Appello ai componenti del nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio Brunello

Ancora alcune riflessioni, perché non posso proprio farne a meno, perché l’indignazione non accenna a calare, perché le richieste di non mollare arrivate non solo come commenti, ma come mail e telefonate sono state davvero tante, in merito alle elezioni per il rinnovo del Consiglio di amministrazione del Consorzio del Brunello di Montalcino avvenute il 19 maggio.
Ragioniamo innanzitutto sui nomi dei risultati eletti, ovvero, in rigoroso ordine alfabetico:

Fabrizio Bindocci (Il Poggione),
Rudy Buratti (Banfi),
Donatella Cinelli Colombini,
Andrea Cortonesi (Uccelliera),
Marco Cortonesi (La Mannella),
Maurizio Lambardi (Canalicchio di Sotto),
Carlo Arturo Lisini Baldi (Lisini),
Bernardo Losappio (co-proprietario di Villa Le Prata e avvocato, tra gli altri, di Giacomo Neri e Carlo Ferrini),
Ermanno Morlacchetti (Castelgiocondo Marchesi de’ Frescobaldi),
Guido Orzalesi (Altesino),
Giancarlo Pacenti (Siro Pacenti),
Elia Palazzesi (Collelceto),
Fabio Ratto (Pian delle Vigne Antinori),
Francesco Ripaccioli (Canalicchio di Sopra),
Ezio Rivella (ex amministratore delegato Banfi).
Buongusto e decenza avrebbero imposto che in questo nuovo Consiglio non vi fosse traccia di persone e aziende sfiorate minimamente dallo scandalo di Brunellopoli, invece, anche se individualmente saranno sicuramente delle brave persone, alcuni eletti sono rappresentative di realtà e aziende che hanno patteggiato (immagino non costretti da fucili puntati dalla Magistratura), che in alcuni casi sono addirittura rinviate a giudizio, come nel caso della Marchesi Frescobaldi – leggete qui.
Tutto questo, oltre alla presenza di persone che rappresentano gli interessi di determinati potentati che lo si voglia o no a Montalcino continuano a fare il bello e cattivo tempo, a condizionare tutto, è non solo scandaloso e osceno, ma francamente desolante.
E stende una luce lutulenta, opaca sull’etica di tanti produttori di Montalcino, che poi alla prova dei fatti dimostrano di accodarsi ai desiderata di chi comanda.

E’ ovvio che leggendo l’elenco degli eletti spiccano due nomi come candidati in pole position per l’elezione a nuovo presidente del Consorzio: Ezio Rivella e Donatella Cinelli Colombini.
Rispettabili persone, ma assolutamente, soprattutto il cavaliere, la cui storia personale denota un’oggettiva idiosincrasia e antipatia per l’equazione Sangiovese uguale Brunello di Montalcino, le persone meno adatte, per mille motivi, a rappresentare, cosa che un presidente è chiamato a fare, il Consorzio.
Voglio pertanto appellarmi, conoscendoli come bravi produttori di vino, ad alcuni personaggi in particolare ai due Cortonesi, a Carlo Lisini Baldi, a Fabrizio Bindocci, Francesco Ripaccioli, Maurizio Lambardi, Giancarlo Pacenti, perché trovino tra loro un accordo per imporre una candidatura che possa validamente contrapporsi a quella del duo (apparentemente di ferro – basta dire che possono godere dell’appoggio dei rappresentanti di Antinori, Banfi e Frescobaldi: sensazione di déja vu, quand’è che abbiamo visto queste aziende accomunate in un’unica circostanza?) Rivella – Cinelli Colombini.
Mi rifiuto di credere, e la stessa cosa faranno sicuramente tanti consumatori e appassionati di Brunello di tutto il mondo, (i tanti colleghi wine writer e wine blogger che ho incontrato in questi giorni ad Alba e chi mi hanno scritto per chiedere i motivi di questo psicodramma in salsa ilcinese: gente che fa opinione, persone di cui numeri crescenti di consumatori si fidano) che gente come loro possano appoggiare o subire quelle due candidature e soprattutto quella di Rivella.
Tra loro ci sono almeno due figure, forse tre, che potrebbero diventare eccellenti nuovi Presidenti del Consorzio. Molto migliori, molto più appealing, presentabili, credibili, di quanto lo siano la signora, attuale assessore al turismo al Comune di Siena, e l’ex presidente di cento cose, nonché creatore, con i soldi degli americani fratelli Mariani, di Castello Banfi. Forza e coraggio, perché forse non ancora tutto è perduto, perché ancora si può mostrare al mondo che a Montalcino hanno attributi, dignità, voglia di reagire, voltare pagina, percorrere una strada nuova, rifiutando vecchie logiche che non hanno più ragione alcuna di esistere!
Dimostratelo, con le parole, con i fatti, con tutto quello che potete che amate Montalcino ed il Brunello, che non accetterete mai di passare come corresponsabili della sua liquidazione.

