Altri Brunello 2005 in degustazione all’Enoteca Osticcio: Conti Costanti

Devo ancora una volta fare i miei complimenti a Francesca e Tullio Scrivani dell’Enoteca Osticcio di Montalcino per aver dato vita, nei giorni di Benvenuto Brunello, ma senza alcun intento polemico o “alternativo” verso la vetrina ufficiale del Brunello, bensì con il semplice obiettivo di consentire agli appassionati di completare la loro brunellesca eno-perlustrazione, ad una brillante iniziativa, fatta, mi sembra di poterlo tranquillamente dire, con spirito di servizio.
Nella loro accogliente e ben fornita enoteca-salotto hanno pensato bene, con la collaborazione di un certo numero di produttori, che hanno messo a disposizione un certo numero di bottiglie, di offrire, gratuitamente, a chiunque fosse interessato, una degustazione di una serie di Brunello, annata 2005, e riserva 2004, di aziende che per motivi vari hanno deciso di non partecipare alla grande kermesse. Nonché di altre che sebbene presenti al Benvenuto Brunello hanno pensato di presentarsi anche qui.
Non voglio entrare nel merito dei motivi che hanno portato questi produttori, generalmente piccoli, a non essere alla Fortezza, voglio solo rendere merito agli Scrivani e alle realtà produttive che hanno scelto l’atmosfera dell’Osticcio per provare a dialogare con potenziali clienti, appassionati e stampa, per avermi consentito di degustare alcuni dei 2005 in assoluto più interessanti da me trovati in tre giorni di assaggi.
Ci sarà più tempo, nei prossimi giorni, per raccontare dettagliatamente delle impressioni positive avute, in un tipo di degustazione che è completamente diverso da quello, rigorosamente fatto alla cieca, da me scelto al Benvenuto Brunello, dai 2005 di Fonterenza, Pian dell’Orino, Paradiso di Frassina (meno convincente invece, ma ne parleremo, il vino di Stella di Campalto) e di quell’autentica rivelazione che è stata per me Querce Bettina, ma voglio sottolineare in particolare il mio convinto consenso per il 2005 di una delle aziende più storiche di Montalcino, forte di una tradizione di oltre quattrocento anni, Conti Costanti, i cui vini da anni non mi convincevano come mi ha convinto questo Brunello.
Cosa dire di questa azienda, condotta ormai da lungo tempo da Andrea Costanti, forte di dieci ettari di vigneto, di splendide posizioni, di altezze ottimali (tra 310 e 440 metri), che per l’affinamento ha scelto la strada, “mista”, del passaggio sia un tonneaux che in botti di rovere di Slavonia? Aggiungerei solo le mie impressioni, molto positive, sul vino, bello già nel colore rubino acceso, dotato di un naso fitto, denso, di buona maturità e densità, che evoca la ciliegia nera e la prugna, con una vena selvatica e poi in divenire balsamica, molto fresca e viva, e poi molto soddisfacente al gusto, pieno, ben strutturato, persistente, sorretto da una notevole struttura tannica, da una calibrata dolcezza del frutto, con dinamismo ed equilibrio.
Un risultato che fa pensare, con grande piacere, come con questo 2005 un altro dei nomi sicuri di Montalcino sia tornato ai livelli che gli competono. Evviva!

0 pensieri su “Altri Brunello 2005 in degustazione all’Enoteca Osticcio: Conti Costanti

  1. Complimenti anche da parte mia al caro amico Andrea, ma l’appunto va a chi sfrutta altri canali per presentare i vini(osterie private etc etc) e chi le frequenta, durante i giorni del Benvenuto Brunello, è da subdoli, meschini ed approfittatori, soprattutto perchè queste persone, che caro Franco hai messo alla guida del Consorzio, per primi non rispettano il lavoro svolto dall’attuale Cda, ma soprattutto non hanno rispetto per i loro colleghi, che pagano centinaia di euro per partecipare alla manifestazione.
    tanto si è detto su questoi cda, che quasi a vederli sembrano mostri, di cose ne hanno fatte tante, buone e cattive, ma, e mi riferisco alle aziende che solo si preoccupano di chi andrà a rimpiazzare la loro sedia, mantenete almeno un briciolo di dignità nelle cose che fate, dimostrando coerenza nell’operato nel rispetto di tutte le aziende Ilcinesi.
    il rispetto è alla base di tutto, ma si sa “chi ‘un pole coi fatti, colla bocca s’arrabatti” e vale anche per me, visto che tanto fanno come li pare lo stesso

    • Luca, quale altro epiteto oltre a quelli di “subdoli, meschini e approfittatori” che lei ha utilizzato totalmente andando fuori dalle righe e senza rispetto per le loro persone e per il loro lavoro, vogliamo utilizzare per i produttori che pur non partecipando al Benvenuto Brunello hanno ritenuto opportuno presentare i loro vini in altre sedi? Cominci ad avere rispetto di quello che fanno e moderi i termini. Quanto ai membri del Cda uscente del Consorzio, chi scrive non li ha mai presentati come “mostri”, si é solo limitato a dire che dopo quello che era successo avrebbero dovuto avere la sensibilità di dimettersi. Cosa che si sono guardati bene dal fare

