Falsi Chianti Docg e Igt Toscana sequestrati: Zaia ha fatto benissimo a parlarne!

Della totale spregiudicatezza dei soliti impuniti
Accidenti, domani c’è rischio che torni a nevicare! Una volta tanto mi capita di trovarmi pienamente d’accordo con il Ministro delle Politiche Agricole (dovrei dire ex, visto che ormai è diventato il Presidente della Regione Veneto) Luca Zaia. Ex ministro che in occasione del Vinitaly ha annunciato il sequestro di 10 milioni di litri di falso Chianti Docg (ma c’è anche del Toscana Igt) destinato all’export.
Un po’ con effetto ritardato questo annuncio,  e forse un po’ strumentale il parlarne ora, visto che il decreto di sequestro preventivo (art. 321 c.p.p.) del Tribunale ordinario di Siena, provvedimento dove si parla di “meccanismo fraudolento”, di “ruolo assolutamente centrale” di personaggi molto noti nel mondo dell’enologia “nel sistema di frodi in esame”, di un ben identificato “soggetto esperto e sufficientemente spregiudicato da potergli chiedere qualsiasi cosa, quando si tratta di “aggiustare” un vino”, risale a mesi fa, al 25 novembre 2009.
Non si capisce perché Zaia abbia parlato proprio ora, sottolineando che “l’unico provvedimento che adotteremo sarà la tolleranza zero nei confronti di questi signori che pensano sempre di essere più furbi degli altri” e sostenendo che “questi non sono imprenditori seri, avranno diritto alla difesa per dimostrare la propria innocenza ma da parte nostra abbiamo dimostrato piena collaborazione con la Procura di Siena e la Guardia di Finanza per bloccare questi 10 milioni di litri sequestrati”.
Per qualsiasi motivo l’abbia fatto, assicurando che “abbiamo scongiurato il blocco alle esportazioni rispetto agli Stati Uniti” e che “non c’è una bottiglia di vino di questo genere sul mercato Usa”, (cosa di cui non sono certo, visti i nomi altisonanti e spesso pluristellati delle numerose aziende, che vendono regolarmente negli Stati Uniti, coinvolte) colpevoli, dice Zaia, di un “fenomeno di malcostume che nulla ha a che vedere con la sicurezza alimentare ma con la frode in commercio sì”, il discusso “propagandista del Prosecco” ha fatto benone.
Questo considerando che alcuni dei personaggi coinvolti nel pasticciaccio brutto del Chianti invece di stare “schisci” come diciamo a Milano e di tenere un profilo basso, visti i guai che stanno passando, dell’esigenza di essere discreti se ne fanno un baffo e sono tornati a rialzare la testa e addirittura si permettono di rilasciare dichiarazioni dove, ma guarda te, danno “consigli” non richiesti e spudorati su quel che si dovrebbe fare in quel di Montalcino dove, affermano che per fare grandi vini sono necessarie anche altre uve, oltre al Sangiovese.
Di fronte a tale abbondante faccia di tolla credo che non abbia fatto solo bene, ma benissimo Zaia a ritornare a parlare delle sporcaccionate, anche a base di cosiddetta “Nutella”, che la Guardia di Finanza e la Magistratura hanno accertato essere state prassi diffusa nelle terre del Chianti. E anche a Montalcino.
Contrariamente a quanto ha fatto giovedì con un corsivo, pardon un Sms, un noto sito Internet che ha sede nella patria del Brunello, non mi chiederò “Cui prodest?” stupendomi e quasi rammaricandomi per l’uscita di Zaia, e non parlerò, come ha fatto un’agenzia di stampa, di “tanto rumore per nulla”.
Di fronte a questa “vera e propria organizzazione dedita con sistematicità alla frode in commercio nel settore vinicolo”, non è mai troppo tardi alzare la voce e reagire a muso duro, chiedendo severità e sanzioni precise ed esemplari, contro squallidi personaggi di cui il mondo del vino italiano dovrà finalmente trovare il coraggio di liberarsi, come parassiti e virus che ne pregiudicano non solo la salute, ma la credibilità in tutto il mondo.

