Sorgente del vino: vini naturali in degustazione ad Agazzano (Piacenza)

Nuovo appuntamento per gli appassionati dei vini naturali, di tradizione e di territorio in programma sabato 6, domenica 7 e lunedì 8 marzo, nel piacentino, presso la Rocca medievale del Castello di Agazzano , in Val Luretta, una valle laterale della Val Tidone, nella parte più occidentale dei Colli piacentini.
Per l’organizzazione del sito Internet Sorgente del Vino, si svolgerà la seconda edizione della rassegna Sorgente del Vinovisitare qui il sito dedicato, tre giorni in cui il protagonista indiscusso è il vino, la sua storia, la sua tradizione, il suo territorio e soprattutto il suo essere “naturalmente originale”.
Oltre a degustare – ed incontrare e dialogare con i produttori – sarà possibile acquistare direttamente i vini di qualcosa come 100 produttori – qui l’elenco – provenienti dalle regioni vitivinicole più importanti d’Italia così come da microzone capaci di esprimere vini unici e irripetibili ancora tutte da scoprire…

La rassegna nell’intenzione degli organizzatori “vuole infatti promuovere e portare alla luce l’unicità di quei vini nati dalla consapevolezza di un territorio e dalla disciplina che questo richiede: attenzione all’ambiente e coltivazione naturale dei vigneti, rispetto dei tempi necessari perché un vino sia davvero punta di diamante di una determinata area geografica. Sabato 6, alle 9, 30, presso il salone parrocchiale di Agazzano, si svolgerà la tavola rotonda sul tema “Viticoltura sostenibile e salvaguardia del territorio” e dalle 14 si apriranno gli stand che resteranno aperti sino alle 19. Domenica l’apertura è prevista, come pure lunedì 8, dalle 10 alle 18.

0 pensieri su “Sorgente del vino: vini naturali in degustazione ad Agazzano (Piacenza)

  1. Ciao Franco, posso fare pubblicità occulta ad un buon produttore di coppe piacentine e salumi che espone ad Agazzano?

  2. Franco posso darti un consiglio? Chiedi di poter assaggiare il vino di Paolo ( Melexpere ) uno degli organizzatori che probabilmente gia conosci.

  3. Cappellano c’era, con le sue Barbera e i barolo 2004/05, nonchè un’incantevole chinato. Invece non c’era Canonica e neanche Dettori..peccato. Bella manifestazione e tanti ottimi produttori, tutti disponibili a raccontarsi. Un plauso particolare a Pian dell’Orino, le Chiuse e Marco Sara.

  4. Stavolta mi son fatto un giro un po’ diverso a cercare qualcosa di nuovo (per me)… Mi hanno impressionato il Neroduva di Storchi (Passito secco di Ancellotta e Malbo Gentile!), il Tocai Brazan dei Clivi, il buonissimo moscato dei Bera, l’Aleatico de La Piana di Capraia, i succosissimi Porta del Vento (menzione al Maquè da uve Perricone), il “Faro” di Bonavita (mannaggia non lo vendeva) e infine voglio citare “Ca Richeta” per la grande competenza e disponibilità oltre all’ottimo rapporto qualità/prezzo.

  5. Son d’accordo, buonissimo il Moscato dei Bera. Peccato che costi quasi come due bottiglie di Gattinara di Petterino (e 2001 non…2009!).

  6. @IlConsumatore
    Il capitolo prezzi fa storia a sè … continuando di questo passo, di qui a poco mi potrò permettere solo il tavernello 🙂

    Vedo che il “naturale” tira e ciò mi causa non indifferenti rigurgiti proletari… in generale mi domando come mai dopo 25 anni di pregiato lavoro dipendente io me ne stia ancora nel mio dignitoso monolocale mentre nuovi aitanti produttori vivano in cascinali mirabilmente ristrutturati con ettari di terra (ovviamente tutti perfettamente vocati alla viticoltura) e cantine da mille e una notte (lo so che adesso mi attirerò le ire di tutto il mondo)… eh lo so! brutta roba l’invidia …

    cmq quando finalmente mi sono deciso, lo stand di Bera era già deserto … quindi non l’ho acquistato (e non ne conosco nemmeno il prezzo)

  7. I migliori assaggi sono stati:
    i vini di Dario Princic, tutti, anche se la mia preferenza è per il pinot grigio;
    il merlot di Tenuta Grillo, lo segnalo perché non avevo ancora avuto occasione di assaggiarlo, in realtà i suoi sono tutti grandi vini;
    Dinavolo … della Denavolo di Giulio Armani, annate 2006, 2007, 2008, 2009 … l’annata da uve sempre diverse, per questo il vino non è mai uguale, un esempio per tanti…troppi produttori;
    menzioni particolari:
    magma di cornellissen, forse il vino più “complicato”;
    Podere Pradarolo, malvasia di candia con macerazioni lunghissime e con ottimi risultati;

    ovviamente non esiste classifica, ogni vino è a se vivaddio,
    e poi ancora la verticale di montepulciano di Emidio Pepe,
    La Stoppa, tutti;
    la vitovska ed il terrano di Zidarich;
    i verdicchi della Distesa;
    il cannonau di Montisci;
    la freisa di Trinchero;
    e per chiudere in bellezza e dolcezza il verduzzo, il picolit ed il mufis (prevalenza tocai) di Marco Sara

