Vininfesta alla Costiera del Cech 2010 a Morbegno. Una festa della viticoltura eroica

Non fateci caso se la locandina è ancora quella dell’edizione 2009.
Preso da un vortice di impegni e di spostamenti un po’ in ogni dove non ho potuto recuperare e scannerizzare quella nuova, ma anche se simboleggiata graficamente da quella del 2009 l’edizione di quest’anno della tradizionale rassegna VinINfesta alla Costiera dei Cech, di cui avevo celebrato qui, lo scorso anno, l’eccellente svolgimento, si annuncia altrettanto interessante.
Innanzitutto spieghiamo, ai non valtellinesi, cosa sia questa Costiera, ovvero l’area che designa il versante orografico destro della Bassa Valtellina, dal Culmine di Dazio a Monastero, o meglio il tratto della catena Retica che va da Dubino a Postalesio, che ha come centro ideale e località più conosciuta Morbegno, ma comprende paesi come Ardenno, Buglio il Monte, Cercino, Cino, Civo, Dazio, Dubino, Mantello, Mello e Traona, che vantano antiche tradizioni viticole. In queste zone si pratica una viticoltura di testimonianza e di passione, non ancora a scopo commerciale, ma legata all’antico piacere dei viticoltori di prodursi il proprio vino, che merita ampio rispetto e attenzione.
Di cosa tratterà l’edizione 2010, in programma sabato 29 maggio in quel di Morbegno, dapprima a partire dalle 9.30, presso il Cinema Pedretti, poi dalle 13 presso il Polo Fieristico Provinciale?
Ovviamente della viticoltura valtellinese, delle sue specificità, del suo carattere eroico, con l’attesissima proiezione del documentario d’autore, firmato dal grande regista Ermanno Olmi, dal titolo Le rupi del vino, prevista alle 10.30, preceduta dai saluti dei rappresentanti delle istituzioni.
A seguire, intorno alle 11.30, l’amico Graziano Murada, direttore della Fondazione Fojanini di Sondrio, premierà una serie di produttori di vini selezionati e non etichettati della Costiera del Cech.
Dopo il trasferimento al Polo Fieristico Provinciale e al pranzo accompagnato dai vini Sentimento e Bulium (vini che lo scorso anno avevo molto apprezzato), mi toccherà fare la mia parte, moderando, insieme a Murada, una tavola rotonda dedicata ai Rossi di Valtellina, o meglio ad un confronto di idee e esperienze tra alcuni vignerons della Costiera del Cech (Piccapietra Vini, La Capuscena, La Corte dei Gira) e vignaioli del Terziere Superiore di Valtellina che hanno da tempo onore di bottiglia e sono ben conosciuti.
Parlo di Dirupi, Nicola Nobili, Terrazzi Alti e Le Strie.
Discussione, pensiamo animata, seguita dalla degustazione dei vini della Costiera del Cech e da un’esibizione del Coro del C.A.I. di Sondrio.
Beh, se vi venisse la tentazione di fare un salto in Valtellina, penso che ne avreste tutte le ragioni…

0 pensieri su “Vininfesta alla Costiera del Cech 2010 a Morbegno. Una festa della viticoltura eroica

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    • caro Graziano, conto di fare – testimoniando il mio amore per la vostra terra ancora con tanti articoli – ancora molto di più.
      un forte abbraccio e un arrivederci a presto nella terra delle Rupi del vino e della viticoltura eroica

  2. per me che vivo nella zona che va da teglio a tirano, dove purtroppo devo vedere tutti gli anni aumentare gli incolti tra i bellissimi vigneti, è una vera gioia constatare con quale impegno gli appasionati della Costiera valorizzano il loro territorio. Grazie a tutti per quello che state facendo.

    • caro Poletti, non mi sono dimenticato di voi: ho solo girato e girerò ancora, nei prossimi giorni, come una trottola. Ma dopo il 10 dedicherò il tempo che merita alla bella iniziativa dei vigneti adottati da una rete di intelligenti agriturismi valtellinesi e dei Nebbiolo 2009 da “pronta beva” che abbiamo assaggiato lo scorso 12 maggio in quel di Ardenno!

  3. Gent.le sig. Poletti, non ho il piacere di conoscerla, ma come responsabile ufficio agricoltura della Comunità Montana di Morbegno, la ringrazio per la vicinanza e la solidarietà espressa dalle altre zone vitate della Provinca di Sondrio. Credo che solo la condivisione di obbiettivi forti e le sinergie tra aree vitate di montagna, possano creare quella coscienza collettiva, che consentirà il perdurare dei terrazzamenti e dei vigneti.

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