E se crolla l’interesse per il vino? Sempre più urgente l’alcol test omologato

Continuiamo a trattare l’annoso, grave problema dell’etilometro, e dell’uso indiscriminato e non sicuro che se ne fa, nell’ambito dei controlli stradali, con un intervento di un amico che alla questione della sicurezza dell’alcol test da tempo s’interessa, Luigi Bortolotti, delegato A.I.S. di Mantova e direttore del Master Sommelier ALMA – AIS, presso la sede di ALMA nella Reggia di Colorno, in provincia di Parma. Osservazioni, le sue, da prendere attentamente in considerazione.
“Premessa
Settembre 2008
Nel settembre 2008 scrivevo che “L’Italia è il paese delle mode e delle enfatizzazioni iperboliche. E’ vero che la guida in stato di ebbrezza è un vero pericolo per tutti ma è anche vero che c’è una esagerazione mediatica nel comunicare tout court l’ebbrezza come ubriachezza ed il vino come sinonimo di alcol. . . .
Anche far credere che l’alcol sia la causa di tutti gli incidenti stradali più devastanti è un’esagerazione. Probabilmente l’alcol è il mezzo oltre che l’occasione per lo sballo…. Il consumo di un buon vino al pasto è cosa sicuramente diversa dall’assunzione a digiuno dei “beveroni alcolici” ivi compresi gli aperitivi a base di vino rosso da 14 o 15 gradi alcolici. Il vero problema sta a monte e cioè nella personalità di chi cerca lo sballo attraverso l’alcol…E’ necessario un alcol test omologato”.
Marzo 2009
Riprendendo lo stesso tema nel marzo 2009 scrivevo che “anche per l’alcol siamo alla moda demagogica di cavalcare l’onda senza sapere dove sono gli scogli” Mi riferisco alla campagna in favore della tolleranza zero per chi guida.
E più avanti nell’articolo scrivevo che “All’improvviso sembra che tutti i più terribili incidenti stradali siano causati solo dall’abuso anche lieve di alcol… viene criminalizzato proprio il vino come sinonimo di alcol e di sostanza negativa, capace da sola di determinare l’incidente”.
Inoltre affermavo che “questa campagna, con l’aiuto della crisi e insieme alla mancanza di un alcoltest omologato,  ha portato ad una drastica riduzione dei consumi. Non solo di vino in verità, ma il consumo di vino ha subito un calo che a mio parere è più di un campanello d’allarme.
Potrebbe essere l’inizio di un vero crollo dell’interesse per il mondo enologico e per la cultura enogastronomica che lo accompagna.”
Situazione attuale, aprile 2010
Ad un anno di distanza, quella intuizione di un “calo strutturale” nell’interesse per la cultura del vino è purtroppo confermata dai dati relativi ai consumi nel ristorante e nei locali pubblici in genere. E questo mette in crisi tutto il sistema creando un circuito di negatività che si autoalimenta.  La mancanza di sistema di misurazione semplice e preciso (uguale a quello delle forze dell’ordine) che dia la sicurezza di rispettare i limiti di legge ha creato ansia in chi deve guidare (anzi terrore di ritiro della patente) ed ha come conseguenza questo calo dei consumi ed una valutazione sempre più negativa del vino come alimento/bevanda.
Attenzione dunque. Ogni consumo non essenziale è determinato in gran parte dalla cosi detta propensione al consumo che ha sempre notevoli risvolti di valutazione individuale e psicologica.
Se il vino assume connotazioni di negatività, collettiva e del singolo, il crollo non sarà solo momentaneo o limitato ed avrà effetti che toccheranno l’insieme della nostra cultura enogastronomica e non solo il prodotto vino….
Oggi dobbiamo prendere atto con lucidità che le riflessioni fatte pro o contro il consumo del vino e sulla correttezza dei limiti non portano a nessun risultato concreto. All’atto pratico lasciano il dibattito sempre aperto e non cambia nulla. I favorevoli ed i contrari mantengono le loro opinioni.
Conclusioni
Occorre dotare chi guida di un alcoltest omologato che sia cioè uguale a quello che le forze dell’ordine devono usare, almeno in prima istanza, per avere la certezza di rispettare i limiti di legge. Solo questo dà la certezza di poter essere in regola e di rispettare la legge
Tutte le indicazioni e le misurazioni fin qui suggerite sono banali e gli alcol test sono normalmente imprecisi. Comunque, non essendo uguali a quelli della Polizia, NON danno la certezza di potersi mettere alla guida nel rispetto dei limiti di legge.
In pratica è come se i responsabili della viabilità, invece di mettere i contachilometri in macchina, si fossero limitati a dire all’autista “vai piano”!!!!! Per questo è indispensabile trovare sul mercato, subito, un alcol test omologato
Non sarà la risoluzione di tutti i problemi ma almeno eliminerà il terrore di ritiro della patente e la potente sensazione psicologica di negatività che questo scatena attorno al mondo del vino ed alla nostra cultura enogastronomica”.
Luigi Bortolotti

