Bonavita: un Nerello che si fa… rosato

Ricordate il Faro Doc dell’azienda Bonavita della famiglia Scarfone, Emanuela, Carmelo, Giovanni e Francesco, di cui vi ho parlato, molto positivamente, oltre un anno fa, qui, vino ottenuto da ripidi terrazzamenti a 250 metri di altezza, circondati da un bosco di querce e castagni secolari, in un “anfiteatro” naturale sui Monti Peloritani affacciato sullo Stretto di Messina?
Bene, dagli stessi vigneti, soprattutto da quelli più giovani, coltivati a Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Nocera, e con lo stesso protocollo di viticoltura naturale, nessun utilizzo di concimi chimici, apporto di sostanza organica attraverso sovesci annuali di leguminose, nessun utilizzo di erbicidi ed insetticidi; oculati interventi di potatura verde per limitare allo stretto necessario i trattamenti antiparassitari effettuati a bassi dosaggi di rame e zolfo, che ha portato la piccola azienda ad essere presente a Vino Vino Vino, gli Scarfone, hanno per così dire differenziato.
E così, oltre a confermarsi alla grande con un eccellente Faro 2007, più essenziale e scabro del 2006, e dotato di un tannino quasi piemontese (come hanno notato e apprezzato i partecipanti alla bellissima serata sui vini del Sud che ho condotto per Onav la settimana scorsa a Milano), hanno pensato bene, in via sperimentale, con una produzione molto confidenziale, di provare la via del rosato.
Un’IGT Sicilia, annata 2009, davvero interessante, che prevede una macerazione con le bucce per 12 ore, poi fermentazione in piccoli fusti di rovere senza controllo della temperatura.
Colore cerasuolo splendente, di straripante vivacità, rilucente di mille riflessi, uno di quei colori che nel bicchiere ti mettono allegria e ti dispongono al bere, si propone con un naso intrigante, dove le note di lampone e ribes, di agrumi e rose sono esaltate da una matrice sapida, molto incisiva e nervosa, e dove il frutto è solo un elemento tra i tanti che in sequenza si colgono.
Altrettanto bene al gusto, con una bocca ricca, piena, succosa, asciutta e di salda struttura, con un tannino ben pronunciato, un’acidità ben viva, sapidità a volontà che regala freschezza, scatto e dinamismo al vino, saldo, ben strutturato e di gran nerbo.
Un gran bel rosato, goloso, che conferma la grandezza del terroir della Doc Faro, la grande sapienza come viticoltori e produttori degli Scarfone e la duttilità di uve, Nerello e Nocera, che esprimono, anche in rosa, vini di grande carattere.
P.S.
Dedico questo post alla carissima amica Francesca Tamburello, indomito delegato A.I.S. di Palermo.  Lei ne conosce i motivi e sa che sono con lei. Credo che di persone come Francesca una grande Associazione debba far tesoro, ora e in futuro, senza alcuna esitazione

0 pensieri su “Bonavita: un Nerello che si fa… rosato

  1. concordo con te Franco ed aggiungo che in tutti e due i vini ritrovo il carattere di Giovanni: determinazione e ricchezza d’animo insieme a una grande piacevolezza.

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