  2. Ben vengano le manifestazioni parallele, ma attenzione se salta il Benvenuto Brunello salteranno anche queste, perciò riterrei molto opportuno per tutti farsi delle domande e trovare risposte oneste sia intellettualmente che eticamente. Forse sia il vecchio cda che i precedenti troppo facilmente si sono trincerati dietro risposte banali all’assenza dei loro colleghi e questi ultimi hanno così preferito manifestazioni alternative ma se tutti facciamo come loro finisce la manifestazione a discapito di tutti.
    Fermo restando che ritengo il Benvenuto Brunello un evento importante e a cui partecipare ma sarà bene rivederlo e correggerlo anche perchè ormai è un format di 20 anni diventato obsoleto.

  3. che ben vengano proposte per cambiare il benvenuto brunello, proposte, non chiacchere.
    per le manifestazioni parallele non sono d’accordo, chi è dentro la fortezza paga, i giornalisti sono invitati dal Consorzio dei produttori, e dai produttori stessi.
    a tutti i produttori è stata inviata una circolare, nella quale si chiedeva di evitare cene o manifestazioni parallele. se queste ci sono state, è giusto chiamarle subdole, e meschine.
    alcuni consiglieri si sono dimessi, altri hanno deciso di rimanere, forse più per amore del consorzio che per altri motivi, infondo la patata bollente è rimasta in mano loro.
    facile parlare adesso….soprattutto entrare adesso.
    quindi onore al merito!!
    e se in questo tragitto, che ha salvato il brunello, il cda si è fatto dei nemici, bhè “molti nemici molto onore”

  4. vorrei solo dire che lasciare delle bottiglie in una enoteca non è fare una manifestazione parallela, mi sembra che in tutti questi anni passati di benvenuto brunello si sono svolte e organizzate cene con giornalisti in seno ad aziende molto note e potenti senza che fossero invitati tutti i produttori e i loro vini. E tutti hanno taciuto e accettato queste attività senza dire nulla, anzi!.
    Mi sembra anche che chi non partecipa al benvenuto è pur sempre socio e collabora alle spese delle varie manifestazioni che spesso vengono fatte appositamente per aziende che se le possono permettere!!!!
    Guardiamo il numero di partecipanti che ogni anno diminuiscono e domandiamoci il perchè!!!
    E’ possibile che la mentalità sia cosi ristretta da far passare in malafede chi non lo è??
    Proposte sono state fatte in prima persona direttamente in sede del consorzio, nessuno ha interesse ad ascoltare le idee,i bisogni e le proposte di piccole aziende.
    Come facciamo a permetterci un benvenuto brunello, ammesso che sia quello che vogliamo, producendo 2-3 mila bottiglie di brunello??

    • brava Francesca, sottoscrivo in toto le tue parole. Possibile che le aziende partecipanti a Benvenuto Brunello abbiano così timore delle vostre piccole forze e delle vostre piccole produzioni? O hanno paura che mostriate che esiste un’altra via al Brunello e ai vini di Montalcino?

  5. All’Osticcio ho assaggiato il prelibato Brunello Fonterenza ma ce n’era uno con marcato aroma di albicocca fresca e un altro ossidatissimo in bottiglia che pareva vinsanto.
    Benissimo smarcarsi dal festival con un controfestival, ma che i calici pieni siano almeno tutti all’altezza, altrimenti non serve a niente dichiararsi diversi facendo certo vino schietto, ma poco potabile.

  6. No Andrea non va bene smarcarsi dal “Festival”, perchè se esistono i “controfestival” è solo grazie al BB.
    e comunque Francesca, le bottiglie non sono lasciate “innocentemente”, almeno questo chi lo fa abbia il coraggio di dirlo.
    le cene sono anni che esistono, e altrettanti che vengono demonizzate, purtroppo senza esiti positivi, ne fanno grandi aziende, ma anche piccole e medie.
    purtroppo è anche vero che il numero cala di volta in volta, ma si preferisce nascondere la testa sotto la sabbia e non partecipare piuttosto che stare uniti.
    ci sono aziende che di bottiglie di brunello ne hanno meno di 2o3mila, mi pare che ce n’è una che è intorno alle 800, eppure ci sono al benvenuto brunello.
    Franco nessuno ha paura delle piccole produzioni, nessuno vuol affermare che altri con manifestazioni parallele rubano lavoro ad altri, semplicemente non è giusto e corretto. perchè se non esistesse la manifestazione principale nessuno entrerebbe in quell’enoteca, che alcuni anni fa (ma non troppi) organizzava anteprime addirittura prima dell’uscita in commercio legale dei vini.
    nessun socio paga per le manifestazioni degli altri, ognuna si auto finanzia con i partecipanti, e con i contributi statali o comunitari. se uno non ci crede, basta che legga attentamente il bilancio consortile, che non è una cosa da astronauti; si ha la presunzione di voler gestire la propria azienda, senza saper leggere un bilancio.
    non ci prendiamo in giro, alcune aziende non hanno nemmeno mai partecipato al benvenuto brunello, quindi non possono dire se è conveniente o meno spendere 1200 euro.
    per una volta, mettiamo la mano sul cuore e facciamo esame di coscienza, altrimenti quelli con i paraocchi, non sono quelli che non accettano eventuali proposte, ma quelli che lottano contro i mulini a vento sentendosi paladini del nulla.
    Luca (sulle) Barricate