0 pensieri su “E se crolla l’interesse per il vino? Sempre più urgente l’alcol test omologato

  1. L’etilometro omologato c’è, almeno così ci fanno credere, ma io ho qualche perplessità sul modo di affrontare il problema. E’ vero, al momento la legge è questa e ci impone di non superare quello 0,5 che tutti sappiamo, ma è altrettanto vero che, almeno in frangenti come il Vinitaly questo valore sarà superato dalla maggior parte dei visitatori, siano questi professionisti o semplice pubblico.
    Allora? L’etilometro ci metterebbe di fronte al fatto che, avendo superato 0,5 siamo costretti ad aspettare, magari ore e ore prima di poter tornare in albergo. Risultato? Dopo una giornata come sempre massacrante, l’attesa di ore all’uscita significa un aumento progressivo della nostra stanchezza e la sempre più probabile incapacità di avere riflessi corretti per guidare l’auto senza rischi. C’è chi, come me, dovrà fare almeno 30 km per arrivare in albergo. L’alternativa è non degustare nulla, ma questo non ha alcun senso in un luogo preposto proprio a questo scopo.
    Trovare asilo a Verona? La vedo difficile. Chiedere alle forze dell’ordine un controllo preventivo all’uscita, sulla base di test classici effettuati da personale preposto? Questo sarebbe probabilmente possibile, ma troverà un’opposizione decisa. Quindi?

  2. da quanto già dimostrato dai dati scientifici non solo l’etilometro omologato NON C’E’ ma nemmeno quello della polizia FUNZIONA. Il vero scopo da ottenere è quello di muoversi verso la magistratura e i legislatori mostrando su basi inoppugnabili che l’etilometro è una truffa scientifica innaffidabile . Si deve tornare all’analisi dei riflessi, come si sta ormai face centinaia di innocenti. Ripeto, fino alla nausea se necessario: NON ESISTE ALCUN ETILOMETRO OMOLOGATO O EFFICACE. Vi prego di leggere la vasta documentazione a riguardo già indicata da Franco.

  3. il commento precedente è uscito monco di una parte…

    da quanto già dimostrato dai dati scientifici non solo l’etilometro omologato NON C’E’ ma nemmeno quello della polizia FUNZIONA. Il vero scopo da ottenere è quello di muoversi verso la magistratura e i legislatori mostrando su basi inoppugnabili che l’etilometro è una truffa scientifica Si deve tornare all’analisi dei riflessi, come si sta ormai facendo da tempo negli USA. Per cercare di colpire un vero colpevole si stanno incriminando centinaia e centinaia di innocenti. Ripeto, fino alla nausea se necessario: NON ESISTE ALCUN ETILOMETRO OMOLOGATO O EFFICACE. Vi prego di leggere la vasta documentazione a riguardo già indicata da Franco. Il discorso di Bortolotti diventa a questo punto inutile, ora che sappiamo. Le operazioni devono prendere un’altra piega e una direzione più decisa e intransigente. Qui si sbaglia a condannare e ormai lo devono sapere gli organi preposti. Errare è umano, ma perseverare è diabolico!!

