A Montalcino è il vecchio che avanza. Facciano pure: io mi occuperò d’altro

Ho affettuosamente sperato, come tanti lettori, come tanti appassionati del più grande vino base Sangiovese del mondo, che a Montalcino volessero voltare pagina, cambiare registro, volare alto.
Ho sperato che capissero di essere al centro delle attenzioni di tutto il mondo e che quindi fosse indispensabile dare un segno forte di rottura e discontinuità con il passato.
Con tutto quello che ha portato allo scandalo del Brunello, e poi, dopo, a due anni di grosse difficoltà, con una gestione del Consorzio ingessata, inadeguata, incapace di fare quel salto avanti necessario per provare ad uscire dall’impasse.
Però, dopo il voto di ieri e l’elezione dei rappresentanti del nuovo Consiglio di amministrazione, (elenco che potete leggere qui) pieno di personaggi sui quali preferisco non pronunciarmi, ma le cui storie, i cui background, le cui vicende sono sotto gli occhi di tutti e che salvo rarissime eccezioni trovo assolutamente fuori luogo e rappresentanti di un vecchio, non solo anagrafico, ma soprattutto di idee, di sistemi, di interessi, che costituisce un segno preoccupante, desolante, polveroso di conservazione dello status quo, ho preso, con assoluta determinazione, una semplice decisione.
Ho deciso di non entrare nemmeno nel merito delle battaglie che penso chi crede ancora nel Brunello e in Montalcino come un vino e un luogo di alta qualità, anche morale, dovrà faticosamente sostenere e condurre, non suggerire soluzioni, tipo arrivare alla determinazione che ci possa essere vita e luogo d’azione al di fuori di questo Consorzio, e non spendere nemmeno tante parole di biasimo.
Perché se a Montalcino i produttori si sono scelti questi nuovi rappresentanti vuol dire che a loro e al sistema di cui fanno parte vanno bene, e quindi diventa arrogante e vano pensare di fare loro la morale e dire che hanno votato male. E vuol dire che i produttori si sono fatti condizionare da considerazioni, anche di ordine economico, che non dovevano entrare in gioco.
Come cronista del vino ho dedicato dal marzo 2008 ad oggi tante energie, tanta passione, tanto entusiasmo a Montalcino – e sono fiero di averlo fatto – e mi sono illuso che le cose potessero cambiare.
Siccome non cambiano, non cambieranno e la cosa mi ferisce e mi amareggia nel profondo, allora visto che di vino, buono, è piena l’Italia ho deciso – e so che questa decisione farà la felicità di diverse persone e forse dispiacerà a qualcuno – di smettere di occuparmi dello psicodramma ilcinese, delle vicende del Consorzio, delle sabbie mobili nelle quali i produttori mostrano di voler sprofondare con una sorta di perversa libido, con una cupio dissolvi, più che una “allegria di naufragi”.
Vogliono il cavalier Ezio Rivella, l’uomo che ha sempre faticosamente tollerato e mal sopportato l’identificazione Sangiovese-Brunello, come presidente del Consorzio, vogliono un Consiglio di amministrazione come questo?
Bene, che allora quelle vicende siano “cosa loro”, perché smettono di essere cosa mia.
Magari mi capiterà ancora di scrivere di vini prodotti a Montalcino, soprattutto di quei produttori che restano dei galantuomini vittime di questa mota e che non meritano di essere dimenticati.
Ma saranno episodi, perché se anche non inviterò i lettori – e ne sono fortemente tentato – ad ignorare o altra espressione più forte, “boicottare” i vini di Montalcino, di questa gabbia di matti mi sono francamente rotto i corbelli. Mi procura solo nausea, pena, disgusto.
Meglio volare più alto e parlare di zone che meritano davvero l’interesse dei veri appassionati del vino, di un mercato che – se ne accorgeranno prima o poi anche a Montalcino – composto da persone che non meritano di essere prese in giro…

53 pensieri su “A Montalcino è il vecchio che avanza. Facciano pure: io mi occuperò d’altro

  1. Io sono quantomeno perplesso non sui nomi degli eletti ma sul fatto che fino ad ora continui a mancare uno straccio di programma da portare avanti cui i membri del CdA dovranno attenersi nei prossimi tre anni del loro mandato.
    .
    Con il rischio di sembrare e forse essere monotematico, mi sembra strano eleggere i membri di un CdA senza dargli un programma da svolgere. Forse al loro interno ne hanno parlato; se così fosse è possibile che non esca alcuna notizia ?
    .
    In ogni caso, spero che il nuovo Presidente adotti una politica di comunicazione molto diversa dall’attuale. Il comunicato sull’elezione di ieri non poteva essere più stringato e meno esaustivo…..il web questo nemico !!!
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    Comunque preferisco giudicare le persone dagli atti concreti, Franco, che ti devo dire se non il classico vedremo ?
    .
    Ciao

  2. Pingback: Manufacturing consent (again) in Montalcino « Do Bianchi

  3. Caro Franco, sottoscrivo in pieno e condivido la sua amarezza, ma se è questo l’albero che hanno scelto per impiccarsi, beh, facciano pure, di grandi sangiovese in toscana se ne trovano parecchi, non li leneco perchè li conosce meglio di me. E il Brunello? Qualcuno rimarrà fedele alla linea (credo, a meno che non obblighino al blend), si berranno questi e festa finita
    saluti
    francesco

  4. Quanta tristezza, quanta miopia. Quanto siamo ingenui tutti noi che crediamo nel sangiovese, nella tradizione, nella trasparenza, e mettiamo certi valori davanti al business. Che peccato per Montalcino, che mai come stavolta aveva bisogno di una svolta. Che peccato per te e altri giornalisti e professionisti che si sono tanto impegnati per il Brunello, per quei piccoli produttori onesti che hanno poca voce in capitolo e ora sono molto amareggiati, per noi appassionati.
    Dai speriamo ancora in un miracolo, ma per come ho capito io, ormai i giochi sono praticamente fatti.

