Bindocci for President! Un appello di Intravino e mio

Fabrizio Bindocci foto di Tom Hyland

Per completezza dell’informazione, mi corre obbligo (nonché piacere) segnalare, pubblicato sul blog Intravino, il bel post che il simpatico Alessandro Morichetti, ragazzone marchigiano di Civitanova Marche classe 1979, fisico da pivot di basket, e sicuramente un entusiasta del vino e uno che porta una carica di passione e di freschezza in quel che scrive, ha dedicato, potete leggerlo qui, ad una bellissima degustazione verticale di 6 annate (1973, 1979, 1982, 1999 riserva, 2003 riserva e 2004 riserva) di una delle aziende sicure del panorama del Brunello di Montalcino, Il Poggione.
Degustazione che si è svolta ieri pomeriggio come suggello dell’intensissimo e colorato Wine Day organizzato dalla famiglia Balan in quel di Mogliano Veneto presso Villa Braida.
Una giornata splendidamente riuscita, ricca di incontri, appuntamenti e degustazioni, tra cui quella, spettacolare, di un vinello bordolese appena appena famoso, tale Château Mouton-Rotschild (leggete qui) e una, assolutamente da sballo, tanto per iniziare bene la giornata, alle 11, di Riesling Schloss Johannisberg (con un memorabile e scintillante Grünlack Spätlese classe 1971).
Intitolando il suo post in una maniera che più chiara ed esplicita non si potrebbe – “Vogliamo Fabrizio Bindocci presidente di qualcosa, subito” – dopo aver testimoniato delle mirabilie che, soprattutto il trittico di vecchie annate (e abbiamo dovuto saltarne una quarta, il 1985, perché due fottutissimi tappi di sughero ci hanno fatto tradito) di Brunello del Poggione ci ha regalato – e che io ho cercato di evidenziare nella mia co-conduzione, un po’ “istrionica”, della degustazione, con puntatine nella storia di Montalcino degli ultimi due anni, e accenni a quello che accaduto e forse accadrà, giovedì prossimo, Morichetti conclude: “Indicazioni di voto. Non sono addentro alle questioni montalcinesi ma giovedì 3 giugno verrà eletto il presidente del Consorzio Brunello di Montalcino. Una docg al di sotto di ogni sospetto e nell’occhio del ciclone.

“Sputtanando” il Brunello si discredita il vino italiano e la patria (in)capacità di fare ordine nelle questioni poco chiare, rimanendo Gattopardi sempre e comunque. Il programma di Bindocci è semplice: Brunello di Montalcino = sangiovese. La sua storia e 250.000 bottiglie docg sfornate ogni anno parlano per lui. Una persona onesta, capace e autorevole.
Se giovedì leggerò che è presidente di qualcosa ne sarò ben felice e staremmo tutti più tranquilli”.

Fabrizio Bindocci - foto di Jeremy Parzen

Proprio quello che ho detto, ieri sera, stringendo la mano al direttore della Tenuta Il Poggione, l’amico Fabrizio, davanti ad una platea di appassionati che, come tutti quelli sparsi per il mondo, vogliono dal mondo del Brunello un autentico rinnovamento, scelte chiare e giuste che guardino avanti, e non il ritorno sul proscenio di personaggi da pensionare, non per la loro età anagrafica, ma per le loro idee.
Assolutamente vecchie, altro che moderne. Idee che non fanno il bene e gli interessi di Montalcino, che non daranno smalto e lustro all’immagine, un po’ appannata da due anni di scandali e pasticci vari, del Brunello.
Anch’io, come Morichetti, se giovedì sera apprenderò che il buon Fabrizio Bindocci (nella foto in alto, ritratto da Tom Hyland) ce l’avrà fatta a diventare presidente del Consorzio del Brunello (ce la può ancora fare, perdinci!) “sarò ben felice”.
E brinderò sicuramente, anche se mi troverò a 500 chilometri dai colli ilcinesi, in quel di Orsara di Puglia. Qualche buona bottiglia per festeggiare nella cantina del buon Peppe Zullo non mancherà sicuramente…
Forza Fabrizio, forza Brunello, e soprattutto forza Montalcino!

0 pensieri su “Bindocci for President! Un appello di Intravino e mio

  1. A Bindocci – che qui sopra vedo già in tinta e giustamente corrusco – faccio i miei auguri, anche a nome di quelli che non osano.

  2. Pingback: Numbers point to Cinelli Colombini, while pundits stump for Bindocci in Montalcino president race « Do Bianchi

  3. I miei migliori auguri all’amico di sempre Fabrizio. In questa occasione abbastanza unica nella storia del Brunello è opportuno ricordare una o due cose a chi intende candidarsi alla presidenza. Prima di tutto ormai da anni esiste in assemblea una larga maggioranza di produttori che si dimostra molto coerente nelle proprie scelte. Questi soci non condividono solo l’istanza del sangiovese in purezza nel Brunello, ma anche la necessità di un maggior coinvolgimento di tutta la base associativa nelle scelte del consiglio. Secondo, la larga maggioranza dei soci sente la necessità di un profondo rinnovamento che ne coinvolga l’intera struttura. Ci vuole aria nuova, gente nuova e progetti nuovi. Devo essere più chiaro? Terzo, questa assemblea ormai sa benissimo cosa vuole e non è più condizionabile da volontà esterne a Montalcino. Un tempo le cose forse potevano essere diverse, ma ora la situazione è questa e chi si illudesse che per governare il consorzio basti il voto di quindici consiglieri avrà presto un brusco e brutto risveglio. Come dimostra qualche recente esperienza. Se non vogliamo altri preziosi anni perduti in uno sterile conflitto è bene che chi intende candidarsi tenga conto di questi pochi e bene intenzionati consigli, nell’interesse di Montalcino. Che poi è l’interesse di tutte le aziende, non ce lo dimentichiamo mai. Stefano Cinelli Colombini

    • bravo Cinelli Colombini, sottoscrivo in toto quello che annota! Trovo il suo appoggio pubblico – finalmente qualcuno che rompe il velo del silenzio (o di altro…)! – a Fabrizio Bindocci particolarmente significativo

  4. Pingback: growing wine grapes – YouTube – How To Prune Grapes: Spur Type

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  6. Abbiamo vissuto insieme a Fabrizio e ad altri produttori di
    Montalcino , due anni all’insegna del confronto e dell’impegno per far sì che Montalcino torni a splendere unitariamente con i suoi vini ma sopratutto ribadisca l’inconfondibile valore del Sangiovese. Sarei particolarmente
    felice se riuscisse a sedere sulla poltrana più importante
    del Consorzio . un augurio sincero,

    giuseppe gorelli

    • hai ragione Silvana, trovo questo intervento veramente significativo. Il fatto che Stefano Cinelli Colombini prenda apertamente posizione a favore di Fabrizio Bindocci e non a favore di un’altra teorica candidata forte, che é nientemeno che sua sorella, fa pensare che anche l’attuale assessore al turismo del Comune di Siena abbia, magari giocoforza e obtorto collo, rinunciato a giocarsi le proprie carte, e sostenga anche lei una candidatura Rivella.
      Candidatura che può contare sul consenso non solo dei “poteri forti” di Montalcino, i soliti, ma anche sul sorprendente apporto di diversi piccoli produttori, alcuni dei quali sono tra i 15 neo consiglieri del Consorzio, che a ragion veduta dovrebbero essere più vicini ad un Pacenti o ad un Bindocci, eppure, magari dicendo che un presidente vale l’altro, oppure pensando che il cavalier Rivella abbia la “formula magica” (quale non si sa ed é meglio non pensarlo…) sostengono l’ipotesi di una presidenza Rivella. Ed é questa la cosa più sconcertante: non che siano i Banfi, i Frescobaldi, gli Antinori a favore di un cavalier Ezio Presidente, cosa assolutamente ovvia, ma che lo siano anche piccole aziende araldi dell’equazione Brunello=Sangiovese. Di Montalcino, ça va sans dire…

  7. Perché Fabrizio Bindocci è il presidente ideale per il consorzio del Brunello di Montalcino.

    1)Fabrizio Bindocci è un tecnico, perito agrario, enologo che lavora da più di 35 anni al Poggione;

    2)Fabrizio Bindocci gode della stima incondizionata della proprietà della sua azienda, la quale gli ha sempre dato carta bianca in ottica di reciproca stima;

    3)Fabrizio Bindocci dirige una delle più belle e rinomate aziende di Montalcino capace di coniugare perfettamente come poche, ottima qualità e grandi numeri;

    4)Fabrizio Bindocci è stato allievo di uno dei più intelligenti e lungimiranti imprenditori agrari di Montalcino, Pierluigi Talenti, persona forse criticabile per qualche aspetto, ma che non si sarebbe mai sognato di investire una lira nel Moscatello di Montalcino o altre bevande di bassa lega;

    5)Fabrizio Bindocci , ha sempre lavorato seriamente e duramente alzandosi sempre alle sei di mattina, non è certo un broker milanese convertitosi alla viticoltura di elitè in virtù della lauta liquidazione da investire;

    6)L’Azienda “Il Poggione” non è stata mai neppure sfiorata dalla minima illazione sullo scandalo Brunello;

    7)Fabrizio Bindocci non deve rendere e/o chiedere favori a nessuno, sindacati, partiti, altri potentati locali o di più ampio ambito.

    Tutto qui.

    • sottoscrivo e trovo unicamente fuori posto l’accenno al “broker milanese convertitosi alla viticoltura”. Ce ne fossero come lui.. E magari ci fossero molti altri Brunello straordinari come quello che lui produce…

  8. E’ tardi signori i giochi son fatti ….. La sig.ra Colombini sara’ presidente … Ha mosso troppe pedine in suo favore Bindocci incluso ! ( l’ho sognato stanotte ! )

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