Clamoroso al Cibali: nella nuova guida dei vini di Slow Food ci sarò anch’io…

Per dirla con Sandro Ciotti “clamoroso al Cibali”: quello che nessuno, io per primo, pensava sarebbe mai accaduto è oggi realtà. A oltre vent’anni di distanza, quando nel 1987-1988 collaborai, occupandomi della Lombardia, alle prime due edizioni di Vini d’Italia, torno a far parte della squadra che curerà una guida dei vini.
Il ritorno, già clamoroso in sé, viste le opinioni espresse in questi anni sulle guide dei vini italiani e su talune loro degenerazioni, è ancora più sorprendente e magari farà rumore, nel piccolo ambiente del mondo del vino e del giornalismo del vino italiano, perché avverrà nell’ambito di un editore e di un’associazione con i quali, in passato, i rapporti non sono proprio stati rose e fiori, anzi…
Tra persone adulte ed intelligenti ci si può però anche chiarire, e pur non rinnegando il proprio passato, quello che si è scritto e quanto si è fatto, senza rinunciare alle rispettive personalità, si può anche benissimo trovare un punto d’incontro, una modalità di dialogo franco e aperto, positivo e costruttivo.
E così, dopo essere stato piacevolissimamente sorpreso dall’invito, lo scorso settembre, di recarmi “nella tana del lupo” a Bra, a discutere di comunicazione sul vino su Internet, trovando un’accoglienza che francamente non mi sarei mai aspettato (con praticamente tutto lo “stato maggiore” di S.F. a presenziare al dibattito e a salutarmi), sono iniziate una serie di prove di dialogo.
Prove contrassegnate da rispettive cortesie e attenzioni, che sono sfociate, di fronte al progetto per me molto convincente e concreto di Slow Food di dare vita ad una nuova guida dei vini, totalmente ripensata, dalla parte del consumatore, attenta alla realtà autentica della produzione e tesa a raccontare vini che profumino di terra e rivelino chiaramente le loro radici, nell’offerta (che ha un preciso “colpevole”, l’amico Giancarlo Gariglio)  di collaborare che ho avuto il grande piacere di accettare.
La cronaca, dopo la presentazione della guida avvenuta poco fa al Vinitaly, dice quindi che farò parte, con un’entrata che entrambi abbiamo voluto discreta, in punta di piedi, senza clamori, dell’ampio team, comprendente collaboratori storici e molte new entry – “al panel di valutazione si è aggiunto un team di “ospiti” costituito da giornalisti, blogger del settore e accreditati sommelier” – che degusterà i vini per la nuova guida di Slow Food e girerà per cantine per poi raccontare in schede il lavoro, soprattutto in vigna e poi in cantina, dei tanti produttori che onorano l’immagine e la credibilità del vino italiano.

L’amico Antonio Tomacelli, qualche mese fa, prendendo lo spunto dalla mia partecipazione al dibattito nel corso di Cheese del resto aveva scherzosamente anticipato ( sintetizzando il concetto in questo fotomontaggio) l’ipotesi di una “joint venture” tra la “chiocciola” ed il sottoscritto…
Nulla di speciale, un ruolo, il mio, decisamente in tono minore, rispetto a quello dell’amico Luciano Pignataro che si occuperà, con un importante ruolo di responsabilità, di larga parte dei vini del suo amatissimo Sud. Eppure una presenza, credo significativa, che penso contribuisca a confermare ulteriormente l’idea di come Slow Food sia tornata alle proprie origini e voglia tornare a raccontare i vini d’Italia evidenziando tutto quanto di “buono, pulito e giusto”, per dirla con Petrini, ci sia nel loro panorama. Nessuna abiura, nessuna rinuncia da parte mia, magari e lo dico sottovoce, la piccola soddisfazione morale di vedere che molte delle battaglie che per anni, da Don Chisciotte e “franco tiratore” ho sostenuto in assoluta solitudine, o quasi, avevano ragion d’essere e si sono rivelate opportune e vittoriose.
Tanto che oggi, guardando avanti e senza “scurdare ‘o passato”, Slow Food ed il vostro modesto cronista possono tranquillamente collaborare e trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda, con reciproco rispetto e orgoglio. Affronto questo nuovo impegno con curiosità, voglia di fare bene, e la stessa passione di sempre, dedicandolo idealmente a due cari amici, Bartolo e Teobaldo, che sono e saranno sempre nel mio cuore e ai quali mi sarebbe tanto piaciuto raccontare questa nuova collaborazione. Chissà cosa avrebbero detto?..

