Francesco Bonfio confermato Presidente di Vinarius

Rinnovato il consiglio direttivo di Vinarius, la più importante associazione delle enoteche italiane, che riunisce più di 150 fra bottiglierie e punti vendita di vino a mescita in tutto il territorio italiano e all’estero.
Come ho raccontato dettagliatamente in questo articolo, pubblicato sul sito Internet dell’A.I.S., è stato confermato presidente il fraterno amico Francesco Bonfio dell’Enoteca Piccolomini di Siena (nella foto) e sette dei nomi che componevano il consiglio precedente sono stati confermati.
Si tratta di Gianni Anelli dell’Enoteca Delizie Anelli di Brindisi, che ha assunto la carica di vicepresidente in rappresentanza delle enoteche, Andrea Terraneo dell’Enoteca La Barrique di Cantù che è stato confermato tesoriere e Giuseppe Toso dell’Enoteca Toso di Rivignano (Ud) consigliere del Direttivo. Nicola De Toma dell’Enoteca De Toma di Lodi, Andrea Gaviglio di Vino Vino di Milano e Enrico Vimercati dell’Enoteca La Piazzetta di Pozza di Fassa (Tn) sono stati confermati consiglieri.
Le new entries sono invece Mauro Lorenzon dell’Enoiteca Mascareta di Venezia che assume la vicepresidenza in rappresentanza delle enoiteche, Luca Sarais delle Cantine Isola di Milano e Anton Johan Lercher dell’Enoiteca dell’Orologiaio di San Candido (Bz) consiglieri.
A vecchi e nuovi responsabili di Vinarius, l’unica associazione di enoteche private in Europa, fondata nel 1981 grazie alla brillante intuizione di alcuni enotecari i cui nomi sono entrati nella storia del commercio del vino di qualità (Solci, Gaviglio, Bolis, Meregalli, Trimani), forte oggi di oltre cento soci in Italia e alcuni soci onorari a livello internazionale, le mie più sentite felicitazioni e gli auguri di buon lavoro!

0 pensieri su “Francesco Bonfio confermato Presidente di Vinarius

  1. Grazie molte, Franco, a nome dei consiglieri, degli associati e mio personale. Ci aspetta un triennio impegnativo e stimolante. Le nuove forze sono determinate a fare bene e trovano un gruppo di veterani molto affiatati.
    Gli auguri, molto graditi, ci servono.
    Ciao
    Francesco

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  3. Auguri. Vorrei chiedere al sig. Francesco qual’è il peso di Vinarius all’interno delle varie Ascom e Confesercenti locali e come si rapportano con le scelte dei tanti assessori regionali che continuano, sempre in deroga alle vigenti leggi, a concedere nuovi spazi agli ipermercati.

  4. @paolo.
    Grazie per gli auguri.
    La Vinarius è una associazione nazionale apolitica e non fa riferimento a nessuna delle associazioni di categoria.
    Tanto meno ha peso all’interno delle stesse associazioni in ambito locale, dove può accadere che un nostro associato sia dirigente di Confcommercio piuttosto che di Confesercenti ma in modo assolutamente impermeabile da Vinarius. Circa le aperture di nuovi ipermercati, guardi, ho sempre sostenuto e continuo ad essere convinto che le vendite in enoteca e quelle al supermercato siano poco in conflitto. Il consumatore medio si rivolge ai due canali a seconda delle diverse esigenze. Per la bottiglia da regalare, per la cena particolare, per l’occasione, per l’approfondimento il consumatore viene in enoteca. Per il consumo quotidiano va al supermercato. Gli enotecari stanno sempre più specializzandosi dando servizi che la GDO non dà perché non può o non sa o non vuole offrire. Per cui le disinvolte politiche degli amministratori che vogliono privilegiare gli insediamenti megagalattici asfissiando e poi riducendo alla chiusura i piccoli esercizi di vicinato ci riguardano molto poco. E di quel poco principalmente come cittadini, non come parte in causa, perché la preoccupazione è che il tessuto socioeconomico abbia poco da guadagnare e molto da perdere da questa tendenza.
    I miei più cordiali saluti.

