Un nuovo Ratti alla presidenza del Consorzio del Barolo e Barbaresco? Pietro Ratti in pole position

Belle e consolanti notizie, di quelle che sembrano appartenere ad altri tempi e ad altre civiltà, in arrivo dalle magiche terre di Langa.
Trent’anni dopo un altro Ratti potrebbe diventare Presidente del Consorzio del Barolo (Barbaresco Alba Langhe Roero).
Sto parlando di Pietro, una quarantina d’anni, il bel volto da eterno ragazzo, che potrebbe rivestire la prestigiosa ed impegnativa carica ricoperta splendidamente dal suo grandissimo papà, Renato Ratti, negli anni Ottanta, con un percorso bloccato solo dalla sua prematura morte a 54 anni nel 1988, venendo eletto, lunedì 29 marzo, nuovo presidente dell’associazione dei produttori di vino dell’albese.
Già ottimo presidente dell’Albeisa, ovvero Unione Produttori Vini Albesi e capace imprenditore nella cantina familiare posta in frazione Annunziata di La Morra, Pietro Ratti si presenta come il favorito, come la scelta migliore, pur con tutto il doveroso rispetto per l’altro candidato, l’agronomo Nicola Argamante, presidente della Strada del Barolo, nonché produttore in quel di Monforte d’Alba, che si presenta come normale competitor di Ratti, senza alcuno spirito di spaccatura e consapevole che in questo momento c’é bisogno innanzitutto di unità e concordia d’intenti, per succedere a Claudio Rosso quale Presidente del Consorzio in questa fase molto delicata, dove l’ente consortile sarà sempre più chiamato ad occuparsi di promozione e comunicazione del territorio e dei suoi vini.
Alle elezioni di lunedì sera Pietro Ratti si presenta forte di un appoggio molto significativo, ampio e qualificato, che sorprendentemente comprende nomi diversi, con diverse storie e percorsi assai differenziati, nomi, che cito in rigoroso ordine alfabetico, che vanno da Elio Altare a Pio Boffa, da Domenico Clerico a Tino Colla a Giacomo Conterno (uno dei tre figli di Aldo), da Fiorenzo Dogliani ad Angelo Gaja, da Beppe Rinaldi ad Aldo Vaira.
Tutti questi nomi si sono spesi per proporre una presidenza che sulla carta sembra godere di vasti consensi.  E che mi sembra possa essere apprezzata da tanti, soprattutto da quella vasta serie di piccoli vignaioli e di aziende agricole che costituiscono il tessuto connettivo e la vera forza del mondo produttivo albese.
Da parte mia non posso che plaudire all’ipotesi di Pietro Ratti, persona seria e stimata da tutti, ottimo conoscitore dei mercati esteri e ben conosciuto in tutto il mondo come volto nuovo e pulito di un rinnovato Consorzio.
Magari alcune delle persone che ne sostengono la candidatura non mi entusiasmano, ma poco conta il mio punto di vista, (e poi sostenere qualcuno non significa necessariamente volerne condizionare l’opera, ma soprattutto dimostrare fiducia in lui…) l’importante è realizzare un gruppo di lavoro che possa presentare un programma chiaro e largamente condiviso che operi a favore di tutti i vini di Langa, secondo le loro specificità e tenendo conto dei problemi di ognuno.
Ecco perché sostengo con forza e convinzione, invitando i produttori albesi che leggono questo blog a fare altrettanto, lo ripeto, con il doveroso rispetto anche per Nicola Argamante, ed il ringraziamento per essersi messo in gioco, la candidatura Pietro Ratti, che sono sicuro potrà essere un ottimo presidente, la persona più adatta per questo particolare momento.

0 pensieri su “Un nuovo Ratti alla presidenza del Consorzio del Barolo e Barbaresco? Pietro Ratti in pole position

    • quello che mi preoccupa é l’appoggio a Pietro dato da qualche vecchio marpione che potete trovare nell’elenco e a cui piace proporsi come Gran Burattinaio e deus ex machina della situazione. Mi chiedo perché non si sia mai candidato Lui, visto che di fronte a tanto nome i consensi sarebbero stati plebiscitari… O no? 🙂

  1. Fiducia a Pietro, giovane uomo pulito, responsabile e professionale, con radici profonde e visione aperta, credo proprio sufficientemente intelligente ed indipendente da non cadere in inganno. Avrà il mio appoggio e penso quello di tanti altri produttori.

