Stamford Bridge: la magica notte interista che mise a tacere i gufi

E così per questa volta i gufi sono sistemati, messi in condizione, a meno di apparire ridicoli, anzi patetici, di dover tacere. Cosa potrebbero dire, difatti, dopo la prova maiuscola offerta dalla vera squadra di Milano, la Beneamata Inter, martedì sera allo Stamford Bridge di Londra?
Niente, se fossero degli sportivi dovrebbero anche loro inchinarsi, come nella mia camera d’albergo a Madrid ho visto e sentito fare dalla stampa spagnola, alla superiorità netta e indiscutibile della squadra messa in campo da quello che questa volta è apparso davvero lo “special one”, in maniera impeccabile. Inchinarsi ammirati alla forza di un gruppo apparso tremendamente coeso e motivato come poche altre volte si era visto quest’anno. Ad esempio in occasione dei due derby dove “l’altra squadra di Milano” (come si chiama?) è stata letteralmente asfaltata…
Undici leoni in campo, qualcuno come Maicon o Samuel o Lucio spettacolosi. Ma che dire del tenace lavoro anche difensivo assicurato dalle tre punte schierate (qualcuno dica a quel bambino viziato di Balotelli di imparare…), dell’unità d’intenti, della grinta, che hanno fatto sì che non ci fosse storia e partita e che il risultato apparisse bugiardo perché un 2 o 3 a zero e non solo l’uno a zero sarebbe stato più giusto.
Questa l’Inter che mi piace, che mi ha fatto sognare e, lo confesso, anche scorrere qualche lacrima di felicità nella mia notte madrileña e che vorrei vedere sempre così tosta, determinata, feroce. Se sapremo giocare sempre così, solo un grandissimo Barcellona o un Manchester come quello che ha mandato a casa gli ex grandi di Milanello, potrebbe impedirci di coronare il grande sogno e di gioire a Madrid come mi accadde quando ero bambino ed i Mazzola, i Corso, i Suarez, gli indimenticabili Giacinto e Armando, e poi Tarcisio Burgnich e tutti gli altri eroi nerazzurri, da Jair a Guarneri a Sarti, ci consegnarono alla leggenda.
Ed il campionato? Niente paura, giocando così e tornando a fare sul serio, non come a Catania, come potrebbe non essere, ancora una volta nostro? Grazie magica Inter!

0 pensieri su “Stamford Bridge: la magica notte interista che mise a tacere i gufi

  1. Ieri sera mi sono emozionato: potenza, tattica, classe, sicurezza……
    Grazie Mou e grazie a Tutti i giocatori, un vero gruppo.

  2. Ieri sera, mentre l’Inter giocava a Londra, eravamo in enoteca che degustavamo i vini di Cantine degli Astroni. Mai degustazioni di vini è stata così divina. Per le prossime partite abbiamo già deciso: altra degustazioni.
    Forza Inter

    • eh no, io mi studio tutto il calendario dei possibili appuntamenti, dai quarti sino alla semifinale e alla finale e per quelle date non prenderò nessun impegno, nemmeno se mi telefonasse, chiedendomi di vederci in una di quelle sere, la divina Carla Bruni… 🙂

  3. devi imparare, caro Franco, ad emozionarti solo quando avrete la Coppa nelle vostre mani.

    Capisco che siccome non hai mai visto questo gesto, in quanto non eri ancora nato quando fu fatto mezzo secolo fa,
    tu ti emozioni per il passaggio ai quarti !

    Io – come ben sai – spero che andiate in finale, ma vi auguro di non sollvarla mai.

    Complimenti dunque per la performance di ieri con la speranza che nelle prossime 4 partite
    cogliate altrettanti successi, magari corroborati da infortuni e squalifiche in modo che arriviate
    in finale a Madrid pronti per una bella sconfitta di misura. ( vivaddio dobbiamo pur salvare la dignità nazionale)

    A molto presto.