  4. scusa Mario Crosta,
    ma il succo del discorso è proprio questo… Bortolotti era in perfetta buona fede in quanto non era a conoscenza dei dati scientifici. Tu si, però, adesso… E poi bartali ha vinto molte gare…

  5. scusa Enzo, ma Bartali si scrive con la maiuscola. Siamo tutti in perfetta buona fede e non meritiamo l’appiattimento della discussione che vorresti tu sull’etilometro, tipo prendere o lasciare, tipico del massimalismo “tutto subito perche’ non va bene niente”. Poiche’ oltre a te al mondo ci sono anche altre persone adulte e vaccinate, poiche’ oltre a te ce ne sono anche altri di professori e di medici e di scienziati che hanno studiato il problema in Italia ed in altri paesi civilizzati del mondo intero e non sono certo tutti scemi, poiche’ in questo blog ma anche negli altri che si sono subito affiancati a quello di Franco (perche’ c’e’ Franco come garanzia, ricordatene…) ci sono oltre a te anche altre intelligenze, senz’altro non al tuo livello ma scusaci se non arriviamo a tanto, ed ognuna ha una posizione che merita rispetto perlomeno quanto la tua, porta pazienza ma non e’ comprensibile questa tua mania di sciabolare a destra e a sinistra tipo “chi non e’ con me e’ contro di me”. Bortolotti e’ soltanto il primo di una lunga serie di persone del mondo del vino con la sua competenza specifica che Franco ospiterà fra le sue colonne su questo tema. Hai esordito attaccando a testa bassa Franco, poi te la sei presa con me, adesso mi vuoi zittire Bortolotti, chi sara’ il prossimo? Possibile che per te esista solo o il bianco o il nero? A me viene sinceramente il dubbio che i tuoi studi scientifici possano essere confutati da altri studi scientifici, a questo punto, perche’ il modo con cui vuoi spacciare le tue verita’ come se fossero il Vangelo mi lascia perlomeno perplesso. Non so Franco, non so gli altri, ma posizioni di questo tipo, aut aut, senza possibilita’ di contributo diverso, senza possibilita’ di partecipazione a soluzioni realizzabili, senza tenere conto della realta’ che non e’ così semplice perche’ comunque l’eccesso di alcool uccide, ma anche un uso moderato di alcool lo fa, per esempio nei cantieri, dove la tolleranza dovrebbe essere 0,00 senz’alcuna concessione, mi sa che e’ una tua forzatura e come tale la rifiuterei senz’altro. Se non ti dai una calmata rischi di ottenere l’effetto contrario, te l’avevo gia’ scritto. Perche’ continuare, dunque, con i toni da crociata?

  6. caro Mario,
    lasciamo stare… è meglio. Primo: io non me la sono presa con Bortolotti. Non farmi dire ciò che non ho detto. Ho solo fatto presente che alla luce dei risultati scientifici il suo discorso perde di significato. Il fatto che tu continui a parlare di tassi di alcol nel sangue usando etilometri a fiato mi fa pensare che non abbia ancora letto la documentazione. Infine, io NON ho fatto le ricerche, le ho solo raccolte. Chi le ha fatte sono medici, tossicologi di primaria importanza mondiale… forse ti era sfuggito. Attento che stai cominciando a insultare e questo non è bello… oppure no! Comunque sono troppo contento per aver sollevato il polverone e per l’appoggio totale della FIVI che non mi interessano più le provocazioni. E poi Franco sa difendersi benissimo da solo se mai pensasse che io voglia prendermela con Bortolotti. Era ovvio il significato del mio intervento, per non travisare la direzione della protesta. Si fa un discorso scientifico, non politico o sensazionalistico.
    Ti pregherei però di leggere il dossier, magari anche solo quello ridotto, e vedrai che io c’entro ben poco…. Non sono un medico o un legale… Sono solo un povero e vecchio astrofisico che però si è preso la briga di studiare e tradurre trattati di fisiologia polmonare. Poteva farlo chiunque altro, magari anche nel mondo del lavoro e dei suoi problemi di sicurezza…Tempo libero l’abbiamo un po’ tutti…
    Stai tranquillo, non mi arrabbio più e contrario al mio carattere (anche se non ti sembra). Sono troppo felice dei risultati ottenuti in pochi mesi.
    P.S.: io preferivo Coppi