  8. @domenico rossi : senza offesa… tra i pur ottimi vini di Guido Zampaglione (Tenuta Grillo e Tufiello) non mi sembra proprio che ci sia alcun Merlot…

  9. x roby: è certo che io abbia bevuto (assaggiato faccia lei per me è lo stesso) … il mio può essere anche un refuso … ma in questo caso no !!!! il vino è il tornasole 2004, ancora giovane, buone potenzialità di invecchiamento per questo merlot in purezza, bella sfida per Guido, che cosa prevarrà con gli anni il vitigno o il territorio? per adesso, secondo me, sono appaiati … .
    Vino che, ribadisco, è meglio lasciare “riposare” per qualche anno.

    Concordo con te sul giudizio dei Clivi, bellissima azienda! ed altri che ti hanno colpito (e perchè)? a parte quelli che hai già citato?

    Ciao domenico

  10. @domenico : Ops! Incasso il colpo : ignoravo dell’esistenza di un merlot della tenuta grillo … anche se ad essere sincero preferisco i bianchi in particolare il Don Chisciotte. Il Baccabianca 2005 senza il passaggio in legno ha guadagnato molto in finezza rispetto al 2004. Anche a me è piaciuto il Vej Bianco Antico (che bel nome!) di Pradarolo, anche se devo riprovarlo a tavola. Confesso che con i bianchi a lunga macerazione (in genere) faccio un pò fatica a trovare l’abbinamento giusto…

  11. In quest’ultimo periodo ho avuto l’impressione che i movimenti che appartengono al mondo dei vini “naturali” stiano attraversando un periodo di stasi: direi che i produttori, in generale, siano sempre più attenti all’aspetto commerciale piuttosto che alla ricerca di un effettivo progresso qualitativo. Avrei tenuto questa sensazione per me ma l’intervento de IlConsumatore e di Roby, mi confermano che non sono il solo ad aver notato una indiscriminata lievitazione dei prezzi. A Fornovo e ad Agazzano, l’anno scorso, si potevano fare degli affarucci acquistando direttamente dai produttori. Dall’edizione 2009 di Vini dei Vignaioli, e, ancor di più, lunedì, ad Agazzano, mi è parso che il prezzo praticato non fosse per niente quello di cantina ma decisamente quello da enoteca. Se è così cessa uno degli scopi principali di queste Fiere. Personalmente mi concederò un periodo di riflessione e diserterò le medesime.
    Non posso però, da appassionato, non ricordare che il giusto prezzo del biglietto di ingresso alla Rocca di Agazzano ( € 15) valeva la pena di essere speso anche solo per un assaggio dello stupendo Brunello Riserva 2004 di Campi di Fonterenza, attinto da uno dei rari magnum in cui è disponibile questa ulteriore prova della bravura delle sorelle Padovani.

  12. Mi sono avvicinato ad un certo modo di fare vino e di commercializzarlo grazie ai primi critical wine di Veronelli al CS Leonkavallo di Milano. Le manifestazioni che hai citato, indubbiamente, contengono elementi di quell’esperienza, seppure non ne siano dirette discendenti. Eppure è vero luciano : qualcosa non torna …

  13. Sono d’accordo con le parole di Luciano@ (scusi se scrivo con iniziale maiuscola). L’offerta di vino resta abbondante, e le attenzioni ai prezzi, as well. Anch’io avrei assaggiato volentieri il Brunello Riserva 04 di Fonterenza, senza però voler saperne il prezzo.

  14. @IlConsumatore.
    Non ho capito se sei stato (basta con questo Lei) ad Agazzano o no. Dal tuo intervento mi parrebbe di sì. In questo caso la Riserva di Fonterenza era ovviamente a disposizione di tutti.

  15. Ringrazio Franco per l’annunciazione dell’evento (e per l’ospitalità), questo per prima cosa.
    Brutalmente, la stanchezza è davvero ancora tanta, il capitolo prezzi.
    C’erano vini di ottimo prezzo, medio alto ed altissimo ovviamente in rapporto alla qualità.
    Se un vino costa troppo basta non comprare, in fondo è una cosa da bere non una medicina indispensabile.
    Che dire di un passito intorno ai 90 punti a 12 €? Troppo caro? Il mondo non è fatto solo di brunello e barolo, ci sono bellissime bocce da mettere in cantina a pochi eurini…

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