Serate Barbaresco e Barolo a La Spezia, Ferrara e Arezzo

Permettetemi un filo di humour e di autoironia nell’avvisarvi subito che non concederò autografi, anche se le groupies, purché ampiamente maggiorenni, sarebbero gradite…
Niente paura, non penso di certo di essere diventata una (wine) rock star nel presentarvi le date della tournée, pardon, del wine tour de force nebbioloso che mi attende a inizio maggio.
Chiamato dagli amici dell’A.I.S. di tre diverse delegazioni, in tre regioni differenti, parlerò, anche se saranno soprattutto i vini a “parlare”, di Barbaresco e di Barolo e della “mia” amatissima terra di Langa.
Comincerò martedì 4 maggio in quel di La Spezia alle 21, presso il circolo Endas di via Galilei, presentando 4 Barolo e 4 Barbaresco, puntando a dimostrare le diversità dei due vini e dei loro terroir, il loro splendido, ma distinto, modo di esaltare la grandezza del Nebbiolo nell’albese, con l’aiuto di 8 grandi vini e precisamente:
Cascina delle Rose Barbaresco Rio Sordo 2006
Rizzi Barbaresco Pajoré Suran 2006
Cortese Barbaresco Rabajà 2006
Bruno Giacosa Barbaresco Asili 2007
e poi
Giuseppe Mascarello Barolo Monprivato 2004
Castello di Verduno Barolo Massara 2004
Giacomo Fenocchio Barolo Bussia 2005
Brovia Barolo Rocche 2005.

Per prendere parte alla serata chiamate Sergio a questo numero 3342527241 oppure inviategli una mail. Per ulteriori informazioni contattate l’amico delegato Marco Rezzano, tel. 346 5083754 e-mail.

Il tempo di “smontare il palcoscenico” e si torna on the road per arrivare in quel di Ferrara, dove mercoledì 5 alle 20.45, presso l’Hotel Lucrezia Borgia (un nome che mi preoccupa un po’: non mi metteranno del veleno nel vino?) sarà il solo Barbaresco protagonista, rappresentato dalla seguente super squadra:
Barale Barbaresco Serraboella 2007
Rizzi Barbaresco Pajoré Suran 2006
Rocca Albino Barbaresco Bric Ronchi 2006
Massimo Rivetti Barbaresco Froi 2005
Pio Cesare Barbaresco Bricco 2005
Castello di Verduno Barbaresco Rabajà 2005
Cascina Luisin Barbaresco Rabajà 2005
La Contea Barbaresco riserva Starderi 2004.

Per informazioni e iscrizioni contattate l’amico Andrea Toselli a questo indirizzo e-mail.

Infine la tappa più attesa e “sfiziosa” del tour, perché parlare di Nebbiolo e di Barolo in Toscana è sempre una gran libidine, ovvero Arezzo, per la Serata Barolo che condurrò mercoledì 6 maggio per A.I.S. Arezzo presso l’AC Hotel di via Einstein.
Qui si spazierà da La Morra a Castiglione Falletto a Serralunga d’Alba (questa volta niente Barolo, Monforte d’Alba, Novello o Verduno), con questi magnifici 8:
Rocche Costamagna La Morra Barolo Rocche dell’Annunziata 2006
Aurelio Settimo La Morra Barolo Rocche dell’Annunziata 2005
Cavallotto Castiglione Falletto Barolo Bricco Boschis 2005
Ettore Germano Serralunga d’Alba Barolo Prapò 2005
Giovanni Rosso Serralunga d’Alba Barolo Serralunga 2005
Massolino Serralunga d’Alba Barolo Parafada 2005
Principiano Serralunga d’Alba Barolo Boscareto 2005
Sordo Castiglione Falletto Barolo Rocche di Castiglione.

