle DOC un pò anonime e di facciata, mi spiacerebbe che nelle Langhe si incorresse in queste ambiguità! Mi interessa molto il parere di Franco in proposito! Grazie!

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