Teatrini della politica: sempre ad un veneto, da Zaia a Galan, il ministero delle Politiche Agricole

Sarà ancora un ministero  padano e“prosecchizzato”?

Alla fine la montagna ha partorito il topolino e secondo il “teatrino della politica”, in un perfetto clima da gioco delle parti, siamo arrivati alla nomina del nuovo Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali.
Al posto di Luca Zaia, già titolare del MIPAAF e ora eletto Presidente della Regione Veneto, va la persona che per quindici anni, dal 1995 al 2010, è stato a Palazzo Balbi come governatore dei veneti, ovvero il padovano Giancarlo Galan.
Al posto di un leghista in servizio permanente effettivo uno dei fondatori di Forza Italia, nato in un’ottima annata (non per il vino) quale il 1956, nel cui curriculum leggiamo che é laureato in giurisprudenza con un master in business administration alla Bocconi e che è stato direttore centrale di Publitalia.
Uno degli uomini di fiducia di Silvio Berlusconi quando nel 1994 decise di scendere in campo.
Accertato che tra le competenze di Galan, figura di sicura personalità dotata di un forte carattere, non figura alcun elemento che faccia pensare che conosca le problematiche del mondo agricolo – e vinicolo in particolare – italiano e fatti i doverosi auguri di buon lavoro al neo ministro, viene da chiedersi se nella sua gestione di un ministero di fondamentale importanza come quello delle Politiche Agricole ci sarà un segno di discontinuità con quanto fatto da Zaia.

E ad esempio, essendo anche Galan veneto, padovano e non trevisano, se ci troveremo di fronte ad un MIPAAF “prosecchizzato”, teso a curare in particolare gli interessi del mondo agricolo e vinicolo della Regione Veneto, o se invece Galan vorrà farsi carico dei problemi, che sono molti, dell’intero universo agricolo e vitivinicolo italiano e ricordarsi di essere ministro del governo italiano e non solo della Regione Veneto.
Con il passaggio dalla camicia verde di Zaia a quella azzurra di Galan cambierà colore anche Agricoltura italiana on line, rivista telematica del Ministero, che Zaia aveva spudoratamente voluto color verde Padania?

9 pensieri su “Teatrini della politica: sempre ad un veneto, da Zaia a Galan, il ministero delle Politiche Agricole

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  2. Franco, e se la sua non competenza nel settore agricolo lontano dagli apparati e solite facce ne fosse invece un punto di forza per dare lustro ad un settore martoriato ed offeso come l’agricoltura in generale?
    Si da la piorità al mattone, ai servizi ecc. ecc.
    Ieri sera mi sono trovato in mezzo ad un immenso campo di grano, a parte emozioni che mi tengo rigorosamente per me pensavo una cosa, a quanto pane, a quanta gente si nutre di quelle future spighe.
    Mai visto nessuno mangiare mattoni.

  3. ……….. Marcora, Pandolfi, Zamberletti, Bartolomei ecc. erano dei Von Bismark rispetto all’attualità di chi abbiamo, però sono la nostra emanazione di gente e di paese e gli attuali di qua e di là sono i nostri degni rappresentanti che ci meritiamo tutti.

  4. Fare meglio di Zaia non dovebbe essere difficile, anche se nella prima dichiarazione Galan ha subito precisato che la linea non cambierà. Vado a memoria ma mentre zaia era sul fronte no ogm per galan, che ragiona da laico, non vi era invece preclusione all’utilizzo di tali organismi…. non è una questione da poco, no?
    si vedrà, comunque l’ultimo ministro chge di agriocoltura ne capiva è stato, e lo dico da tecnico, il buon de castro.
    saluti

  5. Siamo piuttosto cialtroni, baciapile a comodo e furbetti noi italiani, non vedo cosa altro potremo pretendere.
    Siamo parecchio buoni a lamentarci di come va il paese e di come funziona ma ognuno nel nostro piccolo tenta di fregare il prossimo come può e meglio gli viene e più annaspa, più acchiappa, più ingrassa, più passa da bravo e furbo.
    Siamo parecchio così, inutile far finta di niente, mettiamo in risalto i nostri pregi ogni tanto.

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