Giù le mani dalla Conca d’oro di Seggiano! Un mega hotel di fronte al Castello di Potentino?

Cari lettori di Vino al Vino conoscete già quel bellissimo vino (di cui per inciso credo di essere stato tra i primi a scrivere, nel lontano 2003, qui) che è il Sacromonte, oggi Montecucco rosso Doc, ieri Toscana Igt, del Castello di Potentino di quell’autentica forza della natura che è la mia amica inglese, discendente di Graham Greene, Charlotte Horton?
Lo considerate, come me, come Fernando Pardini – leggete qui – come l’eno-astrofisico Enzo Zappalà – leggete qui – come tanti altri wine writer inglesi, primo tra tutti Nicolas Belfrage un eccellente vin de terroir, un Sangiovese di collina se non di montagna, espressione di un territorio speciale e incontaminato come quello della Conca D’Oro?
Mi riferisco alla bellissima e incontaminata vallata posta tra gli abitati di Seggiano e Montegiovi (frazione del comune di Castel del Piano) posta ai piedi del massiccio del Monte Amiata, posta in provincia di Grosseto, ma poco distante, basta una mezz’ora di strada dall’abbazia di Sant’Antimo simbolo del comune di Montalcino.
Avete mai avuto occasione di visitare queto posto bellissimo, privo di costruzioni moderne, rimasto pressoché intatto nei secoli, caratterizzato da oliveti (Seggiano è celebre per la sua cultivar di Olivastra e per il suo pregiato olio Dop), vigneti, alberi da frutta, orti e soprattutto boschi di castagni e ne siete rimasti affascinati?
Bene, si fa per dire, allora sappiate che forse presto questo blog vi dovrà chiedere di far sentire, nei modi che vi indicherò al momento, il vostro attaccamento a questo vino e a questo posto, che vede come centro focale il Castello di Potentino, perché la sacralità e la pace di questo posto nonché lo straordinario lavoro fatto da Charlotte Horton non solo come vignaiola, ma come punto di riferimento di un restauro che ha restituito il Castello al mondo e alla comunità seggianese, rendendolo centro di iniziative culturali e metà di artisti e giovani provenienti un po’ da tutto il mondo sono oggi messi seriamente in pericolo.

C’è difatti chi, in un posto così stupendo, che potete ammirare sul sito Internet dell’azienda, qui, oppure in quest’altro, che mostra una serie di bellissimo foto del posto e della zona circostante, o ancora in quest’ultimo, che propone un percorso escursionistico che dalla poco distante Seggiano porta al Castello, eden incontaminato tutto boschi e vigneti, ha l’ardire di pensare (esiste un progetto presentato al Comune di Seggiano), ad una cementificazione della zona, con la costruzione di un mega hotel (una sorta di resort come quello che ha rovinato il paesaggio nella terra del Barolo a Serralunga d’Alba – leggete qui) che sconvolgerebbe l’equilibrio di questo posto unico.
Perché, come ha dichiarato Charlotte Horton e come ho sottolineato in questo articolo pubblicato sul sito Internet dell’A.I.S.,  non può sfuggire a nessuno che strutture alberghiere e stradali con il loro inevitabile impatto ambientale dell’infrastruttura sarebbero la rovina di questa particolare rarità paesaggistica, architettonica e storica.
E si rende dunque necessario ergersi, da subito, a difesa, di una terra e di una storia conservata come quella della Conca D’Oro, cosi difficile a trovare, dal valore enorme anche per il futuro.
Perché dunque distruggere la preziosa risorsa di questa unica campagna, con uno sfruttamento edilizio che produrrà l’effetto contrario al cosiddetto sviluppo turistico ed economico e porterà alla degradazione di un tesoro del patrimonio, alla solita omogeneizzazione e urbanizzazione del territorio rurale?
Non è meglio pensare, se si deve intervenire con un insediamento in questo ambiente speciale, pensare ad uno sviluppo e ad un turismo idoneo ed ecologicamente sostenibile non solo a parole?
Per fare questo Charlotte, che è una donna combattiva cui non mancano le energie e le idee ha pensato di organizzare sabato 3 aprile alle 16 presso il Castello di Potentino un dibattito pubblico cui sono stati caldamente invitati ad intervenire il Sindaco di Seggiano, tutti i residenti e abitanti della zona e tutte le persone interessate alla tutela responsabile del patrimonio storico e ambientale, per confrontarsi civilmente e studiare come salvaguardare il fascino unico e la bellezza antica e incontaminata di questa zona e preservare la Conca d’Oro dall’ennesima colata di cemento.
Per informazioni su questa iniziativa, che merita il più solidale appoggio da parte non solo degli appassionati di questo piccolo grande vino ma di chiunque abbia un minimo di sensibilità ambientale e di amore per il territorio toscano, rivolgersi a Charlotte Horton: telefono 3482881638 e-mail.