23 pensieri su “Appello ai componenti del nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio Brunello

  1. Caro Franco mi dispiace vederti avvitare attorno ad un appello a non votare delle singole persone.
    Persone che a me sembra non possano essere additate al pubblico ludibrio con delle motivazioni così poco pregnanti.
    .
    Sbaglierò, ma a me piace giudicare le persone per i fatti concreti che compiono, quindi mi riservo di giudicare il CdA del Consorzio ed il suo futuro Presidente per quello che faranno e non per quello che forse hanno in mente di fare.
    .
    Ciao

    • Luciano, puoi esprimere liberamente tutte le opinioni che vuoi e io anche non le condivido per niente sono ben lieto di ospitarle, ma non posso accettare che tu scriva cose non corrispondenti al vero. Non “addito al pubblico ludibrio”, per di più con motivazioni “così poco pregnanti”, nessuno: ho esposto dei fatti. Sono fatti, non interpretazioni o illazioni, che determinate aziende toccate dallo scandalo di Brunellopoli invece di fare un dignitoso passo indietro siano presenti con loro rappresentanti in questo “nuovo” Consiglio. Tutto qui. Stupisce me, invece, la tua difesa d’ufficio di certi personaggi che, anche solo esteticamente non dovrebbero piacerti

  2. Caro Franco mi dispiace vederti avvitare attorno ad un appello a non votare delle singole persone.
    Persone che a me sembra non possano essere additate al pubblico ludibrio con delle motivazioni così poco pregnanti.
    .
    Sbaglierò, ma a me piace giudicare le persone per i fatti concreti che compiono, quindi mi riservo di giudicare il CdA del Consorzio ed il suo futuro Presidente per quello che faranno e non per quello che forse hanno in mente di fare.
    .
    Ciao

    • Luciano, puoi esprimere liberamente tutte le opinioni che vuoi e io anche non le condivido per niente sono ben lieto di ospitarle, ma non posso accettare che tu scriva cose non corrispondenti al vero. Non “addito al pubblico ludibrio”, per di più con motivazioni “così poco pregnanti”, nessuno: ho esposto dei fatti. Sono fatti, non interpretazioni o illazioni, che determinate aziende toccate dallo scandalo di Brunellopoli invece di fare un dignitoso passo indietro siano presenti con loro rappresentanti in questo “nuovo” Consiglio. Tutto qui. Stupisce me, invece, la tua difesa d’ufficio di certi personaggi che, anche solo esteticamente non dovrebbero piacerti

  3. Esteticamente non li conosco, se non per qualche foto….e poi l’estetica in questo contesto c’entra ben poco.
    .
    Comunque non mi riferivo alla parte del tuo post dove parlavi delle aziende implicate, bensì a quello relativo alla Sig.ra Cinelli Colombini ed al Sig. Rivella.
    .
    Ciao

  4. Esteticamente non li conosco, se non per qualche foto….e poi l’estetica in questo contesto c’entra ben poco.
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    Comunque non mi riferivo alla parte del tuo post dove parlavi delle aziende implicate, bensì a quello relativo alla Sig.ra Cinelli Colombini ed al Sig. Rivella.
    .
    Ciao

  5. Dott. Ziliani… Ma non era stato lei ad inserire la Cinelli Colombini tra i suoi candidati ideali?
    E ora cosa la porta a cambiare così drasticamente idea???