  5. Il vino è come una donna: se non si lascia corteggiare, inutile intestardirsi, riprovare, cercare di capire. Meglio lasciar perdere, ne esistono mille altri/e. Di solito migliori.

  6. e non è che altri consorzi stiano messi bene. Al di là dei meriti e demeriti personali sembra che anche il mondo del vino si attesti sui soliti noti. Il motivo? Credo un po’ per latitanza di emergenti con le palle, un po’ per una classe di “anziani” che, come in politica e non solo in politica, stenta, e tanto, a mollare la cadrega.

  7. Buon pomeriggio signor Ziliani,
    sono un piccolo produttore di Brunello di Montalcino, un imprenditore agricolo per dirla con termini attuali, un contadino per usare una terminologia oramai anacronistica ma che a me piace e si addice di più.
    Più volte ho avuto voglia di rispondere alle sue esternazioni in merito alle vicende di Montalcino, ma vi ho sempre rinunciato, non per vigliaccheria, come lei ha avuto modo di ipotizzare, ma per rispettare quelle che erano le indicazioni (lei le chiamerebbe “consegne”)del Consorzio del Brunello di Montalcino che ci chiedevano di non intraprendere iniziative personali di nessun tipo. Queste indicazioni mi parevano sensate, pertanto mi sono sempre attenuto ad esse.
    Oggi però girovagando sul suo blog per vedere quali fossero i commenti alle elezioni di ieri pomeriggio (lo ammetto, la sua penna velenosa desta curiosità), è accaduto un fatto imprevisto: ho scoperto che anche lei nutre grande passione per la Benamata, ed essendo io una di quelle persone che, come diceva H. H., ha due famiglie, una composta dalle persone con cui vivo e l’altra l’INTER, ho provato nei suoi confronti una simpatia fino ad ora sconosciuta che mi fatto venire voglia di rispondere al suo intervento.
    Prima di trattare le elezioni di ieri, vorrei commentare “l’identikit ideale” da lei pubblicato alcuni giorni addietro: attenzione, perchè una persona che corrisponde alle caratteristiche indicate già c’era, ed era il Presidente uscente, quello che lei ha più volte, a mio avviso sbagliando, aspramente criticato.
    Passiamo alle elezioni di ieri pomeriggio. Io ero tra i candidati a consigliere (si capisce senza alcuna brama di diventare Presidente), ed in tutta sincerità le dico che avevo la presunzione di ritenere di poter dare un apporto positivo al Consorzio; evidentemente gli altri non la pensavano così e non sono stato eletto (può darsi che abbia avuto solo il mio stesso voto!). Ma questo non ha nessuna importanza, l’argomento in discussione è il Cavaliere Ezio Rivella (per semplicità da qui in avanti detto solo Rivella). Non ho votato per lui, ma al contrario di lei ritengo che fra gli eletti possa essere la persona più adatta a ricoprire la carica di Presidente, e le spiego perchè. Attualmente il Consorzio vive una fase di estrema incertezza, per uscire dalla quale vedo di buon occhio la guida di una figura carismatica, esperta, competente, che conosca la realtà montalcinese nel profondo, che non abbia remore ad esternare il proprio pernsiero, che cerchi senza paure il confronto con il mondo, che abbia conoscenze tecnico-enologiche elevate, che conosca i mercati internazionali; a me sembra che Rivella queste caratteristiche le abbia più degli altri.
    Riguardo all’eterna diatriba “Brunello Sangiovese 100% SI oppure NO”, in merito alla quale lei si è confrontato in passato con Rivella, potrebbe essere trovata uan semplice soluzione: a Montalcino ci sono 2 vini di punta, il Brunello ed il Rosso, l’uno fotocopia dell’altro, o meglio l’altro la versione incompiuta dell’uno. Lasciamo quindi il Brunello com’è (100% sangiovese certificato dalle analisi sugli antociani attualmente in sperimentazione all’Istituto di S. Michele all’Adige) e consentiamo un’apertura ad altri vitigni, chiaramente con una base dominante di Sangiovese, per il Rosso; così faremo contenti Soldera da una parte e Rivella dall’altra. Quando parlo di altri vitigni non intendo vitigni alloctoni; abbiamo dei favolosi vitigni autoctoni, tipici toscani se non addirittura montalcinesi da prendere in considerazione, mi vengono in mente soprattutto alcuni tipi di Canaiolo, ma c’è comunque una vasta gamma tra cui scegliere.
    Ma un momento, forse stiamo correndo troppo, ancora Rivella non è stato eletto Presidente, e nel caso in cui lo dovesse diventare si rassegni con un pò di foscoliano fatalismo: “tutto ciò che è dev’essere, se non dovesse essere non sarebbe”.
    Cordiali saluti.

