Vallée d’Aoste Pinot noir 2008 L’Atoueyo

Anche se ha ovviamente non ha alcuna pretesa di presentarsi come alternativa o concorrente rispetto a quella di regioni più affermate e storicamente specializzate su questo difficile vitigno come l’Oltrepò Pavese, l’Alto Adige o parte del Trentino (penso ai vini di Pojer e Sandri, Graziano Fontana o Elisabetta Dalzocchio) anche la Valle d’Aosta negli ultimi anni sta esprimendo una propria piccola, ma ben definita “vocazionalità” alla produzione di quel difficilissimo vino che è il Pinot nero.
E così, accanto agli storici esempi di realtà come Les Crêtes, Anselmet o Grosjean, stanno emergendo anche piccole realtà in grado di esprimere vini che meritano la più ampia considerazione da parte degli esigentissimi (spesso perché si ostinano a considerare i grands vins de Bourgogne, che sono tutta un’altra cosa, il modello di riferimento ed il termine di confronto) appassionati di questa speciale varietà.
Tra questi, una di quelle da segnarsi è la piccola azienda agricola denominata L’Atoueyo di Fernanda Saraillon e di suo figlio, che conta su due ettari scarsi di vigneto, distribuiti in svariati piccoli appezzamenti, posti tra 600 e 650 metri nel comune di Aymavilles, vigneti ad alta densità, visto che contano anche su 8-10000 piante ettaro.
Come si legge nella pagina
relativa all’azienda compresa nel sito Internet dell’Associazione dei Viticulteurs Encaveurs, “la viticoltrice Saraillon Fernanda, nel fondare l’omonima azienda agricola nell’anno 2000, ha voluto con tale gesto proseguire l’opera iniziata generazioni prima nelle famiglie Saraillon e Jerusel, le quali si sono sempre dedicate con tenacità, dedizione e passione, doti tramandate negli anni da padre in figlio, alla coltivazione della vite e alla produzione di vini di qualità.
L’azienda situata ad Aymavilles (AO) in fraz. Urbains nr. 8, utilizza come proprio simbolo l’atoueyo, termine dialettale con il quale si indicano i piccoli oratori disseminati lungo i sentieri che si inerpicano nelle vallate, praticati nell’antichità da viandanti, i quali venivano protetti nel loro viaggio dalle Divinità o dai Santi ai quali l’atoueyo era dedicato”.
La produzione aziendale, che comprende anche validi Fumin, Torrette e Gamay, si avvicina a quota ventimila bottiglie.
Cosa dire del Pinot noir dell’Atoueyo? Che è davvero un Pinot noir non pensato per épater les dégustateurs, per mostrare effetti speciali, ma per farsi bere molto bene e sciorinare una varietalità non priva di accenti legati al particolare terroir di alta collina dove il vigneto è situato.
Vino, nell’edizione 2008, dalla bellissima vivacità e brillantezza cromatica, un rubino intenso e profondo, dal naso molto caratteristico e tipico, succoso, elegante, carnoso, con note di lamponi e ribes in evidenza a scandire un insieme denso caldo, di bella espansione e nitidezza. Altrettanto bene la bocca, viva, carnosa, di nitida espressione, dal frutto rotondo e succoso, dalla carnosità spiccata, e dal finale lungo, persistente, pieno di sapore, di apprezzabile lunghezza e densità, con un’acidità calibrata e una bella vena sapida minerale che lo fa apprezzare ancora di più.

L’Atoueyo
frazione Urbain 8 Aymavilles
tel. 0165 902550 cell. 3355631448
e-mail.

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