  7. Purtroppo Luca con il suo terzo commento ha pienamente ragione. E non ci sono giustificazione per le cantine che organizzano o partecipano ad eventi e serate in concomitanza di Benvenuto Brunello, senza essere presenti alla manifestazione stessa. Perchè vuol dire approfittare dell’evento per il proprio tornaconto. Proprio non ci sono scuse, sono semplicemente aziende meschine, per non dire altro. Io personalmente mi vergognerei al posto loro.
    saluti, Fabio Italiano

    • registro e pubblico, pur trovandolo decisamente eccessivo e sbagliato, il suo commento. Trovo fuori luogo l’aggettivo di “meschine” speso per le aziende che hanno presentato i loro vini all’Enoteca L’Osticcio, inutilmente insultante. E credo che ci sia piuttosto da “vergognarsi” ad utilizzare, totalmente senza motivo, certi toni, come fa l’autore del commento, che a presentare, in sordina, senza grancasse e annunci pubblicitari, limitandosi ad un passa parola, i loro vini come hanno fatto. E hanno fatto bene a fare. E noi ad andarli ad assaggiare. Punto e basta

  8. mi dispiace ma non è così, e si chiama etica.
    ma tanto spiegare le cose a chi non le vuole capire è come dare “il concime ad una colonna”

  9. @luca
    non ho parole…
    penso che avrò bisogno di fare un corso di etica e morale con lei per imparare a vivere.
    Quando vuole sono a sua disposizione e magari mi insegna a leggere il bilancio.
    p.s. chi è lei ci conosciamo?

    • Un caro amico, grande esperto e conoscitore di vini, che ha avuto modo di assaggiare i Brunello di Montalcino 2005 partecipanti alle presentazioni fatte di recente negli Stati Uniti mi ha inviato queste riflessioni sulla nuova identità, improvvisamente molto sangiovesizzante e aliena dai coloroni d’antan, del Brunello 2005.
      Trovandole molto interessanti, ve le propongo… “1)Si é usato finalmente Sangiovese per fare i vini, quindi erano vini “puliti” dal punto di vista del disciplinare e dal punto di vista “sensoriale” per un sommelier. Ma non gioivo …2). …perché erano quasi tutti vini di plastica. La maggior parte dei vini da me assaggiati era palesemente stata “aggiustata” in cantina dalla tecnologia. Io non ho un palato fino in grado di riportare finezze aromatiche ma lo ho certamente tecnico forse perché mi sono sempre focalizzato su quello cerco prima di tutto un vino pulito e poi me lo posso godere. A mio giudizio tutti i vini presentavano le caratteristiche del sangiovese (o la maggior parte) con livelli alcolici medi sempre non eccessivi. Ora o sono stati dei mostri in vigna ed hanno cambiato il modo di lavorare di punto in bianco (e le vigne hanno reagito subito, ma su suoli così stressati?) o questo non é possibile ci vogliono un paio di stagioni per farlo. Ma dato che lo “scandalo” (ma che scandalo poi, lo scandalo era prima propinare per sangiovese grosso certe cose degne del bordeaux) é dell’anno scorso e quei vini stavano già in botte propendo per il fatto che non ci siano stati cambiamenti agronomici a quel tempo a meno che veggenti fossero presenti da tempo in Montalcino. Pochi bicchieri erano vivi in bocca, la maggior parte erano scontanti al gusto: é possibile che quei valori siano stati aggiustati da uso di concentratori (con doppia funzione prima per togliere acqua e poi alla fine per l’alcool – a Montalcino l’alcool spara fuori non entro nella diatriba di lieviti inoculati e batteri ma i parametri di acido malico – necessario per fare la malolattica a quei livelli di alcool non ci sono punto). Una passeggiata in terra ilcinese lo puó confermare; piú che guardare le vigne basta guardare il proliferare di cabine elettriche (con gioia dell’Enel): uno di quei cosi si mangia da 12 ai 35 Kw/h. La settimana scorsa ascoltavo un “uainemeker” di reverita cantina del Chianti che si lamentava con un altro quanto ciucciasse uno di quei cosi (se li avesse spesi in vigna non era meglio?). Illazioni certo ma mi sarebbe piaciuto prendere un paio di quelle bottiglie e farci due test. Di sicuro tutte avevano cosa difficilissima per un sangiovese un tannino domato alla perfezione. Lavoro artigianale in cantina o microboulage per un tannino più potabile? Direi ipotesi numero due il tannino era li ma non quello di uva matura e giovane e vivace ma spento; poi come dicono i tecnici le bollicine tengono sotto controllo il profilo antocianinico. Soprattutto e ancora una volta gomma arabica a motore: tanti bicchieri sporchi… notato le mani che si appiccicano al bicchiere ed il vino che fa lacrime strane con il colore attaccato?