    Fabiano Ciacci

    P.S.: ce ne andiamo a Madrid…

  8. Bravo Ziliani, a parte il fatto, insostenibile, che lei è interista, quando prende posizione coraggiosamente, dico io, in questo modo, mi diventa simpatico 🙂 in un mondo che sta cambiando, dove internet, le nuove tecnologie, la mobilità, la pubblicità georiferita, nell’assoluto rispetto
    delle nostre grandi tradizioni, come la cultura del vino, non si intravedono,
    ma cosa dico, non si può nemmeno sperare in qualche nuova brezza, nel triste
    panorama “politico” e gestionale de mondo vinicolo italiano. Si ricorda la Valtellina? Il Consorzio, le speranze di qualcosa di nuovo, di esterno, di moderno, di intelligente. Ecco. Non devo aggiungere altro. Sono i Consorzi,
    con quelle modalità consortili, appunto, a non andare. E’ proprio come la “casta” dei taxisti a Milano, dove un manipolo di privilegiati riesce a tenere in scacco una città, impedendo l’apertura alla concorrenza, a nuove licenze, alla libertà. Bene. Anzi male. Rimaniamo nel nostro levantino e ristretto modo di agire. Il paese del vino, il gigante delle tradizioni, l’Italia, ridicolizzata non dico dalla Francia, ma tra un po’ dall’Australia e dal Cile per idee, organizzazione, dinamismo. Fantastico. Certo che… le nuove generazione del vino dove sono? Dove si nascondono? Dentro le botti?
    Che vergogna.

    • un altro influente personaggio di Montalcino, che non é mio amico, mi ha scritto: “Come può definire “pantano” il risultato di un elezione alla quale hanno partecipato attivamente la totalità dei produttori che a loro volta avevano la possibilità di scegliere tra ben 36 candidati! Se riesce ad analizzare con serenità il voto, si può constatare che i consensi sono consolidati: tra gli eletti ed i primi non eletti dei viticoltori c’è uno scarto di ben 28 voti; nei vinificatori lo scarto è di bel 34 voti; negli imbottigliatori gli scarti sono minimi, comunque pur essendoci 11 eletti, tra il primo degli eletti ed il primo dei non eletti c’è una differenza di 59 voti. Come dimenticare che è la prima volta che le tre organizzazioni di categoria realizzano un programma, poi condiviso da buona parte dei candidati ed oggi possiamo dire dalla totalità degli eletti. Tutto ciò è un grande passo avanti verso un futuro condiviso dai produttori e non come lo definisce “Montalcino torna …….” ma è dimostrato Montalcino va in avanti !!!!! Sono dispiaciuto quando dice che non vuol più occuparsi di questo pantano, perchè se non ci incontriamo, se non comunichiamo, non ci conosceremo e noi Ziliani, fin dal mio primo contatto ci siamo detti che è fondamentale conoscere per crescere! Spero che continueremo a conoscerci per crescere”.
      Credo proprio che di conoscerci meglio e di crescere attraverso la conoscenza mi sia totalmente passata la voglia…

  9. bel ragionamento il suo, caro “il consumatore”. Inutile incaponirsi e attendersi dai produttori di Montalcino comportamenti razionali: sono evidentemente “schiavi” di un sistema che ne condiziona le scelte. Un caro amico buon produttore di Brunello mi ha privatamente inviato questo commento che ho deciso di pubblicare. Quello che dice é vero, chiamarmi fuori, rinunciare, arrendermi, come ho annunciato di voler fare, é la confessione di una sconfitta, equivale a darla vinta a quelli che non vogliono il bene del Brunello e lo rovineranno, a quelli che metteranno ancora più le mani su questo vino che può essere grandissimo. Eppure l’amarezza é tale che nemmeno qualche grande annata di Barolo degustata oggi nella sacra terra di Langa che mi ospita in questi giorni é riuscita ad attenuarla.
    Ecco quello che mi scrive l’amico ilcinese:
    “Carissimo Franco, ho letto il tuo articolo pieno di delusione amarezza e sconforto e non condivido assolutamente il tuo atteggiamento rinunciatario.
    Come dicevano i fratelli Blues, quando il il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare. Ed il gioco sarà molto duro.
    Dopo la rielezione di Berlusconi nel 1998, ti aspettavi che Travaglio e Santoro si sarebbero interessati per la cocente delusione di cucina e vacanze ? Mi sembra proprio di no. E allora lo Ziliani è più pavido di Santoro e Travaglio?
    Dai Franco che adesso c’è da divertirsi, capisco che l’elezione di Rivella faccia girare le scatole, ma devi vederla come una ottima occasione professionale. Se lasci dichiari una sconfitta in una partita che non ci deve essere. Tu devi essere solo un giornalista antropologo testimone di un piccolo popolo che aveva in mano un tesoro e per la sua insulsaggine lo rovinò.
    A Montalcino sei amato come Berlusconi ama i due sopracitati giornalisti, ma sei anche temuto e rispettato, ed il tuo blog è forse più seguito qui che altrove. Io vivo in toscana. Un bel giorno ci furono le elezioni regionali. Il partito disse: Si vota Enrico Rossi (oscuro funzionario della sanità regionale). Vinse con il 60% dei voti. Questa è la toscana caro mio. Buoni vini ed elettori fidati”.

