Elisabeth Babinska Poletti suona la Polacca per i vini italiani in patria

Buonissime nuove per i vini italiani ad Est.
Nella terra di Chopin e dell’indimenticabile Karol Wojtyla, di Lech Walesa, Andzej Wajda, Maria Curie-Skłodowska per citare solo i primi grandi personaggi che mi vengono in mente, come ho già scritto recentemente qui il vino sta diventando sempre più popolare e incontra un numero ogni anno crescente di appassionati curiosi e di consumatori ansiosi di conoscerne ogni segreto.
Gran parte del merito di questa sempre più appassionata “love story” tra Bacco e la Polonia va assegnato ad una serie di ambasciatori della nostra Enotria tellus, che con incredibile entusiasmo, abnegazione e applicazione stanno facendo di tutto per far capire ai neo wine aficionados polacchi che l’Italia è uno dei Paesi produttori da prendere più seriamente in considerazione.
Tra i promoter più tenaci va sicuramente considerata una signora, Elisabeth Babinska-Poletti, che da diversi anni vive a Bergamo (e che io pur abitando nella stessa città non ho ancora personalmente incontrato) per la quale il titolo di “ambasciatrice dei vini italiani che mi appassionano” è particolarmente azzeccato, visto l’impegno che dedica a presentare ai propri connazionali vini di buona ma non straordinaria notorietà come i Franciacorta ed i vini del Garda, di cui è tenace paladina.

Una storia molto interessante, credo, quella di questa elegante e raffinata signora dalla cultura e dalle frequentazioni cosmopolite, ben raccontata nello splendido italiano che ha imparato vivendo in Italia, in un’ampia e articolata intervista che mi ha concesso e che ho pubblicato con grande piacere sul sito Internet dell’Associazione Italiana Sommeliers e che potete leggere qui.
Credo che anche voi, come me, sarete colpiti dalla sua enoica passione, dalla forte convinzione in quello che fa, dalla certezza che in Polonia si berrà sempre più vino e che quello italiano, se i produttori italiani si lasciassero un po’ contagiare dal suo entusiasmo, potrebbe fare la parte del leone…
Le bellissime fotografie che accompagnano il testo sono della fotografa professionista polacca Malgorzata Mikolajczyk

0 pensieri su “Elisabeth Babinska Poletti suona la Polacca per i vini italiani in patria

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  2. Ela e’ stata definita da Tomek Prange-Barczynski (direttore di Magazyn Wino) “l’insegnante di Franciacorta”. In effetti ha cominciato proprio da qui e ha fatto davvero tanta fatica per aprire le porte giuste. Non credano, i produttori di Franciacorta, che basti il nome per avere una fila di clienti in ginocchio a pregarli di venderglielo. Si fa una fatica enorme perche’ in tutto il mondo c’e’ grande concorrenza nel campo delle bollicine. Ela ha scritto del Cava, come avevo gia’ fatto io l’anno scorso anche su queste colonne, venduto a prezzi diversi ma a partire dai 3 euro a cui lo comprai a Tesco. Ma potrei parlare di Champagne, anche questo venduto a prezzi diversi ma a partire dai 15 euro di Auchan. Senza contare i Sekt dalla Germania, dalla Repubblica Ceca, dalla Slovacchia, o gli Igristoje dalla Lituania (dove Bosca aveva costruito un impianto davvero notevole), sui 3 euro. Fin qui parliamo sempre di vini, cioe’ di mosti d’uva vinificati e spumantizzati. Ma pensate che all’Est ci sia solo quello? No. Ci sono anche decine di milioni di bottiglie di acqua mischiata con mosti concentrati bulgari e rumeni, rinvenuti per 21 giorni e gasati artificialmente secondo un procedimento che denunciai su Enotime, una vera schifezza che spacca il fegato e lascia l’amaro dell’inchiostro in bocca, venduti a meno di 1,25 euro. Decine di milioni di bottiglie. Ecco, Ela deve combattere con tutto questo: con prodotti di qualita’ a prezzi migliori dei Franciacorta e con porcherie che intossicano il commercio e la popolazione. Percio’ se qualche produttore di Franciacorta non la smette di fare le bizze e comportarsi come un elefante in un negozio di cristalleria, creando ad Ela ulteriori difficolta’ con quelle vecchie mentalita’ da imbonitori che purtroppo trovano ancora spazio perfino nella moderna, imprenditoriale Franciacorta, sara’ difficile ottenere dei risultati migliori con questo vino che per vincere deve dare prova di avere alle spalle non solo la qualita’ del prodotto, ma quella del servizio commerciale complessivo, a partire dal semplice fatto di onorare gli ordini ricevuti. Sì, non ridete! Capita ancora oggi che qualche cantina mandi dei campioni, proponga l’acquisto, si veda ricevere un ordine eppure… non lo onora. Devo precisare che chi ordina paga in anticipo le fascette e per sdoganare deve pagare un’accisa all’arrivo in Polonia. Ho citato soltanto il peccato e non citero’ il peccatore, dato che quest’ultimo e’ uno tanto famoso che lascerebbe di stucco ogni lettore di Vinoalvino per un comportamento del genere che spiazza la parola d’onore e lo star del credere di qualsiasi rappresentante sul posto. Incredibile, eppure succede. Se si vuole aver successo all’estero, basta con i comportamenti tipici soltanto della medioevale piazza del mercato delle vacche di Rovato!
    Powodzenia, Elo!

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