Come va il vino in Svizzera? Dal nostro osservatore speciale, Paolo Strada

Continua la serie di fresche testimonianze di lettori di Vino al vino nella veste di “inviati speciali” da Paesi esteri. Excursus dove ci raccontano come va il mondo nel vino nei Paesi dove si trovano a risiedere.
Dopo il lontano Sud Est asiatico, Bangkok e Corea, e la Russia, raccontata a suo tempo dal preparatore atletico dello stellare Milan di Arrigo Sacchi (interisti: in piedi a battere le mani!) Vincenzo Pincolini, è ora la volta della vicina Svizzera, nel racconto di un milanese, Paolo Strada, che, come mi scrive, ha “iniziato a girovagare per il mondo dal 2004 quando ho lavorato per le Olimpiadi di Atene. Da lì mi sono fatto 2 anni a Torino (dove é scoccata la mia scintilla con il vino avendo avuto decine di occasioni per visitare la meravigliosa zona della Langhe) e poi dopo un breve ritorno a Milano mi trovo da due anni in terra svizzera dove mi occupo di una delle sue (e mie) altre passioni, il calcio, nello specifico lavoro per conto di UEFA per la Champions League”.
La sua passione per il vino é di fresca data e dopo un paio di corsi presso l’AIS si é alimentata “in modo autonomo attraverso letture varie, ricerche Internet ed ovviamente visite a zone vinicole (essendo basata tra Lucerna e Losanna posso raggiungere facilmente l’Alsazia, la zona del Rhone nord – Hermitage Cote Rotie ecc.) e tante tante degustazioni.
La mia minuscola cantina é già arrivata ad ospitare circa 300 bottiglie, tanta Italia, tanta Francia ma anche qualche particolarità dal nuovo mondo e da altre zone europee”.
Ed ecco come un milanese ci racconta la Svizzera del vino.

“La Svizzera…terra particolare, terra promessa in un certo senso dove tutto sembra funzionare alla perfezione soprattutto abituati al caos a i disservizi italici. Anche sul settore vino non stiamo messi male. Innanzitutto vorrei toccare il tema disponibilità. Gli svizzeri sono un popolo che ama bere vino di qualità e la quantità di wine retailer presente in un paese cosi’ piccolo é assolutamente incredibile.
Io abito a Lucerna (cittadina di 50.000 abitanti) e ci sono solo nella mia zona almeno 3 o 4 rivenditori di vini (enoteche ma anche con una buona parte del negozio dedicato alla gastronomia) con scelte eccellenti. Inoltre sono numerosissimi gli importatori che agiscono unicamente via internet, ce ne sono in ogni dove e la maggior parte garantiscono una totale affidabilità.
Disponibilità anche per quanto riguarda la varietà, qui si trova di tutto, vini italiani anche di produttori difficili da reperire in Italia stessa, tutto il francese che si vuole, (Bordeaux, Bourgogne, Rhone, Alsace, Languedoc, Jura, Provence, Loire, Corse….insomma tutto!!!!) tedeschi (ho il mio rivenditore specializzato in Riesling con una scelta incredibile), svizzeri, portoghesi, spagnoli, austriaci, ma anche sudafricani, australiani, cileni, americani….insomma c’é veramente l’imbarazzo della scelta e questa incredibile disponibilità mi ha aiutato ad ampliare moltissimo le mie conoscenze e le mie sperimentazioni.
Cosa che ancor di più mi ha lasciato di stucco sono che i prezzi dei vini in Svizzera sono assolutamente più competitivi di quelli che abbiamo in Italia….vi faccio un primissimo esempio…avevo comprato in una famosa e centrale enoteca di Milano prima di trasferirmi qui una bottiglia di un cabernet Sauvignon cileno (Don Melchor) pagata se non mi ricordo male intorno a i 45 Euro.
Qui lo si trova tranquillamente alla stessa cifra, peccato che la valuta sia Franchi Svizzeri (il che equivale quindi a circa 30 Euro!), stesso discorso vale per i vini francesi, differenze di prezzo che lasciano di stucco!! (un esempio per farvi capire, Brane Cantenac 2004 da Margaux, 59,6 Euro in un famoso rivenditore di prodotti francesi in zona porta romana, CHF 51,5 sotto casa qui a Lucerna, meno della metà)