  10. sor Ziliani con quanto ha annunciato ha fatto brindare me e i miei amici per la seconda volta. Ieri per i risultati delle elezioni per il nuovo Consiglio del Consorzio, che anche se a lei non garbano chi se ne frega, e oggi per la sua promessa, che vedremo se manterrà, di togliersi di torno e di non romperci più i corbelli occupandosi dell’affari nostra. Perché il Brunello é cosa nostra di noi di Montalcino non dei giornalisti rompicoglioni come lei, ha capito?
    E se le cose di Montalcino non le piacciono, se le schifa tanto quello che noi si decide, che vada pure, come ha promesso, a rompere le scatole da altre parti, di giornalisti ficcanaso come lei non sentiremo la mancanza!

  11. Franco non mollare! Sei come la benamata, la squadra più onesta che ci sia. I beppino, firmato minuscolo come giusto che sia, si godano il loro cavaliere, noi sapremo cosa bere.
    Alessandro

  12. figlio di contadini,cresciuto nel rispetto delle stagioni…
    il lavoro del mattino ha l’oro in bocca….chi ben inizia è
    alla metà dell’opera.Ma da queste persone,omeglio personaggi
    con tale trascorso(e noi qui ancora a farci delle illusioni)
    ma per piacere,per non dire altro. Cosa aspettiamo,che ci mostrino i canini per capire che sono felini.

  13. Sono senza parole.Che tristezza,questa è l’Italia.Non sono serviti a nulla gli scandali,i processi,le partite di vino sequestrate…Sig Ziliani lei non dovrebbe assolutamente farsi da parte ma comunicare a quante più persone possibile quanto sta accadendo a Montalcino…Conosce numerosi wine writers gestori di blog sparsi in tutto il mondo,a mio avviso dovrebbe informarli e invitarli a parlare il più possibile di questa vicenda.A questo punto non resta altro che informare il più possibile i consumatori su quello che accadrà,abbandonare il campo servirebbe solo a rendere omaggio a tutta quella gente come il sig.beppino.Non molli.

    p.s. caro sig.beppino il Brunello è un patrimonio che appartiene all’Italia e non solo a Montalcino

  14. in scia con quanto appassionatamente è stato scritto, seppur la nostra comunità possa decisamente fare a meno della mia opinione, posso e voglio aggiungere solo che non ci resta che continuare ad amare il sangue ilcinese con l’irragionevole amore di un adolescente al primo battito.
    sempre grazie, franco.

  15. in scia con quanto appassionatamente è stato scritto, seppur la nostra comunità possa decisamente fare a meno della mia opinione, posso e voglio aggiungere solo che non ci resta che continuare ad amare il sangue ilcinese con l’irragionevole amore di un adolescente al primo battito.
    sempre grazie, franco.

  16. @ beppino: a parte i francesismi si potrebbe sapere che tipo di brunello piace a voi ilcinesi? Quello 100% sangiovese grosso o quello che si può fare anche in altre parti d’Italia?
    Non capire che l’unicità del brunello è il grimaldello che può scardinare moltissime porte (soprattutto quelle del mercato) è forte segno di ignoranza.

    intanto ieri per coerenza ho rinunciato a prendere il mandato di un piccolo produttore perchè mi diceva che “finalmente potrà fare quello che più gli garba anche con quei filari di cabernet…”. Di problemi ne ho gia abbastanza senza sobbarcarmi anche quelli di produttori miopi…. che si facciano troppe zaghe?

  17. @ beppino: a parte i francesismi si potrebbe sapere che tipo di brunello piace a voi ilcinesi? Quello 100% sangiovese grosso o quello che si può fare anche in altre parti d’Italia?
    Non capire che l’unicità del brunello è il grimaldello che può scardinare moltissime porte (soprattutto quelle del mercato) è forte segno di ignoranza.

    intanto ieri per coerenza ho rinunciato a prendere il mandato di un piccolo produttore perchè mi diceva che “finalmente potrà fare quello che più gli garba anche con quei filari di cabernet…”. Di problemi ne ho gia abbastanza senza sobbarcarmi anche quelli di produttori miopi…. che si facciano troppe zaghe?

  18. Caro Franco
    prima di commentare l’atteggiamento e i comportamenti dei produttori, in relazione alle elezioni di avant’ieri, prima di suonare il ‘de profundis’ per il Brunello, occorrerebbe segnalare ai tuoi lettori quali sono le modalità con cui avvengono le elezioni consortili.
    Perché non sono le teste a votare, bensì gli ettari; sarebbe come se Berlusconi e la sottoscritta, in occasione delle elezioni politiche (posto che la si pensi in modo diverso) con il nostro voto contassimo asimmetricamente, ad esempio:
    1 voto (la sottoscritta)
    1.000.000 di voti Berlusconi e altrettanto gli altri paperoni nostrani…
    Non so se ho reso l’idea, ma basta che tre grandi aziende produttrici (è solo un esempio) abbiano avuto un cogente interesse per mettersi d’accordo, magari coinvolgendo un po’ di satelliti e il risultato sarebbe (per esse) garantito.
    Per curiosità sono andata a vedere il libro fatto l’anno scorso dal consorzio: contando gli ettari era un risultato inevitabile (quasi).
    Ciò non esclude – tutt’altro – che vi siano a Montalcino produttori che hanno a cuore la reputazione del Brunello e che hanno capito dove va il mercato.
    Anzi, penso che anche nel nuovo consiglio ve ne siano; magari bisognerà capire quanta voce avranno in capitolo, ammesso (e non ancora concesso) che altri siano così, diciamo, miopi da non aver capito che ormai – tramite la rete – tutto ciò che viene fatto e chi lo fa, sono sotto gli occhi di tutti.