Il programma e tutte le informazioni, anche il fatto che siamo già al sold out (ma il Barolo ed il Barbaresco sono o non sono delle “rock star”?), lo potete leggere qui, ma se volete provare a trovare, in zona Cesarini, caso mai ci fosse qualche rinuncia, un posto, scrivete al delegato di Arezzo, qui.

Questo il repertorio, le “song” che proporrò nelle tre serate A.I.S. Per gli eventuali “bis”, fatemici pensare…

0 pensieri su “Serate Barbaresco e Barolo a La Spezia, Ferrara e Arezzo

  1. Peccato che Arezzo sia gia’ pieno, e’ l’unica delle serate abbastanza vicino a noi e sarei venuto volentieri con un po’ di amici(per il Barolo questo ed altro!) ed anche per conoscere di persona uno dei piu’ autorevoli (si puo’ dire senza offendere nessuno,vero?) personaggi del mondo enoico.
    Ma di organizzare una serata a Perugia prossimamente se ne puo’ parlare?

    Mirco

  2. Anche Ferrara ha già il tutto esaurito. Non ho volutamente pubblicizzato troppo l’evento per non generare inutili speranze.

  3. Pingback: Serate Barbaresco e Barolo a La Spezia, Ferrara e Arezzo | Trentinoweb

  4. Franco, non ti viene il dubbio che siano troppo giovani, come vini?
    Sinceramente parlando, se lo scopo e’ quello di addestrare dei palati a degustare i vini come nelle commissioni delle DOCG allora vanno benissimo, perche’ il giudizio va dato subito dopo il periodo minimo di elevazione in legno e di affinamento in bottiglia, per poter assegnare le fascette. Vanno bene anche se lo scopo e’ quello di addestrare i sommelier ad acquistare quei vini, che sono a buon prezzo soltanto alla prima uscita e poi invece cazzaggiano sempre di piu’. Ma se lo scopo e’ scoprirne la meravigliosita’, mi spiace ma non me la sento di affermare che si possa gia’ valutare a questa tenera eta’. Ti ricordo l’annata 1996, meravigliosa eppur sottovalutata, che emerse soltanto dopo 9-10 anni in tutto il suo splendore. E ti ricordo anche l’annata 1997, osannata come la migliore del secolo nei primi anni e che invece dopo 9-10 anni ha cominciato a dare dei dubbi a tutti.
    Mi puoi dare il tuo parere prima della bolgia di stasera, dove sono certo che questo tuo blog sara’ un deserto perche’ saremo tutti incollati al televisore con i guantoni gia’ indossati per l’incontro di boxe del Nou Camp, dove pare abbiano gia’ riempito di sputi Mourinho e preso a calci l’automobile in cui e’ salito ieri sera dopo la conferenza stampa? Ma e’ gioco del calcio quello lì?

  5. ho apprezzato molto la serata spezzina del 4 maggio,Franco Ziliani ha dimostrato di possedere una preparazione di livello non comune, unita ad eccellenti capacità divulgative. Peccato che anche una persona del suo calibro, seppure estremamente equilibrata, non abbia rinunciato a punzecchiature non sempre appropriate nei confronti dei produttori di Montalcino.Un clichè che si ripete sempre da parte dei relatori “d’area piemontese”,mentre accade raramente il contrario. Mi è sembrato eccessiva anche la visione bucolica di una langa contadina contrapposta ad una toscana commerciale e bancaria,come se l’agricoltura capitalistica toscana di oggi sia sorta dal nulla e non da secoli di fatiche contadine svoltesi nell’ambito di rapporti di mezzadria sino a tempi a noi vicini. Certo non si può disconoscere l’abilità di un’imprenditoria che ha saputo innovare profondamente, basti pensare al Marchese Incisa della Rocchetta, che ha dato la stura alla nascita di prodotti d’eccezione, fra i quali mi limito a citare il Masseto dell’Ornellaia, l’unico vino italiano a comparire nei 100 vini del Liv-ex 100 accanto ai blasonati francesi. cordiali saluti

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