Internet, quanto sei caro! Connessioni wireless negli hotel a prezzi folli

Vogliamo parlare un po’ di Internet? Non mi riferisco al valore all’insostituibilità della Rete, che ormai riconoscono anche i sassi, e che ha letteralmente cambiato le nostre vite, ma, molto più semplicemente e pragmaticamente (banalmente dirà qualcuno) alle modalità di accesso al Web che abbiamo non quando siamo a casa, ma quando viaggiamo.
So benissimo, anche se non proprio ipertecnologicamente aggiornato (in tasca niente blackberry o iPhone, ma un normalissimo cellulare) che oggi volendo ed essendo disposti a spendere si può essere connessi al Web 24 ore su 24.
Il problema che voglio semplicemente porre come giornalista che è spesso in viaggio e che spesso necessita di essere on line (e non solo per aggiornare questo simpatico blog) è piuttosto quello di chi, portandosi con sé il proprio notebook e non avendo ancora sperimentato la soluzione “chiavetta Internet”, che molti sostengono essere tutt’altro che una vera soluzione, finisce con il trovarsi spesso nell’antipatica situazione di accettare di farsi “rapinare”, ovviamente in maniera del tutto legale, per collegarsi dagli alberghi – e spesso sono hotel 4 stelle – dove soggiorno.
Recentemente, ricordandomi del caso dell’AC Hotel di Firenze, dove lo scorso anno in occasione della mia permanenza per la Chianti Classico Collection pretendevano una cifra fuori da ogni logica al giorno per la mia connessione wireless (e quest’anno le cose non sono cambiate, mi dicono gli amici che sono stati all’hotel lo scorso febbraio) ho sperimentato tre diversi casi di comportamenti nei confronti dell’ospite pagante desideroso di collegarsi ad Internet wireless.
Il primo, cui voglio pubblicamente plaudire, offerto dal piccolo, delizioso e ben curato Hotel Aquila d’Oro, un quattro stelle in pieno centro a Trento dove anche a fronte di un costo camera non elevatissimo la connessione wireless in camera era offerta a titolo del tutto gratuito, previa fornitura di user name e password da parte della direzione, caso virtuoso cui fanno da contrasto due casi clamorosamente negativi dove per la connessione wireless mi stato chiesto di pagare una cifra vergognosamente elevata, una sorta di gabella aggiuntiva.
Parlo del magnifico Grand Hotel des Iles Borromées di Stresa dove sono stato ospite in occasione della bella manifestazione G & G, Ghemme e Gattinara, organizzata dall’A.I.S. Verbano Cusio Ossola, dove al cliente non bastava pagare 450 euro per notte per avere accesso a titolo gratuito alla Rete, e, spostandoci all’estero, all’Hotel Husa Paseo del Arte elegante e pratico hotel in pieno centro a Madrid, dove sono stato recentemente, dove per la connessione wireless mi hanno chiesto la bellezza di sei euro all’ora e 12 al giorno.

In entrambi gli hotel non era nemmeno disponibile, come accade normalmente in molti hotel anche meno stellati, una postazione Internet nella hall dove potersi collegare anche solo per dieci minuti.
A Madrid ho risolto il “problema” recando in un Internet point e pagando un euro all’ora per la connessione, a Stresa ho rinunciato indignato. Quel che mi chiedo è come sia possibile che il management di questi hotel lusso non si accorga della perdita d’immagine che questo autentico modo di “spremere” il cliente, perché questo è il dichiarato obiettivo nel far pagare profumatamente la connessione wireless, provoca?
Possibile che siano tanto miopi e un po’ “pezzenti” da non capire che si tratta di un modo di fare squallido? E che non arrivino a capire che per tanti di noi Internet non è un optional o un surplus, da far pagare, come la colazione in camera, lo Champagne nel frigobar, o altro ma una necessità e, ma diciamolo chiaramente, un diritto?
Ma vogliamo parlare anche della assoluta rarità delle WI FI zone viaggiando per le autostrade italiane o dell’altro scandalo della connessione ad Internet dagli aeroporti (anche quelli esteri) dove ti chiedono cinque euro (capitato settimana scorsa all’aeroporto Barajas di Madrid) per mezz’ora di connessione?
Possibile che l’accesso alla Rete, il libero flusso e scambio di informazioni, sia ancora considerato da troppi, nel 2010, come un lusso, come un qualcosa su cui speculare?