  19. Caro Franco
    prima di commentare l’atteggiamento e i comportamenti dei produttori, in relazione alle elezioni di avant’ieri, prima di suonare il ‘de profundis’ per il Brunello, occorrerebbe segnalare ai tuoi lettori quali sono le modalità con cui avvengono le elezioni consortili.
    Perché non sono le teste a votare, bensì gli ettari; sarebbe come se Berlusconi e la sottoscritta, in occasione delle elezioni politiche (posto che la si pensi in modo diverso) con il nostro voto contassimo asimmetricamente, ad esempio:
    1 voto (la sottoscritta)
    1.000.000 di voti Berlusconi e altrettanto gli altri paperoni nostrani…
    Non so se ho reso l’idea, ma basta che tre grandi aziende produttrici (è solo un esempio) abbiano avuto un cogente interesse per mettersi d’accordo, magari coinvolgendo un po’ di satelliti e il risultato sarebbe (per esse) garantito.
    Per curiosità sono andata a vedere il libro fatto l’anno scorso dal consorzio: contando gli ettari era un risultato inevitabile (quasi).
    Ciò non esclude – tutt’altro – che vi siano a Montalcino produttori che hanno a cuore la reputazione del Brunello e che hanno capito dove va il mercato.
    Anzi, penso che anche nel nuovo consiglio ve ne siano; magari bisognerà capire quanta voce avranno in capitolo, ammesso (e non ancora concesso) che altri siano così, diciamo, miopi da non aver capito che ormai – tramite la rete – tutto ciò che viene fatto e chi lo fa, sono sotto gli occhi di tutti.

  20. Cogliendo al volo la disponibilità dataci dal Sig. Ciacci vorrei chiedergli se le elezioni dei membri del CdA si siano svolte parlando dei programmi futuri ed in seguito alla individuazione di questi siano poi state elette le persone, oppure l’elezione è avvenuta a partire dalle persone senza parlare di programmi ?
    .
    Inoltre devo dire di essere molto d’accordo con “l’illustre personaggio di Montalcino” e la sua interpretazione data sulla bontà della elezione avvenuta.
    Perchè se eliminiamo dal nostro discutere le avversioni personalistiche sappiamo che si è trattato di una libera e pluralista elezione e questo non può che essere un bene.
    Vedremo poi questi eletti che tipo di programma porteranno avanti e come lo porteranno avanti.
    .
    Ciao

  21. Cogliendo al volo la disponibilità dataci dal Sig. Ciacci vorrei chiedergli se le elezioni dei membri del CdA si siano svolte parlando dei programmi futuri ed in seguito alla individuazione di questi siano poi state elette le persone, oppure l’elezione è avvenuta a partire dalle persone senza parlare di programmi ?
    .
    Inoltre devo dire di essere molto d’accordo con “l’illustre personaggio di Montalcino” e la sua interpretazione data sulla bontà della elezione avvenuta.
    Perchè se eliminiamo dal nostro discutere le avversioni personalistiche sappiamo che si è trattato di una libera e pluralista elezione e questo non può che essere un bene.
    Vedremo poi questi eletti che tipo di programma porteranno avanti e come lo porteranno avanti.
    .
    Ciao

  22. rispondo io al fantomatco beppino. so che franco mi bacchetterà per dargli troppo peso ma una frase come “dell’affari nostra” evidenzia che questo signore è un’emerita testa di cazzo. gli affari del brunello sono anche nostri, in quanto se ci spacciano un tarocco, come hanno fatto, utilizando invece questo nome siamo alla truffa al consumatore. Evidentemente in una testa piccola e ottusa come quella di beppino questa cosa semplice semplice stenta ad entrare.

  23. rispondo io al fantomatco beppino. so che franco mi bacchetterà per dargli troppo peso ma una frase come “dell’affari nostra” evidenzia che questo signore è un’emerita testa di cazzo. gli affari del brunello sono anche nostri, in quanto se ci spacciano un tarocco, come hanno fatto, utilizando invece questo nome siamo alla truffa al consumatore. Evidentemente in una testa piccola e ottusa come quella di beppino questa cosa semplice semplice stenta ad entrare.