  7. “Attento che stai cominciando a insultare”?
    Ma stiamo scherzando?
    Minacci?
    Franco, lascio immediatamente il tuo blog di fronte ad un commento del genere. Come fai a permettere delle frasi così? Andate avanti pure da soli.

  8. No, no, sono proprio curioso di vedere chi sara’ il terzo, poi ce ne sara’ un quarto… purtroppo ti sei portato in casa un intollerante. Gli eccessi verbali vada ad usarli con chi vuole, non con me. Sto piu’ tranquillo a fare senza.

  9. eh no! Franco…quali intemperanze verbali questa volta? Adesso me lo spieghi e leggi anche quello che ha scritto Mario… Non esageriamo… Almeno tu avrai capito che non avevo assolutamente niente contro Bortolotti, ci mancherebbe, ma solo con l’idea di fondo che va ormai giustamente rivista… Sarà tuo amico e lettore continuo, ma non si può sparare sempre sullo stesso bersaglio. Non ti sembra? Ti ho fatto le scuse pubbliche , ho spiegato i miei motivi, li hai recepiti e hai capito lo scopo. Adesso questo attacco non me lo merito di certo… Se proprio volete, me ne vado io… qualcosa l’ho ottenuta e non riesco a non essere contento per il vino e la sua gente splendida! la mia battaglia continua, anche se più silenziosa….
    Un consiglio finale a Mario: magari sarebbe bene fare l’esame dei riflessi ai lavoratori. Come la mettiamo con la droga, gli ansiolitici, gli antidepressivi e altro ancora? L’etilometro (che sembra assolutamente da salvare) aiuta? No, non credo proprio….
    Comunque, tranquilli…non vi disturbo più….

    • adesso dico stop io Enzo! Se vuole intervenire per discutere serenamente dei temi che vengono trattati su questo blog, benvenuto, in caso contrario rivolgersi altrove… Non mi sono assolutamente garbati i toni che ha usato anche con l’amico Mario Crosta, che invito a rimanere con noi.

  10. Dopo la vittoria strepitosa di poco fa della “mia Roma” a Mosca contro il CSKA su erba artificiale come potrei non accogliere il tuo garbato invito, Franco? Andate a cliccare qui, che e’ in genere un bel sito, ma c’e’ un suggerimento dato da “rino” in un altro post di questo blog a proposito del “riflessometro”, non etilometro, che vale la pena approfondire: http://www.strademulte.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=13876

  11. Questa mattina leggo con piacere i commenti e la vivacità che li caratterizza. Importante che non siano solo estemporanei sfoghi del momento.
    Occorre anche valutare con attenzione la realtà concreta ed il pensiero dei “nostri avversari”
    Quando l’altro giorno Franco mi ha anticipato l’intenzione di smuovere le acque gli ho scritto:
    ” Ciao Franco. Io credo che una campagna condotta in questo modo (contro l’alcol test oggi esistente) finirebbe per dare fiato a tutti quanti sono acriticamente contro il consumo di alcol e potremmo correre il rischio dell’alcol zero per chi guida. I fautori non sono pochi ed il qualunquismo di chi li ascolta è tanto.
    Io sono fortemente a favore dell’ALCOL TEST OMOLOGATO che se non altro, pur con tutti i limiti che può avere (aggiungiamo pure anche imprecisioni), offre al guidatore la certezza di poter partire senza il rischio di ritiro della patente e di tutto quello che ne segue.