    • caro Maurizio, io il 27 maggio del 1964, quando l’Inter vinse, rinfrescati la memoria qui
      http://www.interfc.it/Coppadeicampioni.asp
      la sua prima Coppa dei Campioni, bissandola l’anno dopo, il 27 maggio 1965, ero nato e avevo, proprio come te, quasi otto anni. Oggi ne ho cinquantatre e spero che questo sia l’anno buono per noi…
      E’ da troppo che lasciamo all’altra squadra di Milano (come si chiama?) quella che tu sei andato a tifare, uscendo con le ossa rotte, a Manchester il privilegio di rappresentare i colori italiani nelle finali di quella che oggi si chiama Champions League…
      Quanto alle emozioni, ognuno si emoziona come può, anche vedendo il Manchester mandarvi a casa con quattro pappine… 🙂 a molto presto…

  4. “…io mi studio tutto il calendario dei possibili appuntamenti, dai quarti sino alla semifinale e alla finale e per quelle date non prenderò nessun impegno…”
    Gentile Franco, in finale, mi permetto di ricordarle, che ci dovete ancora arrivare. Scusi sa, ma io da tifoso rosso-blu della squadra che faceva tremare il mondo sono abituato a pensare alla “giornata”. Poi le auguro ben di arrivarci in finale, ma prima penserei solo alla semi-finale. O no?

  5. Ma son sincero sig. Ziliani, preferirei giocare la mia partita personale con la bruni, magari la porterei in un posto dove fanno vedere la partita, così potrei prendere due piccioni con una fava! 😀

  6. Ma perchè i tifosi della Rubentus e del Bilan, l’altra squadra milanese, guardano le partite della grande INTER,saraì invidia? Comunque un invito a tutti i tifosi interisti quando gioca l’Inter in Champions League bevete i vini di Cantina degli Astroni !!!!!!! Portano fortuna!!!!!!!!!!! Io ho gia’ messo in frigo ASTRO lo spumante di falanghina da stappare in maggio, facenfo sempre i dewbiti scongiuri.
    Forza INTER

  7. Non vfogliono essere degli spot pubblicitari, perchè non ho nessun inyeresse, ma solo una fortunata combinazione

  8. Caro Franco,

    mi scuso per l’imprecisione ma comunque sia 45 o 50 anni di buio e totale mediocrità a livello mondiale
    non cambiano la situazione.

    Siete ancora una nullità a livello mondiale, se ne faccia una ragione caro Franco.

    Noi possiamo permetterci anche di farci eliminare altre 5 volte in Champions e saremo sempre di gran lunga superiori alla
    squadretta nazional popolare di Milano.

    E mi raccomando dia più attenzione a Carla Bruni, vale molto di più dei biscioni.

    A prestissimo….

    • ma guarda che tipo! Mi sa che quando ci vedremo, “prestissimo” come dici, non ci guarderemo proprio con l’antica amicizia… Credo sia meglio che continuiamo a parlare di vino, tema che ci vede d’accordo su molte cose, piuttosto che di calcio, argomento sul quale siamo molto lontani…
      Quanto a Carla o Carlà, le dedicherei tutte le attenzioni possibili, ma l’eventualità che lei degni di attenzione me es la misma, direbbero a Madrid, che la squadra del suo cuore possa affermare di non essere mai stata in serie B… Ci é stata, eccome se ci é stata… Noi saremo anche, come dici, una “squadretta nazional popolare” ma in B non ci siamo mai stati… Chieda conferma al suo amico Galliani, quando si troverà al suo fianco, come a Manchester, in tribuna…

  9. …non basta assumere a fior di euri il miglior enologo (anzi meglio winemakers) comprare le miglior barriques e prendere 100 punti su wine spectator per avere REALMENTE il miglior vino del mondo… 11 milioni netti a stagione per un winemakers… come minimo deve passare il turno per entrare nella finale dei tre bicchieri….o sbaglio?Quindi vedo solo gente che ha fatto quello che doveva fare, ne di più, ne di meno.. Io direi: Bravi ragazzi, avete fatto il vostro dovere!!!