  24. Caro Ziliani ,

    finalmente hai capito come funziona il mondo!
    Io ho buttato la spugna già anni fa quando ho compreso che non potevo combattere i poteri forti istituzionali e trasversali, atteso che alla stragrande maggioranza dei produttori , legati a filo doppio con detti poteri , dei problemi per cui ti sbracci tu e mi sbracciavo io (indipendenza dalla politica e purezza del sangiovese) non gliene importava una sega.
    In Italia la parola stessa Consorzio evoca per memoria storica intrallazzi politici e furberie di quartiere.
    Dico! Ma tu pensi che sia solo Montalcino afflitto da questi problemi e che lo scandalo del Brunello significhi che solo a Montalcino si dopavano le DOC e DOCG?
    Si scomodassero i signori delle Procure a fare indagini nei territori vocati al Nord, Centro e Sud e sai quanti indagati nel salotto buono delle Doc & G !
    Ovunque ci siano denominazioni geografiche protette nel mondo esiste il malcostume della coloritura del vino con altre uve.
    Oh guarda che in Borgogna ci fu una causa un po’ di anni fa contro Parker, perché induceva i vigneron a dopare il Pinot Noir!
    Ci ho fatto una commedia su quest’argomento che se va bene diverrà tra non poco un opera musicale per il 150 anniversario dell’unità italiana, perché parla di Risorgimento delle Barbatelle autoctone contro la tirannia del Bordolese Impero!!
    E lo scrivo a chiare lettere nel libro che Rizzoli pubblicherà a settembre.
    Allora non sprecare la tua intelligenza e sensibilità , abbracciando le denominazioni e innamorandoti delle bandiere. Boccia persa! Prima o poi la campana di Gauge doveva suonare anche per il Brunello no ! ?
    Ma non buttar l’acqua sporca col bambino.
    Ci sono ancora tanti vignaioli a Montalcino , sani, entusiasti e puri, che faticano ad emergere o ad andare avanti.
    Costoro hanno bisogno di qualcuno che li sorregga e sia solidale con loro.
    Non dimentichiamoli !
    Io cercherò di dar loro una mano , a modo mio.
    Magari tiro sù un sodalizio tipo Confraternita , che suona meglio di Consorzio, e raccolgo le gemme calpestate di questo bellissimo territorio , unico al mondo che è Montalcino.

    Un abbraccio

    GianCarlo Cignozzi

  25. Caro Ziliani ,

    finalmente hai capito come funziona il mondo!
    Io ho buttato la spugna già anni fa quando ho compreso che non potevo combattere i poteri forti istituzionali e trasversali, atteso che alla stragrande maggioranza dei produttori , legati a filo doppio con detti poteri , dei problemi per cui ti sbracci tu e mi sbracciavo io (indipendenza dalla politica e purezza del sangiovese) non gliene importava una sega.
    In Italia la parola stessa Consorzio evoca per memoria storica intrallazzi politici e furberie di quartiere.
    Dico! Ma tu pensi che sia solo Montalcino afflitto da questi problemi e che lo scandalo del Brunello significhi che solo a Montalcino si dopavano le DOC e DOCG?
    Si scomodassero i signori delle Procure a fare indagini nei territori vocati al Nord, Centro e Sud e sai quanti indagati nel salotto buono delle Doc & G !
    Ovunque ci siano denominazioni geografiche protette nel mondo esiste il malcostume della coloritura del vino con altre uve.
    Oh guarda che in Borgogna ci fu una causa un po’ di anni fa contro Parker, perché induceva i vigneron a dopare il Pinot Noir!
    Ci ho fatto una commedia su quest’argomento che se va bene diverrà tra non poco un opera musicale per il 150 anniversario dell’unità italiana, perché parla di Risorgimento delle Barbatelle autoctone contro la tirannia del Bordolese Impero!!
    E lo scrivo a chiare lettere nel libro che Rizzoli pubblicherà a settembre.
    Allora non sprecare la tua intelligenza e sensibilità , abbracciando le denominazioni e innamorandoti delle bandiere. Boccia persa! Prima o poi la campana di Gauge doveva suonare anche per il Brunello no ! ?
    Ma non buttar l’acqua sporca col bambino.
    Ci sono ancora tanti vignaioli a Montalcino , sani, entusiasti e puri, che faticano ad emergere o ad andare avanti.
    Costoro hanno bisogno di qualcuno che li sorregga e sia solidale con loro.
    Non dimentichiamoli !
    Io cercherò di dar loro una mano , a modo mio.
    Magari tiro sù un sodalizio tipo Confraternita , che suona meglio di Consorzio, e raccolgo le gemme calpestate di questo bellissimo territorio , unico al mondo che è Montalcino.

