Alleluia: Zaia diventa presidente della Regione Veneto e molla le Politiche Agricole

Mi spiace tanto per i simpaticissimi veneti che se lo dovranno cuccare come Presidente, ma che nemmeno tanto in fondo l’hanno voluto, visto che il 60 per cento dei votanti l’ha espressamente scelto, ma c’è una buona notizia in fondo nella vittoria trionfale del “pomata”, del “propagandista del Prosecco”, alias Luca Zaia, nelle elezioni regionali di ieri.
Con la sua prossima nomina a Governatore della Regione Veneto, l’uomo che ha “brillantemente” concesso il patrocinio del ministero delle Politiche Agricole al McItaly, il panino presunto italiano creato (e prontamente ritirato dal mercato da Mc Donald’s, giusto il tempo di fare da promo elettorale a Zaia), si trova costretto a levare le ancore dal Palazzo dell’Agricoltura di via Settembre a Roma, ponendo fine ad una delle gestioni di questo ministero centrale nell’economia italiana più discusse.
Finisce l’era Zaia, che in quest’intervista di oggi al Gazzettino, esclude la possibilità di un doppio incarico, di presidente del Veneto e di ministro, pur continuando a considerarsi “riferimento nazionale per l’agricoltura” per la Lega, e mentre nel quartier generale della Lega si festeggia in maniera sobria e raffinata come sempre “fin da metà pomeriggio sono state stappate le prime delle 3.000 bottiglie di prosecco docg prenotate per l’occasione: 2.500 bottiglie di prosecco e altre 96 Magnum docg, 35 kg di pane cotto a legna, 120 kg di salumi vari (sopressa, pancetta e salame), un quintale di formaggio, una cinquantina di focacce, quattro spiedi giganti, 50 kg di costate, ed altri chili di ogni bontà gastronomica”, si apre la discussione su chi sostituirà Zaia come ministro delle Politiche Agricole.

E’ troppo chiedere al signor presidente del Consiglio di non scegliere con i consueti criteri da manuale Cencelli della politica, mandando, come pare, al posto di Zaia l’ex governatore della Regione Veneto Galan, degna persona sicuramente, ma non proprio un esperto di cose agricole, per ripagarlo di averlo spodestato da Palazzo Balbi, ma una persona che i problemi dell’agricoltura italiana veramente conosce?
Dopo la gestione smaccatamente a favore degli interessi del Veneto voluta da Zaia, non è possibile avere un Ministro delle Politiche Agricole che sia rispettato e si faccia rispettare a Bruxelles e si preoccupi dei problemi e faccia gli interessi di tutto il mondo agricolo italiano, dalla Valle d’Aosta alla Calabria, isole comprese?

0 pensieri su “Alleluia: Zaia diventa presidente della Regione Veneto e molla le Politiche Agricole

  1. Felice di averlo presidente al posto di Galan…e comunque i veri agricoltori lo rimpiangeranno, dalla Valle d’Aosta alla Calabria….gli itaglioni invece no

  2. Caro Franco, mi domando se ti sei ‘bevuto il cervello’!!

    Come si fa a chiedere alla politica (e il premier ormai è, a pieno titolo, un politico), di mettere un uomo competente in una postazione – vissuta da sempre come tale, mi pare – usata da tutti coloro che l’hanno occupata (forse con un’eccezione) unicamente pro domo di qualcos’altro?!

    Come fai ad attribuire (ancora) al mondo della politica – un mondo afflitto da sordità acuta – l’attitudine a rispondere alle richieste dei cittadini, ai loro bisogni, alla necessità di usare il potenziale di questo paese (e segnatamente della nostra agricoltura) per migliorare la vita di persone e la redditività delle imprese?

    Occorre che – chi ha vinto e chi ha perso – gli uomini della politica compiano un volo straordinario, per coprire gli anni-luce che li separano dai bisogni (e dai pensieri) degli uomini che lavorano in agricoltura.

    Post Scriptum: la Lega a Montalcino = 9% !
    Provate a indovinare perchè!!!!

  3. Silvana Biasutti, mi piacerebbe molto che lei spiegasse quel “forse con un’eccezione”, cioe’ chi e perche’. Guardi che non la sto aspettando col fucile in mano, ma sono proprio curioso. Io non mi vergogno a dirle che ho trovato del buono in molti ministri dell’Agricoltura, prima, e delle Politiche Agricole, poi. Sa, sono tifoso dell’Inter e credo molto in Balotelli…

  4. Tutta quella gran fatica per un panino che è sopravvissuto solo 50 giorni nel menù di Mc Donald’s, ci credo…..era terribile!
    Adesso cosa gli dirà ai Consorzi che si aspettavano un giro d’affari di 3 milioni annui ?