  10. Io non mi riferivo alle cantine presenti all’enoteca L’Osticcio ci mancherebbe, ma parlavo in generale. Inoltre, il termine meschine è sinonimo di poverine quindi non mi pare che sia un aggettivo offensivo. Se qualcuno pertanto si offende per così poco vuol dire che un tantino colpevole si sente. E ribadisco, senza cattiveria alcuna, io personalmente mi vergognerei al posto loro. E mi permetta di dire signor Ziliani, che io non posso essere criticato per una affermazione del genere in fin dei conti io non ho fatto nulla di male. Posso essere criticato se la mia educazione non ammette tali comportamenti, e il mio livello di onestà è alcuni gradini sopra alla media? Non credo proprio. A questo punto se preferisce, può anche sostituire il termine meschine del mio precedente commento con uno meno offensivo di suo piacimento. Ma ho i miei dubbi che riesca a trovarlo.

    saluti, Fabio Italiano

    • continuo a pensare che lei esageri e che parli non avendo chiara consapevolezza di quello che dice. Come può difatti sostenere “io non mi riferivo alle cantine presenti all’Enoteca”, definendole “meschine”, dopo aver precedentemente affermato “E non ci sono giustificazione per le cantine che organizzano o partecipano ad eventi e serate in concomitanza di Benvenuto Brunello, senza essere presenti alla manifestazione stessa. Perchè vuol dire approfittare dell’evento per il proprio tornaconto”. Si metta d’accordo con se stesso, se le riesce

  11. Ho letto bene? Una singola postazione a Benvenuto Brunello costa 1200 €; ma per tutti, grandi e piccoli, senza distinzioni? E sarebbero Milleduecento euro che servono a pagare TUTTA la manifestazione, oppure coprono esclusivamente la ‘presenza’ del singolo produttore?
    Perché io ho inteso che TUTTI i soci – indistintamente, partecipanti o meno – pagano per l’organizzazione di Benvenuto Brunello, i cui costi sono a bilancio del Consorzio (a cui contribuiscono tutti gli iscritti), inoltre quelli che hanno la postazione la pagano in più.
    In questo caso, perché inquietarsi se alcuni non ‘tirano fuori’ 1200 €, in più?

    Invece, gentile Luca@, l’assemblea dei soci del consorzio mi parrebbe il luogo perfetto in cui discutere serenamente dell’opportunità di organizzare un evento (importante e delicato) quale BB,. dei costi connessi, delle modalità di partecipazione, dell’importanza di vedere i produttori UNITI, anche se non unanimi…
    Perché (immagino che lei sia un produttore, e un produttore che tiene all’etica e alla trasparenza, quindi al dialogo), tra di voi produttori dovreste discutere in tempo, della prossima edizione di BB e del rilancio del Brunello e di tutto ciò che vi concerne – grandi e piccoli che siate -, altrimenti il futuro si restringerà per tutti. Ma ad oggi non l’avete mai fatto.
    E mi scuso, se mi permetto di ‘dare consigli'(però firmando con nome e cognome) a lei che invita all’etica (però nascosto dietro a un nome generico) ma credo proprio che il primo punto sia discutere apertamente, se si ha la coscienza a posto.
    Insomma, metterci la faccia, soprattutto quando si insinua che alcuni produttori abbiano messo “innocentemente”(virgolettando) le bottiglie – qua o là -.
    Perché quei produttori che hanno dato la disponibilità di alcune bottiglie non credo proprio che l’abbiano fatto “innocentemente” (con le virgolette): lo hanno fatto in modo trasparente e tranquillo. E forse non hanno potuto nemmeno discutere serenamente di questi argomenti in seno al consorzio. Che ne pensa? E, a proposito, ci conosciamo?

  12. Non sono un tecnico, ma quanto scritto dall’amico di Franco mi sembra profondamente azzeccato. Sulla questione gomma arabica e altri metodi enologici per “sistemare le cose” c’è poco da dire, soprattutto se si tiene presente che parliamo dell’annata 2005, ben precedente alle indagini della Procura, e quindi impostata ancora “alla vecchia maniera”. E’ evidente che molti sono vini aggiustati, aggiustamenti che hanno sottratto molto, molto più dei limiti del millesimo, ma è altrettanto evidente che con tutta probabilità non ne potevano fare a meno.
    Allora verrebbe da dire “diamogli ancora una possibilità, diamogli fiducia, vediamo se ci sarà finalmente una svolta”, ma la domanda che mi pongo ora è: le cose cambieranno sul serio o i vizi e le cattive abitudini rimarranno come se nulla fosse accaduto?