0 pensieri su “Falsi Chianti Docg e Igt Toscana sequestrati: Zaia ha fatto benissimo a parlarne!

  1. Salve,
    sono completamente d’accordo con lei ma, visto il calibro ed il peso dei nomi coinvolti, penso che il tutto finirà, purtroppo, con la solita farsa all’italiana. L’unica sanzione dovrebbe essere l’espulsione dal consorzio e l’impossibuilità di utilizzare la menzione chianti classico, allora si che sarebbe efficace, ma lei ce li vede?

  2. Quoto Francesco@, qui sopra, e ovviamente il governatore Zaia (questa volta). Purtroppo, gli impuniti l’avranno vinta: in Italia viene sanzionato (anche con il carcere!), solo chi ruba un pollo o una mela; oppure chi disturba qualche potentato.
    Invece, senza giustizialismi inutilmente vendicativi, sarebbe strategico darsi una ripulita, velocemente.

    Se vogliamo avere ancora qualche briciola di credibilità.

  3. Purtroppo non è solo perché i nomi sono importanti che la frode finirà in un niente di grave. Personaggi poco importanti che frodano il vino da una vita, con alle spalle i primi arresti a fine anni ’70, continuano a “lavorare” nel mondo del vino. E’ il sistema che premia i furbi.

  4. Affrontando la questione con un senso di equilibrio, dico:
    questa faccenda era nota da molti mesi tra gli addetti ai lavori e addirittura, informalmente, la GdF è andata a chiedere pareri tra i produttori, me compreso. Indubbiamente un nuovo scandalo alla Velenitaly (ricordate la sparata dell’espresso l’anno scorso?) avrebbe coinvolto ANCHE GLI ONESTI produttori, e assicuro che sono tanti, con l’opinione pubblica che avrebbe fatto tutt’erba un fascio.
    E’ giusto che la magistratura indaghi e con il loro lavoro neutralizzi chi ha commesso errori ma sopratutto faccia da deterrente per ulteriori frodi che, sottoliniamolo chiaramente, non sono alimentari ma commerciali.
    E’ curioso poi che tutte queste vicende provengono dalla Procura di Siena, come se il marcio sia solo in Toscana. Signori miei, la Procura di Siena in questo campo si è fatta le ossa, ha formato a mio parere una squadra di persone che cominciano a conoscere bene il mondo vinicolo da diversi anni. Nelle altre regioni questo non accade, non è mai accaduto, è come se fuori di Toscana ci sia il Paradiso Terrestre….
    I panni sporchi si lavano in famiglia e questo è quanto deve succedere. Se c’è da sequestrare, da declassare tutto questo è importante più di quanto sia la caccia al lupo che porterebbe solo danno, ripeto, anche agli onesti.
    Detto questo, anch’io confermo che questa volta la comunicazione di questi fatti sia stata più equilibrata e corretta e spero che la serenità prevalga anche in seguito sugli interessi di posizione o di parte.

  5. ..i panni sporchi si lavano in famiglia ..e ”in famiglia” c’è …stato tanto ..da lavare… è proprio una ”bella famigliola” questa che ha cavalcato per anni ”nella corsa all’oro”;adesso a noi ”lo straccio per ripulire dove son passati”

  6. Ma è possibile sapere le etichette in modo da evitarle?
    Ci cosi tante bottiglie di chianti, altrimenti nel dubbio non si compra piu nessun chianti.

    Una curiosità tecnica: come si fa a dire che un chianti è falso?
    In che cosa è falso esattamente?

  7. Se nessuno dice nomi e cognomi delle persone
    che operano di nascosto creando danni al bene comune
    mon si risolve un bel niente.

