Consorzio Brunello: eppur qualcosa si muove! Un documento unitario su cui lavorare

Buone nuove da Montalcino! Forse stimolati dal mio appello di stamane a rendere note le loro candidature alcuni produttori mi hanno trasmesso questo documento significativo, che riporta le Proposte per il Consorzio del Brunello messe a punto, in un clima collegiale di proficua collaborazione, da una commissione congiunta dei tre sindacati, Coldiretti, Confagricoltura, e Confederazione Italiana Agricoltori.
15 firme, molte di personaggi autorevoli che potrebbero far parte del Consiglio e alcuni dei quali potrebbero essere ottimi presidenti, in calce ad un’elaborazione largamente condivisibile dei “punti che il prossimo Consiglio si ritiene debba analizzare e sui quali dovrà formulare proposte ai soci”.
Tra i vari punti, fondamentale la riaffermazione della produzione “dalle sole uve di Sangiovese di Montalcino” del Brunello, mentre tutta da valutare è l’ipotizzata “riorganizzazione del Rosso di Montalcino e del Sant’Antimo che parte da un’attenta analisi dello stato dei fatti e sia capace di enfatizzare il connubio territorio-vino per attuare una seria politica di rilancio”.
Ma leggetevi con attenzione tutto il corpus delle proposte e dite chiaramente cosa ne pensate…

0 pensieri su “Consorzio Brunello: eppur qualcosa si muove! Un documento unitario su cui lavorare

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  2. Il documento dei tre sindacati è stato elaborato insieme il 29 marzo, ed è stato distribuito ai soci del Consorzio del Brunello al Vinitaly. Credo che vada riconosciuto che in questa occasione come per il Piano Strutturale, l’ICI sulle cantine e vari altri accidenti locali noi che rappresentiamo i tre sindacati ci siamo mossi insieme, per tempo e bene. Ora la palla è ai soci, che dovranno scegliere chi eleggere (è il mio auspicio) tra coloro che si riconosceranno in pieno in queste nostre proposte. Io non sarò tra i candidati, ma auguro ogni successo nel difficile compito a chi sarà eletto perchè il Brunello ed il territorio hanno bisogno delle migliori energie dei migliori che possiamo mettere in campo. Stefano Cinelli Colombini

  3. Franco, ti posso dare il mio parere da semplice consumatore residente da qualche anno all’estero.

    Bel documento, in cui l’incipit dice gia’ molto: “Montalcino e’ luogo unico ed irripetibile”.

    Due spunti, il primo sulla promozione: ne serve molta, per far conoscere i prodotti ed i produttori (a Lussemburgo, dove vivo io, viene svolta bene dai commercianti, che pero’ vendono solo le firme piu’ blasonate – che per assurdo non hanno bisogno di tanta pubblicita’).

    Il secondo, sul ruolo del rosso. Deve essere un brunello in miniatura oppure altro? Per me dovrebbe esserlo. Il consumatore medio che incontro io, ancora ha una sorta di timore reverenziale nei confronti del Brunello (tipico il commento: non aprirai mica un brunello, non dobbiamo festeggiare nulla…) ed il rosso potrebbe essere il buon traino per far breccia in questi palati.
    Quando si legge “enfatizzare il connubio territorio-vino” credo si voglia andare in questa direzione, tu che ne pensi?

    Grazie e complimenti!

  4. carissimi lettori,
    ho letto alcuni giorni fa quel documento, felice dei contenuti, orgoglioso di essere collega di chi l’ha scritto, ma…….:
    analizzando il punto due, qualcuno ci ha già provato, con scarsi risultati
    punti centrali di ovvia banalità, o meglio di ordinaria amministrazione.
    punto otto, come si fa ad ottimizzare il rapporto con i soci, o meglio con alcuni di essi (anonimi) se alla prima notizia importante o alla prima voce di qualcosa di buono o cattivo questa viene sparsa ai quattro venti?
    mi viene un dubbio:
    non credo che il CDA in essere abbia lavorato male, in quanto ha analizzato già tutti questi punti, bensì che non abbia avuto l’appoggio dei soci, di alcuni di essi in particolare o dei social network.
    non vorrei fare nomi, ma sono costretto da un po’ di rabbia, caro Franco, come si fa a caldeggiare il sig. Virano (nulla in contrario contro la sua stupenda persona) che proviene dalla stessa azienda proprietà di colui che ha lasciato il consorzio in alto mare, nella sua pagina più buia?
    riflettiamo con buon senso.
    Luca

  5. ..meno male: ammettono (loro, con le loro strutture..)che ,in generale credo, i consorzi sono ..”strutture burocratiche”…

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