  13. 1200 euro (…x un giorno o due..)..x far mostra dei propri vini e…”far parte attiva della mostra”…che businnes x chi …li prende…!!

  14. Gentile Silvana, mi scusi se per adesso continuo a chiamarmi solo Luca, la ringrazio per i toni pacati, ma veniamo al dunque:
    il consorzio è una associazione di produttori (nel caso Brunello praticamente quasi tutti) che si mantiene in grossa sostanza con, quota consortile, vendita fascette, royalties e quello che rimane dalle manifestazioni, e da sovvenzioni statali o comunitarie
    i costi principali sono dovuti dalla promozione, registrazione marchio, pubblicità, cause legali che il consorzio ha con tanti furbi a giro per il mondo, e dal mantenimento della struttura e dipendenti.
    tutto questo è a disposizione dei soci nel bilancio che in fase preventiva (Novembre) e definitiva (Aprile) è appeso in bacheca consortile e che i soci in sede di assemblea devono approvare.
    la manifestazione Benvenuto Brunello è finanziata dai soci partecipanti, i 1200€ sono IVA compresa, e servono a coprire le ingenti spese per la realizzazione del tendone, catering, pubblicità, cene, inviti e pernottamenti dei giornalisti che sono invitati.
    quindi è per questo motivo che mi sono permesso di arrabbiarmi con chi, in sede di Benvenuto Brunello organizza situazioni parallele, perchè nessun socio non partecipante paga per la manifestazione, anzi i benefici che un non partecipante ha (difesa del marchio, pubblicità etc etc) sono anche legati ai piccoli ricavi delle manifestazioni.
    e mi sono arrabbiato perchè nonostante le circolari del consorzio alcuni furbi fanno lo stesso come li pare.
    credo che siano state al vaglio molte soluzioni di cambiamento, dalla postazione alla soluzione pranzo etc etc,
    purtroppo a Montalcino non esistono strutture abbastanza grandi da contenere tale numero di persone, o meglio quelle che ci sono hanno problemi con le uscite di sicurezza, certo è che soluzioni valide e concrete non sono mai messe da parte.
    non credo di conoscerla, ma spero un giorno di poterla incontrare.
    per un chiantigiano qualuque, hai ragione chi monta il tendone fa un bel guadagno. comunque apparte qualche cosa da rivedere la manifestazione funziona, e credo che sia meglio farla in terra ilcinese piuttosto che andare a regale i soldi a qualche struttura esistente fuori dalle mura.

    • interessante intervento il suo Luca, chiaramente fatto da produttore, che difende le ragioni della partecipazione al Benvenuto Brunello e dei soldi spesi (molti soldi, non sono un po’ tanti?) per farlo. A Luca chiedo pertanto se abbia un senso spendere ogni anno circa 300 mila euro per ospitare a Montalcino Benvenuto Brunello o se non sia meglio, come buon senso e razionalizzazione delle spese prevederebbe, organizzare tutte le Anteprime, (anche quella del Vino Nobile di Montepulciano) a Firenze presso la struttura, razionale e ospitale, della Stazione Leopolda. Poi si troverà il modo di far trascorrere uno o due giorni a Montalcino ad una selezione dei giornalisti invitati. A proposito: ma perché tanti invitati? Ci sono personaggi che scrivono su bollettini parrocchiali o sui muri di casa, che non contano nulla, che nessuno legge, eppure continuano ad essere invitati (facendo aumentare le spese). A proposito: quest’anno al Consorzio non sono costato nulla, ospite di un amico, senza nessun costo per cene o ospitalità alberghiera. Per questo motivo mi sento di parlare…

  15. Ha ragione signor Ziliani, nella fretta non sono stato chiaro, e ho dimenticato una parola. Intendevo dire che non mi riferivo “esclusivamente” (quella tra virgolette è la parola che ho dimenticato di scrivere) alle cantine presenti in quell’enoteca, ma in generale a tutte quelle cantine che organizzano e o partecipano ad eventi (o serate, o altro) paralleli a quelli più grandi e importanti, in questo caso si tratta di Benvenuto Brunello, ma potrebbe benissimo essere il Vinitaly, il Salone del vino, o un qualunque altro evento. Insomma, non trovo onesto sfruttare (perchè di sfruttamento si tratta) un evento maggiore, senza parteciparvi, per il proprio tornaconto. E continuo a dire che io, e ribadisco io, mi vergognerei perchè non farei mai una cosa del genere. Adesso sono sicuro di essere stato chiaro. Punto e basta, e alla prossima.
    saluti, Fabio Italiano