  5. E con questo intervento, caro Bonfio, lei mi riempie il cuore di speranza. Idee così chiare non si trovano dietro l’angolo. Sono frutto di analisi approfondite e di capacita’ imprenditoriali notevoli. Non la conosco personalmente, ma devo dire che da quel che scrive lei mi piace sempre di piu’. Come lettore appassionato di Vinoalvino ho bisogno, non glielo nascondo, di chiarimenti come quello che lei ha appena dato. Aprono delle prospettive nuove a quelle discussioni che avrebbero bisogno appunto di un po’ d’aria fresca. Se avessi un’enoteca la voterei molto volentieri come mio presidente e l’ascolterei ancora piu’ volentieri. Tutto gratis, non si preoccupi, anzi immagino che Franco sia pure in imbarazzo ed abbia il dubbio se pubblicare oppure no questo mio pensiero. Ma… quanno ce vo’, ce vo’…

    • Mario, ho la fortuna di essere amico di lunga data di Francesco Bonfio e non posso che condividere, in toto, i tuoi apprezzamenti. E non mi fa sicuramente velo, l’amicizia, in questa valutazione

  6. La ringrazio per la risposta che peraltro mi aspettavo.
    Probabilmente non ricorda che da più di due anni “scartavetro” Vinarius su questo blog con la speranza di provocare una vostra reazione e mettere sul tavolo delle proposte.
    Forse a Siena la situazione economica è idilliaca, ma nelle grandi città i centri storici si svuotano alle 18:00 e milioni di persone tornano a casa senza passare dalle enoteche. Non mi pare costruttivo stare a guardare “mentre Roma brucia”, tutto qua.

  7. @Signor Paolo. A Siena la situazione è tutt’altro che idilliaca. Ma, come dice il nostro Presidente Onorario Gianni Malfassi, l’Italia è lunga e stretta. A Siena il grosso problema è il calo del turismo e in particolare per noi il crollo della presenza nordamericana che con gli acquisti diretti in enoteca, le spedizioni e gli acquisti sul sito rappresentavano un importante percentuale del fatturato. Questa situazione, converrà, incide minimamente sul fatturato di un’enoteca di Milano o di Padova. Le quali hanno certamente a che fare con problematiche che invece a Siena sono marginali. Potrei andare avanti con altri esempi. Questo per dire che di fronte a fenomeni di così vasta portata le singole enoteche o un’associazione di enoteche possono fare poco. Quello che invece possono fare e fanno è di individuare diversificazioni del business che grazie alla matrice di professionalità possano permettere di andare avanti e di reggere l’urto della crisi. Lei sollecita reazioni e proposte. Quando è occorso le reazioni le abbiamo avute. Sulle proposte, se permette, ne parliamo assiduamente fra noi e non le scioriniamo in pubblico. E poi, mi scusi, ma lei ha un enoteca? Se sì, perché non si associa a Vinarius, partecipa alla nostra vita e collabora alla redazione di proposte? Se non l’ha perché oltre alla Vinarius non “scartavetra” anche i viticultori, i produttori industriali, i sindacati del commercio, la GDO, i giornalisti, tutti quelli insomma che fanno parte della filiera vino? Così, per “par condicio”?
    Cordiali saluti,

  8. Caro sig. Francesco, come il sciùr Franco ben sa, io qui sul blog “scartavetro” tutti, anche gli assessori ed i ministri. Per quanto riguarda la mia attività, io mi occupo di vino e di prodotti alimentari italiani e dirigo una società di distribuzione.

  9. La mia opinione è che gli enotecari, come dice il signor Bonfio, abbiano, per la loro elevata competenza in materia, un enorme potenziale di influenza sul dibattito teorico ma un potere minimo di influenza sulla questione pratica, che è più sociologica che eno-economica. Quantitativamente parlando, il mercato non passa da loro. Nel prezzo che pago per una bottiglia acquistata in enoteca, la componente legata alla scelta, la conservazione, la consulenza, l’incarto, la fiducia, l’approfondimento non solo è già adesso preponderante, ma credo sia destinata a crescere in futuro. Del resto, nessuno va dal sarto per farsi cucire una T shirt.

