Quando la classe non è acqua, ma Brunello: un incontro al Greppo con Franco Biondi Santi

Silvana Biasutti, carissima amica che ha scelto da molti anni Montalcino per viverci (e che spesso impreziosisce con i commenti questo blog), mi ha inviato questa deliziosa, delicata e un po’ commossa cronaca di una visita, fatta qualche giorno fa, con una delle sue figlie e con un’altra persona, a quel grande personaggio che è Franco Biondi Santi alla Tenuta Il Greppo.
Poche parole, ma intense e sentite, che descrivono mirabilmente una situazione, un grande uomo, un mondo, un’idea non banale di Montalcino e del suo vino simbolo.
Un qualcosa di speciale e di bello, tra il ritratto, il ricordo, il cameo, che, persuaso come sono dell’assoluta centralità della figura di Franco Biondi Santi, nella storia, nel presente e nel futuro del Brunello, di pubblicare… sono felice e orgoglioso di pubblicare…

“Caro Franco, per tre anni ho raccontato esperienze ed emozioni, scrivendo certe “cronache” dalla campagna, o meglio, da Montalcino, e ogni tanto – anche se gli anni passano e ci si abitua alla bellezza, ma anche a molte incongruenze – vengo presa ancora dal furore (segno che non sono morta?) e devo assolutamente “raccontare”, per far sapere, per condividere, per rammaricarmi, o per (questa volta) dire l’incanto di un incontro. L’allitterazione non è casuale.
“Bisogna avere il cuore freddo!”. Mi sono segnata quest’osservazione di Franco Biondi Santi, seduto a capotavola e io seduta accanto a lui, nella sala degustazioni (ma non so se abbia o meno un nome), al Greppo, al culmine di una visita della cantina, dove avevo accompagnato un amico che me lo chiedeva da un anno.
Il cuore freddo, secondo il detto, ce l’ha chi ha le mani calde, oppure viceversa, le mani calde sono il segnale di un cuore freddo.
Così, garbatamente e con ironia lieve, FBS suggeriva di ascoltare il profumo dei suoi vini, dopo averli bevuti – “il vino si fa per berlo” è un concetto ribadito più volte – e per sentirli ancora e intensamente, i profumi, una volta svanito l’alcol, egli ci suggeriva di tenere il bicchiere tra le mani calde (presumendo che fossimo dotati di cuore freddino, e per ciò che mi riguarda ha colpito giusto) e poi annusarlo, col naso proprio dentro: quasi una sniffata, e con risultati certamente più inebrianti.
La visita alla cantina – c’ero stata molti anni fa e ci son tornata con nuove curiosità – è stata come sfogliare un libro che racconta una storia asciutta, apparentemente semplice, però rigorosa ed emozionante allo stesso tempo. La presentazione ce l’ha fatta una graziosa ragazza, Francesca, che lì lavora non banalmente: niente paroloni, solo lavoro, molto rigore, e un verbo – scegliere – che viene coniugato frequentemente.
Ma prima di scendere in cantina, attraversando quel tratto di terra che circonda quel lato del Greppo, c’era stato l’incontro con Franco, il dottor Franco, che mi ha sorriso con quei bagliori metallici in fondo agli occhi, dicendomi che, secondo lui, deve essere girata voce che non è più un giovane (ma le parole non erano queste e non le ricordo con precisione!), che poi ci ha mostrato un reperto fossile trovato nella vigna sotto ai Greppini: Franco, che alla fine del giro in cantina ci ha raggiunti per la degustazione.
E per parlare di passato e di futuro. E raramente mi è capitato di ‘toccare con mano’ il valore che hanno la memoria di sé e la conoscenza di ciò che si è fatto.
Succede al Greppo, parlando con FBS non si può non essere emozionati. Hai negli occhi quei prati e quegli alberi ben accuditi, senza pompa con consumata eleganza, e nelle nari quel profumo che ti racconta la storia di un uomo e del suo stile.

Tornando, succede anche questo  pensavo, percorrendo rigorosamente a passo d’uomo il viale del Greppo. Succede anche questo a Montalcino, pensavo, e bisognerebbe ricordarsene.
Silvana Biasutti”.

0 pensieri su “Quando la classe non è acqua, ma Brunello: un incontro al Greppo con Franco Biondi Santi

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  2. Sig.Silvana,ho vissuto al Greppo,tanti anni or sono la
    stessa esperienza ed emozione e,leggere il Suo scritto
    fa rivivere fresco come ieri,una persona straordinaria
    ed unica,come la storia del Suo Brunello,mi è rimasto
    inciso nella memoria,grande fascino,ed un gran signore.
    Montalcino,non sarebbe la stessa,senza la sua storia.

  3. Signora Silvana ,ho vissuto al Greppo,tanti anni or sono la stessa esperienza ed emozione e leggere il Suo scritto fa rivivere fresco come ieri,una persona straordinariaed unica,come la storia del Suo Brunello,mi è rimasto inciso nella memoria,grande fascino,ed un gran signore. Montalcino,non sarebbe la stessa senza la sua storia.

  4. non ho parole!Ho semplicemente espresso un’esperienza
    simile,in parte o speculare,a quella della Sig.Silvana
    cmq una visita al Greppo e,fare conoscenza de visu con
    un uomo immagine e,storia vivente della Sua terra come
    nessun’altro a Montalcino,per me è stata una giornata
    toccante ed indimenticabile,è dire ben poca cosa.
    Mi scuso per aver manifestato un sentimento del tutto
    personale,ma quella lettera mi ha indotto a manifestare.
    Mase qualcuno si deve vergognare,certamente non sono io.

  5. Franco Biondi Santi ti trasmette tutto l’amore per il suo vino e per la sua terra in un solo istante,anche fatto di silenzio…Conoscerlo e bere con lui i suoi vini nella splendida cornice del Greppo è un’esperienza che ti lascia un segno profondo nell’ anima.Grazie.

  6. Lino ha scritto solo due volte (io l’avrei fatto anche la terza…) qualcosa che sgorgava direttamente dal suo cuore. Esattamente come certi tuoi articoli, caro Franco. Non tutti ne sono capaci, in questo mondo di strozzapreti o di paraculi. Abbiamo bisogno come il pane di gente come te e come lui. Viva Lino!!!

  7. Gentile Lino-c@, mi sento tirata dentro, come si usa dire…
    Condivido – ma forse non c’è nemmeno bisogno di riscriverlo – totalmente le sue emozioni, sennò non avrei scritto a Franco Ziliani.
    Mi ha solo stupito ritrovare il suo post di commento- trascritto alla lettera – evidentemente da altri, con un’altra firma. E di che dovrebbe mai vergognarsi, lei?!
    Cordiali saluti. S.B.

    • se mi fossi accorto, cosa che non ho fatto, che l’altro commento sulla visita da Franco Biondi Santi arrivatomi da una persona che si firma con un nome straniero era nientemeno che il testo del commento di Lino, non avrei pubblicato questo nuovo commento. Che non so da chi sia stato mandato e che senso abbia…

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