Due giorni in Vallée: viticoltura e vini di montagna, il gusto… ci guadagna

Trasferta di due giorni domani e venerdì in Vallée d’Aoste, uno dei posti dove torno più volentieri negli ultimi tempi, per una serie di accurate visite (manco fossi “l’ispettore” di una guida) a vigneti e cantine di cinque produttori.
Domani sera, folgorato dall’assaggio  dell’eccellente Chambave Muscat Flétri 2007 (che a casa, vedi foto, abbiamo accompagnato ad una torta preparata da quella grande cuoca che è mia cognata Lina) mi regalerò una deviazione, su, sopra Verrayes, dei suoi piccoli produttori, Luciana e Hervé, i responsabili dell’azienda agricola e dell’agriturismo La Vrille, anche per provare gli altri vini, Gamay, Cornalin, Fumin, Muscat de Chambave, e per riposare dopo una giornata che immagino sarà stata impegnativa e piena di suggestioni visive, date dalla bellezza del paesaggio della Vallée, olfattive e gustative.
Ritorno in Valle d’Aosta, con grande entusiasmo, carico a dovere per l’eccellente andamento della Serata di degustazione, dedicata proprio ad otto vini valdostani, che si è svolta, con grande successo (oltre cento partecipanti) martedì sera per l’organizzazione degli amici di A.I.S. Como. Una bella serata dove grazie a due ottimi vini bianchi, la scattante, ricca di nerbo, Petite Arvine 2009 di D & D, il complesso, variegato, godibilissimo Chardonnay 2008 di Anselmet, il simpaticissimo, succoso, immediato Gamay 2008 de La Source, il fresco, varietale, diretto Pinot noir 2008 de l’Atoueyo, e poi vini via più importanti e ambiziosi, dotati ognuno di una peculiare personalità e di una capacità di rivelare la loro origine di vini di montagna della Vallée, Cornalin 2008 di Grosjean, il sorprendente Torrette 2008 di Feudi di San Maurizio e poi, in crescendo, l’ambizioso, ricco di polpa, succoso Syrah Coteau de la Tour 2007 Les Cretes ed il potente, tannico, strutturato – vera e propria prova di studio di vin de garde – Fumin Vigne Rovettaz 2007 ancora di Grosjean, hanno testimoniato una qualità in continua ascesa in questa piccola, isolata zona di produzione.

E dato la misura di un numero crescente di protagonisti in grado di portare alta la bandiera di una produzione che rimane “confidenziale” nei numeri, e spesso introvabile se non in loco, ma che cresce nettamente di livello. Tutti vini, quelli proposti a Como, proposti da vignerons membri dell’Associazione dei Viticulteurs Encaveurs (visitate qui il loro sito Internet), realtà associativa ormai composta da 36 aziende che controllano poco più di 100 ettari e producono complessivamente 750 mila bottiglie, riconoscendosi in una filosofia comune.
Vini un po’ diversi dal solito, dotati a volte di una loro piacevole “rusticità” e “selvaticità”, soprattutto i rossi, vini dall’inconfondibile carattere di montagna, che si esaltano e danno il loro meglio se proposti, come sempre dovrebbe essere, per ogni vino degno di questo nome, a tavola, abbinati non solo ai piatti della squisita cucina locale, ma a tante preparazioni di cucine anche di altre regioni.
Vini cui non mancano mai un giusto corredo acido, doti di sapidità e anzi di mineralità, freschezza, nerbo, vini che si fanno bere splendidamente.
E’ con questo spirito, accingendomi a visitare domani e venerdì quattro di questi vignerons, ma anche due caves cooperative tra quelle che oggi lavorano meglio, che salgo con gioia in Valle, con la sicurezza che di vini prevedibili, omologati, banali, di quelli che annoiano già dopo il primo sorso, non troverò sicuramente traccia. E scusate se è poco…

0 pensieri su “Due giorni in Vallée: viticoltura e vini di montagna, il gusto… ci guadagna

  1. Io trovo il muscat chambave di La Vrille davvero eccezionale come vino da aperitivo.

    Sono contento per il tuo impegno a favore dei vini valdostani che davvero meritano attenzione proprio per il loro forte legame con il territorio. Sono vini non omologati e non omologabili…

  2. Oramai è di casa in Valle d’Aosta… come scrive Favre nel commento precedente, non posso che gioire nel leggere il suo interesse per la piccola grande regione delle montagne e per i suoi vini assolutamente unici e particolari. Buon soggiorno e buone degustazioni, allora. Attenderò con trepidante attesa qualche resoconto delle chicche scoperte.. 🙂

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