Una cosa é certa:  discutere e confrontarsi ora, apertamente e civilmente, è la cosa migliore e più ragionevole per evitare, dopo, danni irreparabili.

0 pensieri su “Giù le mani dalla Conca d’oro di Seggiano! Un mega hotel di fronte al Castello di Potentino?

  1. Benvenuto nel club, caro Franco Ziliani, benvenuto nel club di coloro che – in apparenza, inutilmente – cercano di far voltare la testa a chi ha poteri decisori, verso quel patrimonio che ancora (per poco, di questo passo)ci rende competitivi nell’universo mondo del turismo.

    Conosco la risposta della politica (di qualsiasi colore essa sia)a queste istanze:”se volete il turismo, se volete i posti di lavoro, bisogna pur creare strutture (e di conseguenza infrastrutture!)”; altra risposta verosimile:”le abitanti del castello del Potentino difendono il loro orticello e se ne fregano del benessere della collettività”.

    Sono solo due esempi della lungimiranti vedute dei politici; dei cosiddetti imprenditori non voglio parlare.

    Gli imprenditori troppo spesso sono solo degli speculatori, gente che costruisce strutture abnormi “promettendo” posti di lavoro, acchiappa i contributi (i nostri soldi!), poi “fallisce” e se la svigna, lasciando nel paesaggio, che non è più tale, ettari di capannoni vuoti; lasciando nell’anima della gente il buco di un’illusione di benessere.

    Con un capo di Governo che ci promette di sconfiggere il cancro, mi aspetto (illudendomi) un’opposizione fatta di sindaci, presidenti, assessori che (finalmente) sappiano valutare con ragionevolezza e lungimiranza che cosa fare per un futuro meno demenziale.

    La Toscana ha un patrimonio che non è fatto di capannoni e albergoni. Il patrimonio reale della Toscana è fatto dal desiderio che essa ha saputo suscitare – nel cuore e nella mente di tanta gente – di visitarla, per conoscerla.

    “Quando avrete disseminato la vostra terra di costruzioni brutte e invadenti, noi ce ne andremo e non torneremo più” ha detto un americano durante un’assemblea pubblica.

    Ma le cose non cambieranno finché non avremo una generazione di amministratori e di politici sensibili e colti. Cioè in grado di scegliere un tipo di ‘sviluppo’ di alta qualità. Il loro colore non ha importanza: il paesaggio è un bene inestimabile e si può costruire scegliendo:
    forme
    dimensioni
    siti
    che non deturpano.

  2. mi associo e condivido in pieno l’urlo di aiuto di Franco. Sono anch’io amico da molti anni di Charlotte e di Sally del Castello di Potentino e non salto un anno senza andare a sognare in quel posto incantato e incantevole. Un patrimonio così unico da un punto di vista naturale, enoico, artistico e etico non può essere lasciato solo! Ho già promesso il mio massimo appoggio, anche a costo di chiedere aiuto allo stesso Universo (mi piace molto la definizione che mi ha dato Franco….. Gli splendidi momenti passati all’ombra dell’Amiata con un Sacromonte o un Piropo in mano mi obbligano moralmente ad agire. Ma lo farei anche senza un bicchiere in mano: la struggente bellezza del luogo può ancora aiutare moltissimi a leggersi dentro e a capire i veri valori della vita.
    Uniamoci e combattiamo!! Forza Charlotte, siamo tutti con te!!!!
    Enzo

  3. Gent.ma sig.ra Silvana,
    i complimenti per la sua chiarezza di linguaggio e facilità di lettura non sono mai troppi. I complimenti a Franco, per la scelta spesso oculata e incisiva dei suoi post è meglio non farli, sennò arriva subito qualcuno a dire che gli facciamo da “compari”… 😉
    Detto questo, mi domando se le nostre generazioni riusciranno mai a vedere un cambiamento reale di atteggiamento da parte di chi dovrebbe amministrarci e tutelare noi, il nostro territorio e le generazioni future che lo utilizzeranno. A volte non è facile essere ottimisti…
    Quella frase detta da un americano è emblematica, no?