  5. Credo – gentile Mario Crosta@ – che l’eccezione potrebbe essere stata Alemanno, e subito mi precipito a chiarire due cose:
    1- nessuna simpatia per la destre, men che meno per chi si è (se non ricordo male) vantato di aver menato le mani!

    2- ho molto sperato, a suo tempo (non rida di me, la supplico), in Pecoraro (chi?) Scanio e anche in un altro, di sinistra di cui in questo momento mi sfugge il nome. Del primo non ho voglia di parlare, di quell’altro – ora mi è venuto il nome : Paolo De Castro – non mi pare che sia stato abbastanza attento ad alcune tegole che stavano volando – ancora alte, ma ben visibili – il cui tonfo si sarebbe potuto – con l’incompreso antidoto della trasparenza – tempestivamente attutire. Imperdonabile.

    Invece, Alemanno, mi pare che a suo tempo abbia capito che cos’è l’agricoltura (italiana, che cosa potrebbe essere, soprattutto) e cosa preme(rebbe) agli agricoltori.
    Risottolineo: “mi pare”.

    Caro Crosta@, lei così puntuto potrebbe domandarsi/mi perché tanta chiarezza, da parte mia, quasi un outing, con nomi, cognomi, valutazioni, eccetera. Senza nascondersi dietro uno pseudonimo.

    Quanto all’Inter, come Claudio Abbado, sono milanista (sarei, se tifassi). Buona Pasqua.

    • milanista come il mio carissimo amico Maurizio Zanella, presidente del Consorzio Franciacorta, che vedo spesso in tv in tribuna accanto a cravatta gialla Galliani… Come Roberto Voerzio e tanti altri nel mondo del vino. Che pure conta anche su un buon numero di interisti…

  6. Grazie della precisazione, gentilissima Silvana. E’ piaciuto anche a me. Specialmente al Vinitaly 2004 che si è aperto con una bacchettata sulle dita giustamente data agli operatori del vino che aumentavano i prezzi senza ragione. Il ministro Alemanno nel suo intervento disse che bisogna dire no ai rincari ingiustificati sul vino, perché non è il prezzo che fa necessariamente la qualità ed è necessario, quindi, un giusto rapporto tra qualità e prezzo. Alemanno aggiunse anche che se non ci si dà una regolata sui prezzi saremmo restati imbottigliati tra la produzione francese che ci sta sopra e i vini dei Paesi emergenti che crescono sul piano della qualità a prezzi concorrenziali. E poi appena poteva andava ad allenarsi a scalare montagne con la Forestale, ha sempre privilegiato molto il rapporto con la Forestale che con lui ha assunto anche altri poteri di difesa dell’ambiente ed oggi e’ un Corpo davvero esemplare, di cui essere fieri. Sì, concordo con il suo giudizio, Silvana e grazie della risposta.

    • domanda: può aiutarci a capire i motivi del sorprendente 8,5% di voti ottenuti dalla Lega in quel di Montalcino (nella Toscana rossa) questo corsivo dal titolo di “And the winner is … Zaia”, apparso oggi su una notizia quotidiana diffusa wia Web da un sito Internet con sede a Montalcino? Ecco il testo: “Non gli abbiamo risparmiato critiche, quando lo abbiamo ritenuto opportuno, così come gli abbiamo riconosciuto meriti e vittorie. Ed è solare il trionfo dell’ormai ex (di fatto) Ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, che nel suo Veneto è stato eletto governatore con il 60,15% dei voti, la seconda percentuale più alta di tutti i governatori. Auguri, dunque, a lui, ma anche, ovviamente all’agricoltura italiana, per la quale auspichiamo che, in tempi brevi, sia nominato il nuovo Ministro. E speriamo anche che sia competente, impegnato a tempo pieno e capace di dare al Paese agricolo, dalle imprese ai consumatori, quel supporto e quelle risposte necessarie per superare la crisi ed essere protagonista del futuro”.

  7. Caro Franco.
    Il tema davvero scottante non mi pare Zaia, che ormai è proiettato verso un alt(r)o destino, avendo giocato magnificamente le sue carte e ottenuto in cambio voti per sé e per la Lega (di cui insolve sempre più l’ammirevole pragmatismo nordico e padano, in spite of mister B).
    Chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto.

    Il problema mi pare sia piuttosto il futuro dell’agricoltura italiana, (non quella industrializzata) quella a maglia piccola che ha incantato generazioni di promoter straordinari, a cominciare (ma non temporalmente) da Goethe per finire con quelli che ballano da soli these days, cioè quelli che l’hanno chiamata “paesaggio” inventando un genere che noi manco ci sognavamo esistesse.
    Se il prossimo Ministro sarà con la emme maiuscola, potrebbe dare un tocco benefico ad entrambi i generi (golf permettendo).
    E forse sarebbe ora di farlo, seriamente: è un bel vantaggio competitivo sul mercato globale. Se non quello, cosa?

