Landò Le Fracce: un grande Riesling Renano in terra di Oltrepò

C’è anche l’Oltrepò Pavese, la terra della Bonarda e del Cruasé, del Pinot nero vinificato in bianco, frizzante e del Buttafuoco, del Classese e di molte altre cose ancora, nella mappa, in verità non molto ampia, delle zone vinicole italiane dove si possono produrre Riesling (ovviamente sto parlando di Riesling renano, non di italico…), di indiscutibile qualità.
Lo dimostra, ad esempio, il lavoro, impeccabile, esemplare, fatto in quel posto splendido che è Mairano di Casteggio, da quella che io considero una delle migliori (mi azzarderei quasi a dire la migliore) aziende oltrepadane, Le Fracce.
Un’azienda che non si accontenta di produrre un ottimo Pinot nero, di cui ho parlato qui recentemente, e due Rossi, il Bohemi ed il Cirgà, che costituiscono due delle più belle dimostrazioni di grandi vini rossi di Lombardia, prodotti con il contributo di Barbera, Croatina e Pinot nero, in terra oltrepadana, ma dimostra anche di poter dire la sua, ai massimi livelli, con un bianco di grande nobiltà ed eleganza.
Un vino speciale, l’Oltrepò Pavese Riesling renano Landò (dizione che appare in etichetta dall’annata 2001, un omaggio al conte Fernando Bussolera (già proprietario dell’azienda, ora proprietà della Fondazione Bussolera Branca) frutto di un lavoro in purezza su questa varietà tedesca che dura da oltre vent’anni, con tre ettari di vigneto, da barbatelle selezionate sulla base di un’attenta ricerca di varietà alsaziane, di natura calcarea e calcareo argillosa esposti a ovest, tra i 250 ed i 350 metri di altezza, situati nei due areali di Mairano di Casteggio, con vigneti piantati nel 1986, e di San Biagio di Casteggio (impianti del 1994).
Due zone con caratteristiche diverse, con epoche di maturazione differenti, che portano al vino quella complessità di espressione che lo caratterizza e un’evoluzione nel tempo davvero sorprendente.

 

Una capacità di evolvere, acquisire preziose sfumature olfattive e gustative, mantenendo una assoluta piacevolezza, che ho avuto modo di verificare, di recente, nel corso di una bellissima degustazione verticale di undici annate, dal 2009 appena imbottigliato e giovanissimo, ad uno splendente 1995, che ho documentato in questo ampio articolo, pubblicato sul sito Internet dell’A.I.S.
Grandi Riesling renano dal “profumo” di Oltrepò…

24 pensieri su “Landò Le Fracce: un grande Riesling Renano in terra di Oltrepò

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  2. Lavoro con un azienda oltrepadana, probabilmente la seconda ;-), che produce un eccezionale, mineralissimo, riesling renano, del quale è oggi disponibile sul mercato l’annata 2005.
    Non sapendo come comportarmi rispetto alla netiquette evito, al momento, di fare nomi.

  3. Complimenti sinceri per le note di degustazione contenute nell’articolo pubblicato sul sito internet dell’AIS. Effettivamente credo che Le Fracce sia una delle non molte aziende oltrepadane che ha sempre mantenuto uno standard qualitativo di rilievo. Peraltro la degustazione conferma la longevità dei riesling di questa zona, non sufficientemente valorizzata sia nella ristorazione che nella vendita. Spesso mi è capitato di assaggiare riesling (anche italici) “dimenticati” in cantina da parecchi anni, che esprimevano grande carattere.

  4. Sono particolarmente contento di questo vino perche’ sono molti, ma molti anni che tu insisti con il Riesling Renano in Oltrepo. A me ed a mia moglie non entusiasma in modo particolare (anzi direi che io mi farei una pera con il Riesling nostrano, ma busciante di Montecalvo Versiggia), eppure tutti, ma dico tutti i nostri amici polacchi che sono appassionati di vino, sostengono che il Riesling Renano e’ in assoluto il vino bianco che gli piace di piu’. de gustibus non disputandum est. Tu lo sai che io sono una vecchia ciabatta, lasciami alla prima osteria e vai pure a farti un giro fra le alte sfere del vino, che io vado a sciacquare le vasche… pero’ sono fiero e felice con te perche’ dev’essere una soddisfazione particolare quella tua di veder finalmente realizzato un valore cui tu per primo hai creduto in Oltrepo. Hai trovato una gran bella azienda (per favore, non azzardarti oltre…) con una bella filosofia anche per quanto riguarda la serieta’ e la lungimiranza, ti hanno dato un bel vino come proponevi tu. Adesso speriamo che non rimanga una cattedrale nel deserto. Se fossi in te farei un servizio fotografico sulle due vigne, andrei anche un po’ piu’ nei particolari per la vinificazione, anche per fare giustamente da modello. Se e’ un bel Lando’ (una carrozza d’antan), puo’ fare benissimo il prototipo per una Ferrari. Basta salire la strada verso Montalto, far la pipì contro un muretto a Rocca de’ Giorgi, di terreni da convertire al tuo Riesling Renano sai quanti ce n’e’, e pure dei migliori! Bravo, Franco. Questo vino lo fanno dei grandi vignaioli, degli ottimi vinattieri, ma e’ tuo. Sento che e’ tutto tuo e sono anche commosso nello scrivertelo. Complimenti, amico dell’Oltrepo! Ony soit qui mal y pense!