13 pensieri su “Internet, quanto sei caro! Connessioni wireless negli hotel a prezzi folli

  1. Ma Franco, e cosa dire dei comuni italiani che ancora non hanno DSL e costringono i propri abitanti al vecchio e ormai quasi inutile modem? E’ chiaro che internet non e’ una priorita’ per chi ci governa, siamo l’ultimo paese in Europa nella penetrazione di internet.

    Per quanto riguarda gli hotels, ti voglio confermare che anche negli USA tutti gli hotels 4 stelle ti ricaricano extra per la connessione a internet mentre molto spesso gli hotels 3 stelle e meno non lo fanno. Mi pare abbia senso, per quanto sgradevole, dal punto loro: se vuoi un 4 stelle sei un cliente business 4 stelle e non sei disposto a scendere a 3 stelle quindi una volta all’hotel perche’ non farti pagare l’extra. Se invece sei 3 stelle, o 4 stelle ma non cosi’ famoso cerchi di fare concorrenza agli altri con questo servizio extra.

    Per gli aeroporti vale che se hai bisogno veramenente di connetterti paghi di piu’, e’ come il panino in aeroporto che costa di piu’, ed e’ come la tassa sulla benzina che c’e’ ed e’ cara perche’ la domanda e’ inelastica e conviene tassare di piu’ i beni con domanda inelastica (classico risultato di economia pubblica).

    Sgradevole ma comprensibile.

  2. Che, t’è rimasto in canna, il thread celebrativo della pazza Inter?
    Saluti giallorossi!

    PS Grazie per aver signorilmente evitato di sparare ai nostri giocatori, mancava veramente solo quello, apprezziamo lo stile.

  3. apprezzo il post di Castagno ovviamente. a parte la battuta scontata, caro amico mio, chi come me e te frequenta tanto gli alberghi per lavoro ha solo due armi a disposizione che io uso ogni volta:

    1. scelgo gli hotels che danno il servizio gratuito;
    2. lascio recensioni di fuoco su tripadvisor e simili contro gli hotel che chiedono il pizzo.

  4. Caro Franco,
    da “frequent traveller” confermo che Alessandro ha ragione. In realtà è raro che chi pernotta in certi hotel “business oriented” paghi il conto, che viene invece addebitato (assieme a parecchie altre spese) all’azienda, per la quale i 20 euro di conessione al giorno sono noccioline rispetto al totale dei costi. E quindi gli alberghi ci marciano. Per l’identica e opposta ragione, gli hotel “consumer oriented” conoscono l’importanza della connessione per il cliente e quindi gliela offrono gratuitamente (del resto a loro costa poco o nulla perchè la struttura dev’essere on line in ogni caso), sapendo del grande valore aggiunto di questo servizio. La chiavetta è una soluzione costosa, se hai bisogno di navigare parecchio e bene. Io sto risolvendo con un blackberry che quando mi serve uso come modem per il portatile…

  5. Caro Franco, nelle due mie recenti esperienze in hotel 4*, a San Paolo e a Dusseldorf, ho appurato che il wifi si paga (26 euro in europa, 20$ in Brasile) mentre è free la connessione con cavo in camera e mi hanno pure prestato il cavo che non mi ero portato dietro. Sempre gratis il wifi negli alberghi più modesti che ho frequentato.

  6. A proposito di connessioni care, vogliamo cominciare a parlare di quanto costa connettersi al Vinitaly? Lo scorso anno mi sono indignata e ho lasciato stare, utilizzando la sera la connessione gratis del residence dove alloggiavo! A Verona si tira fuori il borsellino anche per respirare.