    • leggo oggi in un articolo pubblicato sulla Stampa, pagine di Alba, la proposta del presidente uscente, l’amico Claudio Rosso, di creare quattro diverse realtà consortili federate tra loro, Barolo-Barbaresco, Roero, Dogliani e le varie denominazioni Alba Langhe. Proposta intelligente, ma temo di difficile attuazione e poco pratica, e con costi di gestione che credo i tempi non possano consentire. Giusta l’idea di una Costituente del mondo del vino albese, ma credo che a queste elezioni si vada in uno spirito di concordia e che i due candidati, Ratti e Argamante, si presentino con volontà di concordia, senza nessuna spaccatura e contrapposizione polemica, semplicemente proponendo due esperienze diverse e due visuali leggermente differenti della situazione, con idee diverse di quello che sia opportuno fare

  2. I vecchi marpioni cercheranno sempre di stare a galla chiunque sia il presidente del consorzio….
    Secondo me non si sono candidati perchè altrimenti si sputt…e preferiscono lavorare nell’ombra, sennò che marpioni sarebbero? Se Ratti ha gli attributi può anche ignorarli del tutto ed andare avanti “solo” con le proposte serie.
    La proposta di Rosso, imho, era interessante per quanto riguarda il Roero, io escluderei dal gruppo il Dogliani. Sicuramente una zonizzazione gioverebbe ai prodotti, ma con questo assessore dell’agricoltura non ci sono speranze. Vedremo fra qualche settimana come andrà a finire. Certo che il Roero rosso non può essere nè un duplicato del Langhe nè il fratello “brutto” del Barbaresco, qualcosa va fatto comunque perchè così quella DOC non ha senso.

    • il “Vecchio Marpione” cui penso io starà sempre a galla e figuriamoci se si candiderà mai… Sono certo che Pietro Ratti saprà dimostrarsi libero nonostante l’autorevole e spero non soffocante avallo della serie di produttori, tra cui Quello, che hanno sostenuto la sua candidatura..

  3. Considerata la stima che nutro in entrambi i candidati, mi piacerebbe molto approfondire un po’ quelle che tu giustamente chiami “visuali leggermente differenti della situazione, con idee diverse di quello che sia opportuno fare”. Non è possibile avere da entrambi un’intervista in merito? Tolto l’accenno di stamane, i giornali hanno riportato le opinioni di diversi soggetti, tranne quelle degli interessati. Chissà poi perchè? A mio avviso, si tratta di due persone che non necessitano di alcun portavoce!
    Conoscere meglio le loro posizioni riguardo argomenti di fondamentale importanza per il futuro del Consorzio, sarebbe molto utile per una scelta consapevole.

    • giustissima richiesta la tua Federico, ma non credo che i due “contendenti”, che, lo ripeto, sono normali competitor, visto che non c’é alcuna guerra né divisione, ma solo il normale confronto tra due diversi candidati, siano disponibili a farsi intervistare in questi pochi giorni che ci dividono dalle elezioni di lunedì… Anche a me piacerebbe capire su quali idee e visioni del futuro del Consorzio, del suo ruolo, si differenzino… Conosco meglio Ratti di Argamante e provo naturale simpatia e stima per lui e l’ho visto all’opera come eccellente presidente dell’Albeisa nelle lunghe stagioni di Alba Wines Exhibition. Di Argamante ricordo invece un’uscita, lo scorso novembre, durante la manifestazione Le loro maestà (leggete qui l’articolo relativo http://www.sommelier.it/archivio.asp?ID_Categoria=8&ID_Articolo=1753 ) che non mi aveva propriamente entusiasmato…

  4. Caro Franco, avevo sentito identico discorso sul territorio dal sig. Argamante in un’altra occasione: A pensare che puo’ diventare presidente del Consorzio del Barolo mi viene la pelle d’oca
    saluti
    Edo

  5. ma non le sembra di allargarsi troppo, Ziliani? Prima ci propone una rosa di “suoi” candidati per la nomina del nuovo presidente del Consorzio del Brunello e oggi eccola qui a tirare la volata al candidato che prevedibilmente diventerà nuovo presidente del Consorzio del Barolo… Ma come, si mette anche lei a fare la corte ai potenti o é vittima di un delirio di onnipotenza che la spinge a pensare di poter condizionare/guidare libere elezioni dove la parola dovrebbe essere lasciata ai produttori?