  16. Grazie Franco per la risposta, non ho mai detto che non deve o non può parlare
    è vero i soldi sono molti anche se tolta l’iva e moltiplicato per il numero dei partecipanti sono circa 150000 €.
    non posso giudicare l’operato di chi scrive sui bollettini parrocchiali, infondo se scrivono nome brunello è pubblicità anche quella, anche se magari le care “Perpetue” hanno smesso di bere da anni.
    sono anche anni che girano voci di spostare la manifestazione fuori casa, ma questa proprio non mi va giù, dovessero anche regalarmela.
    1) perchè la popolazione (che vive di brunello e di Montalcino) è coinvolta e spesso ne trae beneficio, ed infondo è una festa per tutto.
    2) perchè ci piace la nostra città
    3) perchè siamo campanilisti, e a Firenze, almeno io non ci verrei mai.
    mi dispiace con questi sfoghi aver tolto lustro al positivo commento sul vino di Andrea

  17. Belle le considerazioni del suo amico senza nome. Anche io le trovo molto interessanti, quasi da querela. Complimenti nuovamente per come spara nel mucchio senza fare nomi

    • non penso sia fondamentale attribuire all’azienda X, Y o Z i comportamenti disinvolti di cui il mio amico parla. Con osservazioni interessanti, non certo da querela, su cui riflettere

  18. ..in effetti,gentilissimo Luca,forse ad alcuni giornalisti/e non (anche e forse soprattutto a quelli”del dopolavoro , dei circoli aggreganti”) piace farsi chiamare dall’autoparlante che ”li chiama tutti in fila” (ed in riga)x prendere la corriera che li porterà dopo la Leopolda a Montepulciano e ,dopo ancora, a Montalcino…sotto al tendone……e perchè no anche a vedersi le belle..”parrocchie”.. (così mi è sembrato di sentire!)

  19. So benissimo che lei non pensa sia necessario attribuire nomi, quello sarebbe giornalismo. Meglio invece le chiacchiere a vanvera, meglio dire “erano quasi tutti vini di plastica ecc…”

    • egregio signore, come non pretendo in alcun modo di insegnare a lei come debba fare il suo vino, limitandomi semmai a dire se mi piace o non mi piace e perché, non credo che lei abbia titoli per venirmi a dare lezioni di giornalismo. Lezioni che, comunque non accetto e di cui non ho proprio bisogno.

  20. Per Chiantigiano qualunque, non ho offeso nessun giornalista, limitandomi a prendere le parole del Sig Franco, ho detto che qualsiasi tipo di giornalista è utile nel momento in cui scrive bene di qualcosa, anche coloro che scrivono sui bollettini parrocchiali.
    non credo ci sia nemmeno un appiglio per una querela, ho solo denunciato un fatto (quello delle manifestazioni parallele) a mio avviso scorretto, e che comunque denunciato anche dal Consorzio del Brunello, che aveva emesso circolare preventiva. non ho fatto nomi di aziende, comunque nel rispetto dei colleghi.
    nessun giornalista si deve sentire chiamato in fila per andare di qua o di là. semplicemente, come per noi è un onore averli nella nostra terra, loro dovrebbero sentirsi onorati di venire.
    la Toscana è piena di identità, dai paesaggi, al vino al cibo ed alle persone, a mio avviso è anche brutto omologare tutti i vini ad una sola identità di territorio, il vino che espressione di quest’ultimo va, a mio avviso, degustato nel luogo di nascita, affinchè nel provarlo la mente corra ai luoghi dove questo è prodotto.
    e poi faccio una considerazione, mettiamo che a Firenze costasse meno la manifestazione, cdobbiamo contare anche che 4 giorni a Firenze, o avanti e indietro per arrivarci tutti i giorni, sarebbero comunque un costo elevato.
    se ci ospita tutti a casa sua magari ci faccio un pensierino.

  21. …certo sarebbe molto interessante ,credo per tutti(anche per chi ”ne trae businnes nell’organizzare..”)un evento delle tre anteprime..dop toscane, cosi importante di risonanza mondiale tanto da far valere la ”potenza vinicola toscana”.chissà cosa occorre per organizzarla,oltre al visto di chi comanda,…sicuramente meno campanilismo ,superabile….in fondo si terrebbe in ”terra neutrale” ,nel luogo perfetto della Leopolda ..,magari ,se per esigenze di spazio(ma non ci credo ,ci sono sempre dei ”salottini”liberi) non trovano posto i formaggi di altre regioni e l’acqua minerale toscana..pazienza…pensate un po’..:potrebbe durare alcuni giorni in cui tutto il mondo giornalistico e non solo troverebbe il tempo di seguire e partecipare ,anche per poche ore,l’evento..,senza prendere..di corsa.. ”la corriera”..