  8. Ma che caduta di stile…
    Primo è un caso accaduto qualche mese fa e non c’era bisogno di tirarlo fuori nei giorni della fiera, secondo, sbaglio o furono sequestrati anche prodotti Veneti? come mai il signor Zaia (Veneto) non ne ha parlato? e considerando che la maggior parte degli imbottigliatori sono Veneti forse era bene parlarne anche di loro che imbottigliano un pò di tutto, no?

  9. Quoto Gregorio@ e Francesco@: senza i nomi è fango spray su ogni denominazione coinvolta, ma mi rendo conto che i nomi – anche conoscendoli – non si possono fare.
    Solo gli interessati, paradossalmente, potrebbero uscire allo scoperto, e scusarsi – con i ‘colleghi’ e con gli amanti (delusi) del vino.
    Sarebbe inconsueto, elegante e promozionale: promozionale?, sì certo: perché chi sbaglia, anche con intenzioni truffaldine, e poi si scusa (alla giapponese, ma senza karakiri) fa simpatia. E in quest’Italia, dove sembra che il più onesto abbia truffato la propria madre, potrebbe diventare una star.
    Ma i nomi filtrano e alla fine si sanno – si sapranno – e gli addetti e gli appassionati e su su le aree di pubblico circostanti li verranno a conoscere…e ormai è comune sentirsi chiedere informazioni ‘confidenziali’ circa la sicurezza e l’onestà della bottiglia che si vuole acquistare.
    Sempre meno clienti si lasciano incantare dalla giacca giusta del tweed giusto e dalla giusta meche che sfreccia sul suvvone. Suvvia.

  10. Caro Juyi, non per difendere Zaia che non ho votato le scorse regionali ma, io per esempio parlo sempre dei problemi del Veneto e, la truffa Nozze di Cana che vide molti veneti e friulani è stata messa in atto ormai qualche anno fa. I processsi però anche in Veneto sono in corso ora e allora se ne parla ora.

  11. Buongiorno Franco, chiedo ospitalità non per un commento al suo post, ma per una riflessione su un commento da lei ricevuto (anche se non è mia abitudine commentare il pensiero altrui).
    Ritengo infatti errato il commento del signor Borgianni: qui non si tratta di caduta di stile o di un ministro Veneto che non deve parlare male del vino Toscano se non parla male anche del proprio… gli imbroglioni non hanno confine quindi si deve gridare a pieni polmoni quando se ne sorprende uno!
    Se facciamo l’errore di chiudere gli occhi perchè chi imbroglia è il vicino di casa allora abbiamo perso in partenza la battaglia.
    I confini regionali, comunali, tra DOC e DOC devono essere annullati, deve invece crearsi il confine tra il vino dei corretti (la stragrande maggioranza) contro il vino degli scorretti (pochi per fortuna, e quasi sempre i soliti) senza se e senza ma, ed anzi se chi denuncia o ci fa aprire gli occhi viene da fuori zona ci si dovrebbe solo chiedere “ma dove eravamo noi che non ce ne siamo accorti?”

  12. Il Ministro ha fatto il suo dovere. Però in Italia soffriamo della mancanza di una vera legge sull’etichettatura, che non esiste nemmeno a livello europeo perchè nessuno la vuole. Facciamo un conteggio: quanti imbottigliatori, in etichetta si dichiarano con sigle tipo IVERM S.C.A.R.L. di Carugate (nome ovviamente di fantasia)? 9 su 10. Quanti produttori che producono ed imbottigliano mettono un minimo di indirizzo, anche perchè così i clienti possono passare a comprare in cantina ? 9 su 10. Peccato che il rapporto imbottigliatori-produttori sia sbilanciato a favore degli imbottigliatori. Nel settore della grappa è addirittura di 100 a 1 a sfavore dei produttori. Io lo dico sempre che l’agricoltura non un’industria, però ci ostiniamo a considerarla tale…