0 pensieri su “Clamoroso al Cibali: nella nuova guida dei vini di Slow Food ci sarò anch’io…

  1. “buono pulito e giusto”, ma davvero…anche perché SF deve recuperare le proprie radici (cioè quelle dei prodotti di cui si occupa), altrimenti la sua reputazione si sbocconcellerà.
    Noi (ex) consumatori ci siamo alfabetizzati e grazie alla rete, al grido di ‘non solo Proust’ (spiega a quello là che non è il marchio di una birra), pretendiamo di …andar piano davvero, con il food e con il wine. E che non siano solo parole e pecette, come accade troppo spesso nel paese del made in Italy!

  2. Auguroni e figli maschi. Dunque il “trio” degli interisti con quello “incinto al quinto mese” si ricostituisce anche in casa della chiocciola. Che per te sara’ ancora come andare in trasferta, ma vedrai che prima o poi la ruota gira, Bettega se la piglia in quel che merita e anche lì dove imperava l’immobilismo politico (guarda che ho tolto apposta un “ari”… cerca di apprezzare lo sforzo) di quel Piemonte falso e cortese che non se ne puo’ piu’ avrai il tuo spazio. Per ora lombardo (ma gia’ mi frego le mani: Valtellina, Franciacorta, Oltrepo, minchia signor tenente… e poi Scanzo, Valcalepio, Botticino, Colli Mantovani, Lugana, San Colombano, arriminchia signor tenenteeee!!!) ma intanto mettici la prima pietra che poi viene su il resto.
    Sono contento, sono con te, anzi con tutti e tre. Siamo la coppia piu’ bella del mondo…

  3. Congratulazioni. Sono certo che sia Lei sia S.F. sia, forse soprattutto, noi appassionati, avremo da guadagnare da questo incontro. Il matrimonio, però, era nell’aria da parecchio tempo e solo un cieco avrebbe dubitato delle giuste nozze. Quale regione sarà affitata all’ex Franco tiratore? Forse il Piemonte?

  4. L’intelligenza di due persone si misura anche dalla capacità di tornare a dialogare serenamente, senza nulla rinnegare rispetto alle proprie posizioni passate, trovando sinergie che faranno crescere entrambi e la comunità che frequentano.

    Il mondo del vino “nobile” ne trarrà un grande vantaggio.

    Complimenti e buon lavoro.

  5. Mi sembra che la guida si faccia intrigante e appetibile per tutti noi appassionati di vino se la forma e le genti annusatrici sono di questo livello.
    Non so se dico una bischerata o meno, ma chi realmete annuserà, non potrebbe rimanere nel segreto e nell’ombra, Ziliani a parte… che è una notizia bomba atomica?
    Nessun dubbio sul valore e sull’assoluta lealtà dei degustatori, ma almeno si risparmierebbero il felpato di precipitose leccate di deretano 🙂

  6. ..congratulazioni..! Con l’augurio che” non vi diano a bere quello che vogliono.. ”..(detto da ”uno qualunque”..che.. non se ne intende di guide)

  7. i miei complimenti sinceri a Franco. Mi sembra che la questa sia una piccola grande notizia, la conferma che a Slow Food vogliono cambiare rispetto al recente passato, altrimenti non avrebbero chiesto ad un antico “nemico” come Ziliani di collaborare. E lui non avrebbe accettato…

  8. ma quali applausi a Ziliani! Anche lui si é arreso, ha calato le brache, si è fatto incantare dal suono del piffero di Slow Food…
    C’era una volta un “franco tiratore”, oggi c’é un giornalista, forse un po’ meno conformista, come gli altri. Tutto qui

    • mi aspettavo commenti come il suo, “realista”, valutazioni superficiali che scivolano e non mi toccano nemmeno. La pensi come la vuole, che mi sia “arreso” (a cosa?), che mi sia magari “venduto”, che sia accorso anch’io alla corte di “re” Carlin in cerca di chissà che… Sono reazioni che avevo messo in preventivo, che sono anche normali per certi versi. Quello che non accetto e respingo, perché non é vera, é la valutazione che sarei un giornalista come gli altri. Una pallida ombra del “franco tiratore” di un tempo… Mi conforta, in tal senso, il parere di tante persone che in questi giorni ho incontrato al Vinitaly e alla rassegna di Vini Veri a Cerea, semplici lettori, volti in tanti casi sconosciuti, che mi hanno manifestato il loro affetto, il consenso per quello che faccio, che mi hanno detto di andare avanti così e di “non mollare”, di continuare a scrivere, qui, le cose che altrove non si leggono. Ho qualche anno di più rispetto ai tempi del franco tiratore di WineReport, e magari un pizzico di saggezza in più, ma franco tiratore sono rimasto nel profondo e questo blog, con la sua community di amici, di lettori fedeli, che aumentano sempre più, lo dimostrano. In fondo é un gesto da “franco tiratore” accettare, con entusiasmo, di collaborare con Slow Food, di dare il mio contributo, da solista quale rimango, perché questa nuova guida sia veramente dalla parte dei consumatori. Non come non era più da tanto tempo Vini d’Italia, la guida del passato tandem Gambero rosso-Slow Food.
      A differenza di quanto si scrive qui http://www.gamberorosso.it/grforum/viewtopic.php?f=13&t=86145 non mi sono alleato con loro perché non riuscivo a batterli. Se oggi mi hanno chiesto, avendo profondamente cambiato il loro modo di guardare al vino e di volerlo raccontare in una guida, di fare una piccola collaborazione con loro, é perché hanno vinto le mie ragioni, perché anche a Bra hanno capito che bisogna tornare a raccontare vini veri, uomini e donne del vino veri, vini che raccontino la terra. Proprio quello che io faccio da sempre e che anche loro oggi, anche con il mio piccolissimo contributo, faranno con entusiasmo.