  10. E’ bellissimo sentir parlare gli interisti di gufi a proposito degli Juventini, quando mi ricordo che in occasione delle tre finali di Champions perse contro Borussia Dortmund, Real Madrid e Milan, loro addirittura sfilarono per l’Italia facendo caroselli con le macchine…complimenti. Ma che ci volete fare, a quei tempi erano le uniche soddisfazioni che potevate , anzi potevamo, concedervi…

  11. Se fossi Moratti e Mourinho comincerei da subito a pianificare tutto cio’ che serve per vincere la Champions, lasciando ai cugini il finale del campionato, perche’ e’ inutile che ci nascondiamo dietro un dito e l’Inter e’ forte ma non stratosferica: o l’una o l’altro. Di errori strategici fatti per il voler troppo ne sono stati fatti tanti in passato. Bisogna vincere 4 partite con squadre molto forti senza farsi azzoppare da infortuni e squalifiche in modo da arrivare in finale a Madrid e vincere anche quella. Non si puo’ farlo con l’occhio al campionato e sinceramente uno scudetto in piu’ o in meno non gliene frega a nessuno, se c’e’ piuttosto la possibilita’ di vincere la Coppa. Due vittorie ben meritate contro il Chelsea dimostrano che l’Inter ce la puo’ finalmente fare, dopo quasi mezzo secolo. E allora basta con tutto quello che in campionato puo’ farci perdere la Coppa. Salvaguardiamo i giocatori, ginocchia e polpacci compresi, facciamo il turn-over per bene e pensiamo a Madrid.

    • col cavolo, Mario, lasciare a quelli là – come si chiamano? – il campionato! D’accordo con il turn-over, magari facendo giocare quel mezzo milanista di Balotelli e costringendolo a meritarsi la ricca pagnotta che gli viene elargita dal munifico presidente… E spazio a Santon, persino a Quaresma, sì, proprio lui, se necessario… Ora scappo, che oggi mi attende una giornata difficile, ore e ore in compagnia di un milanista di quelli tosti…

  12. Tu eri troppo piccolo, Franco, quando la grande Inter del mago, don Helenio Herrera, perse a Lisbona la coppa contro un Celtic per nulla piu’ forte, poi Coppa Italia e Campionato (a Mantova, 1 a zero, con un madornale errore, il primo e l’ultimo nella sua carriera, del buon Sarti, ma con tutta la squadra che non girava gia’ piu’). Eppure c’erano Burgnich, Facchetti, Guarneri, Picchi, Oriali, Suarez, Corso, Mazzola, Domenghini, cioe’ fior di campioni irripetibili. Quell’anno vollero troppo e ottennero un pugno di mosche, anzi si sfascio’ la grande Inter. Se questa lezione non bastasse, ti auguro di non soffrire troppo, ma la vedo dura con due obiettivi per una squadra che non e’ stratosferica. 3 partite perse in campionato e polemiche dentro il gruppo non danno garanzie di insuperabilita’, percio’ e’ meglio decidere subito su cosa concentrarsi. In quanto alle compagnie, ti avverto che alla TV hanno appena fatto vedere quell’attore milanista che storpia le parole, quello che ha il codino, Abbatantuono, che ha detto che lui e’ circondato di interisti (regista, costumista, cameramen ecc.) e che vuol bene agli interisti. Impara.

  13. Credo che comunque la strada sia ancora lunga, specie dopo aver visto ieri sera una squadra spaziale!!!
    Nel momento del bisogno il buon Pep ha rimesso le cose a posto mettendo in panca Ibra che, secondo me, con il gioco del Barca c’entra poco.
    Avessero preso Ribery…
    Staremo a vedere. Comunque, come al solito, grandi sfide e grande fascino.
    Con la speranza che non si mettano in mezzo gli arbitri. Diciamo che non è stato bello vedere, ad esempio, il gol di Klose 3 km in fuorigioco; con l’ex gobbo francese al fianco del grande Kalle.

  14. Da milanista mi inchino all’Inter dell’altra sera e soprattutto alla bravura (non è una novità) del suo allenatore. Mi permetto però di raccomandare ai cuginastri di mantenere i piedi per terra e di non pensare, avendo fatto una partita esemplare, di aver già vinto la coppa con le orecchie.
    Se il Barcellona gioca come ieri sera……………..

  15. Ebbene si una bella partita della squadra B di MIlano, ma comunque la coppa la vedrete solo col cannocchiale!!!
    E per favore dite a Mourinho di tornarsene da dove e’ venuto….

