Botta e risposta con Cernilli su Intravino

Ricordate le polemiche sorte recentemente, qui, qui e poi ancora qui, in merito al contenuto dell’ormai famosa pagina 131 del volume Il vino degli altri pubblicato, per Mondadori editore, da Andrea Scanzi?
In questa pagina, che potete leggere, se non l’avete già fatto, qui e ancora più chiaramente qui, l’autore riporta le clamorose dichiarazioni di un produttore toscano sui metodi, molto disinvolti, che sono usati per produrre vino da alcuni noti enologi.
Bene, quando tutto sembrava si fosse per il momento quietato, in attesa che forse, come annunciato, si proseguisse la discussione in tribunale, questa mattina il blog Intravino, a firma di Alessandro Morichetti, ha pensato bene di tornare a parlare – leggete qui – del libro di Scanzi, semplicemente per farne una recensione. Decisamente favorevole, visto che il post si chiude con la lapidaria affermazione “Niente da dire, Andrea Scanzi è uno di noi”.
Ad Intravino avevano però fatto i conti senza l’oste, perché a fronte della sottolineatura secondo la quale “il testo letteralmente s’infiamma nei lunghi stralci d’intervista – quasi porthosiani – ad Angiolino Maule, Giampiero Bea, Francesco Valentini. Preziosi”, a fornire un controcanto, decisamente meno favorevole al libro e ad alcune parti soprattutto, è intervenuto con un commento, seguito poi da altri, nientemeno che il potentissimo direttore del Gambero rosso, sor Daniele Cernilli.
Secondo il quale “saranno anche preziosi gli interventi di Bea e di Maule, però Francesco Valentini mi ha telefonato imbufalito perché, mi ha riferito, il senso delle cose che ha detto è stato completamente travisato. La stessa cosa che afferma Massimo D’Alessandro. Credo che ci saranno strascichi legali”.

A rafforzare poi il tiro ad alzo zero sul libro di Scanzi, e soprattutto sulla “famigerata” pagina 131, sul proprio blog attivo da poco, Lady Wine, dove già il 19 aprile si era letta un’accorata difesa d’ufficio di un enologo toscano co’ baffi, è intervenuta un’altra componente del team del Gambero rosso, degustatrice tra le più importanti di Vini d’Italia, Eleonora Guerini, secondo la quale, leggete qui, “quello che è accaduto tra Scanzi e D’Alessandro è, dal mio modesto punto di vista, pattume giornalistico”.
Sostenendo, poi, che Scanzi “abbia molto enfatizzato, calcato i toni, facendo apparire D’Alessandro come uno convinto che al mondo ci siano solo il bianco o il nero, i buoni e i cattivi e che lui, dall’alto della sua Cortona, sta lì a dispensare giudizi”.
Pensate che letto questo ennesimo atto di pompierismo, specialità nella quale eccelle, ad opera di Daniele Cernilli me ne sia stato zitto? Niente affatto.
Facendo tesoro dell’ospitalità di Intravino mi sono impegnato in uno scambio di commenti con quello che anni fa ho soprannominato “il Robert Parker der Tufello”, che mi ha puntualmente risposto pur riferendosi a me come a “chi non nomino”.
Qui
, se volete leggerlo, il nostro “dialogo” non proprio in punta di fioretto…

0 pensieri su “Botta e risposta con Cernilli su Intravino

  1. Vedrai che un giorno molto vicino, utlizzando argomentazioni serie e pacate, le “teorie” esposte da Scanzi diverranno giuste analisi. Mi chiedo: ” è mai possibile che a scaldarsi siano sempre quelli che hanno la poltrona che scotta?”…meno male che sono giovane, almeno vedrò come va a finire!!

    • Simone hai letto quello che ha scritto Andrea Scanzi, rispondendo al Robert Parker der Tufello, intervenendo sul post di Intravino sopra citato?
      Ad uso e consumo di tutti i lettori riporto la parte più interessante: “Riguardo a D’Alessandro, ho riportato le parole esatte da lui usate, all’interno di un capitolo intero. Ho parlato con lui adesso (3 maggio, ore 20) al telefono e smentisco categoricamente, nella maniera più assoluta, le parole di Cernilli.
      D’Alessandro non ha mai, e dico MAI, detto a Cernilli che ho inventato o travisato tutto. Al telefono mi ha bensì detto – con risentimento, questo sì – che tutte quelle cose le ha effettivamente dette ma che è stato “ingenuo” e “pollo” nel dirle, e che sperava – pur non avendomelo chiesto – che non avrei scritto tutto. Oltretutto, lette in un libro, assumono una forza superiore rispetto al parlato (è il suo parere).
      In questo senso D’Alessandro, che come Valentini non ha alcuna intenzione di adire vie legali (di cosa?), ha mandato lettere di scuse ai diretti interessati, sostenendo di essere stato “ingenuo”. MAI però ha scritto che io “mi sono inventato tutto”). Questa è una calunnia totale e diffido Cernilli dall’insistere su tale china, questa sì passibile di vie legali.
      Non parliamo di deontologia o invenzioni: io ho riportato fedelmente le parole che mi sono state dette. Se poi alcuni intervistati, del tutto legittimamente (ma A MIO avviso poco coerentemente), si sono pentiti di ciò che hanno affermato una volta trovate le loro parole su pagina (e su pagina la parola appare più forte), è altro discorso”.
      Cosa risponderà ora Monsù Cernilli?

  2. A voler fare l’avvocato del diavolo, viene da domandarsi come mai il direttore di una guida sui vini d’Italia (tutti), che dovrebbe garantire a dir poco una certa super partes, si infervora tanto a difesa di un produttore. Non sarebbe più etico da parte di questo signore chiamarsi fuori, visto che comunque un’indagine c’è? E ancora, perchè Brancaia scrive una e-mail di giustificazione alla gentile Lady Wine(degustatrice ufficiale del Gambero Rosso), che tra l’altro sembra abbia attivato il suo blog da poco tempo e quindi sconosciuta ai più?
    Per la cronaca, Brancaia il Blu è stato premiato dalle ultime tre edizioni del Gambero Rosso, non so dirvi quelle precedenti perchè non le ho.
    Franco, grazie ancora per la tua onestà morale, la mia fiducia era ed è ben riposta.

  3. Pingback: Botta e risposta con Cernilli su Intravino | Trentinoweb

  4. salve,
    ho letto lo scambio su intravino. Che dire? a me pare che ci sia una gigantesca ipocrisia e Cernilli, che fa quasi finta di non sapere e si indigna sta facendo la figura di uno scajola. queste cose, nel mondo del vino, LE SAPEVANO TUTTI, e basta parlare con un po’ di produttori che prima o poi vengono fuori. Girate per il Chianti e i nomi coinvolti saltano fuori e che ferrini era coinvolto (non dico colpevole, dico coinvolto) era il segreto di pulcinella. Ora, se Cernilli, pur con tutto il grantismo dovuto, non sapeva queste cose e si scandalizza perchè scanzi le ha riportate mi chiedo dove sia stato negli ultimi 20 anni.

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