  13. @jURY, qui la caduta di stile riguarda certi blasonati marchi, altro che zaia, dal quale a scanso di equivoci sono sideralemnte lontano e che da tecnico non ho apprezato per nulla. Ma quando ha fatto una cosa giusta gli va riconosciuta.
    @GREGORIO. E’ falso quando non rispetta il disciplinare cioè l regole che i produttoi stessi si sono dati, non le ha imposte nessuno. qui non c’è un problema sanitario (niente velenitaly, per carità) ma una semplice frode, cioè hanno messo in commercio vino chianti con all’interno una bella percentuale di uve/vino non ammesso, vedi montepulciano d’abruzzo, primitivo et similia. Perchè? perchè così facendo riducono i costi e quindi aumnetano i margini. insomma, non per soldi ma per denaro.
    Non le sembra una storia nota e già sentita? purtroppo quando si alza il polverone questa polvere si deposita su tutti, onesti e disonesti e quindi va maneggiata con cura. Io li farei fuori dal consorzio e dalla possibilità di usare il marchio, ma non pesno che si arriverà mai a questo, purtroppo.

  14. Paolo Cianferoni

    Per cortesia, Franco ti ha gia’ corretto una volta la firma ad un tuo commento, dove c’era una “u” in piu’, ma vedo che non te l’ha segnalato e nella tua casella bianca “Nome (richiesto)” sara’ rimasto registrato il tuo nome con l’errore. Correggilo definitivamente tu, per cortesia. O almeno specifica anche agli altri lettori che quello… e’ il tuo unico difetto!!!

  15. E’ vero, può sembrare una bordata alla rossa Toscana, ma non così rossa (la Lega e Zaia hanno ramazzato percentuali impressionanti in Toscana).
    Ma una simile bordata non poteva essere parata preventivamente? Magari dai consorzi di tutela!

  16. @Jury
    Mai letto delle partite di falso amarone sequestrato per ben due volte negli ultimi sei mesi?
    Solo per restare in ambito vino senza dilungarmi nel falso Asiago e nelle colombe pasquali.
    Non è che legge solo quello che le piace o che le fa comodo, vero?
    La verità è che con Zaia i controlli si sono fatti molto molto più spesso in tutti i settori alimentari, ma non preoccupatevi, ancora qualche settimana e si ritornerà alla vecchia gestione….

  17. Non fraintendetemi, sono convinto anch’io che chi sbaglia deve essere punito, ma non vedo giusto che venga dichiarato tutto ciò all’inizio della fiera di settore più importante d’Italia, se deve essere detto è bene che si facciano anche i nomi delle aziende, come del resto fu fatto a suo tempo per il Brunello.
    Mi sembra anche abbastanza ovvio pensare che sparare così a tutta la Toscana possa facilitare poi il mercato di altre regioni come il Veneto. Ok possiamo ammirare la dichiarazione del ministro, ma non è del tutto completa, quindi inefficace da un punto di vista informativo ma vincente e pericolosa se l’intento era penalizzare un concorrente scomodo nel mercato vitivinicolo.

  18. Se non si fanno nomi e cognomi, senza stare
    a tirare in ballo consorzi, commissioni o quel
    che si voglia tutto non serve a niente.
    Vale dal ministero al giornalista di turno.
    O dalla A alla Z o lasciamo stare.

    • i nomi li dovranno fare – e li faranno, spero – le autorità competenti. A me con quel post interessava ricordare a quegli impuniti che cianciano quando dovrebbero avere il pudore di starsene zitti che sono degli spudorati. E che credo prima o poi dovranno rendere conto dei loro comportamenti

