A Montalcino lettere anonime e fango provano ad intorbidare il dibattito sulle elezioni del nuovo Consiglio del Consorzio del Brunello

Che il dibattito continui ad essere acceso, ma a viso aperto!

Che brutta piega che ha preso il dibattito, animato, aspro, “cattivo” il giusto come dev’essere, sulle prossime elezioni, in programma il 18 maggio, del nuovo Consiglio e del nuovo Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino!
In un panorama, tutto sommato corretto, democraticamente articolato, sanguigno e vivo, caratterizzato dal confronto tra i candidati (e un po’ meno, purtroppo, tra le idee ed i programmi, che in molti casi continuano a rimanere misteriosi), vivacizzato da candidature a sorpresa, “rieccoli” in stile fanfaniano e non più giovani rampolli di storiche dinastie che improvvisamente “scoprono” il loro legame con Montalcino, irriducibili cultori del Brunello superconcentrato e stile “marmellata”, avvocati-viticultori, direttori di importanti aziende, piccoli produttori animati dal fuoco sacro dell’impegno, e varia umanità, ha fatto purtroppo irruzione, da qualche giorno, un qualcosa di cui assolutamente nessuno sentiva il bisogno.
Un’indesiderata comparsa che fa scendere il dibattito, ma dibattito non è più, ad infimi livelli, con un mix tra il pettegolezzo casereccio e pecoreccio, la calunnia, la farneticazione e la cattiveria pura. E l’imbecillità.
Non posso e non voglio fornire ulteriori dettagli, che verranno chiariti nelle sedi opportune, ma il fatto stesso che da qualche giorno giri a Montalcino e che sia stata indirizzata a varie autorità locali, una squallidissima lettera anonima che oggettivamente introduce nella discussione sulla prossima scadenza elettorale elementi che a questa scadenza sono totalmente estranei, che getta fango e diffama in maniera intollerabile diversi personaggi del mondo ilcinese, alcuni anche del mondo del Brunello, penso costituisca un segnale non solo dello miseria mentale ed intellettuale che attanaglia taluni e ne costituisce lo “stile” ed il modus operandi, ma faccia capire come si voglia mestare nel torbido.

Ho già espresso privatamente la mia umana solidarietà alle persone fatte oggetto di questa letteraccia anonima, opera di codardi e cialtroni, ma ci tengo ad esprimerla anche qui, pubblicamente, perché sia chiaro che questo blog, che ha ospitato e ospiterà libere e attentamente moderate opinioni sulle elezioni del 18 maggio, ed il sottoscritto non si presteranno assolutamente a giochi sporchi, tiri al bersaglio, operazioni sottobanco. Perché un conto è opporsi, a viso aperto, mettendoci la faccia e la firma, senza nascondersi, ad un candidato, dire che, secondo me, è inadatto, che le sue proposte a mio avviso sono sbagliate, e tutt’altro conto, ma siamo lontani anni luce da ogni idea di civile confronto di idee, è infangare il prossimo, in maniera conigliesca, con lettere anonime che sporcano soprattutto chi ne è autore.
Continueremo a discutere di Brunello, di Sangiovese, dell’ipotesi di una nuova Doc Montalcino, di territorio, di donne e uomini del vino, di programmi, di idee, di utopie se necessario, ma su questo blog – che voglio dirlo altrettanto chiaramente e con pari onestà, qualche mese fa ha compiuto l’errore e l’ingenuità di pubblicare alcuni commenti che con più attenzione da parte mia non sarebbero mai stati pubblicati e per i quali ho porto doverose scuse agli interessati, scuse peraltro pienamente accettate – il dibattito si svolgerà alla luce del sole, con confronto aperto e franco e senza imboscate e colpi bassi.
Questi mezzucci, questo modo di agire vigliacco mi fanno assolutamente orrore e portano solo confusione, opacità e torbidità, in uno scenario che dovrebbe, invece, essere il più limpido e specchiato possibile, il più trasparente.
Perché prevalgano le ragioni della civiltà e del buon senso, un ragionare onesto e schietto, una lucidità di analisi e non la “logica”, squallida, dei veleni…

0 pensieri su “A Montalcino lettere anonime e fango provano ad intorbidare il dibattito sulle elezioni del nuovo Consiglio del Consorzio del Brunello

  1. Caro Franco,
    di che ti meravigli? Anche questa, checchè se ne dica, è una (inevitabilmente?) sporca guerra e le guerre non si combattono – men che meno si vincono – senza sporcarsi le mani.
    Visto però che denunci l’accaduto, pur senza fare i nomi raccontaci i fatti, perchè altrimenti che notizia è?
    Se la lettera anonima “introduce nella discussione sulla prossima scadenza elettorale elementi che a questa scadenza sono totalmente estranei e getta fango e diffama in maniera intollerabile diversi personaggi del mondo ilcinese, alcuni anche del mondo del Brunello”, ciò vuol dire che non si parla solo di vino e di produttori? Ma allora non sarà che la missiva ha bersagli diversi dal rinnovo delle cariche del consorzio?
    Non me ne stupirei…
    Ciao, Stefano.

    • Ecco alcuni elementi per la riflessione tua e di tutti i lettori di questo blog Stefano.
      Autorizzato da uno dei bersagli, che sono molteplici e non sono fatti oggetto solo di attacchi che riguardano il mondo del Brunello, ma di contumelie e accuse personali molto pesanti, della lettera anonima cui ho accennato, pubblico la ferma replica che Donatella Cinelli Colombini ha indirizzato al codardo autore della lettera anonima. La lettera viene inviata, proprio come ha fatto il “coraggioso”, anche a: Presidente Amministrazione Provincialle Siena, Questore di Siena, Prefetto di Siena, Vescovo di Siena, Presidente Misericordia Regione Toscana Ai Montalcinesi tutti.
      “Rispondo a te, anonimo autore della lettera di insulti e menzogne che è stata distribuita giovedì 6 maggio. Io non sono il bersaglio di quelle infamie ma la lettera butta fango anche su di me e, siccome io non ho niente da nascondere e neanche niente da vergognarmi, rispondo a viso aperto e chiedo all’anonimo, se crede in quello che ha scritto, di fare altrettanto. L’anonimo mi descrive come una persona manovrabile. A Siena mi chiamano “carrarmato” per la determinazione e la velocità con cui porto avanti i progetti. Ho creato il Movimento turismo del vino e “Cantine aperte” con pochissimi soldi e pochissime persone portandoli a diventare famosi e grandi. Ho preso due azienda da ristrutturare e, da sola, in 12 anni, le ho rese competitive: esporto il mio vino in 26 Paesi del mondo e nell’agriturismo (92 posti letto) ho aumentato il fatturato anche lo scorso anno. Caro anonimo, ti sembra questo il profilo di una persona che si fa manovrare e non ha personalità? L’anonimo dice che intendo diventare sindaco di Montalcino. A me è stato chiesto in passato e ho detto di no. Forse è questo “signore” che vuol fare il sindaco, non io. L’anonimo dice che vorrei entrare nel Consiglio di amministrazione del Consorzio del Brunello e questa è la sola cosa vera e forse la vera causa della lettera che arriva dieci giorni prima delle elezioni. Perché non dovrei mettere le mie capacità al servizio del territorio se credo possano servire al rilancio del Brunello? Che c’è di male? Ho un gran numero di contatti istituzionali e giornalistici, ho ottime competenze in comunicazione, turismo e marketing. Starà ai colleghi produttori decidere se servono o no e se votarmi o no. L’anonimo dice che sono “fallita”. Lo informo che le banche classificano la mia azienda (Casato Prime Donne e Fattoria del Colle) nella categoria dei clienti più affidabili. Anonimo, chiedi in giro se pago i miei conti prima di mettere in dubbio la mia solvibilità. Concludo con una riflessione: cos’è diventato Montalcino? Un posto dove si vedono 3 lettere anonime infamanti (dirette a Ferretti, Franceschelli e ora questa) senza reagire? Nel mio cuore c’è un piccolo paese dove una squadrone di bravissimi vignaioli affrontava insieme i mercati internazionali e batteva le enormi multinazionali del vino. C’è il sogno di vederlo rinascere. Ho lavorato 9 anni per Siena la città gotica più bella del mondo. Ho lavorato duro, con pochissimi mezzi e durante crisi internazionali di dimensioni mai viste. E’ stata una esperienza bellissima ma io non sono un politico, faccio parte del mondo del vino e mi sento montalcinese. Lotterò affinché la mia terra e i suoi vini tornino sul gradino più alto, lotterò soprattutto contro l’anonimo e quelli che, come lui, per ambizione personale, danneggiano gli altri e con le loro lotte di potere dividono il paese. Caro anonimo, vieni fuori e affrontami a viso aperto! Donatella Cinelli Colombini”. I miei complimenti alla Signora Colombini, attuale assessore al turismo del Comune di Siena, per la fermezza della replica.

  2. e che fa’ ora sor Ziliani, tenta di arruffianarsi qualche potente personaggio di Montalcino e dintorni? Cos’é questa sua improvvisa solidarietà verso persone che in passato ha spesso criticato e con cui ha quasi leticato e che erano molto incazzati con lei?
    Ora che mi ha scatenato contro i suoi fedelissimi, che qualsiasi cosa dice e fa le danno ragione, pensa che le cose cambino e che non siano tanti, qui a Montalcino, a pensarla come me su di lei?
    ‘un siamo mica grulli e abbiamo capito perché si agita tanto e perché lisci alcuni e sia così ruvido con altri… Alla favoletta del suo idealismo e del suo disinteresse non ci si crede più

  3. Mi compiaccio davvero per la bella replica di Donatella, che è anche una cara amica e che saluto affettuosamente.
    Apprendo dalla sua risposta che le lettere anonime sono tre, non una. Segnale, credo, di un profondo malessere e di una situazione assai più grave e cronica di quello che si potrebbe pensare. Difficile esprimersi. Certo, non è strano che il Brunello possa essere il crocevia di tanta tensione, visto ciò che rappresenta per Montalcino. Ma se si è arrivati a tanto, credo ci sia anche da stare in guardia. Il mio in bocca al lupo a chi vorrà esporsi e mettersi in gioco di persona.

  4. Donatella Cinelli Colombini ha portato tanti anni fa in Polonia il Brunello di Motalcino a Varsavia per presentarlo a giornalisti locali che non l’avevano mai bevuto ed ha fatto impressione perche’ rispondeva a tutte le domande, anche quelle imbarazzanti, con la chiarezza e la grinta che sono evidenti anche in questa sua risposta all’anonimo/a ed e’ per questo che mi piace. Molto.

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  6. Che tristezza, sapere di questi episodi e leggere certi interventi tanto simpatici (…e, ma guarda un po’ te il caso, sempre senza nome e cognome, eh…?!).
    E’ vero che, quando si parla di soldi e potere (e da tanti anni Brunello=soldi), la “guerra” è inevitabile, o quasi, e le conseguenze sono quelle ben dette da Stefano Tesi.
    Se però, dopo tanti anni di soldi e potere vissuti in modo abbastanza pacifico, ora il clima è cambiato, probabilmente anche questo è un segnale di nervosismo per la crisi di questi ultimi due anni che, inevitabilmente, coinvolge un po’ tutti. L’errore più grosso è però quello di farsi la guerra (mors tua, vita mea…), anziché ri-unirsi per stabilire una strategia comune. Così si fa soltanto il gioco di chi conosce la strategia principe delle guerre: dividi et impera!

  7. Dichiaro con energia la mia solidarietà a tutti coloro che sono stati colpiti da lettere anonime.
    E sottolineare anche che essa è spontanea, profondamente sentita e tutt’altro che retorica.

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