  5. Il nome, credo, l’abbiate già fatto due volte. Si tratta dell’ottima azienda Olmo Antico che effettivamente produce un pregevole riesling renano ma anche un notevole riesling italico. Sbaglio?

  6. innanzi tutto un riconosciuto grazie al Sig.Olmo,che non
    ne approfitta di un commento,per fare da sponsor diretto
    o meno,ad una azienda o cantina che lo vede interessato.
    Ed un bravoa Ziliani,che riconosciuta la riserva di Olmo
    gli da il semaforo verde. Questo rispetto/riconoscimento
    reciproco,esprime fiducia nell’uomo malgrado i ns.tempi.

  7. ahaha mi spiace di aver creato un equivoco ma la cantina della quale parlavo è I DORIA di Monatalto Pavese. Io sono solo un piccolo distributore ma un grande appassinato, Olmo(vini) è il nome della mia attività.

  8. Caro olmo, io invece di equivoci non ne ho proprio creati scrivendo con estrema chiarezza “Basta salire la strada verso Montalto”, ovviamente da Casteggio, quindi per Calvignano e l’antica Osteria, SP 188 mi sembra, e poi lei lo sa benissimo meglio di me che gran bel posto che e’ tutto quello stupendo territorio, tutta quella tratta, visto che scrive con una gran goduria “ahaha”, un po’ come per sfidare (e qui mi trova senz’altro al suo fianco) tutti i lettori del blog che non ci sono ancora stati ad andarci. Gente! Ha ragione olmo! Prendete la bicicletta, il motorino, la moto, la vecchia carretta che avete e che osate ancora chiamare macchina, ma andateci su da quelle parti! Non ce n’e’ tante di terre bellissime anche soltanto per una scampagnata o una camporella come ce ne sono intorno a Montalto Pavese! E le aziende vitivinicole lungo la strada visitatevele tutte, prendetevi con calma tutto il tempo che volete per godervele, che ne vale la pena.
    …”ahaha”…

  9. Ma io quando lavoravo alla Pneumatici Clément me lo invidiavo davvero quell’Olmo, ma anche Masi, perche’ facevano bici “su misura” come i migliori sarti, invece io mi ero raffazzonato da solo la bici con un telaio Legnano, cerchi FIR, cambio Campagnolo, freni Shimano, palmer Mirage, sella Regina… eppure tiravo lo stesso, oh se tiravo! Adesso non posso piu’ per via del cuore, non sono mica come il buon “Lupo” Mascheroni che ha sempre corso anche nella terza (e pure quarta!) eta’ insieme ai ragazzini su e giu’ per la Sirtori, Montevecchia, il muro di Verano, quello di Sormano…
    Non e’ che non c’entra niente con l’Oltrepo, tanto lo sanno tutti che il modo migliore di scoprire quei meravigliosi vini proprio intorno a Montalto Pavese, Rocca de’ Giorgi, Colombarone e’ quello di andarci in bici da corsa e in gruppo. Con un bell’APE che poi carica tutte le biciclette dopo l’abbondante bevuta ed il pranzo nella classica osteria tipica ed una camionella Volkswagen che ci scorazza un po’ alticci nel ritorno, quando si percorrono altre strade, nuove, per studiare le prossime uscite (e le prossime cantine). Caro luciano (iniziale minuscola), sono commosso, grazie di avermi tolto trent’anni con la tua battuta!

  10. Comunque anche per far piacere a Franco che si batte da anni per la diffusione in Oltrepo di una vinificazione del Riesling Renano, oltre che per non dare l’impressione che il gioiellino de Le Fracce sia un pezzo piu’ unico che raro, ci sono molti produttori che da questo vitigno tragono ottimi vini. Per esempio, in ordine alfabetico, per quel che mi ricordo: Albani, Cabanon, Ca’ di Frara, Cantina storica di Montu’, Castello di Stefanago, Conte Vistarino, Frecciarossa, Giorgi, I Doria, Isimbarda, Monsupello, Tenuta il Bosco, Verdi.
    Vi inviterei, per dare delle indicazioni piu’ ampie a tutti quelli che vorranno assaggiarli in una bella gita sul posto, ad aggiungerne degli altri di vostra conoscenza.

    • Mario, molti di quelli che citi lavorano con il Riesling renano. Ma non sono molti, purtroppo, quelli che ottengono risultati squillanti e indiscutibili come quelli che si riscontrano, basta provare, con il Landò delle Fracce.
      Vorrei tanto poter scrivere diversamente, ma onestà intellettuale me lo impedisce…

  11. Franco, guarda che tanti, ma tanti anni fa, lo stessa frase (ma riferita al Pinot Nero metodo classico) me la disse il Duca Denari quando mi complimentai per quello della Cantina di Santa Maria La Versa. Quindi insisti con la tua onesta’ intellettuale e vedrai che berrai sempre meglio anche quel vino che piace tanto a te… ma te l’ho gia’ detto che invece io sono una vecchia ciabatta e a me annegatemi pure nel Riesling Italico busciante!!!

