Presidenza Rivella per il Consorzio del Brunello: un’ipotesi da “psicodramma”

Si avvicina sempre più l’appuntamento di martedì 18, le elezioni per il rinnovo del Consorzio del Brunello di Montalcino, e come ho già scritto ripetutamente, ad esempio qui, cresce l’attesa nel mondo esterno, tra gli appassionati di tutto il mondo del più grande vino base Sangiovese esistente, per questa scadenza che non si esagera a definire epocale.
Un’attesa forte in Italia, ma anche all’estero, come testimonia lo splendido post dell’amico e collega americano Jeremy Parzen, sul suo blog Do Bianchi – leggete qui – che chiama in causa addirittura Pirandello, Gramsci, Marx, De Amicis per descrivere la particolare atmosfera, verrebbe quasi da scrivere lo “psicodramma” che si respira a Montalcino.
Parzen conclude con queste parole, che sottoscrivo in toto: “The saga of Brunello is a Marxist parable: the socially enlightened ideals, mores, and ethos of post-war, “red state” Tuscany have been grubbed up and replaced by the insidious roots of capitalist greed.
Tuesday’s election will undoubtedly determine the new trajectory of the wine, the land, the tradition, and the people. I hope that the members of the Brunello producers association will remember that that the legacy of Brunello di Montalcino belongs not only to them but also to the people of Tuscany, the people of Italy and of Europe and of the world”.
Però a Montalcino non hanno capito quali siano le aspettative e quali potrebbero essere le reazioni a decisioni che potrebbero dare l’idea che a Montalcino, al di là delle parole, non vogliono assolutamente voltare pagina. Lo dimostra il fatto che nelle ultime ore, nel tourbillon delle voci sulle candidature più forti e con maggiori probabilità di avere successo prenda sempre più forte l’ipotesi, assurda, di una presidenza affidata nientemeno che al cavaliere Ezio Rivella.
Personaggio sicuramente rispettabile, perché chiaro e coerente nelle sue posizioni che non hanno mai contemplato un’esaltazione della primazia del Sangiovese e una celebrazione delle doti di questa grande e difficile uva e che più volte si sono tradotte in un invito ad andare oltre l’attuale disciplinare che contempla l’uso del solo Sangiovese per il Brunello.
Si può leggere tuttora oggi, basta cercarla su Internet, la registrazione del dibattito sul Brunello che ci contrappose nell’Aula Magna dell’Università di Siena il 3 ottobre del 2008, dibattito nel corso del quale Rivella ha affermato che a Montalcino non è possibile produrre grandi vini utilizzando solo il Sangiovese.
Bene, nonostante ciò pare che la candidatura Rivella non solo a componente del Consiglio di amministrazione, ma addirittura a presidente del Consorzio venga sempre più appoggiata da diverse forze, personaggi, aziende e ritenuta quasi “inevitabile”.
Io stesso nel corso della giornata di sabato ho ricevuto una telefonata e una mail da parte di un’autorevolissima personalità che si è candidata a far parte del Consiglio e che potrebbe degnamente concorrere per la presidenza, che, tra l’altro dice:
“Credevo che il compito del prossimo consiglio dovesse concentrasi sulla ricerca prospettive per i vini di Montalcino e per i comparti che afferiscono al vino (turismo, giovani, formazione … ) invece c’è da ricostruire il senso del bene comune, in altre parole la “squadra”.
In questo lei può avere un ruolo molto importante. Parliamone: bisogna favorire il dialogo, stimolare un atteggiamento propositivo, agevolare chi ha idee e vuole realizzarle. Meglio, molto meglio una discussione a viso aperto come quella avvenuta fra lei e Rivella.
Il confronto porta in se il rispetto per chi si ha davanti e il bisogno di misurare le proprie opinioni con le sue. Alla fine, fra persone intelligenti, le distante si accorciano sempre”.
E nel corso della telefonata mi è parso si volesse in qualche modo provare ad “ammorbidire” la mia posizione notoriamente intransigente verso un ruolo importante di Rivella nell’ambito del prossimo Consiglio.
Non mi nasconderò dietro ad un dito e ai produttori del borgo ilcinese voglio semplicemente rivolgere una domanda: vi sembra che Ezio Rivella sia una persona che abbia dimostrato di avere a cuore il Brunello e Montalcino?
Se pensate di sì, se ne siete persuasi, allora votatelo, e aspettatevi di essere ferocemente criticati, e non solo da quel bastian contrario del sottoscritto, per questa vostra scelta totalmente inadeguata.
Se invece, come penso, siete persuasi che una presidenza Rivella sarebbe dannosa e deleteria e invierebbe all’esterno un segnale di conservazione dello status quo esistente che ha portato a Brunellopoli, ebbene, allora i candidati validi, in alternativa, non mancano proprio….

7 pensieri su “Presidenza Rivella per il Consorzio del Brunello: un’ipotesi da “psicodramma”

  1. Il Sangiovese Grosso morirà di crepacuore se il Cavalier Ezio Rivella verrà eletto presidente del Consorzio del Brunello.
    Non è pensabile, non è possibile, non è auspicabile che una persona che afferma che il Sangiovese a Montalcino non da il massimo di se stesso se non viene tagliato con altre uve, venga eletto a tale carica.
    Io non ci capisco niente di come vanno le cose, che vanno tutte al contrario della logica e del rispetto dei luoghi e delle cose vi si trovano.
    Ci vuole l’Esorciccio per rimettere i bovi francesi nella stalla?

  2. Strategia Rivella? Il Brunello di Montalcino nei vasetti della marmellata, come quel suo “nano ghiacciato” che il cavaliere invento’ piu’ di trent’anni fa per svuotare le cantine di una marea di bianchi e che fece fortuna grazie ad una bella canzone di Amanda Lear…

  3. A me non piace parlare delle persone.
    Ancor più se queste vengono elette in maniera democratica e fanno parte di un organismo collegiale.
    Io penso cioè che se venisse eletto Rivella come Presidente non sarebbe né un male né un bene. Sarebbe solo l’espressione della maggioranza dei voti espressi nel Consorzio. E non sarebbe eletto come Dittatore del Consorzio, ma come Presidente di un CdA i cui membri a loro volta vengono eletti democraticamente.
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    Il problema, se mai, è capire a fronte di quale programma d’azione si coaugulano i voti attorno alla sua persona ed agli altri Consiglieri di maggioranza(anche perchè a volte noi parliamo di maggioranze e di minoranze, ma chi dice che il candidato X non possa raggiungere una unanimità?).
    Ammettendo che Rivella sia personalmente a favore del cambio del disciplinare, non è detto che lo sia anche la maggioranza del CdA e/o la maggioranza del Consorzio. Non è detto cioè che l’eventuale favore attorno a Rivella sia cementato dalla volontà di modificare il disciplinare di produzione.
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    Questo per ribadire il concetto che si continuano a fare nomi ma si continua pubblicamente a tacere sui programmi d’azione che tali nomi vorrebbero portare avanti.
    Io spero che al loro interno i diversi programmi stiano circolando, perchè un’elezione fatta solo sui nomi e sulle appartenenze ad una maggiornaza piuttosto che ad un’altra, darebbe poco slancio alla necessaria attività di rilancio della quale il comprensorio ilcinese ha tremendamente bisogno.
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    Ciao

  4. l’elenco degli eletti è sul sito, io non voglio pensare male, ma qualche dubbio vista la lista mi è venuto. si giudicherà dai programmi, giusto, saranno votati, giusto anche questo, ma le idee portate avanti da alcuni di questi signori (legittime, eh) mi lasciano molti dubbi. vedremo..

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