    Un abbraccio

    GianCarlo Cignozzi

  26. Visto che mi sono infilato in questa discussione rispondo a chi mi chiama in causa.
    Per VIGNADELMAR: prima delle elezioni è stata naturalmente data la possibilità, a quei candidati che lo ritenevano opportuno, di esporre un loro, diciamo così, programma elettorale. Mi sembra che siamo stati in 6 o 7 a prendere la parola; di questi 6 o 7 solo 1 è stato eletto. Quindi si, purtroppo il voto è stato dato a priori, indipendentemente dai programmi. Tenete però presente quanto scritto da Silvana Biasutti: c’è una legge nazionale che stabilisce le modalità di elezione all’interno dei consorzi, o meglio il peso elettorale all’interno dei consorzi. Questo “peso” è attribuito in funzione degli ettari di vigneto posseduti, dei quintali di uva vinificati, delle bottiglie imbottigliate. Nella pratica una piccola azienda come me ha 3 voti, Villa Banfi, l’azienda più grande, ne avrà 40 o 50, non so dirvelo esattamente. Quindi se le 10 aziende più grandi si coalizzano, tutte le altre messe insieme, anche se in piena unità d’intenti, hanno perso in partenza.
    A LINO: hai preso la persona sbagliata con cui fare dell’ironia. I miei bisnonni abitavano nel territorio montalcinese ed erano mezzadri; i miei nonni abitavano nel teritorio montalcinese ed erano mezzadri; mio nonno ha vissuto in prima persona la fase di passaggio da mezzadro a coltivatore diretto acuistando la terra (la stessa che io ora lavoro) dal Conte di Argiano nel secondo dopoguerra; mio nonno è stato tra i soci fondatori del Consorzio del Brunello nel 1967; i miei genitori hanno sempre fatto gli agricoltori; io ho prima imparato a guidare il trattore e poi a leggere e scrivere. Ad oggi non abbiamo mai avuto dipendenti, la nostra è un’azienda a conduzione familiare come ce ne sono molte a Montalcino. Questo significa lavoro al freddo d’inverno ed al caldo d’estate, sveglia alle 5 del mattino e lavoro fino a quando c’è luce la sera; molti, come te, pensano che le bottiglie di vino crescano spontaneamente sulle viti, ma la realtà è ben diversa e solo chi pratica direttamente questo lavoro sa quale sia. Vedi, come diceva Oscar Wilde, “ci sono persone che credono di sapere tutto, e questo è tutto quello che sanno”.
    Saluti a tutti.

    Fabiano Ciacci

  27. Visto che mi sono infilato in questa discussione rispondo a chi mi chiama in causa.
    Per VIGNADELMAR: prima delle elezioni è stata naturalmente data la possibilità, a quei candidati che lo ritenevano opportuno, di esporre un loro, diciamo così, programma elettorale. Mi sembra che siamo stati in 6 o 7 a prendere la parola; di questi 6 o 7 solo 1 è stato eletto. Quindi si, purtroppo il voto è stato dato a priori, indipendentemente dai programmi. Tenete però presente quanto scritto da Silvana Biasutti: c’è una legge nazionale che stabilisce le modalità di elezione all’interno dei consorzi, o meglio il peso elettorale all’interno dei consorzi. Questo “peso” è attribuito in funzione degli ettari di vigneto posseduti, dei quintali di uva vinificati, delle bottiglie imbottigliate. Nella pratica una piccola azienda come me ha 3 voti, Villa Banfi, l’azienda più grande, ne avrà 40 o 50, non so dirvelo esattamente. Quindi se le 10 aziende più grandi si coalizzano, tutte le altre messe insieme, anche se in piena unità d’intenti, hanno perso in partenza.
    A LINO: hai preso la persona sbagliata con cui fare dell’ironia. I miei bisnonni abitavano nel territorio montalcinese ed erano mezzadri; i miei nonni abitavano nel teritorio montalcinese ed erano mezzadri; mio nonno ha vissuto in prima persona la fase di passaggio da mezzadro a coltivatore diretto acuistando la terra (la stessa che io ora lavoro) dal Conte di Argiano nel secondo dopoguerra; mio nonno è stato tra i soci fondatori del Consorzio del Brunello nel 1967; i miei genitori hanno sempre fatto gli agricoltori; io ho prima imparato a guidare il trattore e poi a leggere e scrivere. Ad oggi non abbiamo mai avuto dipendenti, la nostra è un’azienda a conduzione familiare come ce ne sono molte a Montalcino. Questo significa lavoro al freddo d’inverno ed al caldo d’estate, sveglia alle 5 del mattino e lavoro fino a quando c’è luce la sera; molti, come te, pensano che le bottiglie di vino crescano spontaneamente sulle viti, ma la realtà è ben diversa e solo chi pratica direttamente questo lavoro sa quale sia. Vedi, come diceva Oscar Wilde, “ci sono persone che credono di sapere tutto, e questo è tutto quello che sanno”.
    Saluti a tutti.

    Fabiano Ciacci

  28. Io so solo che il Brunello buono so qual’è e dove prenderlo, mentre quello di Beppino e dei suoi compagni di merende glielo lascio tutto e che ci si sciaquino i piedi….

  29. Io so solo che il Brunello buono so qual’è e dove prenderlo, mentre quello di Beppino e dei suoi compagni di merende glielo lascio tutto e che ci si sciaquino i piedi….

  30. Quando ho letto quanto scritto da Beppino mi è venuto da ridere. Almeno se ne stessero zitti a godersi quello che pensano sia un successo e invece è l’ufficializzazione di quello che ormai sta diventanto “il sistema italiano”.
    Bravo il Chiaro e tutti i venditori che come lui lavorano per passione e lasciano di stucco produttori “importanti” che si vedono rifiutare il mandato di vendita, non capendo che non tutti come loro “lavorano” solo per il dio denaro.

  31. Quando ho letto quanto scritto da Beppino mi è venuto da ridere. Almeno se ne stessero zitti a godersi quello che pensano sia un successo e invece è l’ufficializzazione di quello che ormai sta diventanto “il sistema italiano”.
    Bravo il Chiaro e tutti i venditori che come lui lavorano per passione e lasciano di stucco produttori “importanti” che si vedono rifiutare il mandato di vendita, non capendo che non tutti come loro “lavorano” solo per il dio denaro.