  22. Vado solo un momento OT, Franco, per tornare ad evidenziare come, ogni volta che pubblichi un articolo dove è presente la magica parola “Brunello”, i commenti e gli interventi sono sempre molto numerosi.
    Quasi quasi dovresti essere invidioso, perché non sempre capita altrettanto con il tuo amato Barolo… 😉

  23. Mi chiedo solo perchè essendo tutte e 4 la DOCG in provincia di Siena si debba andare a fare l’ipotetica “Anteprima Toscana” a Firenze……

    • solo perché a Firenze c’é una struttura adatta ad ospitare l’Anteprima. Inoltre il Chianti Classico é una Docg anche in provincia di Firenze Andrea… C’é a Siena e dintorni una struttura come la Stazione Leopolda?

  24. Non per essere campanilista ma a Siena ci sono almeno 2 se non 3 strutture molto molto migliori basta non far finta di non vederle.
    Una addirittura sarebbe anche istituzionalmente deputata a ciò… con un ampio parcheggio…. di facile accessibilità….

    • Andrea, non ti starai mica riferendo per caso a quella realtà inutile che l’Enoteca Italica? Piuttosto che andare lì meglio ancora il circo Barnum della tensostruttura di Montalcino… Che mi dicono non costi “solo” 300 mila euro, ma addirittura di più….

  25. La promozione del vino italiano è la mission dell’Enoteca Italiana. Io lascio ai dirigenti la responsabilità di portare a compimento i loro compiti e ai produttori la responsabilità di sceglierli.
    Il posto di per se è perfetto. Bello coreograficamente, spazioso, con tutti i servizi necessari. Ma, ripeto, non è l’unico all’altezza dell’importanza di questa (spero) nascente manifestazione.

  26. Franco concorderai però che, Ethan Hunt in salsa senese a parte, il posto sarebbe davvero adatto. I 4 Consorzi potrebbero insieme nominare un responsabile e uno staff tecnico (invece di 4) con il compito di by-passare per questa sola occasione tutte le pastoie della salsa senese e ottenere facilmente (?) un grande risultato promozionale.

  27. Perché non – invece – caro ag@, il Santa Maria della Scala, e così – scandalosamente – avvicinare al vino i temi della cultura e della solidarietà e dello ‘spirito senese’ originale. Aprendo un bel po’ di porte mentali da entrambi i lati, regalando anche ai giornalisti ‘del vino’ – che talvolta sono amanti dell’arte e della musica – l’atmosfera di quel complesso. Sarebbe un bel messaggio anche per i produttori: un nutrimento per tutti. Potrebbe essere una “due giorni” che non privi però (il modo c’è) Montalcino (e Montepulciano, ecc) delle presenze e del clima delle presentazioni, che sono senz’altro importanti, e che forse inducono un po’ di fatturato…

  28. gentilissimo Luca,, se vuole a Firenze ,per una manifestazione importante si trova un posto ..anche fino a Siena,al limite venga pure anche a casa mia,anzi sarebbe auspicabile che tra produttori ci fosse ”aiuto reciproco”..poi in fondo Firenze è sempre Firenze…,aeroporto ,stazione ferroviaria,richiamo mondiale…..oppure” tutti in corriera all’enoteca…italica”..

  29. Silvana quella sì che sarebbe per me la sede perfettissima. Immaginati che quando l’ho detto c’è anche chi mi ha detto “E dove si entra?”…….

  30. Sottoscrivo ampiamente le considerazioni di ag. Perche’ mai andare a fare a Firenze una manifestazione che riunisse le principali DOCG della Toscana, visto che a parte il Carmignano e il Chianti Colli xyz (con xyz diverso da “senesi”) sono tutte quante in provincia di Siena? Franco, non si sta pensando necessariamente all’Enoteca ex Italica Permanente ora Italiana (che e’ un ente), bensi’ alla struttura fisica (che e’ del Comune di Siena), ossia alla Fortezza Medicea, aka Forte di S.Barbara, per fare un esempio. Il quale porrebbe, immagino, minori problemi di logistica del pur bellissimo Santa Maria della Scala. Questa idea di un evento vinicolo di rilievo a Siena e’ da un po’ che mi passa per il capo.