  7. Le situazioni sono davvero molto diverse, ma questo anche perchè, spesso, gli hotel non gestiscono la cosa direttamente, ma si affidano a aziende che si occupano esclusivamente di questo o quasi… di qui il caos, le cifre folli e tutto quanto. C’è poi davvero una certa schizofrenia in giro, mi sono capitati diversi posti dove la connessione sembrava essere costosissima mentre poi te la davano gratis (forse perché tanto non trovano nessuno che decida di pagarla). Oltre al costo poi, difficile è trovare un wireless decente, che non abbia problemi di banda e di limitazioni varie, proxy, instabilità e via dicendo…

  8. segnalo un paio di hotel del Sud Astigiano, il Doc di Nizza Monferrato e l’Asti a Canelli, dove il wireless è completamente gratuito. Inoltre dall’estate scorsa è attivo, on demand, il servizio di navetta gratuita per chi vuole andare a degustare vini o assaggiare la cucina del territorio senza l’incubo dell’etilometro. Un paio di idee ok da una zona che, in fatto di marketing agroalimentare e del terroir, a volte pare sonnecchiare un po’ troppo…

  9. caro Franco,
    avendo condiviso con te la comica avventura del collegamento cinque stelle superiore, taccio su quanto già detto, ma devo constatare che tanti posti adottano la stessa filosofia suicida.
    Il miopismo di chi gestisce la programmazione ( non i direttori) di quei bei posti rischia di creare talmente malcontento che il miero guadagno aggiunto se lo mangiano decuplicato in clienti persi

  10. Per ora le compagnie (Wodafone, Tim…)ci stanno obbligando ad acquistare le chiavette… quando tutti ne avremo almeno una… troveranno un altro giochino a pagamento. Eppure la tecnologia permetterebbe ben altre soluzioni non onerose, monopolio delle compagnie stesse, quindi al momento non disponibili. E’ assurdo che nel 2010 ci siano ancora problemi infiniti per le connessioni, ma anche per motivi di sicurezza (vedi pedofilia su internet, antiterrorismo ed altro) gli hotel sono obbligati alla registrazione dei clienti che usano le connessioni con tanto di orari di utilizzo e costi per le schede di registrazione. Ora iniziano ad arrivare soluzioni meno onerose, ma dipende dalle zone. I contratti per Iphone o wirless mobile costano cifre assurde perchè si basano sui mbt di traffico e con tutta la spazzatura che arriva via e mail, rischi salassi. Siamo davvero messi male, ma non solo in Italia!

  11. Giusto il commento Sig. Ziliani, grazie per i complimenti e grazie per aver partecipato alla manifestazione dell’A.I.S.

    A nostra difesa posso far rilevare che fornire un servizio internet affidabile, sicuro e conforme alle leggi in un albergo come il Grand Hotel des Iles Borromées con le sue 179 camere e 11 sale riunioni, presenta delle difficoltà tecniche e dei costi molto diversi da quelli di un (bellissimo) hotel come l’Aquila d’Oro di Trento che di camere ne ha 16.

    Debbo anche far rilevare che presso il ricevimento disponiamo di un internet point dove é possibile collegarsi (a pagamento) anche per brevi periodi.

    Come ha fatto rilevare Christian nel suo post del 29 marzo, molti hotel si affidano ad aziende esterne; il collegamento internet del Grand Hotel des Iles Borromees é dato in gestione a Swisscom, un partner che da anni ci garantisce un servizio affidabile e costante e con il quale già dallo scorso anno siamo intervenuti per ridurre le tariffe di comune accordo.

    Ci sono altri modi per “spremere” il cliente senza passare per “miopi” o “pezzenti”,(interpreto: modi per far pagare al cliente il giusto prezzo e farlo ritornare) e sono d’accordo che la connessione Internet debba essere considerata come l’acqua calda, dovrebbe essere compresa nella tariffa della camera; ma, come l’acqua calda, dovrebbe avere un costo di produzione accessibile e poter essere prodotta su richiesta in base al bisogno senza troppi problemi.

    Chiudo assicurando che discuterò senz’altro queste osservazioni con Swisscom, vedremo se e come ribassare le tariffe ulteriormente.

  12. Mi associo a tutto ciò che hai scritto e descritto. Sono strabiliato e anche un po’ indignato. In US, dove sono stato spesso in questi anni, solo a Las Vegas ho pagato il servizio Internet! Io mi sono fatto l’idea che in Italia deve esistere una serie di norme che probabilmente vincola e stabilisce prezzi elevati e quantità determinate di computer connessi ad un account, in più si aggiunga la normale speculazione dei gestori di qual si voglia attività ed il gioco è fatto. Alla faccia delle 3 “i” proposte dal governo: impresa, internet, inglese…

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