Arrivederci Gianni…

In ricordo di Gianni Bortolotti
Il pensiero della morte, soprattutto con il trascorrere degli anni, è una presenza costante nelle nostre vite e non c’è giorno che trascorra senza ricordarci che non siamo eterni, che tutto finisce, prima o poi, anche noi… Eppure, forse per esorcizzare quel pensiero, ci illudiamo, o fingiamo di farlo, che tutte le persone care, quelle cui vogliamo bene e che ci vogliono bene, quelle che hanno lasciato traccia nelle nostre vite, che ci hanno tenuto compagnia facendoci sentire meno soli, o che ci hanno consentito di essere un po’ migliori, saranno per sempre accanto a noi.
E pensiamo (o speriamo) che potremo sentire la loro voce, guardare i loro volti, trascorrere un po’ di tempo insieme a loro, finché vorremo. Perché non ci riesce proprio pensare che potrebbero improvvisamente scomparire, lasciando un vuoto che sarà impossibile colmare, nonostante i ricordi…
Così, quando se ne va un amico caro, una di quelle persone speciali che vorremmo avere sempre accanto a noi, che ci riscalda e ci dà conforto, restiamo attoniti, senza parole, sgomenti, incapaci di farci una ragione per quello che è accaduto, impotenti e indifesi davanti allo scandalo e all’ingiustizia della morte.
Stasera, indifeso, affranto, non trovo parole di fronte alla notizia, che mi è arrivata all’improvviso come una pugnalata, che mi comunicava che uno degli amici a me più cari, una delle persone più straordinarie che abbia avuto la fortuna di conoscere, una delle più autentiche e sincere, Gianni Bortolotti, grande naso e palato di Aosta, compagno di tante avventure enoiche e di lunghe chiacchierate sul senso (se esiste) della vita, se n’è andato.
Stanco di lottare per una vita, quella cui era costretto da un paio d’anni, per i capricci del suo cuore tanto generoso e buono, che non era più la vita che voleva vivere. E che amava.
Ci sarà tempo, quando il dolore sarà meno straziante, ed il senso di vuoto per la perdita lascerà il posto alla rassegnazione e all’accettazione, per ricordare chi sia stato Gianni, uno della “banda di Giorgio Grai”, conosciuto a Bolzano alla corte del Maestro e poi incontrato tante altre volte ancora nella sua Vallée, al Vinitaly, in Franciacorta, o ancora a Montalcino, come lo scorso febbraio, nell’incanto del Podernovone di Gianni e ora di Laura Brunelli, che era diventato una sorta di suo buen retiro in terra toscana.
Ci sarà tempo e modo per ricordare quella voce, quegli occhi azzurri e profondi che quando ti fissavano ti entravano dentro, quella barba da profeta, quel carattere apparentemente burbero, tagliato con l’accetta, scomodo a volte, ma in realtà di una dolcezza e di un’umanità infinita.
Per ricordare, coccolandoli, i tanti discorsi fatti insieme in questi anni, anche nel corso del nostro ultimo incontro a fine aprile nella pace della sua casetta con orto su ad Introd.
Sarà bello raccontare tanti aneddoti, le sue battute fulminanti, le uscite apparentemente stravaganti, ma in verità sempre acute, sui vini e sulle persone del mondo del vino, il suo gusto speciale per la convivialità, per lo stare insieme, la felicità di condividere un buon piatto, una buona bottiglia, una fetta di quella fontina straordinaria che solo lui sapeva dove andare a trovare.
Ma questa sera, nella piena delle emozioni e del dolore sordo che mi lacera e che non riesco ad arginare e a cui mi arrendo, voglio solo piangere un amico carissimo, una persona stupenda e vera che non riesco ancora a credere non potrò più rivedere e che vorrei ancora, come capitava ad ogni nostro incontro, abbracciare forte.
Che la terra ti sia leggera Gianni carissimo, grazie per l’amicizia calda, sincera e disinteressata che mi hai regalato, per avermi consentito di esserti amico e di volerti bene. Non ti potrò mai dimenticare…

Ancora due bellissime foto che lo ritraggono, lo scorso febbraio a Montalcino, in una bellissima occasione, una degustazione ricordo di Gianni Brunelli, al Podernovone.
Le immagini sono di Roberto Giuliani

17 pensieri su “Arrivederci Gianni…

  1. Vorrei non aver aperto “Vino al vino” questa notte e non avrei mai voluto ricevere questa notizia.
    Non ho parole per ricordare un uomo vero cui io e la mia famiglia volevamo molto bene.
    Lascio alle tue considerazioni – caro Franco – nelle quali mi ritrovo, ricordare Gianni.
    Mauri

  2. Pingback: Arrivederci Gianni… | Trentinoweb

  3. ciao Gianni purtroppo penso che il tempo sia eterno rimando sempre a domani quello che invece va fatto subito e così soffro poi di rimpianti e rimorsi come quelli che sento in questo momento per non essere venuta a salutarti per non averti chiamato per non aver condiviso con te altri momenti indimenticabili come quelli che ho avuto la fortuna di passare con te e Giorgio Mi mancherai moltissimo ti volevo molto bene
    ciao
    marina

  4. Solo ora, aprendo la posta ho letto la tua notizia. Non ho parole, se penso che a febbraio da Brunelli sembrava stesse in buona forma, una persona di grande simpatia e personalità, come hai detto tu speciale, alla quale mi stavo davvero affezionando. Mi dispiace tantissimo, quando se ne va un uomo così lascia sempre un vuoto enorme, perché porta via con sé uno spessore, una cultura, una profondità e una bellezza d’animo che oggi, purtroppo, sono qualità sempre più rare.
    Le foto che gli ho scattato in quell’occasione, a Podernovo, che lo ritraggono in una delle sue più grandi passioni e di cui era certamente maestro, quella dell’abbraccio dei sensi con il vino, saranno per me un prezioso ricordo di una cara persona, che avrei voluto conoscere e frequentare molti anni prima. Addio Gianni, mi mancherai.

  5. Mi aveva invitato ad andarlo a trovare almeno dieci volte, per lontananza e pigrizia non ci sono andato, mi mancheranno quel suo cappello da alpino e le Nazionali che fumava. Ciao Gianni

  6. Che brutta notizia che apprendo ora. L’ho conosciuto a fine agosto del 2007 in un ristorante a Cogne, eravamo lì per qualche giorno per la X Esposizione dei vini della Valle d’Aosta. Ricordo bene l’enciclopedica conoscenza, il tono misurato ed appassionato. Mi dispiace molto.

  7. Conosciuto per caso alla prima edizione del Salone del Vino, capii subito che il vino lo conosceva meglio lui di tanti produttori. Sguardo severo duro e profondo sapeva in quattro e quattrotto annientarti il vino che stava assaggiando ed allo stesso modo sapeva con estrema eleganza e colorata fantasia descriverti ogni particolare del vino che lo entusiasmava. Ci mancherai Gianni, anche la nostra cucina, cuoche comprese, si inchinavano ai tuoi preziosi consigli che sapevi dare con estrema delicatezza ed attenzione nel particolare. Avrei voluto ancora una volta farti assaggiare quella barbera semplice e fresca che ti piaceva tanto e dirti che finalmente le botti grandi in cantina stavano aumentando a discapito delle barriques che non ti andavano proprio giù.. Grazie di tutti i tuoi preziosi consigli e delle tue spietate critiche, dietro quel duro sguardo non ci dimenticheremo mai del tuo sorriso buono e cordiale. ADDIO GIANNI
    luca e famiglia gagliasso

  8. Conosciuto pochi mesi fa tramite amici comuni, mi ha dato molto in soli 3 incontri.
    Ieri sera proprio in Valle, davanti a una petit arvine di Le cretes del 2009, me lo sono immaginato commentarla paragonandola a una bottiglia di petit arvine di le cretes del 1993 aperta e decantata in pregi e difetti solo 2 mesi fa.
    Andrea

  9. Era da un po’ che non venivo a leggere le novità…. Ora l’ho fatto e anche se l’ho conosciuto poco… Quel poco s’é fatto apprezzare…

    Addio Gianni…

  10. L’ho conosciuto poco ma immediatamente! Sapeva di erbe e di orti, di bosco e di vigne. L’invito a casa di Laura era per una minestra che lui cucinava, era febbraio a Montalcino. Un’occasione perduta, l’occasione di un rimpianto.
    Addio Bortolotti, ti penso in volo sulla valle…

  11. Caro Gianni, che strano dire qualcosa su di te, le parole paiono così scontate per un uomo che di scontato non aveva nulla.
    Ti ho conosciuto per caso, telefonasti una domenica a casa chiedendo di Franco che era via, e tu che arrabbiato rispondesti che non esisteva solo il lavoro ma che bisognava trovare tempo anche per altre cose, tra cui gli amici.
    Avevi fatto una fotografia così fedele di mio marito, che io mi trovai, pur non conoscendoti affatto, a dirti che ero d’accordo con te, perché avevi in assoluto ragione!
    Girai la tua strigliata a Franco quando tornò e incuriosita chiesi a lui di te, ma solo quando finalmente ti conobbi ebbi l’esatta percezione di com’eri.
    I tuoi modi apparentemente bruschi non mi hanno mai intimorito, ti ho subito visto per quello che in realtà eri, un uomo generoso, non calcolatore, che non amava blandire per nessun motivo.
    Un uomo libero, questa è la più grande impressione che m’hai fatto Gianni, e quello che gelosamente voglio custodire di te.
    A te e a Ines (che speriamo voglia continuare a frequentarci) diciamo grazie per la vostra amicizia.
    Un bacio anche da parte di Valentina (le tue mele erano le uniche alla cui buccia non era allergica!)
    Prendendo a prestito una parola che ti piaceva tanto, il tuo “percorso” qui tra noi è terminato, voglia il Cielo possa continuare altrove……..

    Grazie di tutto prezioso amico
    Ely

  12. Pingback: Grande degustazione dei vini della Vallée d’Aoste il 14 marzo a Milano | Blog di Vino al Vino

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