  12. Mario, permettimi di dirti, che al di là della tua eccessiva modestia in materia di vini (altri tuoi interventi su questo blog lo testimoniano), scopro adesso una tua vena poetica che non sospettavo. Il ricordo della tua vecchia bicicletta assemblata alla meglio mi ha fatto venire alla mente Soldati o forse ancora di più Brera.
    Quanto ai produttori oltrepadani, è troppi anni che aspettiamo qualche significativo passo in avanti un termini qualitativi, ma, purtroppo, la strada che altre zone (cito solo Soave) hanno fatto in Ferrari nelle nostre vecchie colline si continua a fare con la tua improvvisata bicicletta.

  13. luciano (iniziale minuscola), grazie, ma proprio non pensavo di avere un’altra vena che non fosse quella in cui mi faccio delle endovene di vino…
    Il problema è che in Oltrepo, da sempre, non fanno mai squadra. Dunque non trovano mai la quadra. Ci sono state, e ci sono, delle figure che emergono con grande lungimiranza, ma tutti gli altri sono lì a spiarle da dietro le imposte, vivono di pure invidie e gelosie, se potessero al confinante lo crocifiggerebbero, quindi non vanno piu’ in la’ del proprio naso. Secondo me per la gran parte non sono nemmeno all’altezza neanche di un’improvvisata bicicletta, ma stanno ancora al cavallo di San Francesco, “quel che fa tanti bei dané” col vino sfuso ai turisti milanesi fin dalla notte dei tempi, tirato fuori da serbatoi in vetroresina per giunta in bella vista, da cantine maleodoranti ma che fanno tanto “bisnonno”, percio’ perche’ impegnarsi a cambiare vita quando ancora non si capisce che “fatti non foste per viver come bruti”, per dirla con il Poeta, e ci si accontenta così, senza un briciolo di ambizione. Io sono stato educato dalla buonanima della maestra Fraschini, ho comprato il vino tante volte dalla buonanima dell’ingegner Giulio Venco, stimo Angelo Ballabio, ho stretto la mano al duca Denari, stravedo per Lino Maga ed il Barbacarlo, sogno i miei calici al mattino presto su alla terrazza di Nazzano, so che c’e’ un altro Oltrepo a cui voler bene, dargli una spinta, ma che fatica boia! Franco Ziliani te lo puo’ dire anche lui quanti sforzi eppure nisba…
    Ecco perche’ non perdo occasione di ricordare a tutti che e’ assolutamente necessario andarci in gita, parlare con ‘sta gente, bere il loro vino, criticarlo se occorre anche duramente, promuovere le eccellenze, punire le truffe e le bischerate, perche’ soltanto da un rapporto continuo con il turismo potranno aprirsi la mente anche quelli che fin qui l’hanno voluta mantenere completamente chiusa. A Pasqua fanno i loro fuochi, tirano due fucilate alle stelle, ma questa non e’ tradizione: e’ cecita’. Approfittiamone, di questo bel post proposto su un vino estremamente innovativo e meritevole e parliamogli chiaro a questa gente!

  14. Pingback: An Oltrepò Pavese Riesling that commands our attention « Do Bianchi

  15. Il Conte Bussolera, non sarà certo contento della decisione presa di non vendere (almeno per quest’anno novità assoluta) più il vino sfuso. Lui che aveva voluto mantenere questa tradizione e dare la possibilità a chi lo volesse di prendere del vino sfuso. Nel 2012 NON sarà possibile ..tutto in bottiglia ! Contattati non danno nessuna spiegazione, non me lo aspettavo, sono dispiaciuto e offeso.

    • evidentemente alle Fracce la richiesta di vino in bottiglia da non lasciare più materia prima da destinare ad una commercializzazione di tipo tradizionale che, forse, al giorno d’oggi, determinate aziende non gradiscono più proporre…

        • Angelo, da tradizionalista convinto mi rammarico per questa significativa rinuncia ad una bella tradizione voluta dal conte Bussolera, che delle Fracce é stato l’anima. Ma non posso nemmeno biasimare una legittima scelta aziendale di puntare totalmente, e non per spregio nei confronti dei fedeli clienti milanesi, sul prodotto imbottigliato… Proverò a chiedere ragione di questa scelta agli amici che ho in azienda.

          • Chissà che non riesca a dissuaderli. Per inciso, il quantitativo offerto era comunque minimo, andava prenotato prima e ritirato in brevissimo periodo deciso dall’azienda. Questa era per me e un amico, una “tradizione” ogni anno venivamo solamente per quello. Con l’occasione ci si fermava a mangiare alla trattoria di Mairano o a quella un po più avanti (non ricordo il nome), quindi ci si dirigeva a Lirio all’azienda Agricola Casarini per la carne e poi per altro vino all Agnes. Mi sembra che questo innescasse, nel suo piccolo, un meccanismo virtuoso.

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