Consorzio del Brunello: piccolo identikit del candidato ideale

Quali devono essere, a mio avviso, le caratteristiche del candidato ideale a diventare nuovo Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino?
Ho provato a sintetizzarle in pochi tratti, che presento qui, sottoponendoli all’attenzione e soprattutto alle valutazioni, attentamente meditate, dei produttori che il prossimo 18 maggio saranno chiamati ad eleggere il nuovo Consiglio di amministrazione ed il nuovo Presidente.
A mio avviso occorre una persona fortemente legata al territorio, e pubblicamente e universalmente riconosciuta come tale, con una matrice culturale (non necessariamente costituita da libri letti!) idonea ad esprimere e affermare tale legame in favore della terra ilcinese e dei vini che ne sono l’espressione enoica, in primis il Brunello di Montalcino.
Una donna o un uomo esente da conflitti di interessi e da ombre di qualsiasi natura, la cui formazione sia propedeutica alla valorizzazione del lavoro (come valore concreto in questi tempi volatili) di tutte le aziende consorziate: piccole, medie e grandi.
Un uomo (o una donna) che conosca l’uso di mondo e lo sappia tradurre in relazioni utili a tutti. Una donna (o un uomo), al di sopra di qualsivoglia sospetto, che rappresenti tutti i consorziati, in modo generoso, equilibrato e inflessibile (massimamente dopo le recenti vicissitudini).
Una persona dinamica, capace di relazionarsi a ogni livello, senza timidezze linguistiche, portando avanti la bandiera della trasparenza e dell’onestà.
Altri requisiti occorrerebbero, ma se vi fossero questi sarei già contento. Esclamerei “ecce homo” (c’è una persona, a mio avviso, che ha tutte queste caratteristiche e corrisponde alla mia descrizione: ne parleremo next week) e brinderei a Brunello!…

0 pensieri su “Consorzio del Brunello: piccolo identikit del candidato ideale

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  2. ma sor Ziliani, non aveva mica assicurato, mesi fa, che non si sarebbe più occupato di quel che accadeva a Montalcino? Alla faccia del disimpegno…
    Ora lei non passa giorno che si arroghi il diritto di bocciare un candidato, di stroncarne un altro, di lanciare segnali in codice, di tirare la volata a questo o quello.
    Ma perché non si fa l’affaracci sua – scriva del suo amatissimo Barolo o vada a rompere i corbelli altrove – e lascia che qui a Montalcino siamo noi a decidere chi eleggere e chi no?
    Non avrà mica la presunzione di pensare che al Consorzio del Brunello ci deve andare un amico suo (che poi magari le dà qualche incarico ben retribuito) o che a Montalcino dobbiamo fare quello che vuole lei?
    E’ solo un giornalista, noto, rompic……i, seguito, e non ha diritto di voto. Lasci che siamo noi a votare chi ci garba!

  3. trovo molto interessante l’identikit del candidato tracciato qui. Alla luce di questo identikit si capisce, dei vari nomi che circolano e di cui si parla, chi corrisponda a questo ritratto e chi decisamente no…
    Personalmente trovo legittimo che un giornalista che si é occupato tanto dello scandalo del Brunello e che ha dimostrato di avere a cuore le sorti di Montalcino e del suo Brunello esprima sue convinzioni, anche in termini di preferenze per certi potenziali candidati e di dissenso nei confronti di altri.
    Avanti così Ziliani e se lo ritiene opportuno, proprio come le ha chiesto l’avvocato Losappio faccia pure i nomi e cognomi del suo candidato ideale

    • grazie Maria, so che a Montalcino anche se tacciono molte persone la pensano come lei e apprezzano quanto – in maniera del tutto disinteressata, come giornalista amico di Montalcino e del Brunello – provo a fare. Io non credo ad un’informazione asettica e inamidata, falsamente oggettiva, e dico apertamente come la penso, con l’onestà intellettuale che mi riconoscono anche importanti esponenti di aziende i cui vini ho più volte criticato e detto apertamente che non mi piacciono e perché.

  4. Rassegnati, Franco, il giornalismo è sempre stato preso di mira, quando non si riduce a fare da ‘ufficio stampa’ più o meno camuffato.

    Anche il nostro Presidente del Consiglio ogni tanto scivola su questa buccia.

    Forse i giornalisti dovrebbero occuparsi esclusivamente dei fatti della propria famiglia, o al massimo di quelli del proprio condominio (naturalmente in modo anonimo, per non turbare gli animi dei condomini); e un blog del vino?