  9. a me quella di questa collaborazione “in punta di piedi” come la definisce Ziliani sembra una bella notizia. E’ una piccola vittoria morale di Franco, che vede riconosciute molte delle ragioni del suo controcanto polemico e solitario di questi anni, e un segno di intelligenza e di coraggio di Slow Food. Che accetta di portarsi in casa, come collaboratore, un personaggio scomodo come Franco, e mostra, anche chiedendogli di collaborare alla guida, di voler veramente voltare pagina.
    Cosa diranno Cernilli e quelli del Gambero rosso di questo accordo? 🙂

  10. prendo atto della sua orgogliosa replica Ziliani, ma resto delle mie idee. Il “vero” franco tiratore non avrebbe mai accettato di collaborare con Slow Food, anche se questa fosse cambiata come lei dice sia. La preferivo quando era puro e duro, tutto d’un pezzo, cattivo, incazzoso ed eccessivo, ma veramente diverso da tutti. Ora anche lei si é ammorbidito e accetta compagnie e avventure che, me lo faccia dire, non sono da lei…

  11. Franco sono una delle persone che, come hai detto, ti hanno fermato, al Vinitaly, o a Vino Vino Vino, semplicemente per stringerti la mano e dirti che ti seguiamo sempre e siamo con te. Sono sicuro che anche durante la tua collaborazione con la nuova guida dei vini di Slow Food rimarrai te stesso, schietto e libero come sempre. Io mi fido di te, credo nella tua indipendenza e penso che siamo in tanti. Senza i cattivi pensieri e le piccole malignità di “realista”… Forza Slow Wine, forza franco tiratore!

  12. voglio dire una sola cosa. Mi é capitato di scrivere a Ziliani per chiedergli un consiglio su aziende da visitare e qualche ristorante da provare nella sua amatissima terra di Langa, avendo programmato qualche giorno in quella zona con il mio ragazzo. Mi ha risposto quasi subito con grande cordialità e disponibilità, non ha fatto la primadonna, ha dialogato con me che ero e sono una sua sconosciuta lettrice. I consigli che mi ha dato sono stati ottimi, segno che scrive con la testa del consumatore, per noi consumatori, come dice.
    Avrebbe fatto così anche qualche suo celebre collega? Sarebbe stato così gentile? Non credo.
    Ecco perché, dopo anni che non compravo guide, penso che per curiosità, anche perché collabora Franco, comprerò Slow Wine.

  13. Anch’io avevo messo in preventivo che lei, dopo aver provato inutilmente a rientrare al Gambero, ci avrebbe provato con Slow Food. Mica la biasimo, anche lei tiene famiglia.

    • bravo Leo, questo nuovo commento non solo trasuda imbecillità, lo confermo, ma é di una lunare comicità. Io ambire di avere a che fare con il Robert Parker der Tufello? Forse in una sorta di “fantacalcio” o nella sua sfrenata fantasia, assolutamente non nella realtà… Magari era un’altra guida con la quale c’é stato qualche pour parler, si informi…
      Quanto al tenere famiglia, é vero la tengo, ma questa piccolissima collaborazione con S.F., piccolissima da ogni punto di vista, non ha alcuna giustificazione di questo tipo, nemmeno lontanamente.
      Ha, ancora una volta, fatto la pipì fuori dal vaso…

  14. Ziliani, penso che a certi provocatori matricolati non dovrebbe nemmeno rispondere. La stupidità e la falsità delle loro affermazioni é talmente evidente che perdere tempo a rispondere loro é solo una perdita di tempo.
    Comunque complimenti per il suo dare spazio anche a quelli che intervengono qui solo per insultarla

  15. Perchè giudicare le scelte professionali che una persona decide di fare? La dedica a Cappellano? La retroetichetta dei suoi vini continua a parlare “A chi di guide si interessa”.
    In bocca al lupo!

  16. Rimango dell’idea che questo tipo di lavoro non è facile per niente e non è per tutti. Aggiungo poi che di persone realmente preparate nel settore,mancano e non poco.Diventa secondo me quindi un fatto quasi normale rivolgersi a te,Caro Franco. Un sincero in bocca al lupo.
    Arnaldo

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