  10. Dottor Tesi,
    trovo che questa componente non possa essere considerata preponderante. Fatto 100 il prezzo di una bottiglia grosso modo il 58% va al produttore, il 16,50 allo stato e il 25,50 all’enotecario. La componente (cioè l’insieme dei fattori di differenziazione rispetto per esempio ad altri canali) esiste ma non con dimensioni tali da poter essere definita preponderante, né tantomeno da poter ipotizzare un incremento di questa componente.
    cordialmente

  11. Caro signor Bonfio,
    forse mi sono spiegato male: non mi riferivo alle componenti strettamente economiche/aritmetiche del prezzo finale del prodotto, ma a quelle “motivazionali” per le quali qualcuno va a comprare un vino in enoteca anzichè all’ipermercato. Per comprare un merlot cileno da 3 euro all’ipercoop non ho bisogno di consigli o di una vasta scelta, mentre se voglio spendere bene 50 euro per una bottiglia che si trova poco, o se per sceglierla ho bisogno di un consiglio, vado volentieri dall’enotecario. A questo si riferiva l’esempio della T shirt: l’enotecario mi dà un servizio “tailor made” che, a prescindere dalle percentuali di guadagno del commerciante sul prezzo, vale la pena di essere usufruito per vini che lo meritano.

  12. Egregio Dottor Tesi,
    è esattamente così. Mi sono premurato che non passasse il messaggio di ricarichi indiscriminati causati dai “servizi aggiuntivi” perchè non sarebbe stato corrispondente al vero.
    Grazie a lei per la sua precisazione.
    Con viva cordialità

  13. Caro Tesi, lo vedi? Non c’e’ proprio niente da fare: ormai il Presidente giusto per la Champions League l’abbiamo finalmente trovato…..

  14. signor Crosta,
    io parlo di tutto con tutti di qualsiasi argomento.
    Ma io, che amo dalla nascita la squadra più titolata d’Italia, quella di paròn Rocco, Rivera, Maldini, Gullit, Inzaghi eccetera, vorrei essere esentato dall’intervenire in un blog che è un covo di persone che hanno solo un difetto: sono interisti. D’altronde non si può avere tutto dalla vita…

  15. Bonfio Francesco, guardi che lei eve aver preso per la prima volta in vita sua un abbaglio. Qui siamo tutti milanisti, anche noi che lo diventeremo un minuto prima di morire (così ne schiatta un altro!). Si e’ dimenticato Lodetti, Fogli, Sormani, Altafini, Mora, Prati, Vavassori, Hamrin, Schnellinger, Rosato, Malatrasi, Cudicini e… Minareto, l’unico straniero che costava poco perche’ arabo, quello che voleva portare a San Siro per quattro soldi chi non ne aveva neanche proprio tre da spendere, quel Farina…. Ricorda, vero, quel bel periodo d’oro, la banda del buco, Marchioro…..
    Comunque io di bene non gliene voglio un po’ di meno perche’ ha avuto il pregio, l’onore di ricordarci l’amato Nereo Rocco, che fu amato da tutti a San Siro e non solo dai rossoneri (Franco, guarda che ti prendo a roncolate se mi tagli questa frase!). Con lei le enoteche vanno sicuramente in Campions League. In bocca al lupo ancora una volta e stia tranquillo che non sara’ l’ultima!

  16. Caro Franco,,, hai scoperto la dura realtà con cui mi devo confrontare quotidianamente!
    Avere un presidente tifoso di quell’altra squadra di milano…

    Ah ah ah
    adesso chi lo sente dopo questo mio INTERvento

    andrea

  17. Ricordo che il signor Bonfio, da persona acuta e delicata qual’è, ha a lungo esitato a confessarmi l’incoffessabile, ovvero la sua insana passione per quella squadra coi colori del Foggia che tuttavia del Foggia non raggiunge nè gloria nè blasone, tranne forse per il numero delle retrocessioni. Nessuno del resto è perfetto. Va anche dato atto al signor Bonfio di aver la dignità, visti i risultati della squadra di Lambrate, di addentrarsi di rado nelle questioni calcistiche. Va anche capito. Pare infatti che, dall’anno prossimo, sulla schiena delle figurine del Milan scrivano non solo il nome del giocatore, ma anche il valore: Valida, Bisvalida, Pentavalida…vi ricordate l’albun Panini? Al posto del signor Bonfio, come restare tranquilli?

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