    Ma quando cresceremo e impareremo a dialogare a viso aperto su questi temi, senza invettive che – per il modo in cui vengono lanciate – testimoniano assenza di stile e incultura?

    • cara Silvana, trovo molto istruttivo il commento di Beppino secondo il quale ci si può pronunciare a favore di un candidato solo se spinti da interessi personali e di bottega, ovvero dal fatto che si spera che appoggiandolo una volta eletto il candidato X si ricordi dell’appoggio concesso e ripaghi il tutto con qualche “incarico ben retribuito”. E’ una bischerata in salsa ilcinese, becera come il commentatore che ha espresso questa convinzione, ma le concedo tutte le attenuanti perché il tale, probabilmente un produttore, si é abituato a pensare così della stampa, perché nel mio settore é pieno di personaggi che agiscono proprio come Beppino ha detto, alla faccia dei conflitti d’interessi, curando, anche spudoratamente, le p.r., di questo o quel produttore, di qualche Consorzio o associazione. Gente che non fa e soprattutto non scrive niente per niente.
      Io che sono ancora ingenuo, nonostante i miei 53 anni, sono ancora un Don Chisciotte che continua a credere nelle battaglie ideali, che se appoggia X é perché é convinto che sia la persona giusta al momento giusto, e non per ricavarne del tornaconto personale.
      Per cui deluderò Beppino ed i suoi amici, e anche se, ovviamente, lascerò ai signori produttori tutto il diritto di esprimere, magari anche sbagliando (ma attenzione, perché a questo blog guarda una fetta significativa di mercato e di consumatori che da Montalcino non si aspettano le solite manfrine e che vogliono veramente un cambiamento e in caso contrario sono pronti a voltare le spalle a Messer Brunello) le proprie idee nella votazione del 18 maggio, continuerò a non farmi “l’affaracci mia” e ad intervenire – in fondo mancano solo dieci giorni – sul tema elezioni del nuovo Consiglio del Consorzio del Brunello. Interventi volti a costruire, anche provando ad affondare certe candidature improbabili, a stimolare, con la presunzione di indurre i produttori ilcinesi a non dimenticare il passato, a guardare avanti, a scegliere le idee e le persone migliori per restituire a Montalcino e al Brunello l’immagine, la credibilità, il prestigio intaccati da uno scandalo che non si sono di certo inventati i giornalisti. Ma é dovuto a qualche furbetto del vigneto e della cantina, che aveva la presunzione di pensare di potere fare tutto, di essere intoccabile. Oltre che spudorato…

  5. Lo sanno, lo sanno, Franco, che “a questo blog guarda una fetta significativa” eccetera.. eccome se lo sanno! Altrimenti perche’ i senzapalledifirmarsi parlano di “lascia[re]… che siamo noi a DECIDERE chi eleggere e chi no”? Perche’ parlare di “dobbiamo fare quello che vuole lei”, perche’ farneticare di “non ha diritto di voto”? Evidentemente tu pesi e loro lo sanno, oppure se non sei d’accordo: loro sono convinti che tu pesi. Che tu incidi, condizioni.
    E’ quasi patetica la finale confessione di sottomissione (e di impotenza): “lasci che a siamo noi a votare chi ci garba!”. Per cosi’ poco! Per aver espresso in modo analitico e preciso le opinioni su quello che sta succedendo, sul processo che deve portare a esprimere una nuova leadership… Alla faccia!
    E questi sarebbero i cazzutissimi produttori che sculacciavano gli States con il supervino namber uan? Sono quelli che cifre alla mano dimostravano la necessita’ storica di fare il Brunello anche in proda ai fossi perche’ era richiesto e tutto quel fiume di ricchezza non poteva essere lasciato passare inutilmente?
    All’anima, che strizza che si ritrovano!

  6. Caro Franco, credo che a Beppino ‘il coraggioso’ (e non solo a lui) piacerebbe molto prenderti in castagna.
    La maggior parte della gente non capisce che non tutti sono assatanati dai soldi a tutti i costi e pensa che quelli che non lo sono siano dei fessi oppure facciano finta!

  7. come al solito le questioni amministrative sono sempre più ingarbugliate di quello che dovrebbero, e persino la nomina del presidente di un consiglio enologo diventa un affare più rilevante di quanto sia in realtà. L’importante è che la produzione di brunello di montalcino continui e sia garantita dalle norme del settore l’unicità e la salvaguardia del vino. A prescindere dalle questioni di nomina bisogna ricordarsi che il vino brunello è uno dei vini italiani più famosi nel mondo che ha persino ottenuto la denominazione docg.

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