    • cara Silvana, intanto anche da qui, i miei più affettuosi auguri per il tuo compleanno e per i tuoi primi… xx anni, spesi splendidamente, con intelligenza, curiosità intellettuale e lucidità.
      Una domanda: ma lo sapranno, alcuni, anche nel bellissimo borgo toscano che ti ospita, che Goethe era un grande scrittore e intellettuale tedesco e non.. una marca di pneumatici?

  8. …mi piace la pronuncia di Goethe: suona padanissimo, con quella ‘oe’ che fa venire in mente il rito delle sorgenti…oh diomio, scusa! E’ che stavo pensando a Bossi (adesso si usa molto, anche qui!), e poi…sono un po’ rimba, con tutti gli anni che mi ritrovo addosso, così di colpo.
    Grazie per i tuoi auguri!!!

    • certo, lucidità, la rara capacità di capire le cose in anticipo, di saper leggere quello che accade, coglierne i risvolti che a molti sfuggono. Lucida e curiosa, ecco quello che sei, Silvana!

  9. Il mio piu’ incondizionato appoggio alla richiesta di Franco Ziliani sperando che chi sostituira’” ER POMATA ” sappia che l’agricoltura e’ fatta ANCHE da chi si alza la mattina presto per andare nei campi e spera sia nella benevolenza divina ma sopratutto in quella “politica” (Spesso la seconda e’ di gran lunga piu’imprevedibile se non deleteria !!!! )

  10. marino urriani@: bisogna che “chi si alza la mattina presto per andare nei campi” conti sulla ‘benevolenza’ del mercato: l’unica che conti davvero. E mi dicono, quelli che annusano il vento (ma scientificamente) che vi sia qualcosa di più di una ‘nicchia’ molto attento al frutto di quel vostro lavoro (di cui c’è d’andare orgogliosi, oggi più che mai)! E personalmente sono straconvinta che un rispettabile pezzo di futuro sarà vostro.

  11. Per i Francesi l’unica che conti davvero e’ la Sopexa. Loro sì che hanno qualcuno che provvede in modo intelligente a regolare il mercato, a piazzare il prodotto, a promuovere le novita’, in tutte, dico tutte, le piazze del mondo e fosse anche per una paletta di bottiglie l’anno. Con una meticolosita’, una professionalita’, una mobilitazione che sono ammirevoli. Li invidiano tutti. Da noi manca una cosa del genere, i produttori sono lasciati soli, in balìa di associazioni private che tribottigliano o pentabicchierano con la credibilita’ di cui sappiamo ed al prezzo di cui e’ meglio che non sappiamo. Devono accendere un cero a Santa Benevolenza del Mercato. No, non si puo’ piu’ andare avanti così. Che il prossimo Ministro cominci a copiare la formula Sopexa e insieme all’ICE incominci ad applicarla sul serio e basta con tutte le altre sperimentazioni con l’Enoteca Italiana di Siena che non e’, non puo’ essere, il surrogato italiano di un’autorita’ indiscussa come la Sopexa.

  12. Caro Crosta@: concordissimo. Sopexa lavora con competenza (!!!) e tenacia, ha uffici in tutti i paese in cui la Francia esporta, segue i prodotti senza paturnie politico-partitiche, non è asservita a carrozze e carrozzoni. In altre parole è un organismo che funziona, come un’impresa, con obiettivi da raggiungere e strategie per perseguirli; inoltre Sopexa (è stato mia cliente, ed era un cliente esigente e difficile) sa bene quanto contino stile e cultura francesi per vendere i prodotti francesi!

  13. Ci sono 100 milioni di ettolitri di vino invenduti al mondo, che giacciono in una marea di cantine, che hanno difficolta’ ad essere piazzati e non parlo soltanto di vini di poco pregio, ma anche di vini di qualita’ e di vini di alta classe. In Francia invece non se ne lamentano mai. Ci pensa la Sopexa. Quando Alemanno nel 2004 bacchetto’ i produttori che alzavano i prezzi e soltanto questo (sic!) un nostro Ministro poteva fare, la Sopexa invece pianifico’ una riduzione di prezzi dei vini francesi, alcuni anche di una quota cospicua: e chi si adeguava, bene, chi non si adeguava poteva dimenticarsi la loro assistenza. Polso duro. Politica vincente. Loro fanno un servizio completo e di ottimo livello, firmerei tutto quello che ne ha scritto lei. Le auguro altri 100 anni (ma con una maglia nerazzurra…)

  14. Ci provo sempre… non si sa mai.
    Augurarono una maglia rossonera pure a Peppino Prisco. Che non se la prese come lei, anzi disse che un minuto prima di morire sarebbe diventato senz’altro milanista… “così ne schiatta un altro!”