  16. Francesco Annibali, ogni volta che porto qualche ospite straniero a San Siro, questi rimane basito per la sfilza delle targhe che ricordano tutte le Coppe dei Campioni vinte a partire dalla prima (quella dell’altra squadra di Milano, 1 a O Altafini) messe tutte bene in fila a salire lungo la balaustra della prima rampa. Qualcuna vinta dall’Inter e tante vinte dall’altra squadra di Milano quando aveva l’onore di risalire in serie A dopo le vergogne della B. Ma come sai bene anche tu sono tutte in fila, senza distinzione di maglia ma soltanto di anno, una fila che mozza il fiato, un onore riservato soltanto al calcio milanese, perche’ altrove c’e’ una poverta’ che rasenta la fame. E mi guardano sempre con una certa invidia, mi stringono la mano e si vede che questi stranieri non sanno quanto siamo pirla noi a fare il tifo piuttosto per gli avversari di chissa’ quale campagna d’Europa invece che a gioire che un’altra targa si aggiunga ad onorare la civilta’ del calcio di San Siro. No, discutere non conviene, ma onorare questi bravi giocatori, indipendentemente da quale maglia abbiano indossato, fa piacere. Spero che l’Inter ne vinca una almeno per Zanetti, degli altri mi interessa poco, ma lui la meriterebbe davvero per poter far parte, anche nel ricordo, di quegli autentici eroi del calcio che abbiamo applaudito spesso a San Siro. Io tornero’ un giorno a passare ancora una volta col berrettino dell’Inter in mezzo alla Fossa dei Leoni, così tanto per vedere se in tanti anni e’ cambiato qualcosa oppure possiamo ancora prenderci per il cosiddetto ma in fondo in fondo col sorriso. E tu?

  17. @ Alberto
    I caroselli li ho visti fare da alcuni miei amici interisti anche per la finale persa dalla Giuve contro l’Amburgo nell’83.
    @ Francesco Annibali
    Il Milan del mio conterraneo Sacchi è stata la squadra più forte che ho mai visto giocare da 43 anni (anche dell’olanda di Michels) e lo dico anche se sono un tifoso rossoblu e l’ultimo scudetto vinto dalla mia squadra fu nel ’64, guarda a caso proprio contro l’Inter…. 🙂

  18. “solo uno tra ventuno non voleva darmi la laurea honoris causa, ma è normale, anche Gesù non piaceva a tutti”
    Josè Mourino

  19. @Patrizio
    Non ci sarà mai limite alla tristezza di certa gente. Anche al cospetto della grande squadra che sono riusciti ad allestire sulle rovine di ciò che è rimasto dell’unica grande squadra italiana che loro, con le loro intercettazioni, hanno contribuito a cancellare!

  20. Caro Ciro Pirone, tirare in ballo la lettera “B” per fare riferimento alla nostra Inter in quel di Milano è un clamoroso autogol! La B qui è sinonimo solo delle nefandezze compiute dall’altra squadra di Milano (come si chiama? forse Bilan?). E’ il vostro peccato originale e nessuno potrà mai togliervelo! Su alegher e Forza Inter!
    Angelo Cantù

  21. ho già scritto su fb, inter chapeaux, chelsea dominato a larghi tratti, gradissimi pandev ed eto’o per dedizione ed applicazione non ho sentito commenti del Mou sui due rigori nettissimi non concessi al Chelsea, ma si sa in Inghilterra questo non è consentito, ti garantisco Franco che alla prossima conferenza stampa in cui questo signore Portoghese si rimette a parlar male di noi italiani mi apposto e gli appioppo un pomodoro in piena fronte.

    Detto questo vi faccio i migliori auguri 🙂

  22. Franco, stavo pensando che ora, dopo la “magica” serata di ieri, non ci starebbe per niente male la colonna sonora de “Lo Squalo”… oltretutto gli squali in avvicinamento…sono 2…!!! 🙂 🙂

  23. Eccoci…stiamo arrivando…
    Sabato sera mi auguro solo una cosa, anzi due: la prima è che la squadra di Milano e quella di Roma offrano, come spesso accaduto in passato, 90 minuti di spettacolo e di bel calcio. La seconda è che vinca il migliore, cioè…la Roma, no…?!? 🙂

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