  6. Dott. Ziliani… Ma non era stato lei ad inserire la Cinelli Colombini tra i suoi candidati ideali?
    E ora cosa la porta a cambiare così drasticamente idea???

  7. Certo che se una Donna del Vino diventasse Presidente del Consorzio del Brunello immagino che un sacco di Donne del Vino accrescerebbero la loro militanza in quel di Montalcino e le darebbero una mano notevole a cambiare tante cose proprio facendo affidamento sulla solidarieta’ di tutte le altre Donne del vino di tutt’Italia. Non lo sottovaluterei, se fossi in te, Franco, questo aspetto. Tenuto conto del fatto che mi e’ piaciuto moltissimo un commento di Silvana Biasutti che riporto da un altro post di questo stesso blog, non volermene ma alle volte ripetere fa anche bene:

    “Francamente, Franco, mi colpiscono di più le osservazioni relative al turismo, alla ristorazione, alla necessità che Montalcino divenga un luogo d’eccellenza, come dovrebbe e potrebbe. Si tratta non di “un diritto”, bensì di “un dovere”; si tratta – a mio modo di vedere – di un’operazione che richiede un’evoluzione di atteggiamenti e di mentalità che non è facile. Non lo è qui, a Montalcino, come non lo è in nessun altro luogo del nostro paese.
    E non può avvenire, senza dialogo, senza aperture e confronti, senza una dialettica aperta, il cui obiettivo deve essere quello di un miglioramento generale.
    “Poi” viene il vino, che potrebbe essere, intanto, figlio di un’auspicata limpidezza generale!

    Scritto da Silvana Biasutti, il 13 maggio, 2010 at 11:14”

  8. Caro Franco,
    credo che il tuo appello non potrà essere esaudito, per il semplice fatto che nessuno di coloro che tu sceglieresti come presidente può contare su un numero sufficiente di voti(sì è vero che non hai fatto i nomi, ma i vini li conosco benissimo!). Non potranno sperare di esserlo, per gli stessi motivi che ho scritto nel mio post precedente, di stamattina.

    Caro Crosta@,
    come sempre le parole riportate fuori contesto possono travisare le intenzioni di chi le ha scritte.
    Infatti il mio commento, che non smentisco affatto, ma che riguardava ben altro post (13 maggio u.s.!!!), da lei riportato paro paro in calce ai commenti sul nuovo consiglio, sembra appunto riflettere una mia opinione su tale nuovo consiglio.
    SMENTISCO e assicuro che non lo è affatto.
    Non ho mai espresso opinioni sul nuovo consiglio, non sono una donna del vino, non amo necessariamente il vino fatto dalle donne del vino e ne ho anche piene le scatole di sentir parlare dei vini delle donne del vino come se fossero straordinari.
    E in genere non amo le valutazioni sulle questioni di genere.
    L’unica cosa che non nego, caro e simpaticissimo Mario Crosta, è che sono una donna: non è un privilegio, è (stata) una gran fatica, ma non un merito. La politica ci ha speculato troppo e nel farlo ci ha fregate ben bene,
    (Scusi la veemenza, ma oggi, leggendo il giornale, ho scoperto che pur essendo ‘donna’, secondo lor signori dopo quarant’anni di lavoro sarei anche una ‘pensione d’oro’, perciò pur essendo donna sono anche inelegantemente incazzata.

  9. La sua puntualizzazione, cara Silvana, e’ come sempre benvenuta. Ma i temi che in quel commento lei ha così ben sollevato rimangono certamente un punto fermo per chi a Montalcino dovra’ pur cominciare ad occuparsene seriamente. Lo stesso arrivo di una tappa del Giro d’Italia, anche per le condizioni delle strade che sembrano appartenere ad altri tempi, e’ stato un avvenimento importante e lei deve pensare che noi che viviasmo all’estero seguiamo molto queste trasmissioni che ci possono far sognare un territorio (e correre a stappare una bottiglia locale proprio per continuare il sogno).