    • Oggi lo stesso sito Internet con sede a Montalcino che ieri plaudiva alla vittoria del ministro leghista Zaia nelle elezioni regionali in Veneto oggi con il titolo di “30 nuove Dop in due anni: è il bilancio del “Ministero Zaia” pubblica un altro corsivo dove leggiamo: “Il neo-governatore della Regione Veneto Luca Zaia, prossimo a lasciare il dicastero delle Politiche Agricole fa un bilancio dei suoi due anni di attività da Ministro, sottolineando la grande attenzione dedicata al made in Italy, con il riconoscimento di 30 nuove Dop e Igp. “Un risultato che ha consolidato il ruolo dell’Italia di leader per numero di prodotti riconosciuti in Ue” ha rimarcato il Ministro uscente”.
      Un’altra chiave di lettura che ci aiuta a “capire” il mistero dell’8,5% di voti raccolti dalla Lega a Montalcino?

  15. Caro Bonfio,
    se mi aiuta a capire non e’ carita’ di Patria (bella la maiuscola!) ma puo’ essere un valido suggerimento al prossimo Ministro, lei che ha scritto qui fin dall’inizio di questo blog tante, ma tante cose molto approfondite che hanno reso un servizio di volta in volta su diversi argomenti a tanti lettori, me per primo. Noi non siamo esperti del settore, come invece lo e’ meritoriamente lei. La ringrazio in anticipo.

  16. Caro Crosta.
    La burocrazia francese è all’avanguardia nel pianeta. Loro hanno l’Ecole supérieure d’Administration dalla quale escono i funzionari pubblici che costituiscono l’ossatura delle pubbliche amministrazioni francesi. Noi in Italia non abbiamo questa fortuna. I nostri funzionari sono scelti prima di tutto con logiche clientelari e non viene mai privilegiato il merito. Quando accade che ci sono funzionari bravi, scrupolosi, capaci e all’avanguardia, questi comunque hanno dei condizionamenti di tipo politico/partitico che impedisce loro di muoversi in modo autonomo nell’esclusivo interesse dell’utenza. La macchina statale pertanto funziona male e a rilento. Caratteristiche contrarie all’efficienza, sopratutto quando ci si riferisce a strutture che per loro natura sono dedicate al mondo degli affari e quindi con l’efficienza, la rapidità, la professionalità devono essere tutt’uno.
    Per non parlare poi dei CdA di queste strutture pubbliche, all’interno dei quali con il consueto manuale Cencelli le caselle vengono riempite con nominativi scelti in base alle più disparate logiche tranne che per l’unico requisito che sarebbe necessario: la capacità.
    Io non conosco personalmente Marco Caprai ma da quello che ha fatto nella sua azienda credo potesse essere un eccellente amministratore di Buonitalia. Ecco, se ne è andato sbattendo la porta dopo pochi mesi dalla nomina, evidentemente perchè si era reso conto che la sua sarebbe stata una battaglia impossibile da vincere. Quella di contrastare un sistema per averne ragione e fare di Buonitalia un’agenzia tipo Sopexa.
    Le auguro Buona Pasqua

  17. al 100% condivido il post (0%, per i contenuti calcistici)
    per gli ultimi commenti sull’esempio francese: sopexa è stata il massimo, ma oggi altre organizzazioni di promozione la hanno abbondantemente superata, almeno per quanto riguarda il vino. Oggi sono molto più efficaci gli spagnoli, ad esempio.

  18. per il settore vino la Spagna ha lavorato molto bene ma solo in certi mercati, anche il Portogallo ha fatto delle cose egregie e nel piccolo anche l’Austria. Ma solo nel vino mentre Sopexa sovrintende a tutto l’agroalimentare francese.

  19. Precisazione davvero importante, caro Bonfio. Loro sono gia’ pronti per la riforma europea delle Doc e Dop. Direi che sono stati sempre pronti a tutto cio’ che si muove, per via della scuola superiore di cui ha parlato lei. Vero e’ che la Spagna sta imparando davvero bene, infatti non ho mai bevuto tanti vini spagnoli come negli ultimi due anni, promossi bene, a prezzi interessanti. Ma perche’ non cominciamo anche noi? Siamo sempre convinti che basti il motto “pizza, sole e Marechiaro” a fare il made in Italy all’estero?

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