    • egregio Signore, non credo proprio di cercare né di “lisciare” il potente presidente di turno (questo é uno sport che lascio a qualche collega che in questo esercizio é insuperabile) né di andare oltre i miei compiti di cronista del vino. La Langa del Barolo e del Barbaresco e l’area di Montalcino sono due zone che conosco bene e alle quali sono affezionato e mi sembra legittimo, secondo il mio modo non asettico, né falsamente oggettivo, di vivere il mio lavoro di giornalista, dire chiaramente, senza nascondermi dietro ad un dito, quali siano le persone che penso possano fare del bene a queste due zone e, per quel poco che possa contare il mio sostegno, a dare loro una mano. Che nelle elezioni di lunedì per il Consorzio del Barolo Barbaresco Alba Langhe Roero (com’é la sua esatta dizione) si imponga Ratti oppure Argamante, poco cambierà nel mio personale lavoro di giornalista, che continuerà ad occuparsi di queste zone con passione, e non mira a diventare organico o collaterale a questo o quel presidente. Ho solo la presunzione di pensare che in Langa sappiano bene quale lavoro di comunicazione (e indirettamente di promozione) su Barbaresco e Barolo stia facendo non solo con i miei articoli, ma con le tante serate che grazie alla collaborazione con A.I.S. dedico a questi vini conduco un po’ in giro per l’Italia, come “ambasciatore” (autoconvocato) del Nebbiolo di Langa…

  6. Caro Ziliani, sono molto contento di leggere le tua opinione sulle prossime elezioni, perchè sono identiche alle mie. Vorrei solo fare chiarezza del perchè c’è il mio nome tra i candidati. A febbraio il consiglio del consorzio si pose la domanda su chi sarebbe stato il nuovo presidente, si chiese a tanti produttori ma nessuno voleva candidarsi, io stesso chiesi a Pietro di candidarsi ma allora Pietro non si riteneva pronto. Alla fine su pressioni di molti produttori mi sono candidato perchè sembrava fossi l’unico disposto a sacrificarsi.
    8 giorni fa Pietro mi ha chiamato e mi ha comunicato di aver cambiato idea, ho accolto la notizia con sollievo. Mi dispiace solo che non si sia deciso prima della mia candidatura, avremmo evitato il surriscaldarsi degli animi di produttori che parlano solo per abitudine e …. senza ragionare.
    La zona ha bisogno di un Consorzio forte, che guidi i produttori verso l’uscita dalla crisi sfruttando tutte le possibilità anche economiche che le sono offerte dalla nuova OCM!

    • Nicola grazie del suo(tuo) intervento, che mi fa estremo piacere e aiuta a capire la situazione e fa chiaramente intendere con quale spirito, costruttivo, si vada a votare lunedì, desiderosi, tutti, ed in particolare i due candidati, di dare il proprio contributo per costruire un “Consorzio forte, che guidi i produttori verso l’uscita dalla crisi”. Grazie per il suo spirito di servizio e la sua disponibilità a mettersi in gioco.

      • Aggiornamenti dal fronte (caldo, molto più caldo di quel che pensassi) votazioni per l’elezione del nuovo presidente del Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe Roero. Nicola Argamante presenterà regolarmente la propria candidatura lunedì sera e non la ritirerà ad inizio seduta come qualcuno aveva ventilato e proporrà una propria visione, fortemente puntata sulla necessità di puntare su una forte e impegnativa promozione dei vini di Langa, contrapposta ad una diciamo più “tiepida”, sul tema, impersonata da Ratti. E’ inoltre confermato il ruolo chiave, da vero “deus ex machina”, in questo forte sostegno alla candidatura Ratti, tale da essere riuscito a fugare le sue iniziali perplessità sull’opportunità di candidarsi, di un Grande Vecchio, tanto per essere chiari, uno dei firmatari dell’appello a sostegno della presidenza Ratti, che una volta di più non si mette direttamente in gioco, ma ambisce ad essere un po’ l’arbitro ed il “Grande Burattinaio” di questa partita. Questo ruolo importante è l’unico elemento che riesca in qualche modo a rendere più tiepida la mia convinzione che Pietro Ratti, pur con tutto il doveroso rispetto per Argamante, possa essere il presidente giusto al momento giusto di questo Consorzio. Un Consorzio che in qualche modo, sia che lunedì sera venga approvata la proposta che prevedibilmente il presidente uscente Claudio Rosso farà, quella di sospendere per il momento l’elezione del nuovo Presidente e del nuovo Consiglio, e di dare vita, affidandone il coordinamento ad Argamante e Ratti, ad una Costituente che studi e conduca ad una nuova strutturazione, in senso federale, del Consorzio, perché le problematiche dei vini di Dogliani e del Roero (e magari anche dell’Alta Langa Doc, che potrebbe aggregarsi) sono diverse da quelle del Barolo e del Barbaresco, dovrà ripensare il proprio ruolo. La propria azione, i campi di competenza, le modalità per arrivare a disporre di mezzi necessari per agire lasciando il segno, per essere centrale e veramente operativo. Questo, che vinca Argamante o vinca Ratti, la vera, importante, centrale, posta in gioco.