  32. Sig.Fabiano se Lei è quella persona che si descrive,non ho
    motivo per non crederle,perchè mai dovrebbe supporre che mi
    riferissi proprio a Lei(male non far,paura non aver)pensavo
    di essere stato chiaro,almeno per Lei così nonlo sono stato
    me ne dispiace ma,questo non mi fa cambiare opinione,potrei
    anche fare i nomi,ma per rispetto al padrone di casa che di
    problemi ne ha già avuti assai.Inun paese dove le leggi,per
    gli amici si interpretano,e per i nemici si applicano,c’è
    poco da star allegri,quando conta non aver ragione, ma la
    verità processuale,e ci sono più avvocati a Napoli,che in
    Francia.Si dice Napoli,ma non mancano nemmeno Montalcino.

  33. Sig.Fabiano se Lei è quella persona che si descrive,non ho
    motivo per non crederle,perchè mai dovrebbe supporre che mi
    riferissi proprio a Lei(male non far,paura non aver)pensavo
    di essere stato chiaro,almeno per Lei così nonlo sono stato
    me ne dispiace ma,questo non mi fa cambiare opinione,potrei
    anche fare i nomi,ma per rispetto al padrone di casa che di
    problemi ne ha già avuti assai.Inun paese dove le leggi,per
    gli amici si interpretano,e per i nemici si applicano,c’è
    poco da star allegri,quando conta non aver ragione, ma la
    verità processuale,e ci sono più avvocati a Napoli,che in
    Francia.Si dice Napoli,ma non mancano nemmeno Montalcino.

  34. Sig.Fabiano a seguito della mia risposta quì sopra 18.11,mi
    sono riletto il mio commento delle 2.22 e quando affermo,
    figlio di……cresciuto nel……parlo del sottoscritto.
    Se non ero sono stato chiaro,spero adesso di averlo fatto.
    Questo per PACE sua.

  35. Sig.Fabiano a seguito della mia risposta quì sopra 18.11,mi
    sono riletto il mio commento delle 2.22 e quando affermo,
    figlio di……cresciuto nel……parlo del sottoscritto.
    Se non ero sono stato chiaro,spero adesso di averlo fatto.
    Questo per PACE sua.

  36. Ciao Stefano, come stai?
    Ti dico che no, io non sono bravo perchè se ti dico che brunello ho tra i miei mandati cadi dalla sedia (anche se a mio modo di vedere, pur essendo di impostazione abbastanza moderna il disciplinare lo rispetta), ma quello mi da da mangiare anche in altre situazioni che non voglio qui spiegare.
    Volendone uno poco conosciuto, per chiuder quei buchi tra i clienti, e che non mi impegnasse a far “numeri” mi ero mosso di impegno, ma a sentir certe cose cadon veramente le braccia e allora vado avanti con il commercio duro e puro.

  37. Ciao Stefano, come stai?
    Ti dico che no, io non sono bravo perchè se ti dico che brunello ho tra i miei mandati cadi dalla sedia (anche se a mio modo di vedere, pur essendo di impostazione abbastanza moderna il disciplinare lo rispetta), ma quello mi da da mangiare anche in altre situazioni che non voglio qui spiegare.
    Volendone uno poco conosciuto, per chiuder quei buchi tra i clienti, e che non mi impegnasse a far “numeri” mi ero mosso di impegno, ma a sentir certe cose cadon veramente le braccia e allora vado avanti con il commercio duro e puro.

  38. Mahhhh o “il chiaro”, cosa intendi “ma a sentir certe cose cadon veramente le braccia….” mi pare che anche Franco abbia spesso indicato aziende e nomi alternativi al “abbastanza moderna”, prego di cercare meglio.

    Luciano

    Ps quoto in pieno Silvana e Cignozzi

  39. Mahhhh o “il chiaro”, cosa intendi “ma a sentir certe cose cadon veramente le braccia….” mi pare che anche Franco abbia spesso indicato aziende e nomi alternativi al “abbastanza moderna”, prego di cercare meglio.

    Luciano

    Ps quoto in pieno Silvana e Cignozzi

  40. Per LINO: se ho franinteso quanto da te detto chiedo scusa per la mia scortese risposta; sbagliare è umano e a me capita spesso di farlo (vorrà forse dire che sono una persona di grande umanità!?). Sempre in tema di sbagli nel testo di risposta alla tua affermazione ho scritto “acuistando” senza la q (che vergogna).
    Cordiali saluti.

  41. Per LINO: se ho franinteso quanto da te detto chiedo scusa per la mia scortese risposta; sbagliare è umano e a me capita spesso di farlo (vorrà forse dire che sono una persona di grande umanità!?). Sempre in tema di sbagli nel testo di risposta alla tua affermazione ho scritto “acuistando” senza la q (che vergogna).
    Cordiali saluti.

  42. Un vizio italiano.
    Fare di ogni erba un fascio, non serve a molto.
    Questo – qui sopra – mi pare proprio un commento fuori luogo. Una battutaccia, anzi, una vera e propria stecca.
    (Talvolta nomina sunt, davvero, numina.)

  43. Un vizio italiano.
    Fare di ogni erba un fascio, non serve a molto.
    Questo – qui sopra – mi pare proprio un commento fuori luogo. Una battutaccia, anzi, una vera e propria stecca.
    (Talvolta nomina sunt, davvero, numina.)

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