    Potremmo allora fare molto più utilmente una protesta per essere messi in grado di rispettare la legge. In altre parole a favore dell’alcol test omologato. (Ove per omologato si intende ovviamente anche preciso).
    ………………..
    Il tutto mi pare molto più semplice e tutto giocato in chiave positiva, cioè non una campagna CONTRO ma una campagna ed una protesta PER POTER RISPETTARE LA LEGGE.”

    Oggi aggiungo di credere ancora più fortemente che una campagna un pò disordinata e radicale alla fine servirebbe solo a quanti vogliono il tasso zero per che guida. Proposta semplice e chiara anche se demagogica e con effetti pesantissimi su tutto il comparto.

    Ovvio che l’unico modo serio sarebbe quello di valutare le vere capacità di guida. (Se ne vedrebbero delle belle: stanchezza, ansiolitici, vecchiaia, incapacità reale, malattie, droga ecc.).
    Ma questo oggi in Italia credo che sarebbe come immaginare un sogno ed aspettare che il sogno si trasformi in realtà.
    Sono però disponibile ad abbracciare con forza e sincerità chiunque riuscirà nell’impresa di raggiungere l’obiettivo comune anche se con mezzi e modi opposti a quelli cui penso io.
    Cari saluti

  12. Gentilissimi Signori,
    a voi tutti che partecipate con energica foga a questo dibattito, volevo avere l’onore di estendere il mio commento in quanto giovane Ristoratore e Master Sommelier Alma capitanata dal Direttore Luigi Bortolotti che mentre in tanti si insultano sui blog lui riesce a comunicare e trasmettere in modo positivo senza insultare nessuno , si avete capito bene il SIGNOR BORTOLOTTI
    e’un esempio POSITIVO per tutti quei giovani che come il sottoscritto
    cercano di “ridare” al consumatore/cliente serenita’e quindi quei momenti di convivialita’che il mondo del vino/distillato sa’ regalare.
    Giorno dopo giorno , nel mio lavoro avverto sempre piu’ forte la percezione di un allontanamento dal mondo del vino da parte dei clienti nonostante cerco di qualificarmi ed essere credibile come sommelier comunicatore e valorizzatore del lavoro svolto dal produttore x,
    il problema e’ che il limite 0.5 terrorizza e allontana dalla cultura del vino/distillati quelle persone responsabili che di certo non vanno ad ammazzarsi per abuso di alcol , mentre e’ inutile contro chi puntualmente butta via la vita tutti i fine settimana , perche’ del vino/distillato non ne’ fanno un momento di piacevole convivialita’ ma momenti di pura trasgressione estrema.
    Concludo dicendo che L’omologazione dell’alcol test non sara’ forse la soluzione del problema , ma comunque si muove in una direzione che va’ a bilanciare il terrorismo fatto e dare al consumatore la possibilita’ di tenere sotto controllo la situazione limite dello 0.5

    Sorrentino Sabatino
    Ristoratore Sommelier Professionista Master Alma.

    • Sabatino, qui in verità non ci si insulta, ma si discute e ci si confronta animatamente… Sono amico di Luigi Bortolotti e lo stimo e penso che ci si possa riferire a lui e alle sue idee anche senza esagerare, come lei invece fa, negli elogi. Non ce n’é bisogno…

  13. caro Sabatino,
    quello che dici tu sarebbe giusto se l’omologazione servisse a far coincidere gli etilometri tascabili con quello ufficiale. Il problema vero è che è prorio quello ufficiale che spara numeri a casaccio e quindi qualsiasi omologazione perde di senso. magari ti trovi con 0.4 e poi se ti fermano ti trovano 1.2, solo perchè hai soffiato in modo diverso o la temperatura era diversa o perchè l’etilometro ha registrato del residuo alcolico dopo un’eruttazione casuale, ecc., ecc.
    Ti invito a leggere il dossier scientifico (anche quello ridotto) di cui puoi trovare il link sull’altro post di Franco. Vedrai che non sono contro Bortolotti, ma ho solo dei dati scientifici in più…