Questo credo sia dovuto in gran parte alla tassazione violenta a cui sono assoggettate le importazioni di vino estero in Italia…credo! Ed udite udite, anche se meno eclatante lo stesso discorso vale per i vini italiani, i prezzi se non inferiori sono molto simili, questa é stata una cosa che mi ha lasciato veramente senza parole (ovviamente nel senso positivo!!).
Come accennavo anche la reperibilità é veramente valida, si trova di tutto da Rinaldi a Mascarello a Gravner, passando da Cornelissen, Emidio Pepe, Correggia…insomma potrei continuare per parecchio tempo…. Svizzera terra promessa anche nel settore vini quindi???
Diciamo che una pecca c’é..e sono i ristoranti. Purtroppo qui non si riesce a godersi una buona bottiglia di vino se non si spende una fortuna…non esiste il ristorante “casual” con una buona selezione di vini, carte dei vini decenti si trovano solo in ristoranti super-costosi che ovviamente applicano ricarichi assurdi, indubbiamente più alti rispetto a quelli già alti applicati nella maggior parte dei ristoranti in Italia.
Essendo a due ore e mezza dalla mia amata/odiata Milano comunque il problema l’ho risolto bevendomi le bottiglie della mia cantina quando sono in Svizzera standomene a casetta e cucinando manicaretti con la mia metà e godermi la cena fuori ed il ristorante quando sono in Italia….purtroppo sulla ristorazione in Svizzera c’é ancora molto da lavorare, soprattutto per raggiungere un rapporto qualità prezzo umano.
Concluderò questa mia veloce riflessione sul mondo del vino in Svizzera parlando appunto dei vini prodotti in loco…questi sconosciuti fino ad almeno due anni fa che ora sto iniziando a scoprire.
Diciamo che i principali poli vinicoli qui in Svizzera sono 2, il Vallese ed il Ticino.. Il Vallese soprattutto per quanto riguarda I bianchi, il Ticino I rossi a base Merlot. Premetto di non essere un grande fan del Merlot ma ad oggi ho avuto modo di assaggiare alcuni buoni prodotti (Sassi Grossi, Tracce di Sassi, Montagna Magica), sono vini che comunque richiedono pazienza e lungo invecchiamento, grandi sorprese ho avuto invece dal Vallese, dove ho avuto modo di degustare dei bianchi strepitosi (Petite Arvine, Malvoisie, Amigne de Vetroz), dei vini da Vendage Tardive che avrebbero potuto competere a mio avviso con alcuni Sauternes (e sicuramente ad una fascia di prezzo più competitiva) ed anche dei rossi interessanti soprattutto a base Syrah, Humagne Rouge e Pinot Noir.
Due nomi su tutti tra i miei produttori preferiti sono Marie Therese Chappaz e Adrian Mathier, provateli se ne avrete l’occasione. Inoltre nel Vallese hanno già discretamente sviluppato il turismo enologico, esiste una strada dei vini ed i panorami sono assolutamente da mozzare il fiato.
Un’altra regione vinicola con vini discreti ma panorami da capogiro ( e soprattutto a 5 minuti da dove vive la mia attuale compagna e quindi io ci sono di casa!) e la zona del Lavaux. Vini molto semplici e beverini soprattutto a base di Chasselas ma da godersi in fronte ad un tramonto sul lago con colori indimenticabili…vedrete che anche il vino migliorerà nel bicchiere.
Ho ancora molte zone da scoprire, Geneve, Neuchatel, Grison…chissà magari sarà l’occasione per un altro reportage dalla terra di Guglielmo Tell.”  Paolo Strada

0 pensieri su “Come va il vino in Svizzera? Dal nostro osservatore speciale, Paolo Strada

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  2. Finalmente qualch’uno che si sofferma sui vini svizzeri. Benchè piccolo il nostro territorio offre vini straordinari, sia per qualità che per originalità. Il livello in Ticino si è oramai stabilizzato su alti standard, vini con un carattere oramai affermato, tanto da riscuotere alto gradimento anche in Borgogna dove anualmente proponiamo i nostri agli anmici produttori della Côte d’Or. Il canton Grigioni offre una serie di Pinot nero (Blauburgunden)di buon livello con alcune punte d’eccellenza (Studach e Gantembein)che fanno sembrare la Borgonga non troppo lontana. Il Vallese è un territorio incredibile per i suoi bianchi di nicchia (Petite Arvine, Johannisberg, Marsanne, Amigne, …) ma anche per i rossi. Perchè non provare le Syrah di Maye, Dorsaz, Mercier, Clavien; il Cornalin di Mercier e Clavien.
    Senza dimenticare gli straordinari Selection de Grains Nobles, muffati che non hanno niente da invidiare ai migliori dolci al mondo.

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