  10. Caro Mario, ma certo che i temi di cui scrivevo lì sono validi-issimi. Anzi giacché me dà l’occasione, mi allargo. Sono temi molto italiani, che come dire?, afferrano per la coda il nostro (residuo, ma tutt’ora consistente) tesoretto: paesaggio, arte, storia, bellezza disseminati a piene mani; in certi luoghi addirittura così densi da stordire (piacevole stordimento!). Tanto che, quando hanno avuto la dabbenaggine di cooptarmi nella Giunta provinciale di Siena, avevo coniato un haed-line, “densità di rarità”.
    Ma perché mi dilungo, qui, a parlargliene, caro Mario Crosta?!
    Semplice: perché questo patrimonio, di cui il Brunello è una formidabile e godibilissima espressione, deve essere maneggiato con cura; esso è cosa delicata, non può sottomettersi al mass-market, non può essere vissuto esclusivamente come business.
    Dovrebbe essere affidato solo a chi sa che (cito Emilia Nardi)”nell’agricoltura c’è un bel pezzo del nostro futuro” e aggiungo io, un bel pezzo del nostro patrimonio.

    Purtroppo, leggendo i quotidiani (forse troppo e troppi?) mi sono fatta l’idea che ci siano in giro un sacco di raiders.
    Scusi le divagazioni, ma quando si parla di Brunello non posso fare a meno di metterl in relazione con le più belle cose che ci riserva il nostro paese!!

  11. Pingback: Appello ai componenti del nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio Brunello | Trentinoweb

  12. Silvana, non si e’ allargata abbastanza. Prenda l’occasione al volo e prosegua. Nella bottiglia c’e’ il sogno. Poi c’e’ anche il vino. Fateci sognare. Franco ci ha capito perfettamente. E’ come con la magica Inter. Poi c’e’ il calcio.

  13. Lei, Ziliani, mette i produttori gli uni contro gli altri e in questo modo fa del male a Montalcino e al Brunello.
    E’ proprio convinto che sia giusto offendere, rovinare la reputazione di quelli che non la pensano come lei?
    Nell’articolo del “Wine Advocate” del 27 aprile, scritto da Antonio Galloni, ci sono alcune frasi che riporto in italiano <> .
    E’ bene che anche lei legga questa pagina della rivista di vino più indipendente e ascoltata del mondo e rifletta su quanto male fanno le guerre che lei fomenta.
    Io rispetto le opinioni altrui, io credo nella mia terra e in chi ci abita. Nel 1954 Montalcino era uno dei 10 paesi più poveri d’Italia e siamo diventati il prototipo della nuova agricoltura. L’abbiamo fatto tutti insieme. Questo è lo spirito di Montalcino, quello in cui credo per rinascere.
    Ho detto all’autore della lettere anonima di 15 giorni fa e ora dico a lei: io sono contro chi, per ambizione personale, danneggia gli altri e con le sue lotte di potere divide il paese
    Donatella Cinelli Colombini

    • Gentile Signora, capisco che per provare a farsi eleggere si possa ricorrere ad ogni sistema e mezzuccio. E’ normale. Non é normale, invece, che lei provi, come ha fatto con questo commento, a farmi passare – cosa che non sono assolutamente – come un nemico di Montalcino, uno, lei scrive, che “fa del male a Montalcino e al Brunello”. Io non mi sono affatto dedicato, come superficialmente scrive, ad “offendere” e addirittura a “rovinare la reputazione di quelli che non la pensano” come me. Lei lo sa benissimo, visto che, ad esempio, ho espresso solidarietà a lei e ad altre persone vittime di squallide ed imbecilli lettere anonime.
      Quanto alla “ambizione personale” che mi attribuisce, che porterebbe a “danneggiare gli altri”, non le rispondo nemmeno. Non solo perché lei é una Signora e io cerco di essere un signore, ma perché l’accusa é talmente risibile, priva di fondamento, assurda, che può veramente solo fare sorridere…
      Certo che ha cambiato registro nei miei confronti, dalla sua lunga telefonata di sabato scorso, con la quale sembrava in qualche modo sondare la mia disponibilità ad ammorbidire i toni e dare, insieme a voi neo eletti, un contributo a favore del Brunello – della vostra idea del Brunello e di Montalcino – telefonata gentilissima, a queste accuse scomposte alle quali si dedica. E da parte di una persona di cultura e lunga esperienza e credevo sensibilità come lei questa é davvero una sorpresa…

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