Cose da pazzi: un sindacalista nuovo Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana

E questo la chiamano “nuova politica”?
Oh grulli, siete tanto ingenui e bietoloni da pensare ancora che per esercitare una carica, ad esempio quella di Assessore all’Agricoltura, sia necessario conoscere la materia, magari essere viticoltori, agricoltori, allevatori di mucche, produttori di latte, apicoltori?
Bischeri che non siete altro, ‘un conoscete il “dolce” stil novo toscano, la nuova via inaugurata dalla nuova Giunta della Regione Toscana presieduta dal governatore Enrico Rossi, la cui squadra è stata presentata ieri.
Come potete leggere qui, per occuparsi di agricoltura in una regione, quella toscana, dove l’agricoltura (e la viticoltura) hanno una grandissima importanza, non serve avere competenze specifiche in materia. Niente affatto.
Basta solamente, come dimostrano il curriculum, la storia, la provenienza del neo eletto assessore all’agricoltura, Gianni Salvadori (nulla di personale nei suoi confronti), avere ricoperto, dal 2005 al 2010, la carica di Assessore regionale alle politiche sociali e allo sport, vantare una lunga carriera di sindacalista, coronata nel 2001 dalla nomina a segretario generale della Unione Sindacale Regionale Cisl della Toscana, essere stato dal 1985 al 1998 vice presidente della Cassa edile di Firenze e dal 1990 al 1993 della Cassa edile di Roma.
E poi essersi “impegnato fin dagli anni dell’adolescenza nel circolo parrocchiale di Molino del Piano”, fin da giovane dimostrare “grande sensibilità per le attività svolte dal movimento cattolico toscano” nonché aver “praticato negli anni dell’adolescenza” la pallavolo.
D’accordo, il neo assessore regionale all’agricoltura è nato in terra di vino, a Pontassieve, ma come diavolo si fa a parlare di rinnovamento della politica, quando invece, come se fossimo ancora nella Toscana rossa del dopoguerra, per scegliere chi si occuperà di un fenomeno complesso (nonché pieno di problemi) come il vino toscano, si seguono ancora, pedissequamente, le vecchie logiche che prescrivono che non si muova foglia (e che non si facciano nomina) senza che il partito (e il sindacato) non voglia?
Cari cittadini della terra di Dante, Giotto e Michelangelo (ma anche di Benigni, Montanelli e Gino Bartali) siete, come me, indignati e volete reagire in qualche modo a questo modo di fare polveroso e antico?
Bene, allora scrivete (sono indirizzi pubblici) all’ufficio relazioni pubbliche della Regione Toscana – qui – e al portavoce del Presidente Rossi – qui. Non servirà a niente, ma perché rinunciare a farsi sentire?

0 pensieri su “Cose da pazzi: un sindacalista nuovo Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana

  1. via ..non prendetevela troppo su certe decisioni..in fondo conosce bene gli edili ..mi farà fare questa casetta in mezzo alle vigne…?(potrebbe rendere di più una casetta che una vigna..)

    • capisco la tua posizione Beniamino, ma io, che con i sindacalisti non ho sinora, avuto a che fare, prendendo atto delle tue parole devo necessariamente precisare che non sono riferite alla persona in oggetto. Nessun “processo” al Signor Gianni Salvadori, ma una decisa chiamata sul banco degli imputati ad una politica, degenerata e perversa, che fa sì che una persona che non ha nessuna competenza in campo agricolo, venga chiamata a rivestire la delicata ed impegnativa carica di Assessore all’Agricoltura in una regione a profonda vocazione agricola come la Toscana.
      E preciso anche che queste degenerazioni non hanno nemmeno un preciso connotato “partitico” o di schieramento, anche se nella rossa Toscana accadimenti del genere sono prassi, perché scelte come quella che condanno vengono fatte, con analoga disinvoltura e sprezzo del buon senso, anche in Regioni amministrate dal cosiddetto centro destra.
      Segnalo che anche l’amico Stefano Tesi ha bollato, in questo post, http://blog.stefanotesi.it/?p=226 gli assurdi criteri di scelta della Regione Toscana

  2. Allora questa volta mi trovo d’accordo con l’analisi. Io non ho nulla contro le persone, ci mancherebbe. Questa però è una situazione generale, non solo Toscana. Nel mio piccolo territorio, nel comune di Radda in Chianti, è stata nominata come assessore all’agricoltura non certo un’esperta di agricoltura, ma semplicemente la fidanzata di un agricoltore. Non me ne voglia la cara Valentina Rossi, che stimo, ma sinceramente non ci incastra nulla se non con le logiche di partito.
    E’ da capire se la politica deve esprimere interlocutori esperti o più semplicemente persone che interpretano il consenso.
    A destra e a sinistra sta succedendo questo (Berlusconi, in ambito nazionale, ha nominato ministri e sottosegretari assolutamente incompetenti dettati solo da logiche elettorali e di marketing…)
    Quindi la domanda è questa: in politica occorrono esperti, tecnici competenti, oppure occorrono solo mediatori politici?

  3. Come ho scritto nel mio blog (http://blog.stefanotesi.it/?p=226), e come anche altri hanno osservato, non è detto che si debba essere dei tecnici per essere buoni assessori o ministri. Esistono però anche assessorato e assessorato e ministero e ministero. In Toscana, dove un settore strategico e in grave sofferenza come quello agricolo è “orfano” di un assessore dedicato e competente da dieci anni, è semplicemente paradossale. La domanda di fondo è: il neo assessore Salvadori, persona certamente ottima, quanto tempo impiegherà per “capire” il comparto, rendersi conto dei problemi, ascoltare le categorie e i prendere provvedimenti che gli competono in quanto politico? Oppure dovrà, come da anni accade, affidarsi alla struttura, che è tecnicamente competente ma politicamente non responsabile delle scelte effettuate?

  4. Ovviamente non conosco il neo assessore, la mia era ironia pungente verso una politica che di politico non ha più nulla.
    Al mio paese stiamo vivendo una situazione simile dove un sindaco che fa il medico e si è tenuto la delega all’urbanistica fa esattamente quello che la struttura gli dice di fare, alla faccia delle politiche………

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