  7. Franco, io saro’ forse un inguaribile romantico, ma quando ho letto questo tuo invito alla discussione mi sono venute in mente persone che mi hanno dato tanto quando erano su questa terra e che sono sempre presenti, anche se non si vedono mai, anche se non ci credi, nei momenti importanti. E’ un fatto che chi deve dare un voto s’interroghi la coscienza e senta l’importanza di quel che fa, come se sentisse anche la loro voce, come se li vedesse li vicino, a fianco, a vedere cio’ che si fa. E’ quello che succedera’ anche stavolta. Per questo ti scrissi che buon sangue non mente, non ti preoccupare. Ho sempre fiducia in questi giovani che vengono da famiglie che hanno fatto grande il vino. Di notte, per dormire, devono poter mantenere accesa la voce della coscienza e delle vecchie fotografie, dei quadri di famiglia in corridoio e riuscire lo stesso a dormire, cioe’ con la mano sul cuore mai vergognarsi di niente. Loro lo sanno che c’e’ tanta gente, anche lontano, anche sconosciuti, che si ricorda dei loro padri, nonni e bisnonni. Loro lo sanno anche il perche’. Quando assumono un impegno, il valore del testimone quasi gli brucia fra le mani. Abbiamo il dovere di rendergli la cosa meno traumatica e di accordargli la nostra fiducia, come un buon viatico, come se fossero presenti con noi tutti quelli che non ci sono piu’ eppure sono li’ vicino, di fianco, per chi ha la fortuna di crederci.
    Stai tranquillo, amico mio, vedrai che alla fine ne converrai anche tu: buon sangue non mente.

    • Mario, sono d’accordo, ed é per questo che, d’istinto oltre che ragionando, mi sono sentito di appoggiare la candidatura di Pietro Ratti, perché non solo trovo bellissimo che 30 anni dopo Pietro succeda al suo grandissimo padre, sentendo il suo appoggio morale ed il peso della responsabilità di essere all’altezza di quell’uomo speciale, ma perché sento che Pietro, nonostante qualche marpione cerchi, con il suo appoggio, di condizionarne in qualche modo l’operato (ma Pietro ha le spalle forti) sarà un ottimo presidente. E mi piacerebbe tanto essere lì a battergli le mani, e a commuovermi, al momento della sua proclamazione, da parte dei colleghi produttori, soci del Consorzio…

  8. Grande!!!
    “E mi piacerebbe tanto essere lì a battergli le mani, e a commuovermi”…
    Qui ti volevo. Ci sono sentimenti che diventano piu’ forti di tante convinzioni. Nei momenti di scontro tra dubbi e certezze, vedi di ascoltare cio’ che ti dice il cuore.
    Pensa che lì con te ci saro’ idealmente anch’io, ci saranno mia zia Mariuccia, mio zio Renzo, mio cugino Tino, ma anche il signor Enrico del piano di sopra, la moglie, la maestra e la sua mamma, quarant’anni di clientela onorata sparsa per i quattro angoli del mondo, dove quel cognome era un passaporto, tutto un mondo che tu non conosci neanche, eppure sai che sara’ certamente lì con te, senza condizioni, così tanto per battergli le mani e commuoversi. Un Ratti!!! ma ci pensi? Un Ratti…

  9. Caro Franco,
    conosco personalmente Pietro Ratti e volevo testimoniare la sua intelligenza, sensibilità, rispetto di tutti e grande carattere.

    Sono contento di questa candidatura e ti assicuro che Pietro ha la stima degli altri produttori per la sua serietà e professionalità.
    Sono certo che porterà avanti le sue idee senza essere condizionato in negativo.

    L’ultima volta che ho parlato con Pietro nella sua azienda siamo rimasti 3 ore a scambiarci idee e confrontarci. Mi sono sentito rispettato e ascoltato.
    Poche volte capita da persone che hanno un certo “blasone”.

    In definita appoggio anch’io con grande gioia la sua candidatura.
    Un saluto,
    Davide

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