Una precisazione di Stefano Cinelli Colombini

Con riferimento a quanto da me scritto qui, ho ricevuto da Stefano Cinelli Colombini, proprietario della storica Fattoria dei Barbi una smentita, non ufficiale.
Gli ho quindi subito manifestato la mia disponibilità a pubblicare una sua nota ufficiale. Cinelli mi ha pertanto inviato la seguente precisazione che doverosamente pubblico.
Lo faccio però con una mia ulteriore precisazione. Non sono solito pubblicare notizie, soprattutto su un argomento delicato come la presunta vendita di un’azienda, in maniera superficiale, senza opportune verifiche. Cosa che ho fatto anche in questo caso prima di pubblicare l’indiscrezione, senza contattare, però, il diretto interessato.
Prendo doverosamente atto di quanto dice Cinelli Colombini, che mi ha anche assicurato, off record – “è invece vero che ho insediato un direttore generale” – ma non posso non chiedermi perché le numerose persone con cui ho parlato, affidabili, ben informate e degne di essere prese in considerazione, mi avrebbero raccontato – e sono numerose – una cosa non corrispondente al vero.
Perché l’avrebbero fatto, per il consueto gioco al massacro, cui mi sarei prestato, per antipatia nei confronti di Cinelli Colombini, per danneggiare la sua azienda o per quali altri oscuri, insondabili motivi?
Come spesso accade, quando si tratta di Montalcino, non capisco, anzi, rinuncio a capire… Non ne vale la pena…

Ecco la precisazione di Cinelli Colombini.
“Sono ben conscio che quanto ricaverei dalla vendita della Fattoria dei Barbi è più che sufficiente a mantenere nel lusso la mia famiglia per alcune generazioni, ma faccio questo lavoro perchè mi piace e perchè amo la mia terra, per cui la Fattoria dei Barbi non è stata venduta nè lo sarà.
Mi pare di aver dimostrato più che ampiamente questo amore per Montalcino nelle tante cose che ho fatto e nelle tante battaglie che ho combattuto, e per le quali ho pagato duramente e sempre di persona. Invece i calunniatori che le hanno fornito l’informazione falsa che lei ha pubblicato sono solo degli anonimi farabutti che colpiscono alle spalle, dei biechi figuri che non hanno esitato a mettere nel panico delle persone per bene che lavorano per la mia famiglia, che temevano di perdere il lavoro; spero che lei cessi di servirsene come fonti.
Cordiali saluti, Stefano Cinelli Colombini”

0 pensieri su “Una precisazione di Stefano Cinelli Colombini

  1. Gran brutta storia. Il panico diffuso fra i dipendenti e’ molto lungo da curare anche quando si dimostra senza motivo. Gli hanno fatto un danno non indifferente garantendo anche un clima di sospetto verso il direttore generale insediato. Mi spiace molto che abbiano coinvolto anche te, Franco, ma penso che tu hai soltanto anticipato qualcosa che sarebbe scoppiato certamente in modo ancor piu’ devastante in un secondo tempo e penso che Stefano Cinelli Colombini lo abbia perfettamente compreso. Che mondaccio!

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