    A proposito dell’organizzazione di eventi paralleli a eventi maggiori cui non si partecipa, vorrei fare qualche osservazione alle considerazioni di tale Luca e di Fabio Italiano, prescindendo da ogni discussione sui toni usati dai suddetti signori. Vorrei dire loro che dovrebbero farsi una ragione dello sfruttamento, vero o apparente, che altri fanno dell’evento maggiore, e questo per piu’ di un motivo.
    Innanzi tutto la non partecipazione all’evento maior in alcuni casi puo’ essere dovuta a una vera e propria posizione polemica nei suoi confronti (non mi riferisco in particolare all’evento Benvenuto Brunello, e tanto meno ad alcuna delle aziende che avevano lasciato le proprie bottiglie disponibili alla pubblica degustazione gratuita presso l’Osticcio), di conseguenza l’organizzazione di eventi minori paralleli va vista nel contesto di una critica o di una provocazione. Chiaro che l’effetto riverbero della visibilita’ che la manifestazione maggiore offre, ci puo’ essere e magari c’e’, e aggiungo anche che magari e’ pure messo in conto. Ma questo rientra ampiamente nelle prerogative di chi e’ “maggiore”, appunto. Chi contesta il Festival di San Remo, e’ ovvio che lo faccia proprio nel momento e non troppo distante dai luoghi in cui esso si svolge.
    Inoltre, e piu’ in generale, prescindendo pure da eventuali posizioni polemiche piu’ o meno esplicite, e’ assolutamente nelle cose che attorno a un evento “da star”, fioriscano iniziative che approfittano proprio del momento di aumentata visibilita’ del territorio per dire la loro, o per vendere il loro. E’, appunto, assolutamente nella logica dello star system. Visto che a proposito di “chi scrive sui bollettini parrocchiali, infondo se scrivono nome brunello è pubblicità anche quella”, penso di poter presumere che anche il signor Luca di queste logiche dello star system sia perfettamente edotto. E poiche’ non voglio credere che per lui, se e’ “pubblicita’ anche quella” dei redattori di bollettini parrocchiali ospiti del Consorzio, non lo sia invece “anche quella” della miriade di altri comunicatori, o se per questo “anche quella” di semplici consumatori dotati di possibilita’ di esprimersi e di un pubblico, i quali pronuncino coram populo il nome Brunello, sia dunque conseguente e accetti, insieme alla pubblicita’ che viene come bonus, anche il fatto che altri possano godere dei possibili vantaggi derivanti dall’attivita’ maggiore in corso.

  31. Caro Filippo@, ho commentato, prima, su un post più recente, che parla dei Brunello assaggiati all’Osticcio; sono in piena sintonia con ciò che scrivi!

  32. Abbiamo letto attentamente le opinioni espresse dalle Persone coinvolte in questo Forum e, ricevuti molti commenti di plauso e di reprimenda, desideriamo precisare anche noi il nostro punto di vista. Obiettiamo solo alle Persone che si sono identificate, le altre opinioni le valuteremo quando avranno un riferimento allo Scrivente. Grazie Franco del plauso al nostro lavoro svolto nei quattro giorni del Benvenuto Brunello. Da molti anni cerchiamo di poter collaborare ufficialmente con il “Benvenuto Brunello” ma la passione e la professionalità di alcuni tra noi Enotecari e Ristoratori non sembra essere oggetto di attenzione durante la più importante manifestazione dell’anno ilcinese! Noi non approviamo la mancanza di presenza al B.B. da parte di alcuni Produttori perchè a questa manifestazione dovrebbero partecipare tutti i Produttori (forse sono da rivedere le modalità di partecipazione). Ma non può neppure essere negato il diritto a Professionisti del settore di ricevere nel proprio locale i Giornalisti accreditati, in salotti di confronto che sorgono spontaneamente. Se tutti i Produttori fossero presenti al B.B., chi avrebbe nulla da obiettare sulla richiesta di Locali come il nostro per poter continuare a presentare (al meglio!)i Brunello e i Rosso per un riassaggio da parte dei Giornalisti, magari suddividendo per Zona la presentazione, magari alla cieca, magari per fasce di prezzo ecc… naturalmente in forma gratuita ma professionale? Sono otto anni che presentiamo una selezione di Brunello e Rosso, circa una trentina di Produttori, a prescindere da chi è presente o meno al B.B..
    Chi non era presente si è lamentato (forse giustamente) della logistica non all’altezza: perchè non prevedere una tecnostruttura professionale sul Campo Sportivo, area prospiciente il Centro Storico di Montalcino e del tutto adatta a ricevere tutte le Aziende ilcinesi e gli Ospiti del B.B.? Perchè queste manifestazioni vengono organizzate a San Siro, all’Olimpico, al Franchi, a Marassi ..ecc. cioè sui più prestigiosi campi di calcio della Serie A e non possono essere organizzati sul nosro Campo Sportivo? Ed ancora perchè si organizza una degustazione ad hoc per quel Giornalista o per quella Rivista al di fuori del B.B. e non si concentra, invece, la presentazione durante il B.B. a tutti i Giornalisti selezionati senza creare distinguo?
    Le nostre osservazioni potrebbero proseguire ma annoierebbero la platea.
    Grazie di averci letto,
    Tullio e Francesca Scrivani

  33. ….ma come ci si arriva alla fortezza medicea di Siena ?… forse in auto..e anche .. ..in corriera…

  34. A voi che sembra ve ne intendiate. C’e’ in atto una scommessa con mia moglie la quale dice che dire:”Cin Cin” prima di un brindisi non e’ educato o meglio non e’ previsto dal bon ton. Voi che ne dite? In palio c’e’ una cena romantica a base di vino. Ovviamente si accettano anche suggerimenti per il vino da bere durante la serata a base di carne. Grazie

  35. Anche io ricordo che il cin cin non sia benvisto dal galateo…
    In ogni caso, dopo aver letto questa recensione, credo proprio che questa sera proverò un bel Brunello, anche se non sarà del 2005 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *