Sparate da campagna elettorale: per il vice presidente della Regione Veneto l’Amarone ha 3000 anni di storia!

Domanda ingenua e stupida: ma perché i politici, invece di parlare a vanvera, come troppo spesso e volentieri fanno, non si preoccupano molto più semplicemente di fare gli interessi dei cittadini che gli hanno eletti?
Perché parlano per il semplice gusto di fare prendere aria alla bocca non risparmiandosi sfondoni e banalità?
Ultimamente alcuni politici hanno preso il vizio di ergersi anche ad espertoni di vino e come ho scritto di recente qui, a proposito della presidente uscente della Regione Piemonte, la Signora Mercedes Bresso, candidata del PD, le brutte figure non sono mancate.
Ora a regalarci una perla enoica, come par condicio richiede, è invece, come si legge in questo lancio di agenzia della Agi, e come ha prontamente ripreso e commentato qui l’amico Alessandro Carlassare sul blog Saggi Bevitori,  il vicepresidente della Giunta regionale, Franco Manzato.
Politico veneto, molto vicino ad un altro che in quanto ad uscite un po’ “ a farfalle” non è secondo a nessuno, ovvero il ministro delle Politiche Agricole e annunciato nuovo presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, uno che sotto elezioni ha improvvisamente “scoperto” l’esistenza del Rosecco (leggi qui) Manzato commentando la firma dei decreti ministeriali che approvano i disciplinari di produzione della DOCG “Amarone della Valpolicella” della DOCG “Recioto della valpolicella”, ha dichiarato, forse dimenticando che Vinitaly sarà la fiera del vino italiano, non solo di quello veneto: “se il primo Prosecco DOCG sarà il vino “principe” dell’ormai prossimo Vinitaly 2010, di certo la grande rassegna dell’enologia mondiale sara’ la vetrina per un altro straordinario evento che riguarda il Veneto: la formalizzazione della DOCG anche per l’Amarone e il Recioto della Valpolicella”.
Ormai lanciato, e magari reso ancora più loquace da un’ombra o due di Prosecco, Manzato ha sentenziato: “siamo di fronte ad un vino che ha circa 3 mila anni di storia e che riassume in sé la qualità del territorio, la professionalità dei produttori e la selezione di vitigni autoctoni inimitabili. Anche in questo caso si apre la strada ad una piramide di qualità nel campo dei vini Rossi che non ha eguali al mondo, che darà lustro a tutta l’enologia veneta e che sarà ulteriore elemento chiave di penetrazione dei mercati”.

Beh, lasciamogli pure, in quanto politico veneto, tutta la sua esaltazione per i vini, pur buonissimi, della sua regione, ma sparare che l’Amarone abbia tremila anni di storia, ovvero, come annota Carlassare, che se “siamo nel 2010 significa che lo si produceva già nel 990 avanti Cristo, ben 237 anni prima che venisse fondata la Città eterna… praticamente all’alba della civiltà! “, è una di quelle bestialità, ovviamente storico-enologiche, che il sor Manzato ci poteva tranquillamente risparmiare.
Inutile spiegargli qui e ora, come di Amarone in senso lato si possa parlare dalla fine degli anni Trenta, quindi da una settantina scarsa di anni, e come l’Amarone della Valpolicella come lo conosciamo oggi è un vino che ha cominciato a configurarsi così solo dagli anni Quaranta.
Al disinvolto politico (leghista) veneto, per avere un’idea della storia dell’Amarone, di quando sia nato, di quale percorso abbia compiuto per arrivare sino all’odierna Docg consiglio la lettura del bel saggio Amarone: poesia e storia, scritto da Francesco Quintarelli, compreso nel bellissimo volume Terra, uomini e passioni nel mito del Recioto e dell’Amarone, recentemente pubblicato dalla Cantina della Valpolicella di Negrar.
Si vedrà così, nell’opera edita per i 75 anni di questa esemplare cantina, la bottiglia di un Amarone del 1939 e potrà leggere, Manzato, di un vino così nominato “questo non è un Amaro, ma un Amarone”, da un viticoltore conferitore di uve alla Cantina.
71 anni fa non tremila, come vorrebbe il fin troppo entusiasta e non molto informato politico veneto…

0 pensieri su “Sparate da campagna elettorale: per il vice presidente della Regione Veneto l’Amarone ha 3000 anni di storia!

  1. Il nostro sciamano, oltre a promettere la guarigione dal cancro, ha detto che pianterà (ma non di persona) 100 milioni di alberi (forse ispirato da o forse in gara con, Claudio Abbado che ne ha voluti novantamila per suonare alla Scala!). Un supertecnico della forestale ha calcolato che per siffatta operazione occorrerebbero circa centocinquanta miliardi di euro, oltre alla disponibilità delle piante da piantare!
    Campagna elettorale…

  2. Sì, sì, Manzato ha le prove! Ha trovato una bottiglia con l’etichetta “Amaronem 1000 a.C.”! E ha anche commentato: “Che geni, questi antichi. Sapevano che mille anni dopo sarebbe avvenuto qualcosa di importante…”

    Meglio riderci sopra.

  3. Ancora con questo amarone?, ma perché ultimamente ne sentiamo parlare così spesso? non mi dispiace per niente sia ben chiaro, ma leggo Su vino24 e si parla dell’amarone, vado da altre parti e si parla di amarone, vengo qua, e si riparla di amarone.
    Sarà una moda o è una vera e propria fissa?? 🙂

  4. SCAN-DA-LO-SO! Pazienza non sapere nulla di vino o della sua storia, ma come scrive sia lei che l’autore del blog linkato basta un minimo di intelligenza e di arguzia per arrivare a capire che 300 anni prima di Roma non poteva esistere un vino simile all’Amarone!
    E questo sarebbe un vicepresidente di una regione come il veneto?
    Povera Italia, è il caso di dirlo!

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