  19. dal mio punto di vista una cosa bellissima sarebbe una sorta di azione comune tra viticoltori e aziende dei vari territori(e magari gli amanti del vino) per vietare gli imbottigliamenti fuori zona di tante denominazioni:Lambrusco,Chianti,Prosecco le prime che mi vengono in mente.
    Anche SE si perde una fetta di mercato,si perde quella piu’ bassa,perchè il classico grosso imbottigliatore (ce n’è uno in Piemonte da 100milioni e rotti di pezzi,dal Pinot Grigio al Nero d’Avola tutti se li fa)presidia i canali discount esteri,che chiedono solo una cosa:il prezzo.E quando il fondo del barile è così grattato che ormai è bucato,la concorrenza sui contratti da 4 5 o 7 milioni di pezzi fa fare a qualcuno cose che… non dovrebbe fare.
    Nel Lambrusco,mi raccontò un viticoltore, ce l’avevano quasi fatta a ”chiudersi”,ma 3 piccole cantine sociali,in difesa del loro santo diritto di vendere cisterne di qua e di là hanno votato contro e non si è più fatto niente.Ora decine di milioni di bottiglie della versione IGT partono per l’estero a prezzi ben sotto l’euro,arricchendo solo i 3 o 4 enormi imbottigliatori in Piemonte Veneto e Lombardia,perchè cosa volete che prenda il viticoltore se la bottiglia completa va via a 80 centesimi?

  20. Se volete i nomi non avete che da leggre a pagina 131 del bel libro di Scanzi…stamani lo leggevo e puff, ecco li in bella mostra gli innominabili, uno ditero l’altro. era il segreto di pulcinella, ma vederlo così nero su bianco…

    • nella pagina citata sono citati alcuni nomi che figurano coinvolti nell’inchiesta. Ma vi assicuro – e non posso dire di più – che i nomi sono molto più numerosi e altrettanto altisonanti. Comunque la pagina 131 dell’interessantissimo libro di Scanzi vale la pena, come tutto il libro (a me piace particolarmente il capitolo intitolato “Uomo o terroir?”), di essere letta e meditata

  21. A proposito di Lambrusco segnalo che in molti paesi del centro Europa spadroneggia nei supermercati nella versione Lambrusco bianco 9,5% vol.. Quando mi misi a ridere per il Lambrusco bianco, gli abitanti della zona mi chiesero:”ma il Lambrusco lo fanno anche rosso”.

  22. mi aggrego alla richiesta di citare quei nomi che Scanzi scrive nel suo libro a pag.131,citando la fonte non ci dovrebbero essere problemi di nessun genere!

  23. Si, nella ormai celebre pagina 131 non ci sono tutti i nomi, solo alcuni, mentre ad alcuni altri ci si arriva utilizzando un briciolo di logica…
    saluti

  24. salute a tutti,
    certo la voglia prurigginosa di riportare tutto all’anno zero come accadde per mani pulite viene a tutti. Soprattutto in questo periodo di difficoltà. Tuttavia non dimentichiamoci che metà dell’italia e buona parte della spagna lavora da decenni per i viticoltori del nord italia e della francia. Parliamo di milioni di ettolitri e non di poche centinaia. Allora serve un anno zero. Certamente aver lasciato i controlli nelle mani dei consorzi di produttori ha facilitato certe manovre occulte. Oggi non è più così. L’enorme afflusso di vino nelle cantine delle principali denominazioni di origine alla fine però ha giovato principalmente agli imbottigliatori che si sono trovati immersi iin un mare di vino di qualità e a buon mercato. Il caso vuole che proprio loro alla fine fossero i motori di questo meccanismo: maggiori riconoscimenti mediatici, maggiore afflusso di vino verso nord, maggior vino a buon mercato. Tutto questo a scapito dei piccoli produttori di uva che solo hanno potuto subire il sistema. E le istituzioni chiudevano gli occhi, ben conscendo cosa
    stava accadendo. Ora basta! bene, ma non così. Andare in tv a fare annunci non fa altro che affossare i piccoli produttori che fino ad oggi sono le vittime del sistema. Esistono tanti viticoltori EROI, come alcuni che firmano su questo blog, che ogni giorno lottano con fornitori, clienti e banche. Diamogli la possibilità di lavorare con serenità e fiducia nel futuro, che le istituzioni facciano il loro dovere da un lato di punire quanti trovati con le mani nel sacco, MA DALL’ALTRO AIUTANDO FATTIVAMENTE I PRODUTTORI ONESTI. Gettare nel fango una o due denominazioni non è certo il modo di aiutarli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *