Angelo Gaja interviene sul rinnovo del Consiglio del Consorzio del Brunello

Ho letto dapprima sulla sua pagina di Facebook, poi qui, in questa pagina del forum del Gambero rosso, la comunicazione ricevuta da un noto ristoratore pugliese di origine marchigiana, Luciano Lombardi, alias Vignadelmar, noto nell’ambiente per il suo sperticato amore per Angelo Gaja, per cui ha coniato la definizione di “Giove tonante dell’enologia italiana”.
Scrive Luciano: “Angelo Gaja mi ha inviato questo suo scritto. Lo giro sul forum perchè penso possa essere utile ad approfondire il nostro dibattito su quel territorio che tanto ci sta a cuore”.
Segue l’intervento del produttore di Langhe Nebbiolo, Bolgheri e Brunello di Montalcino, dal titolo, molto eloquente, di “elezioni del 18 Maggio per il rinnovo del Consiglio del Consorzio del Brunello di Montalcino. Non e’ al presidente che occorre guardare, ma ai consiglieri”.
Ecco il testo di Gaja, in seguito alcune mie riflessioni.

“Ho avuto modo di osservare che sono numerosi i candidati alle elezioni del prossimoCdA del Consorzio. E’ un ottimo segnale. Le cariche elettive non ricevono compenso, é puro volontariato, salvo rimborsi spese ma anche questi erogati con giudizio. Vuol dire che c’è un ampio numero di soggetti che sono disposti a prendersi cura del Consorzio, a lavorare gratuitamente per noi produttori, meritano tutti ampiamente il nostro rispetto e la nostra ammirazione.
Le critiche e gli interventi contrari rivolti ad alcuni di loro, che ho letto anch’io, mi sono sembrati ingenerosi, villani, da delirio.
Tra i progetti futuri è prioritario quello di valorizzare, fare crescere l’enoturismo: Montalcino vive di turismo, l’enoturismo ne è la punta di diamante. Significa che il Consorzio dovrà avviare/ispirare tutta una serie di iniziative, in grado di attirare in loco gli enoturisti da tutta Europa, il nostro nuovo paese.
Per realizzare questo obiettivo servono idee chiare, esperienza, creatività, massima apertura al confronto. Occorre che il Consorzio sappia avviare un dialogo tra i produttori e gli altri soggetti che già hanno contatti con gli enoturisti al fine di ispirare iniziative nuove volte a fare sì che diventi super-professionale l’accoglienza presso le cantine che intendono
vendere i loro vini direttamente ai turisti, le enoteche rendano un servizio che le altre enoteche della Toscana neppure si sognano, la ristorazione di Montalcino cresca con l’obiettivo di gareggiare per qualità con la migliore ristorazione italiana.
Occorre lavorare, duro, per fare divenire Montalcino un luogo di eccellenza.
Il toto-Presidente scatenato nell’ultimo mese è un falso obiettivo, un prurito che rischia di distogliere dallo scopo reale delle elezioni: fare sì che nel nuovo Consiglio di Amministrazione entrino i soggetti più preparati, più capaci, qualificati, dotati di personalità e di schiena diritta che sono tra i candidati.
Giudico importante che dal futuro Consiglio di Amministrazione del Consorzio non venga esclusa Donatella Cinelli Colombini. Sotto la sua guida, la sua mano sicura, il Movimento Turismo del vino ha prodotto frutti straordinari, del tutto inimmaginabili dieci anni fa’. Ha raccolto così una esperienza preziosa, di percorso, di contatti, di comunicazione, che a costo zero oggi il Consorzio può fare propria.
Mi rallegra l’idea che Donatella saprà farsi egregiamente valere in un Consiglio di quasi soli uomini. Angelo Gaja 12 maggio 2010”.
Tutta qui, insulti a parte a chi, come me, ha espresso critiche e interventi contrari rivolti ad alcuni candidati, tacciati da Monsù Gaja, di “ingenerosi, villani, da delirio”, la proposta di Gaja?
Tutto qui, se non esprimere l’auspicio che Donatella Cinelli Colombini faccia parte del nuovo Consiglio, se non regalarci una tirata a favore dell’enoturismo, ed un generico auspicio che “occorre lavorare, duro, per fare divenire Montalcino un luogo di eccellenza”, lo spessore dell’intervento, del ragionamento, della proposta di un Grande Uomo del Vino Italiano, di un Senatore enoico come Gaja?
L’unica osservazione di un certo peso può forse essere quella secondo cui “il toto-Presidente scatenato nell’ultimo mese è un falso obiettivo, un prurito che rischia di distogliere dallo scopo reale delle elezioni: fare sì che nel nuovo Consiglio di Amministrazione entrino i soggetti più preparati, più capaci, qualificati, dotati di personalità e di schiena diritta che sono tra i candidati”?
Davvero un po’ pochino per il produttore proprietario di Pieve di Santa Restituta, che non ci fa capire quali siano, in soldoni, le sue idee, i suoi programmi, le sue proposte per rilanciare il Consorzio, per restituire a Montalcino e al suo Brunello l’importanza che meritano, le sue soluzioni sia in materia di disciplinare del Brunello, sia per quanto riguarda un’eventuale nuova Doc Montalcino nella quale fare confluire le attuali Rosso di Montalcino e Sant’Antimo.
Dobbiamo dunque pensare che il Gaja pensiero su Brunello e Montalcino sia ancora quello espresso qui, oppure qui ancora, o che sia cambiato?

Se invece di pontificare e insultare il re del Langhe Nebbiolo, con produzioni anche a Bolgheri e Montalcino, parlasse in maniera più chiara, forse i produttori di Brunello ne potrebbero trarre vantaggio e potrebbero votare, martedì 18, ancora con maggiore cognizione di causa…
Forza Signor Gaja, faccia uno sforzo e si rivolga a noi comuni mortali, ci/si faccia capire!

0 pensieri su “Angelo Gaja interviene sul rinnovo del Consiglio del Consorzio del Brunello

  1. Francamente, Franco, mi colpiscono di più le osservazioni relative al turismo, alla ristorazione, alla necessità che Montalcino divenga un luogo d’eccellenza, come dovrebbe e potrebbe. Si tratta non di “un diritto”, bensì di “un dovere”; si tratta – a mio modo di vedere – di un’operazione che richiede un’evoluzione di atteggiamenti e di mentalità che non è facile. Non lo è qui, a Montalcino, come non lo è in nessun altro luogo del nostro paese.
    E non può avvenire, senza dialogo, senza aperture e confronti, senza una dialettica aperta, il cui obiettivo deve essere quello di un miglioramento generale.
    “Poi” viene il vino, che potrebbe essere, intanto, figlio di un’auspicata limpidezza generale!

  2. Caro Franco, come ho anche scritto sul Forum del Gambero Rosso, anche io avrei gradito una presa di posizione di più ampia portata da Angelo Gaja.
    Però, forse, adesso siamo troppo a ridosso all’elezione e forse siamo fuori tempo massimo.
    Una cosa però a Gaja deve essere riconosciuta. E non è cosa di poco conto. Negli ultimi anni a mio modo di sapere è stato l’unico Produttore a Montalcino a dire la propria. Prima con il famoso incontro con i blogger sui destini del Brunello e poi con vari interventi pubblici.
    Nel merito delle quesioni da lui sollevate, i produttori ilcinesi hanno mai risposto? Si son mai fatti carico di quelle idee e di quelle sollecitazioni, magari anche solo per dire che erano sbagliate ?
    A parte qualche giornalisa e qualche bloggher io ho notato un silenzio quasi assoluto.
    Mi sbaglio ?
    Quindi le tue richieste di sapere e di capire andrebbero rivolte a maggior ragione ai solitamente silenti Produttori.
    .
    Nel frattempo i mesi son passati, i nodi penso siano tutti irrisolti e si è giunti a ridosso dell’elezione.
    Elezione che secondo me avrebbe dovuto essere figlia di un programma da svolgere, da compiere e da portare a termine.
    Programma che solo i Produttori devono decidere quale essere, a seconda di quale pensano essere il futuro che li aspetta ed i problemi da affrontare.
    .
    In questo noi non possiamo e non dobbiamo aver tentazioni di dettar loro l’agenda del fare e con chi farlo. Sarebbe quasi un’indebito tentativo di invasione di campo. A parte quello di cronisti e di amatori il nostro ruolo dovrebbe essere quello di pungolo, di portatori di ideee forse nuove e diverse, di diverse sensibilità. Nulla di più.
    .
    E questo lo dico appunto per metter quei Produttori di fronte al fatto che loro devono prendere saldamente in mano le redini del comprensorio senza cadere nella tentazione di demandare ad esterni la soluzione dei propri problemi. E maggiormente senza far finta che nulla sia successo, come a far finta di niente, girandosi dall’altra parte per non vedere.
    .
    Forse queste mie perplessità non hanno ragione di esistere e verranno smentite dalla prossima elezione del CdA e dalle determinazioni che questo nuovo organismo prenderà.
    Forse, in forma silente, carsica, il dibattito interno ai Produttori è andato avanti ed a noi nulla è giunto. Staremo a vedere.
    .
    Ciao

    • a me l’intervento del tuo idolo é sembrato solo propaganda elettorale a favore di un unico, rispettabile, candidato. Nulla di più e questo, da parte di un personaggio come Monsù Gaja, é francamente molto deludente….
      Quanto alle altre questioni, hai ragione nel denunciare il generale silente atteggiamento di tanti produttori di Brunello. La scadenza, epocale, delle elezioni per il rinnovo del Consiglio di amministrazione del rifondando Consorzi avrebbe meritato, da parte loro, ben altro pubblico impegno, ben altro confronto su idee, programmi, proposte concrete…
      Invece…

  3. Franco Biondi Santi sarebbe stato l’ideale, non ci piove e penso che gran parte dei produttori, Angelo Gaja compreso, sarebbero d’accordo. Io ho potuto conoscere la signora Colombini Cinelli soltanto una volta a Varsavia, ma se aveste potuto ascoltare le opinioni di tutti i giornalisti polacchi presenti a quella degustazione di vini toscani, la prima ben fatta, ne avreste ricavato anche voi una grande impressione. Non e’ tanto un fatto di vino, come ha ben sottolineato la signora Silvana Biasutti cogliendo Gaja: “mi colpiscono di più le osservazioni relative al turismo, alla ristorazione, alla necessità che Montalcino divenga un luogo d’eccellenza, come dovrebbe e potrebbe”.
    Vedi, Franco, anche per te, prima del vino, viene… l’Inter! C’e’ sempre qualcosa prima del vino che ne fa il suo ideale ambasciatore, ma appunto come uno strumento, non un fine. Mi colpì molto, a Varsavia, quella volta, che Piotr Pietrzyk, che scherzosamente chiamiamo “generale” perche’ ha organizzato centinaia di degustaziuoni ed ha formato migliaia di palati, il presidente di Collegium Vini a cui collabora anche il tuo/nostro amico Wojtek, disse che nella bottiglia c’e’ anche il vino, ma soprattutto il sogno. Bevendo un Brunello di Montalcino 2002. Capito bene? 2002! Era una frase che aveva scritto qualcuno anche sul tuo bel Winereport e che qualifica il lavoro fatto dalla promozione cui partecipava come una spadaccina la signora Colombini Cinelli. All’inizio tutti andavano a egustare dove c’erano le sedie vuote e potevano scegliere con calma. C’era Carmignano, Chianti, ditte famose, nomi altisonanti. Ma poi piano piano tutti andavano invece a far la fila, buoni buoni, da lei per degustare quel vino. Perche’ andavano ad accarezzare un sogno…

  4. Altro particolare, scusa Franco, di cio’ che distingueva allora la signora Colombini Cinelli da altri toscani pur di grido della degustazione di Varsavia. Ogni bottiglia in genere la si divide in circa 20 calici da degustazione. Poi c’e’ il secchiello trasparente per versare cio’ che rimane e quello di metallo per sputare cio’ che non inghiotti. Da lei i secchielli non erano davanti ai degustatori, ma sull’angolino interno del tavolo, cioe’ lontani dal luogo in cui si chiacchierava e si degustava. E lei riempiva i calici fino a quasi 1/4 della capacita’ (erano ballon da mezzo litro, quindi da 5 a 6 calici una bottiglia…). E quindi si degustava, ma soprattutto si riusciva anche a bere, cio’ che per dei principianti di un vino e’ fondamentale. Questa differenza con gli altri banchi d’assaggio l’hanno notata tutti i professionisti presenti. E lei non si e’ mai mossa da quel tavolo nonostante arrivassero persone importanti, anche la TV e continuava a rispondere a tutte le domande, tante, specialmente di ragazze giornaliste che, come tu sai, sono loro che stanno cambiando gli usi ed i costumi nei Paesi dell’Est riguardo al vino, quindi sono le persone piu’ importanti per una buona promozione.
    E poi lo sai anche tu che io non sono un grande frequentatore di avvenimenti del genere, la signora Colombini Cinelli non mi ha dato nessuna bottiglia da portare a casa, non l’ho piu’ mai vista ne’ sentita ne’ prima ne’ dopo. Ma e’ giusto che tu sappia perche’ allora mi e’ piaciuta, come ti avevo gia’ scritto 5 giorni fa in modo piu’ stringato. Non penso di farle una reclame, poiche’ non so neanche com’e’ fatto il mondo dei produttori di Montalcino, a me andava bene Vasco Sassetti ma tanti, troppi, anni fa, quando c’era un’osteria…..

  5. Un’ultima cosa poi giuro che smetto di tampinarti: guarda che bel regalo ti ha fatto Wojtek qui http://bonkowski.magazynwino.pl/2010/05/10/komisja-weryfikacyjna/ che e’ una degustazione in panel di 20 Brunello di Montalcino dal 1990 al 2006. Ha vinto il Poggione 1999, ma anche se non sai il polacco puoi vedere tutti i partecipanti. Scrivigli un commento, in inglese se vuoi, ma pure in italiano che tanto lui lo capisce e lo parla perfettamente ed eventualmente lo tradurra’ in polacco a chi gli chiedera’ di farlo.

  6. Concordo in pieno con Ziliani, da certe persone ci si aspetta qualcosa di più, non soltanto chiacchere per dire tutto o niente, per polemicizzare un pò e strizzare l’occhiolino poi alla stessa cosa polemitizzata.
    Forse si siamo a ridosso alle elezioni ma allora poteva starsene anche zitto, o forse così senza dare nell’occhio ha tirato l’acqua dalla sua parte facendo silenziosa propaganda ad una sua presidentessa?
    Mi sembra di aver rivisto questo atteggiamento in politica, purtroppo lo vediamo anche in questo mondo fatto di concretezza dove lo stesso signor Gaja ne è protagonista, dove il suo essere serio, concreto e mai banale lo ha portato ad essere quello che è, un’ icona del nostro vino. Rischierei di poter categorizzare questo suo intervento aimé sotto la sezione banalità, cosa che farebbe fare però uno scivolone a quello che realmente è Angelo Gaja.

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  8. a me l’intervento del tuo idolo é sembrato solo propaganda elettorale a favore di un unico, rispettabile, candidato. Nulla di più e questo, da parte di un personaggio come Monsù Gaja, é francamente molto deludente….
    Quanto alle altre questioni, hai ragione nel denunciare il generale silente atteggiamento di tanti produttori di Brunello. La scadenza, epocale, delle elezioni per il rinnovo del Consiglio di amministrazione del rifondando Consorzi avrebbe meritato, da parte loro, ben altro pubblico impegno, ben altro confronto su idee, programmi, proposte concrete…
    Invece…

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