Donne e acciughe Le ragazze del Parco a Monterosso

Garantito IGP. “Il cibo ed il vino secondo Carlo Macchi, Luciano Pignataro e Franco Ziliani. Ogni lunedì, i tre siti di Vino Igp (I Giovani Promettenti) offrono ai loro lettori un post scritto a turno dai giornalisti Carlo Macchi, Luciano Pignataro e Franco Ziliani”

Non so se sia vero il detto “Bacco, Tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere” ma posso garantire su: “Bacco, Venere e acciughe di Monterosso stai bene a più non posso”.
L’improvvisatissimo proverbio nasce grazie alla Cooperativa “Le ragazze del parco” che a Monterosso, nel cuore delle Cinque Terre hanno ripreso la vecchia tradizione che vedeva solo le donne occuparsi della lavorazione (pulitura, salatura, conservazione) delle acciughe.
Una tradizione che va indietro di decine di anni e che vedeva le donne aspettare le barche dei pescatori, prendersi in carico le acciughe pescate, pulirle e metterle sotto sale in grossi recipienti di terracotta.
Oggi le ragazze della cooperativa non usano più la terracotta ma la più lavabile plastica, anche se per il resto (pulitura, salatura, mantenimento sotto sale con dei pesi adeguati che non le schiaccino ma permettano al sale di agire) seguono sempre le vecchie tecniche che le nonne gli hanno insegnato.
Il momento di maggior lavoro è sicuramente tra maggio e giugno, anche se un “minimo cabotaggio” lo si ha quasi per tutta l’estate e per i primi mesi della primavera.
Se volete saperne di più dovete andare a Monterosso, nella loro sede in Piazza Garibaldi, dove potrete saziare sia l’occhio sia il naso, sia la gola. Infatti le ragazze per prima cosa vi mostreranno un filmato con tutte le fasi della lavorazione e nel frattempo prepareranno per voi (gratuitamente…e per la Liguria, a proposito di detti e proverbi,  è il massimo) un assaggio di alcune salse a base di acciughe che alla fine prevede l’assaggio  della vera acciuga di Monterosso.
Il mio consiglio è quello di saltare le salse e di concentrarsi sull’acciuga. Vi ritroverete tra le mani un pesciolino profumato che, una volta messo in bocca vi stupirà almeno per due motivi: per la sua consistenza e per la sua dolcezza.
Avete letto bene: dolcezza. Infatti la salatura, se fatta come dio comanda, non porta la carne dell’acciuga ad intridersi di sale ma la fa maturare e “fiorire” al meglio. Almeno per un periodo non inferiore ai 6-8 mesi. Questo è il tempo massimo in cui ti consigliano di consumarle, spiegandoti anche alcune semplici regole che ti permetteranno, una volta a casa, di conservarle al meglio.

Credetemi: vale proprio la pena, durante una visita alle Cinque Terre,  di fermarsi una mezz’oretta in questo piccolo ed accogliente laboratorio da cui uscirete con un vasetto di acciughe che vi faranno venire l’acquolina in bocca fino a che non riuscirete a mangiarne almeno 3-4, abbinate magari ad un bel bianco strutturato (e qui entra in campo il Bacco del proverbio). Le Ragazze del Parco Piazza Garibaldi 20, Monterosso, (SP), tel. 0187817059, fax 0187817151 e-mail
Carlo Macchi

Questo articolo è pubblicato contemporaneamente su www.lucianopignataro.it
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0 pensieri su “Donne e acciughe Le ragazze del Parco a Monterosso

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  2. Avevo conosciuto e apprezzato le produzioni delle “ragazze” alla manifestazione “Canelli, la città del vino”, dedicata alle cucine regionali italiane, svoltasi qualche anno fa. E di quell’episodio serbo – con buona pace di mia moglie e del mio dietologo – un duplice ricordo: la simpatia e bellezza delle ragazze e la bontà delle loro acciughe. Tutte cose indimenticabili…

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