  4. Salve,
    sono un consulente aziendale e giro tutta la toscana per lavoro, contento di farlo perchè la gente paga per andare nei posti dove io lavoro. di esempi simili ve ne sono a bizzeffe, ma quando un assessore al turismo, cocchi, al seminario di presentazione dei bandi del commercio e turismo disse, ne più ne meno,che voleva una toscana di industrie e capannoni e non da cartolina (firenze, ottobre 2008 se ben ricordo)cosa vogliamo sperare? E’ un malcelato senso dello sviluppo che genera questi progetti-mostri, e non solo qui da noi, vedi il resort nelle langhe. Non conosco i proprietari del castello di potentino ma il bene paesaggio e la sua tutela va al di la della proprietà fisica della terra o del luogo. Li, come si vede dalle foto (ma live è un’altra cosa!) un intervento invasivo rompe un equilibrio, sicuramnte antropico, che è frutto di secoli. Ed ha ragione il turista americano, se roviniamo il nostro mondo i turisti non tornano. Sta succedendo così in spagna, la cui costa è stata cementificata all’inverosimile, sta succedendo così nella costa ovest messicana sotto puerto escondido. Purtroppo sembra che non si impari mai dalle lezioni del passato e dei nostri vicini, ma laggiù sull’amiata, zona depressa veramente, un progetto del genere fa gola a troppi e accende speranze con le quali è difficle poi ragionare, poichè coniugare il bello al posto di lavoro richiede spesso tempi più lunghi, e la pazienza di chi si confronta con esigenze più immediate non è la nostra. Penso che questa sarà l’obiezione di punta del fronte pro-resort ed è l’obiezione che ho sempre sentito in questi casi. Purtroppo penso che sia, come si è già visto in tanti altri casi, poco lungimirante.

  5. Grazie dal il mio cuore che batte e combatte per l’amore di questa terra. Tutti noi abbiamo bisogno di persone come voi, non solo per la nostra valle ma anche per tutti coloro che sono minacciati da scempi simili, stiamo lavorando per svillupare questa logica ; senza SLOWCOUNTRY non puo’ esistere SLOWFOOD.

    L’atrofia & il timore davanti alla burocrazia plutocratica distruggera’ l’Italia.

    Scrivete! Potete protestare – se no’ la tirannia e’ una cosa voluta.

    L’indirizzo per il comune

    segretario@comune.seggiano.gr.it

    Vi invito al convegno che si terra’ giorno sabato 3 aprile ore 16.00 al Castello di Potentino

    Grazie ancora e saluti

    Charlotte

  6. Charlotte@ faremo il possibile per venire all’incontro.

    Francesco@: dev’essere una parola d’ordine tra assessori al turismo della Toscana; due anni prima, alla conferenza regionale del turismo, il 5 giugno 2006, l’assessore Bramerini dichiarò di essere “stufa dell’immagine da cartolina della collina con in cima il casale e il filare di cipressi…anche noi vogliamo le fabbriche”.

    E se si può essere anche d’accordo sull’inopportunità di essere oleografici e retoricamente mielosi, bisognerebbe almeno che gli amministratori (ma in generale i politici) si aggiornassero un po’ sull’attualità della ruralità.

    Inoltre, credo di avere il dovere di segnalare, a chi non conosce i luoghi, che la valle in cui è situato il castello del Potentino è veramente di grande bellezza e armonia.

  7. Pingback: INVITO AL CONVEGNO PER LA TUTELA DELLA CONCA D’ORO – CASTELLO DI POTENTINO Seggiano SABATO 3 APRILE ORE 16,00 « Italia Nostra Siena – Presidente Lucilla Tozzi

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