  14. Signor Ziliani partendo dai …..in sospensione che lei ha lasciato volevo dire che non ho bisogno di sviolinare niente a nessuno e non credo che lei onestamente mi conosca abbastanza per considerare un mio atteggiamento eccessivo solo perche’ mi complimento con chi mi ha trasmesso qualcosa di positivo , come vede e tardi ed io ho appena finito di lavorare e aprendo questo spazio speravo di trovare qualche consiglio interessante per un giovane sommelier ristoratore che ama questo mondo …….ma purtroppo ci fermiamo molto prima ,
    scusi il disturbo.

  15. Signor Enzo
    la ringrazio per l’attenzione e su suo consiglio andro’ a leggere il dossier scentifico da lei menzionato, poi magari ne’ riparleremo.

  16. credo che la diminuzione del consumo di vino (anche se ho sentito il contario) sia dovuto forse al costo, che in tempi come questi fa fare piu conti del solito.
    Concordo che 0,5 sia molto basso, soprattutto per le donne, ma il problema sta alla fonte: senza educazione alla vita,ai valori, e’ chiaro che i giovani cercano uno sballo da “poco ” (prezzo) che produce ahime’ effetti devastanti (dal B52 alla caipirinhaecc.ecc.).E senza educazione al bere BUONO, di Qualita’…
    Di persone adulte a cui hanno ritirato la patente per un bicchiere di vino ne ho sentite poche , mi risulta di piu per il piedino pesante…

  17. Ciao Silvia,
    volevo confermare in quanto Sommelier e proprietario di Ristorante che il calo reale di consumo di vino , per non parlare di distillati e liquori e’ frutto soprattutto della paura di perdere la patente per il consumatore responsabile dei valori di cui tu parlavi, mentre poco cambia per il consumatore giovane che approccia questo mondo solo da un punto di vista trasgressivo, poi e’ anche vero che si esagera nel ricarico economico del vino
    e non solo .
    Forse saro’in minoranza, ma credo che una bella crisi come questa ci voleva per noi ristoratori e per i clienti che devono imparare a spendere i loro soldi solo dove c’e’ un giusto rapporto qualita’ prezzo, ricordati che dopo questa tempesta che ci vede tutti coinvolti ci sara’ una selezione naturale a favore di chi lavora bene a favore spero del consumatore.
    Per quanto riguarda lo 0.5 cosa ne’ pensi di andare al ristorante e trovare
    in quanto cliente un etilometro omologato,uguale a quello della polizia che ti permetta di tenere sotto controllo la situazione?

  18. @sabatino,
    ma almeno prendere in considerazione i dati scientifici che dimostrano la non affidabilità dell’etilometro… No? meglio continuare a far finta di niente? Mah…. Sono veramente stralunato di fronte a chi non sa e non vuole sapere… Dopo, si possono anche mantenere le proprie posizioni, ma conoscere è la dote principale dell’uomo (se esite ancora ….). Non ti pare?
    @Silvia,
    cerca, cerca e vedrai che il numero cresce in modo esponenziale. pensa che in un paesino del trentino di 2300 abitanti (bambini e anzianissimi compresi) sono già state ritirate 200 patenti per un bicchiere in più…E tutte dallo stesso vigile… Poi si parla di giustizia sommaria…

  19. Gent. Sign. Enzo
    quando lei dice che la conoscenza e’ la dote principale dell’uomo ,
    ha propio ragione ma non bisogna stralunarsi e pensare che un pensiero diverso dal nostro o non condiviso sia sbagliato.
    Grazie e buona serata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *